Tutti i post nella categoria: Insight

C’è chi lo chiama community management. Dio ce ne scampi e liberi / pape satan pape satan aleppe. Son pensieri dritti e rovesci, messi più o meno in bella, laterali e soverchi – che d’intorno alle cose disegnate si muovono con seduzione e passo silenzio e tecnologico bzzzzzzzzzz.


Post in questa pagina






di jd
archiviato in Insight
Commenti (7)






post Happy Birthgraph to you. Ovvero: un anno scrollato pericolosamente. Ovvero *riempi con un altro gioco di parole che NON funziona*.

di Antonio S.

gennaio 10th, 2010

Archiviato in: InsightCommenti (22)


Update: una idea per il 2010, emersa dai commenti (cvd). Un Comicscamp, un barcamp tematico sul fumetto digitale, per incontrarsi e discutere. Primavera, più o meno. Ci lavoriamo un po’, e vediamo l’effetto che fa.

Ovvio che ho aspettato VOLUTAMENTE il nove gennaio senza scrivere prima e per mesi perché, a questo punto, meglio aspettare il nove gennaio, perché il nove gennaio appunto, che è oggi ancora per uno spicchio di tempo, epperò il nove gennaio di un anno fa, il nove gennaio 2009, Coreingrapho.com, il sito che prima del nove gennaio di un anno fa non esisteva se non nella mente di Marco e mia e in quella del buon Flaviano, proprio questo sito qui il nove gennaio di 365 giorni fa vedeva la luce retroilluminata dei pixel del web. Un anno fa. Apriamo la pagina dei nostri fumetti, delle nostre parole, dei commenti che sono universi in calce laggiù, delle storie che più son state come nostre e come fossero specchi di pensieri facciamo a noi stessi gli auguri di buon compleanno: che il compleanno è il nostro. Coreingrapho c’est muà e tuà. E’ stato così fin dall’inizio – con una intuizione che è scaturita non già da qualche formidabile e precisa volontà ma da una croccante pigrizia adagiata come tacchino sul letto di una fragile insalatesca fiducia nel genere umano. E vabbè: nel fumetto.


[Vigna makkoxiana per il primo genetliaco di Coreingrapho. Anche solo per spartire la colpa dei giochi di parole non riusciti]

I commenti peer review e i recinti verticali (e il core, certo)

Dico che è stato così fin dall’inizio (di tutti: nostro, nostro) perché così Coreingrapho nasce. Nel bene e nel male cercando di creare uno spazio meno “chiuso” (metto le virgolette) e più sperimentale di quelli che pur c’erano e ci sono nel panorama web italiano. Meno recintato. Nel bene e nel male cercando di dare pubblicante fiducia alla parte più nera del gregge sparpagliato di fumettari che bazzicavano il web e raramente uscivano fuori dal rassicurante pubblico dei propri circoli personali. Già nelle regole al buio che ci eravamo dati, nell’analisi di contesto da cui siamo partiti, c’era l’intuizione che ci volesse il buon esempio di una rivista non-rivista – come in tutti questi mesi abbiamo detto – in cui gettare il còre oltre il proprio ostacolo sotto forma di blog. Nel bene e nel male. Senza troppe pretese se non un “ahhhh” di soddisfazione, un rutto a fine pasto, un vaffanculo liberatorio, un bacio inaspettatamente ricambiato.

Mi è capitato di pensare recentemente a quali fossero gli ingredienti del piccolo miracolo – quasi costretto dal doverne parlare in pochi minuti in radio. E credo siano fondamentalmente tre, e li scrivo qui per conforto e condivisione, non suoneranno particolarmente nuovi a chi queste pagine frequenta – e anche perché certe volte è importante, le cose, ripetersele.

