Zig-Zag Woman




Info su samuele i. guazelli

In quanto ho paura dell'acqua alta, specialmente al mare, e son diabetico, il mio peggior incubo, è un attacco ipoglicemico nel bel mezzo dell'oceano. Il tutto mentre prego il buon Dio di far piovere zollette di zucchero. E Lui, a cambio dei moccoli che giornalieramente tiro più per necessità che spregio, farà piovere formaggio. Che è una di quelle cose che non mangerei mai, nemmeno sotto minaccia.
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39 risposte a Zig-Zag Woman

  1. Giorgio scrive:

    Bel racconto… mi aspettavo però un fumetto… Ma mi ha intrattenuto piacevolmente, quindi va bene anche così…

  2. bluezy scrive:

    Qui si ripete spesso che è fumetto quello che vive della necessaria complementarietà di testo e disegno.
    E’ fumetto quello che non potrebbe vivere senza uno dei due elementi.
    Allora neanche il tuo dovrebbe esserlo.
    Il testo è già completo, ricco (e molto bello) da solo e il disegno in realtà non aggiunge ma ripete.
    Ma poi l’ho guardato meglio e mi sono accorta di cosa definisse la tensione la tensione della storia.
    Il testo e le parole scorrono sulla vibrazione di fondo delle immagini dello spettacolo del mago sfocate rispetto al segno pulito e netto del disegno sovrastante, che non sta a tracciare la storia ma ad esaltare il doppio livello, il contrasto e allora ho capito.
    Forse lo avrei finito prima, alla frase “e scivolai via” ma capisco l’esigenza di raccontare, di far uscire tutto, e tu ne hai di cose da dire…:)

  3. chiara scrive:

    Mi hai fatta piangere ma quello che veramente adoro è il formaggio!

  4. rael scrive:

    Il testo mi piace e trovo le immagini complementari. Anche se in alcuni punti ho quasi l’impressione di una persona giovane che imita la scrittura di un anziano. Ma ci sta, come stile. Mi spiace che si perseveri a non dare un occhio esterno per i refusi prima di pubblicare, mettendo così in imbarazzo gli autori -perché ci son delle cose che io, avendole scritto, non noterò mai finché non me le faranno notare.
    Il disegno mi ricorda troppo Emanuelesi e, nel finale del tendone, Flaviano: forse proprio per questo mi piace perché rientra nel mio gusto estetico.
    È un bel racconto, sì, illustrato bene, con piccole pecche più che superabili. Ripeto e ribadisco il mio chapeau.
    Amemipiace.

  5. bluezy scrive:

    Ho ripetuto due volte” la tensione” …refuso da ore piccole, ma non così piccole.
    Mak, ma a che fuso orario sta Coreingrapho?

  6. Raskol'nikov scrive:

    Davvero incantevole!…mi ha tenuto incollato allo schermo per tutta la sua lunghezza!…forse anch’io avrei tagliato un attimo prima…ma in ogni caso ottimo lavoro!

  7. samuele scrive:

    di base ho “approfittato”della manica larga di CORE per sopperire alle mancanze di base.
    Dentro al cuore aspira a divenir fumetto.
    Nella realtà è un primo passo verso quel tipo di fusione.
    A partire da anni di scarabocchi impauriti.
    È questione, penso, di “studiare” con disciplina.
    Intanto grazie della lettura. assai.

  8. Marco scrive:

    Davvero stupendo! Complimenti.

    Le illustrazioni hanno uno stile incantevole e la doppia trama è un colpetto di genio!

    Bravo!!

  9. giulia scrive:

    Bello! Testo superbo, complimenti, ma è comunque bello l’insieme, non solo il testo.
    Peccato per i (troppi?) refusi, meriterebbe di essere corretto e rimesso su pulito. Se serve faccio sapere in privato quelli che ho visto io. :)

  10. Samuele scrive:

    Perdonate i refusi.
    Già Mak aveva detto e io pure corretto il più possibile.
    E persomi nel mentre.
    Perchè non l’ho mostrato ad anima viva prima di, così per.
    e mò sta cosa nel mio piccolo la pago.

