Avevo in mente di scrivere due righe per introdurre l’esordio di Estebans su Core.
Invece sai che c’è?
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Avevo in mente di scrivere due righe per introdurre l’esordio di Estebans su Core.
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Non avevo mai pubblicato su carta. Poi un giorno arriva Laura Scarpa e mi fa esordire su Blue. E’ un azzardo perché sono una pippa, ma lei vede potenzialità. Tante cose mi ha insegnato del fumetto da quel giorno.
D’altra parte lei non aveva mai pubblicato sul web. L’aiuto ad esordire con un suo Tlog. Non è un azzardo perché lei è un mostro e Caffè a Colazione si rivela da subito un gioiello.
Ora, dietro subdolo invito, ma, son sicuro, spinta soprattutto dalla sua enorme curiosità e voglia di sperimentare, arriva qui su Core.
Per me un tuffo, ar còre.
[Mak]



E’ un fumetto procrastinatore, questo nostro. Che appartiene al domani. Che pensa al tempo come pellegrinaggio, come percorso di avvicinamento ad un obiettivo che non-è-ancora, e senza peraltro sapere quale. E’ un fumetto il cui presente è altrove che deve stare, e presto scivolerà negli archivi alla impossibile distanza di un click dalla homepage. Che ha significato solo in quanto premonitore, solo in base al futuro che può generare – al volo planare e sinuoso e concentrico con il quale si prepara ad atterrare nel domani.
«Procrastinare significa non prendere le cose così come vengono, non agire secondo il naturale succedersi delle cose. Contrariamente a un’impressione comune, la procrastinazione non è una questione di accidia, indolenza o lassismo; è una posizione attiva, un tentativo di assumere il controllo sulla sequenza degli eventi e renderla diversa da quella che sarebbe stata se si fosse rimasti docili e acquiescenti»*.
Docili e acquiescenti.
Tre nuovi amici ci raggiungono in questa avventura bislacca . La prima è coppia artistica e serendipitosa, incontratasi per caso e istinto: Emanuele Simonelli e Barbara Delfino, con una storia che è una bomba al neutrino, di quelle silenziosissime, che ti scivola addosso e nemmeno te ne accorgi, e poi ti sconquassa da dentro con un sbuffo colorato e apparentemente innocuo. Una storia che ha generato una discussione su genere, fumetto, arte, varie ed eventuali che vale, da sola, il prezzo del biglietto. Harlock, invece, è entrato a gamba tesa nella fuffa ombelicale, facendo reiterato scompiglio scompiglo scomppiglio scompiglio.
“Come quale messaggio?” – ha risposto minaccioso Makkox alla mia umilissima mail che chiedeva la linea da seguire pedissequamente, un motivetto annoiato sussurrato a voce smangiucchiata dal Maestro su cui scrivere faticosamente uno spartito intero:
che bisogna comincià a lavorare su storie, sarsose. che il party d’inaugurazione è finito. che ora ci si prende anche più tempo, ma si lavora per bene. questo MESSAGGIO.
Ora. Io, sarsoso, non ho la benché minima idea di cosa significhi. Ho cercato nello Zingarelli Magnum Edition e poi, come estrema ratio, nel manualetto delle parole strane e delle abbreviazioni valide che si trova nella scatola di Scarabeo. Niente. Però lo lascio qua – magari tra voi artisti vi capite.

Doppio movimento fuori sincrono. Amore in fuga + passeggiata (Firenze 2007)
Invece ora dico una cosa mia e che si capisce, altro che la sarsa di Makkox: basta con gli scherzi, con le italianissime strizzate d’occhi e di palle à là capisc’ammè; con gli esordi che – come diceva Roland Barthes nel suo manualetto su La Retorica Antica** – comprendono canonicamente due momenti:
Ora, che anche gli esordi siano veri. Che siano tenaglie che strizzano e non mollano fino alla fine – e la fine (l’ultimo grafo, l’ultimo pixel scrollone) sia il solo segnale ch’aneli, quello che – tlac! – la tenaglia si apre e finalmente molla la budella: un apriti-sesamo fumettato, un messaggio ipnotico di risveglio alla giucascasella.
(E il prossimo esordio è proprio una storia di quelle)
Quanto alla discussione, la scrivevo già la settimana scorsa, la passione e la soddisfazione nostra per “i commenti fuori dai denti. Meglio se strappacòre (in tutti i sensi del termine)“.
Li ho contati. In un mese di vita (sì: solo/già un mese) sono quasi 800 commenti.
I 10 autori che si sono lasciati infinocchiare dal progetto e le 23 tavole prodotte ci fanno quasi meno piacere di quella vasca di sanguisughe che sono i commenti di Coreingrapho – perfetti per benefici anti-spocchiosi salassi artistici. Quando ancora Makkox ci stava con la testa, dopo veloce consultazione, abbiamo pensato di stralciare in una categoria apposita proprio quei contenuti che, a partire dal suo Y.A.W.N, erano – di fatto – conversazione disegnata. Botta e risposta. Autoreferenzialità spinta. Quei contenuti che si lodavano, imbrodando gli altri. Quelli che lavavano i panni sporchi in casa, con il bambino dentro. Quelli, insomma, che storia e fumetto lo erano meno.
Ora la categoria si chiama Lana d’ombelico. Ma qui sotto c’è la copertina della prima denominazione “Panni sporchi” che alla fine, abbiamo pensato (sempre quando Makkox c’era con la testa e non aveva cominciato a ripetere “io sarso, tu sarsi, egli sarsa” girando per casa) fosse troppo inclinata alla pugna. Mentre, è noto, a noi piacciono i diminuitivi.

Del luogo in cui persone dall’infelice esistenza si nominano Autori di Fumetto e ascoltandosi l’un l’altro cingersi il capo di tal corona, trasalgono (?) esclamando TU?! AUTORE?! e giù mazzate ad educar l’altro alla modestia
Se poi sei quel tipo di persona che sa ipnotizzare, e sai tenere in mano una matita, la email è sempre la stessa (e le regole pure), ed è – altro che domani! – roba di fede, sempre inutilissimo che troppo ci pensi: info@coreingrapho.com
*Zygmunt Bauman, Modernità liquida, Laterza, 2006
** Roland Barthes, La Retorica Antica, Bompiani, 1972