  • Il primo ingrediente è il fumetto scrollante. E’ un formato che, come credo abbiano più volte dimostrato i 25 autori che hanno pubblicato quest’anno su Coreingrapho, risponde in maniera più elegante (non so perché mi è venuto questo termine ma credo sia quello giusto) a quella che è la modalità ormai standard – vincente vittoriosa – di fruizione dei contenuti online. Un formato verticale, che la vigna viene giù come gravo. Responsivo al dito a rotella, all’occhio che scivola in basso, al pensiero che spizza e implora una fine qualsiasi, laggiù – tra i pixel di Schroedinger che ancora devono esserci e chissà se ci saranno o meno. La tavola su carta è un punto fermo – una sospensione di tempo, un respiro trattenuto che aspetta la pagina che gira e che svela un mondo tutto intero, in una sola esplosione visiva. La tavola a scrolling verticale è un segno di interpunzione più fluido – è una respirata aerobica, una scivolata sul ghiaccio con le suole lisce e la nebbia e il sospiro di sollievo alla discesa che finisce: prospettive ardite, ibridi crossmediali con flash, spazi vuoti, discese negli abissi dei colori e esplosioni di strutture.
  • Il secondo ingrediente sta dentro i commenti. Sta nella scientifica consapevole condivisa capacità di Coreingrapho di funzionare come una specie di arena dove i tuoi pari, con la massima onestà intellettuale (è un termine che odio, ma ci sta bene, benissimo), ti dicono quello che pensano della cosa che hai pubblicato. Un luogo in cui, se vogliamo, il meccanismo anonimo e invidioso della peer review accademica diventa schietto, sincero, reciproco e a viso aperto – quindi sempre più spesso catartico. In tanti anni di blog e di community online, non mi sono mai divertito così tanto come nei commenti di Coreingrapho – un misto tra una bettola di Fight Club, una balera di provincia con brillantine nei capelli, e un campetto dove Maradona-è-meglio-e-Pelè palleggia un’arancia come fosse Super Santos.

Lo scriveva bene Marco, in una delle poche volte in cui le cose che scrive soppravvivono a qualche mese di tempo (eh eh eh):

L’esigenza a cui mi riferisco è di un confronto maturo tra Autori in un’arena comune: sorridere mandandosi a cagare di spalle; rubarsi idee e modi; lasciarsi commenti incazzati perché quella trovata era mia e comunque già lo faceva Segar nel ‘38; prodursi in barocchismi grafici e verbali alla ora te lo faccio vedere io!, mandarsi nascostamente email complici in cui si afferma con equilibrio che solo io e te valiamo qualcosa e gli altri sono una massa di cazzoni scarsi. E ladri. In poche parole: crescere singolarmente e far crescere il web-comic in un laboratorio ricco di agonismo (pro)positivo, ché di club de “Siamo i Meglio e Facciamoci le Carezze” c’è ne sono anche troppi e causano la caduta delle palle.

  • Poi c’è un terzo e ultimo ingrediente ed è il còre. Sono pronto a giurare e spergiurare che tutti quelli che hanno pubblicato in queste pagine l’hanno fatto perché, ad un certo punto, gli è venuto un ghigno di quelli belli e immotivati, che non hanno ragioni usuali (i soldi, la fama, ecc.: non sono articoli che trattiamo in queste pagine), un ghigno che dice sbruffone: “ora glielo faccio vedere io, a quelli lì, come si fa un fumetto”. Giocoforza, poi, uscivano fuori i cavalli di battaglia, i dèmoni ridicoli, le buffonerie dolci e tristi che sono sempre dolci e tristi e adorabili se sono vere – se raccontano di quella volta che volevi e invece no.


[Questa vigna recuperata dagli anfratti delle mie cartelle era online qualche giorno prima del fatidico sgravo - la nascita, la nascita ovviamente]

Esigenze, nude come bisogni primari: avere un nuovo gioco grazie al quale giocare insieme, senza troppe barriere all’ingresso (una delle critiche più diffuse, ovvero che non c’era controllo, o addirittura – orrore! – editing da parte nostra, e a parte ovviamente i consigli, è invece una delle cose di cui io vado più fiero: l’editing è sempre stato DOPO la pubblicazione, nei commenti, e non prima, nelle segrete stanze), e alimentare quel sano agonismo (perfetto il termine) che nasce solo quando il gioco piace a tutti, nessuno vuole portarsi via il pallone o spegnere i riflettori e alla fine ognuno ha una sua specialità attira-rispetto: che sia la punizione dal limite o il gol da calcio d’angolo di Massimino “O Rey” Palanca, che spesso per il resto della partita passeggiava tranquillo senza voglia di rincorrer la palla (oggi mi vengono solo esempi calcistici).