    Ogni mail con refusi è ben accetta.

    e grazie a tutti coloro che stanno a leggerla tutta e commentano. positivo. negativo. ogni commento sembra aver un grosso senso.

  11. Giorgio scrive:

    Pro e contro.

    Contro:

    - a differenza di altri a me non sembra proprio un fumetto, ma un racconto illustrato. Il fumetto ha ritmo, dinamiche, dialoghi che gli sono peculiari, mentre qui ho visto solo un buon racconto con delle illustrazioni interessanti.

    - in certi punti ho sentito troppo la “mano” dello scrittore rispetto alla voce del personaggio, quasi un buon marionettista un po’ inesperto di cui ogni tanto per sbaglio si intravede la mano che manovra i fili. In certi passaggi la mia sensazione è “ci fa” più che “ci è”.

    - mi è sembrato che i due amanti finissero a trombare un po’ troppo presto, quasi volessimo dire “vabbe’, già lo sappiamo tutti che questi finiscono a trombare, facciamola corta”… forse l’unico passaggio un po’ scontato della storia.

    Pro:

    Però c’è da dire che Samuele ha scelto un tema, uno stile, un universo davvero ostico da raccontare. Ha voluto osare e bisogna dargliene atto. Certi passaggi sono veramente ottimi e coinvolgenti,talmente palpabili da sembrare un racconto di fatti reali.

    Mi è sembrato quindi un ottimo esordio di uno che ha stile e potenzialità, quindi accolgo con favore la sua opera.

  12. ReCaliscetta scrive:

    Un bel racconto.
    Tralasciando errori più o meno evidenti, la storia mi è piaciuta molto; a mio parere è una delle migliori qua su Core, per ora.
    Invece i disegni, come è già stato detto da altri, sembrano un elemento in più, non indispensabili, come fossero dei semplici ornamenti per decorare un qualcosa già di per sé bello. Ciò che invece mi ha colpito in modo piacevole sono i fotogrammi dello spettacolo del mago, li ho trovati molti belli e di effetto. Mi sono fermato, più volte, a guardare bene i fotogrammi e quasi mai i disegni.

    Infine, anch’io ti faccio i miei complimenti, per essere la tua prima prova qua su Core, direi che sei andato benissimo.

  13. quasimai scrive:

    Mi sono fatto un po’ di violenza per leggere tutto fino in fondo a causa di quegli sfondi fotografici sgradevolissimi (per me).
    Foto e disegni non sono mai facili da combinare graficamente. A meno che questo connubio non sia proprio indispensabile o funzionale alla storia, fossi in te in futuro lo eviterei. Meglio lasciare lo sfondo bianco.
    Il racconto è piacevole e scritto benone. Un po’ troppo lungo sul finale forse. Io lo avrei chiuso col tappeto/sipario.
    Comunque è vero che è più un racconto illustrato che un fumetto, ma perché no ?

  14. mALAUSSENE scrive:

    cklappete cklappette cklappete…..

  15. m@nu scrive:

    I disegni sinceramente non mi piacciono (a parte alcune trovate grafiche che funzionano, come le carte attorno al tavolo), per il testo invece sono sulla stessa linea di Rael.
    PS
    una curiosità se ti va di rispondermi: quanti anni hai?

  16. giulia scrive:

    @Samuele: mi mandi una mail con la tua mail? :)

  17. Samuele scrive:

    @ giulia
    ops. grazie.

    sguazelli@gmail.com

  18. Samuele scrive:

    vado per il 34.

  19. manlio3 scrive:

    Un poco di plemica: mak, per favore, in alto a sinistra dove c’è scritto “fumetti pel webbe”, agg’ pacienz’ (abbi pazienza) toglilo, mettici n’ altra cosa, un cazzettino di sporcherie come c’era prima, oppure cambia la parola fumetto con un altra cosa, anche un giro di parole, cose come “storie a disegni” che è più vago, oppure “pure se non ci stanno i baloon non ci piagliamo collera”, o ancora “embè? voglio fare una storia di 10 pagine con un disegno ognittanto, vabbuò?”.

