

Appendice granulare
Come, a mio parere, dovrebbe essere per ogni buona fiction: la storia è inventata, i piccoli dettagli son autentici.
Questo per mettermi al riparo da chi si fosse eventualmente riconosciuto.
Poi, curiosità tecnica, e se non interessa si può tornare subito in home.
Tanti anni fa, in una galassia lontana… c’era un programma vettoriale che si chiamava Aldus Freehand (non linko perché lo linko dopo e ciò un perché).
Girava solo su Mac.
Su pc non ci girava manc’o cazz, all’epoca.
Poco tempo dopo il periodo descritto nella storia (roba di settimane), iniziai a far pratica* in serigrafia e conobbi appunto Aldus Freehand. Non che mi facessero mettere mano al computer, macchè. Era roba delicata che costava un botto, tzè!
Però Freehand mi rimase impresso.
Curiosità: l’addetto all’APPLE MACINTOSH (ohhh) e a Freehand era ’sto ragazzino qui. Ma vabe’, non c’entra nulla.
In questi ultimi anni Freehand è stato rilevato dalla Adobe e smesso a favore di un loro software concorrente: Illustrator.
Gran programma quest’ultimo, ma, mannatem’affanculo miei cari amiki grafiki, Freehand era meglio.
Tralasciando i vari dettagli a supporto di tale affermazione, che qui non hanno motivo d’esser discussi, ne lascio uno fondamentale: il segno ottenuto con la tavoletta grafica.
(non ditemi che nun so’ bono io, perché in sta materia vi metto prima in fila e poi a pecora).
Illustrator ammorbidisce e abbellisce automaticamente il tratto (anche se si imposta questa funzione a zero) mentre Freehand restituisce la minima esitazione e variazione della penna. Proprio come un pennino reale.
Freehand è un imitazione più vera.
Forse la sua crepa è solo questa: rende meno produttivi *in bella*.
Ma è anche il suo punto di fascino.
Io uso Illustrator per i miei disegni (necessità di funzioni moderne che non approfondisco), ma, dovendo casualmente riaprire un vecchio lavoro in Freehand, mi son ritrovato in questo programma dopo tantissimo tempo che non lo usavo.
Ho iniziato dallo schizzo del tizio che squaglia il fumo e, come tirando su una lenza, è venuto via tutto il resto.
Ho lasciato tutto com’era uscito in fase di schizzo e bonanotte. Buona la prima.
Non credo che tornerò indietro dalle molte, ottime, moderne funzioni di Illustrator, però ho montato Freehand anche sul computer di casa dove lavoro abitualmente (questa storia l’ho disegnata in ufficio).
In questa riscoperta dell’antico artigianato, un giorno, lo so, mi ritroverò casualmente di fronte un foglio di carta, con matita, china e pennino e…
minimo ricomincio a bere e fumare.
*schizzavo in giro alle più astruse richieste del boss della serigrafia. che comandava. e chiedeva anche, sì. bei tempi però.





