Giri di boa, e il traguardo che si vede laggiù

Spesso i compleanni sono come giri di boa. Servono a tenere il tempo. A capire se, considerate le condizioni atmosferiche e le madonne del vento e l’acido lattico dei prodieri, la tabella di marcia è ancora quella giusta per arrivare al traguardo in qualche modo.

Oggi, 9 gennaio 2010, la prima boa segna questo:

  • 25 autori, che ci siamo incontrati mai per caso ed è stato sempre una piccola meraviglia
  • 105 post, quasi uno ogni tre giorni
  • 3700 commenti, che nemmeno faccio i conti
  • Un numero imprecisato di pixel in altezza, intorno ai 630 mila (non sarà una cifrà così lontana dalla realtà, quella che otterremmo se qualcuno trova il modo di calcolarla esattamente).

Poi, per dire, non abbiamo mai visto i dati degli accessi, le pagine viste, i visitatori: mai fregato nulla, non so nemmeno se abbiamo mai messo un contatore di accessi (credo di sì ma non abbiamo mai sentito l’esigenza di controllarlo). Mai fregato della mera bruta quantità: nè credo mai nessuno ha chiesto o detto i nudi numeri, ché come noi se ne fregava.

Poi, per dire, c’è chi ha scritto che siamo (siamo non solo io o Marco o solo gli autori o solo i commentatori: siamo, noi, tutti – se leggi e sei arrivato fin qua lo sei anche tu) il più importante sito di fumetti in Italia. Spesso, nei commenti, le discussioni si sviluppavano intorno alla domanda non detta o sottotraccia se un fumetto fosse più o meno “Còre-style”, e ogni volta ne uscivamo con la convinzione che non ci fosse alcuno stile preciso – che tutto potesse esserlo o non esserlo, che tutto in fondo lo fosse comunque, perché stava qui. Perché stavamo qui.
A parlare, a fare, a scrivere, a leggere del fumetto che ci piace, che sarà.

Questa è la cosa importante. La cosa che proviamo a portarci appresso anche questo anno – in cui se ce la facciamo apriremo nuovi campi da gioco in cui giocare, poi, insieme.

Intanto, grazie.

core_intro_page1_2[E io lo ammetto: ho finito di scrivere che è già il 10, gennaio. Ma è tutto calcolato, e l'ho fatto VOLUTAMENTE. E' un modo per pubblicare l'header di scuse del ritardo dello scorso anno, replicarlo quest'anno e avere modo di ringraziare personalmente Marco Dambrosio, cui va la maggior parte dei meriti di Coreingrapho, che ha fatto un lavoro spettacolare su tutto, con lo spirito giusto e dando il giusto esempio. Chi ha avuto a che fare con Coreingrapho sa cosa intendo. Lo scrivo qui solo perchè, anziano com'è, si sarà già abbioccato al secondo comma e se pure non s'è abbioccato di certo non si mette a leggere le didascalie, che considera di certo strumento del dimonio dell'editoria tradicionàl.]





post Coreingrapho s’ammammalucca, ci vediamo a Lucca Comics?

di Coreingrapho

ottobre 28th, 2009

Archiviato in: InsightCommenti (4)


Sapete, vero? Mi sa di sì.
Da giovedì 29 ottobre fino al 1 novembre si terrà a Lucca la consueta kermesse (quanto mi piace ’sta parola) dedicata ai Comics – e da qualche anno anche ai Games: Lucca Comics & Games, appunto.
Una enorme bolla ludico-narratica che invade le mura della città toscana, fumettari d’antan e giocatori digitali che camminano sui bastioni, frotte di cosplayer e cavalieri con spadoni di plastica che smettono di pestarsi solo quando va via il sole (non ci son le notturne).
Che stordisce, ammammalucca – appunto.

A dire il vero, per un po’, insieme a Marco, abbiamo accarezzato l’idea di essere a Lucca con uno spazio Coreingrapho. Poi abbiamo lasciato perdere, e non solo per una questione di tempi, pigrizie varie e tendenza fatalista ad organizzare alcunchè (ma che idee, che avevamo!) – perché c’è sembrato più naturale, quasi inevitabile, che Core si sciogliesse dentro la festa, insieme liberi e reticolari.