    Giorgio, emmminchia! (ti voglio bene eh, però emminchia!)

    Samuele, a me mi è piaciuto innanzitutto perchè io di primo mestiere faccio il saltimbanco, e mi ci sono proprio rivisto nei tre modi di affrontare lo spettatore cacacazzo. Il mio personaggio, in scena, mi permette di usare quasi sempre la terza opzione che è anche la più divertente. Se poi vogliamo parlare del tuo racconto, oh, mi è piaciuto, pure i disegni, meno le foto di sfondo, e ad essere sincero, la controstoria della donna a zig-zag dopo un poco mi ha sfrantummato la wallera (annoiato un pochino) e allora ho iniziato a saltare le parti in nero…
    Non so dire perchè, ma mi è particolarmente piaciuto la cosa della prospettiva che cambia mentre i due scopano, mi ha fatto pensare “Uanm’, questo Samuele tiene le qualità”. Insomma stabbene!

  20. elia_pippi scrive:

    pure a me la storia della donna a zig-zag dopo un po’ mi ha sfrantumato…. ma io la wallera non ce l’ho (questa è per sfottere manliuccio) e mi ha disturbato talmente tanto che credo abbia influenzato il mio parere negativo su tutto… troooooooooooooppo lungo, echerè? pare che l’hai voluta tira’ per le lunghe apposta… ma ripeto il mio parere potrebbe essere stato influenzato dalla wallera sfrantumata.

  21. wallyci scrive:

    Una soria davvero bella e molto ben raccontata.
    Mi è piaciuto come hai usato il simbolo dell’anello nuziale: dopo il gioco di magia sparisce per non riapparire più. Anche quando lei si ricongiunge col marito le mani non sono rappresentate, quindi rimane il dubbio se il simbolo della loro unione sia tornato al suo posto oppure sparito per sempre.
    I refusi, sì, sono abbastanza fastidiosi. Anche la font che non ha alti e bassi: come ascoltare alla radio una canzone che ci piace da una stazione che non è sintonizzata bene. La riconosciamo, riusciamo a individuare ritornelli e passaggi, ma non è come ascoltarla dal cd.
    Comunque complimenti ancora, mi è piaciuto leggerti.

  22. Giorgio scrive:

    Qualcuno diceva: “le parole sono importanti”.

    Non ci trovo niente di male nel fare un racconto illustrato, basta che non me lo si spacci per fumetto, il che purtroppo in giro accade più spesso di quello che si pensi, anche in ambito commerciale.

    Come accade anche il contrario, trasformare il fumetto in un racconto illustrato per farlo sembrare più “intelligente”.

    Tutto sommato trovo che raccontare a fumetti in certi casi sia più difficile che farlo con la narrativa.

    Trovo che il fumetto non debba avere molte regole, ma almeno qualche elemento per chiamarlo fumetto ci dev’essere.

    Se ti dico che ti canto una canzone e ti faccio una sinfonia per quartetto d’archi in tre parti da un’ora e mezza l’una, tu mi dirai: bello, però non era una canzone. E io non ti dirò “eh allora perché per essere una canzone ci deve stare pure un cantante? quanto sei pignolo”

    Una volta ho letto su Raw un fumetto in cui tutti i personaggi parlavano coi sessi invertiti: gli uomini li chiamavano “madam” e le donne “mister”. Tutti i dialoghi erano invertiti, e bisognava fare uno sforzo enorme per abituarsi, come imparare a leggere al contrario. Sembrerà una stronzata, ma era uno dei fumetti più innovativi che abbia letto. Eppure era un fumetto classicissimo, i disegni imitavano addirittura quelli degli anni ’30 mi pare.

    Per dire che non è la presenza o meno dei balloon a fare sì che l’opera sia Arte, originale, innovativa. Può essere una rivoluzione anche con semplici vignette classiche e balloon. Dopotutto Maus lo è stato.

