post Dolce finale

di mauro biani

febbraio 26th, 2010

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    Commento di Harlock — 26 febbraio 2010 @ 15:07
  1. Cazzo.
    Il Biani, sempre una spanna sopra.
    Lo dico da sincero(?) ignorante quale sono: certe volte per me quella spanna è pure troppo.
    Stavolta, no.
    Applausi.

    (poi graficamente mi piace moltissimo. è di un’eleganza e al contempo di una naiveté – si scrive così? – imbarazzanti. imbarazzanti nel senso buono, intendo.)

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  2. Commento di makkox — 26 febbraio 2010 @ 19:09
  3. la spanna c’è per come rischia, dico io.
    stavolta quella dida in fondo alla vigna è stato uno scaletto che m’ha aiutato a comprendere, l’ho apprezzato. parlo per me.

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  4. Commento di flaviano — 26 febbraio 2010 @ 20:55
  5. bello, bravo. anzi mo quasi quasi l’offendo così facciamo 100 commenti…
    il passaggio al digitale è stato un saltone comunque e continua a migliorare.

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  6. Commento di skiribilla — 26 febbraio 2010 @ 22:25
  7. Non facile e non immediato, vien da leggerlo e rileggerlo finché entra sottopelle.
    Bellissimo.

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  8. Commento di Mauro Biani — 27 febbraio 2010 @ 01:51
  9. Rischio? Boh. Dicevo stavolta è proprio “roba presa di petto” mio. Attendo martellate in capa.

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  10. Commento di m@nu — 28 febbraio 2010 @ 00:29
  11. Sincera, questo mi piace.

    Ammetto che senza la dida in fondo avrei faticato a coglierla, ma con essa tutto torna.

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  12. Commento di Estebans — 28 febbraio 2010 @ 13:59
  13. biani rischia.
    questo mi piace.
    se ne sbatte -credo- del rischio “see, ha buttato giù la poesiola”.
    biani si stura un orecchio (che così visualizzo la colata di immagini e parole di quest’ultima opera) e lascia scender giù pensieri e figure.

    il pasolini del finale di mamma roma (col suo agghiacciante borgataro in mutande e canottiera a salmodiare allucinato su un tavolaccio di contenzione, in un tagliente b/n) e il picasso di guernica si sono dati appuntamento su questo nastro di carta moschicida in forma di scroll.

    biani rischia, l’ho detto?

    E.

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  14. Commento di rael — 28 febbraio 2010 @ 17:50
  15. appendemmo alle fronde del salice le nostre coscienze, in attesa del primo che avrebbe dato il via alla carneficina.

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    Mauro Biani Risposta:

    Sì Rael, o -attendendo che qualcuno facesse il lavoro sporco per noi-.

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  16. Commento di eve — 5 marzo 2010 @ 11:16
  17. è vero, non è immediata… ma cavolo quant’è bella…

    [Rispondi]

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