Appuntamenti coreographici a Lucca (aggiungi nei commenti)

Poi però magari ci fa piacere salutarci e incontrarci – e allora qui un promemoria aperto degli eventi di Coreographi vari. Nei commenti altri e aggiungo.

GIOVEDI’

Crossmedia = CrossComics: verso un nuovo fumetto? Ambienti digitali e nuove piattaforme. Scenari dal fumetto del futuro.
Giovedì 29 Ottobre, 17.30 > Palazzo Ducale
Da Internet al mobile ai videogiochi, una discussione sugli scenari del fumetto in trasformazione, visto dal BelPaese. Modera: Antonio Dini (Il Sole 24 Ore). Intervengono: Gianfranco Cordara (managing editor New Media Disney Publishing). Roberto Recchioni (autore, blogger e videogiocatore). Antonio Sofi (giornalista, editor webmagazine Coreingrapho). Andrea Artusi (autore, responsabile creativo Arte Aumentata).

VENERDI’

Aperitivo con gli autori di ANIMAls n.6 (fresco fresco di stampa con copertina di Mattotti).
Venerdì 30 ottobre, 18:00 > Sala Incontri della Camera di Commercio
Presenti: Laura Scarpa e gli autori Paolo Bacilieri, Riccardo Mannelli, Gipi, Filippo Scòzzari, Davide Toffolo, Makkox e Tuono Pettinato, Francesco Cattani, Thomas Campi, Pino Creanza, forse Mattotti e ancora Vanna Vinci (spero) e Lucia Mattioli e Elisabetta Benfatto e Gregory Panaccione e Alberto Pagliaro e Antonio Sofi, Luigi Bernardi e chi arriva arriva…

SABATO

La destra e la sinistra: politiche della pagina. Leggere il fumetto, voltare pagina: strategie narrative della “pagina da sfogliare”.
Sabato 31 Ottobre, 17.30 > Palazzo Ducale
Moderano: Paolo Interdonato e Matteo Stefanelli. Intervengono: Eddie Campbell (autore From Hell, Bacchus), Luca Enoch (autore Lilith), Matt Kindt (autore Super Spy), Mario Gomboli (autore Diabolik e Direttore generale Astorina), Makkox (autore webmagazine Coreingrapho), Davide Reviati (autore Morti di Sonno)

Poi Marco presenterà il suo libercolo (calma, calma, mantieni Mucca, non è offensivo), Le [di]visioni imperfette, venerdì alle 15:00 e sabato alle 16:00 allo stand di Coniglio Editore (E34 -35 (di fianco alla porta) al Padiglione Napoleone). Se volete saperne di più (sempre del libercolo) il nostro lo presenta in questo post.
Comunque andate pure e senza tema di nulla, Makkox è rinomato per la sua socievolezza estrema, e noto per amare il contatto fisico con i lettori – per esempio ha una passione per le pacche sulle spalle, i pizzicotti sulle guance, in generale qualsiasi gesto di intimo cameratismo con sconosciuti. Tranquilli.

Poi domenica mattina, prima che l’ardente occhio di Sol emerga dalla palpebra dell’orizzonte, sarò già in autostrada. libero. liberoooo… (Da una email privata e non autorizzata del nostro)

(ps: quel fedifrago di Flaviano, invece, dice che sta a letto con l’influenza, ma abbiamo fondati sospetti che sia una scusa per aggregarsi di nascosto al gruppo dei cosplayer giap vestito da Ranma, sua segreta passione)





post Coreingrapho vince il premio “Blog con miglior grafica” alla blogfest di Riva del Garda

di Antonio S.

ottobre 5th, 2009

Archiviato in: InsightCommenti (4)


Da un paio di anni (e dopo se non sbaglio una pausa lunga almeno altrettanto), è ripartita in grande stile la Blogfest: kermesse (sempre sognato di scriverlo) organizzata come al solito da Gianluca Neri di Macchianera, che si è appena conclusa nella ridente cittadina lacustre di Riva del Garda, dopo un mix di incontri, barcamp tematici, quel giusto cazzeggio che si confà ad una festa. Più i Macchianera Blog Awards, che premiano i blog in una ventina di categorie: da “Miglior blog” in assoluto a “Miglior blog andato a puttane”, per capirsi. Lo scorso anno mi era capitato la (a dire il vero piacevole) incombenza di dover salire sul palco a ritirare – per conto di terzi amici e assenti – due Macchianera Blog Awards: il premio per “Miglior post 2008″ (vinto da Diego Bianchi) e “Miglior blog a fumetti” (vinto da Marco Dambrosio, toh!).

LEGGI: l’articolo del Corriere.it con la lista delle categorie e di tutti i premi vinti


Il Macchianera Blog Award vinto da Coreingrapho (grazie a Susan per l’amorevole custodia)

Miglior grafica va ad un neonato (o quasi)

Beh, che c’entra Coreingrapho? Presto detto. Tra i blog candidati, nella categoria “Blog con miglior grafica”, insieme a signori blog, c’era appunto il nostro Coreingrapho. Lo so, avremmo potuto dirlo prima, così avreste potuto votare, ma così c’è anche più gusto, no?

Peraltro Core è ancora un neonato, dal punto di vista del web: non ha nemmeno compiuto un anno (sembra una vita, sembra molto di più, lo so), e per il primo compleanno proveremo a inventarci qualcosa e fare il punto di una avventura dal mio punto di vista spettacolare e inaspettata: finora più di 70 tra fumetti scrollanti, long stories, strip e il coinvolgimento di più di 20 straordinari autori che hanno provato a giocare con il lato narrativo e digitale del fumetto, con storie forti, spesso intime e personali, sempre con il piacere di sperimentare nuove soluzioni grafiche, giocando con i limiti e le potenzialità del fumetto ai tempi di internet (per esempio, appunto, con tavole che non ricalcano la pagina cartacea ma scrollano verso il basso allo scrollar di rotellina di mouse – lo dico per chi magari venisse qui incuriosito dal premio, per la prima volta).

La grafica, i grazie e i segnali deboli

Sono quindi contento del premio, che nel merito va per il 99,9% a Marco Dambrosio (prego un applauso, se vi alzate in piedi è la volta buona che si commuove). Marco ha pensato e disegnato la struttura grafica del sito: per esempio con le antiquate, ma forse per questo efficaci, ancorelle che tutto tengono in home (una proposta di sottotitolo alternativo, per molto tempo, è stato qualcosa del genere “La home page più pesante del mondo. Se vuoi pagine leggere vattene pure su Twitter“) (e poi, a dirla tutta, fosse stato per me, la grafica del sito sarebbe cambiata almeno 10 volte) (e temo che questo premio darà ancora meno forza alle mie smanie di rinnovamento).

Sono quindi contento del premio e lo leggo (un po’ forzando, come sono tutte le letture dei segni più o meno deboli che ci trapassano la vita e il cor) anche come un segno della bontà del progetto complessivo: e in questo senso va a tutti quelli che hanno avuto voglia di partecipare in questi mesi con fumetti, testi, sceneggiature, commenti, pacche sulle spalle, consigli e critiche (non so nemmeno quante migliaia di commenti abbiamo nel database). E ovviamente a chi ha avuto il buon cuore di votare. Il mio (il nostro) grazie va a loro. :)





post La non-rivista esfoliata e anacastica. Il listone dei mesi fumetti e sfumati.

di Antonio S.

agosto 8th, 2009

Archiviato in: InsightCommenti (4)


(Che vuoi che sia, il tempo che passa. Qualche mese, pfui. Una particola di pelle esfoliata dal corpo massiccio della Storia). (Peraltro proprio oggi, in attesa ai bordi di una strada polverosa dominata da un branco di cani bicolore, proprio oggi, dicevo, ho scoperto che continuamente esfoliamo, se così si dice – che perdiamo nolenti pezzi di pelle, bit di derma che scivolano giù in file ordinate come i codici di Matrix, ondeggiando solo un po’ per il vento caldo al contrario di quelli. Ho scoperto proprio oggi insomma che produciamo una pioggia soffiona di pelle umana che ovunque s’interstizia: negli angoli più impervi della casa, nelle cose suppellette, nel nero sprofondo dei tappeti vucumprà). (L’immagine della pioggia non è mia, a dire il vero, ma di un venditore di aspiratore tipo-Folletto “ma meglio di Folletto signò” durante una appassionata presentazione – così mi dicevano ai bordi di quella strada). (Ah, costava quattromila e seicento euro, l’aspiratore-meglio-di-folletto, la particolarità è che ti toglie da casa pure l’ombra dell’esfoliazione. Te la *deumanizza*, la casa, questo aspiratore. Se la vedi così, la questione, il prezzo ci sta).


Due mari/tempi. Tirrenia 2004 e le ombre che c’erano, e il Maestro nella sua terra natia.

Core è vivo, anche se respira a fatica per il caldo. Una non-rivista che esfolia mentre respira, mentre fa altro, mentre viaggia o si riposa. Esfolia senza pagine sfogliare, ancora abbarbicato tenacemente ad una idea digitale di fumetto. Esfolia scrollante, come le storie che scendono giù – alcuni dritti e sparati come gravi leggeri nel vuoto pneumatico, altri planando con ali aperte, timorosi di toccar terra e fodersi nell’indistinto terroso che a terra c’è. Core spela, scoria di storie, particola d’idee – quello che avanza quando raschi la pelle, se cerchi il sangue che scorre di sotto, quel sangue pompato dal centro alle periferie. Quello che avanza e che serve se devi cambiare identità, essere chi non sei o chi sei veramente, per andar lassù come in “Gattaca”. Un giorno scopriranno che anche il cervello esfolia, si deneurona microscopico mentre rovella, scende giù come pioggia finissima il pensiero – e noi sarem laggiù con bacinella.

Rimetti tutto a posto

Devo riepilogare, ogni ennesimo inizio dev’essere con tavola linda. E’ una fissazione lo so. Mi sono convinto che le cose tirino fuori la capoccella solo se vedono un territorio vergine dentro cui allignare da padroni assoluti. Se non è coatta (nei due sensi del termine) è un pendolo la vita: che oscilla tra incasinamento e anacastìa – quest’ultima è l’ossessione per la pulizia e l’ordine da cui far nascere il fiore del disordine fino alle sue estreme conseguenze di necessità anacastica e così via – in una sorta di circolo vizioso e insieme virtuoso, di moto perpetuo.

In questi mesi c’è stata la buona idea di Manlio, il viaggio tripartito, malmostoso come il grecale, all’ingiù, all’indietro di Giovanni Ballati, c’è stato il sudore maestrino e calciante (con la risposta di Cotus e Leon), quindi la resa più o meno incondizionata e l’horror vacui finale di Flaviano: una specie di metaracconto che è passato sopra i fumetti come elicottero sbilenco. Poi c’è stata la prima parte partigiana di Escorial e Rael, il pappagallo di Estebans (che arriverà per sottrazione a disegnare un foglio bianco e ricevere applausi surreal-scroscianti), e i mondi migliori e claustrofobici di Ned. La definita infinita (non-finita?) foto ricordo di Makkok che troppe ne tiene a zio insieme ad un dio onomatopeico e terribile, che non vuole non vuole uscire da lì da dentro da lì e ad una voluta voluta di fumo fumettaro, con una serie di riferimenti e rimandi che rimanda all’anacastia di cui sopra (da leggere in parte al posto di questa lunghissima lista). Poi ci sono stati i nostri miglior amici, altro che e oltre Facebook, Barbara e Luca di Emanuelesi e Rael. La morte moleskina e che si mangia di Laura Scarpa, l’acqua scura e callosa di Lobo, e il destino corvaccio delle new entry Fontana e Santucci. C’è infine chi c’ha l’appartamento, come emanuelesi e smeriglia e chi è senza casa, homeless, come Luis Escorial. Molte di queste storie sono anche in inglisc, coma al solito: si possono ritrovare con il tag apposito.

Dopo l’estate

A settembre, il vero inizio dell’anno, alcune novità (forse). Intanto, buona fine d’agosto – qualsiasi cosa stiate facendo.

Inutilissimo

Se poi sei uno che disegnare sa e vuole giocare con noi, lascia perdere ordine e disordine, è roba di fede, sempre inutilissimo che troppo ci pensi: info@coreingrapho.com

  • LEGGI: tutti gli altri insight, per vedere l’evoluzione coreographica




  • post La rivista che vagola e svongola. Nuovo coreographo (Ned) e il contest sorridente

    di Antonio S.

    aprile 30th, 2009

    Archiviato in: InsightCommenti (10)


    E’ una rivista, la nostra, che, nonostante il tempo che passa, non rinuncia ad usare sempre lo stesso attacco definitorio: “è una rivista che”. Che definisce e insieme afferma il suo contrario e spariglia: non è una rivista, e scemo chi legge e ci crede. E’ (sempre più è) una rivista-miraggio, sfocata nei fumi terragni del sole sull’asfalto cittadino, sulla terra arsa che ancora non c’è, sui fumetti che volano incomprensibili o scendono negli abissi dei sogni. E’ una rivista che non è come tu-mi-vuoi: customizzabile come ormai qualsiasi utilitaria, come sul web sempre più si pretende tutto sia – a propria immagine (rifatta) e somiglianza (photoshoppata).

    E’ una rivista resistente – ma non nelle forme cadenti di ritorni evitabili e senza senso, tenuti in piedi solo dallo sputo dell’affetto che fu (sì sto parlando di Frigidaire, ridotto a 4 pagine poverelle allegate a Liberazione). E’ una rivista che prova a mitridatizzarsi alle stronzate altrui provando a produrne di più eclatanti, formidabili, inverosimili. Di tutto e su tutto, senza limiti di trama o stitichezze di tratto, giochi di moda o strizzate d’occhio. A patto che – come al solito – ci sia un nucleo sorridente, un led luminoso che lampeggia sotto le macerie vestite a nuovo del solito-fumetto-fighetto. E’ una rivista che ancora è come la mente umana: sfruttata per un infinitesimo, che molto è ciò che pulsa non visto e (non ancora) disegnato.


    Thinking of you. Spalla televisiva clonata + ristorante perugino, 2009

    Nuovo coreographo: Ned

    Mi scrive Mak tutto preoccupato, che stava tanto bene e sereno ora che non scrivevo da un mese: «Va a ruota libera fottendotene anche di riepilogare (per forza) e tirar le fila. Davvero lasciati andare: vagola e svongola». Lasciati andare, mi dice. Vagola e svongola – manco fossi una spaghettata. L’unica cosa che capisco è che non devo riepilogare o tirar le fila: e magicamente mi vien voglia di riepilogare anche le fila del vicino di casa. Ed ecco, quindi.

    In un mese dall’ultimo insight abbiamo avuto 16 (sedici) tavole di 9 (nove) autori diversi, per un totale di 67.000 (sessantasettemila) pixel in altezza e 3.599.890.000 (tre miliardi e spicci) di pixel disegnati, e circa 800 commenti sparsi. Alcuni numeri sono inventati, ma voglio proprio vedere come mi smentite. Tra queste riepiloganti fila, anche un debutto, che qui traccio a futura memoria o scorno e come di prammatica: Ned, che ha una matita che può esse piuma e può esse fero, e che si è preso in carica una vera e propria strip, che sta crescendo di vigna in vigna – dottor X permettendo (leggi tutte le tavole di Un mondo migliore).

    Il contest fumettaro

    Il mese scorso abbiamo anche sperimentato con successo un contest sorridente (il termine contest non ci piace: ma il sorridente accanto dovrebbe ammorbidirne l’eventuale residua nuance competitiva): quello delle ciabatte. Venuto fuori con naturalezza bimba, quando dal semplice stare insieme spuntava la proposta di un gioco, e per un po’ tutto ferveva di preparativi ed esibizioni. Tutto nato dalla splendida storia di Laura Scarpa intitolata “Parlerò delle mie ciabatte” – e a sua volta stuzzicata da una provocazione scozzariana e svongolante (c’è tutto scritto nella presentazione della tavola). Stimolato dall’esibizione tana-per-tutti, Flaviano – che di suo, si sa, è sborone assai – si mette di buzzo buono e sforna una storia scrollona che parla dello stesso argomento: di scarpe, e affini accessori plantari. Una storia di quelle che provocano subitanea invidia a Marco, il quale, nutrito dall’invidia di cotanti frizzi, disegna a sua volta la storia dei suoi calzi che tanti “balduccini” sparsi nel mondo commosse che addirittura emanuelesi e rael chattarono intercontinentali per scriver di stivali e mignotte con la fiat che Lobo tra le lacrime produsse la storia sua saltellante – che al mercato la mamma comprò. Tutta questa fiera a fumetti, questo gioco sorridente, la ritrovate con il tag CIABATTE.

    Stiamo pensando di farne un’altro, di contest – estendendola anche ad altri fumettari in giro per il web.

    Proposte di tema nei commenti!
    (più è scema più ha chance di essere scelta, temo)

    Inutilissimo

    Se poi sei uno che a palla avvelenata e sorridente ci sa già giocare la mail è sempre la stessa, ed è – altro che ciabatte! – roba di fede, sempre inutilissimo che troppo ci pensi: info@coreingrapho.com

  • LEGGI: tutti gli altri insight, per vedere l’evoluzione coreographica




  • post Una rivista strabica, un occhio che guarda altrove. Il punto di Jd sulla traduzione

    di jd

    aprile 4th, 2009

    Archiviato in: InsightCommenti (7)


    Ospito tra gli insight – in attesa di tirar le podofile fila della collana di storie sulle scarpe e affini – un intervento del nostro Jd, esimio anonimo e misterioso traduttore delle strip e delle tavole dall’italiano all’inglese e viceversa.

    Siamo una rivista strabica. Con un occhio che manda affanculo l’altro? No, siete i soliti siete. Siamo una rivista-non rivista (ovvero poco editata) che prova a parlare anche a chi non parla italiano – mossi dalla constatazione che manchino luoghi e strumenti di bridging, di ponte, tra culture e tra comunità linguistiche. E se molti sono i canali che portano la cultura anglosassone dalle nostre parti, pochi quelli che fanno la direzione inversa. Per leggere le tavole tradotte c’è un tag che le raccoglie: english. Un bravo a Jd e al suo staff di traduttori, e a lui la parola. as


    Fichi d’ombra. Spiagge di Calabria e Romagna. Estate 2007

    Now it’s time to all in all for JD, too.

    Quite a lot of translated strips: many more on working.
    The set target – having a translated strip for every Core’s author – is slowly being met.
    A target joined with another one, maybe – let’s venture, this maybe – more important: to make Core accessible abroad.
    Choosing English, at the expense of other languages which, like French, could have opened us new sceneries on what, according to everyone, is comics writers’ Eldorado, has mainly been dictated on the fact that only we (Italians) live of macaroni mo’ te magno and noio vulavàn savuar*. [macaroni, now i'll eat you and we would know. never mind.]
    We Italians have, as a second language, dialect and a deep feel of communication, in every way and by all means.
    Abroad, in every foreign country,English is eaten with homogenized.
    So English was mandatory to reach the Andes from the Apennines. A pleasant obligation, on the square.
    It’s possible that Comics are, maybe, the best mean. To a foreigner, asking direction to reach a street, we draw a quick sketch of little streets and arrows. A nice “X” to indicate yu hier.
    Language barriers get hammered by a chop-chop drawn piece of paper.
    By the way, we communicate also with a picked up pen.
    (continua…)






    HomeTop


    Switch to our mobile site
    Powered by WordPress, Web Design by Laurentiu Piron & Coreingrapho's touch. Entries (RSS) and Comments (RSS)

    Creative Commons License Tutte le vigne o le tavole o i fumettelli o le cose scritte qui sopra sono opere d'ingegno pubblicate da Coreingrapho sotto una Licenza Creative Commons. I rispettivi autori mantengono tutti i diritti sulle loro opere – ché, come si sa, qualsiasi licenza è solo per capire cosa ci si può fare, delle cose d'ingegno. In questo caso la licenza Creative Commons che abbiamo scelto permette a te che leggi di copiare e distribuire la vigne o le tavole o i fumettelli o le cose scritte qui purché a) ne riconosca la paternità tramite un link a Coreingrapho.com e b) non le usi per fini commerciali. Non puoi modificarla. Se però vuoi tagliarla per farla meglio stare in un post, ok – ma vacci piano che son opere che sotto sotto hanno la loro sensibilità. Per qualsiasi dubbio scrivi a info@coreingrapho.com. Spread the love.