    Questo detto senza polemica verso Samuele, che sicuramente ha semplicemente seguito quello che gli diceva il “core” e di cui ho apprezzato il lavoro, era solo per chiarire il mio punto di vista sul fumetto.

  23. manlio3 scrive:

    chi è lo spacciatore?

  24. Samuele scrive:

    A me sta cosa che dici, Giorgio, mi sembra non faccia una piega.
    Come detto sopra, questo è un primo step di obbligo in quanto un fumetto vero e proprio non sarei riusito a metterlo in piedi…
    non come si conviene…per ovvi motivi tecnici…
    È tutto a suo modo grezzo, ma non per scelta.
    Un disegno più descrittivo avrebbe sicuramente diminuito il testo (beh, anche una miglior conoscenza del narrare, forse), e reso tutto più fuido, solo che al momento non ne sono in grado.
    Posso averlo in testa, ma non passa poi alle mani.
    Ci vuole studio. Tanto. E son partito tardi, quindi ritardo.

    Qui ho l’occasione di provarci senza prendere troppe sassate.
    E di aprire delle discussioni a riguardo con gente che parla mediamente questa lingua.

    E in generale ancora dei grazie.

  25. makkox scrive:

    tecnicamente vedo pecche. viste da subito eh!

    il disegno e l’elaborazione fotodigitale sono subdoli, ti appannano l’occhio e la consapevolezza di quel che fai. torni bambino, e pasticci.
    ho visto robe di artisti del fumetto ben solidi che, approcciando in photoshop o sailcazz che software, han tirato fuori delle merde technicolor con le sfumature, le ombre cotonate e n’estetica powerpoint da farti i segni nella retina.
    poi pian piano ci s’addrizza.

    anche il font, questo nuovo strumento (che prima non avevi) il FONT, t’arriva tra le mani BUM e non sai bene come gestirlo.
    alla fine sempre un appiccico sovrimpresso da postproduzione sembrerà, ma pian piano s’impara a gestirlo, a fabbricarsi il proprio, a essere consapevoli del suo impatto grafico.

    tutte ‘ste robine s’imparano. anche a sintetizzare s’impara, ma qualche qualità di base ce la devi avere, qualche ambizione o urgenza ti deve spingere. secondo me samuele ‘ste doti ce l’ha.
    vuol raccontare, non vuole cazzegiare. e sa anche raccontare, o lo saprà se continua a mettere e togliere cera (ho fatt’ ‘a wallera io, con ‘sta storia, eh? ;)

    è fumetto? è racconto illustrato? è webcomic?
    per capirlo ho usato il pendolino magico delle mie percezioni, senza usare calibro e riga e manuale d’uso.
    l’ho letto, è fumetto. la mia comprensione del racconto è stata aumentata dal vedere i volti, le espressioni e il linguaggio del corpo. nel testo tutto questo non c’è.
    l’illustrazione di un racconto, chi la fa, sa, è altro.
    è webcomic? di sicuro è webcomic. se togli lo scroll a ‘sta strippona non funziona più. qualcosa perde.

    esiste un webcomic che può definirsi “troppo lungo”?
    sì, quando leggi e ti dici: cazzo ma è troppo lungo!
    il fumetto di samuele è troppo lungo?
    per me, sì.

    :)
    e pure ‘sto commento lo è.

  26. Estebans scrive:

    il testo fa torto al disegno.
    ecco cosa mi viene da pensare.
    non che il testo non sia buono – a parte la sua prolissità non necessaria, e una patina di ferragine- ma semplicemente in molti tratti mi spinge ad un esercizio di lettura veloce a zig-zag (come la tua donna).

    il tratto è intrigante e anche se non personalissimo molto gradevole, e non trae vantaggio dagli eccessivi muretti di parole.
    vorrei vedere la storia più stringata, per non disperdere l’impatto visivo.

    il tuo stile è molto “editoriale”, tornasse in vita l’ottima rivista di libri Wimbledon amerei scovare le tue figure tra recensioni e sinossi letterarie.

    ah, una cosa non ti perdono su tutte: l’assessore è sputato federico fazzuoli.
    temo da un attimo all’altro di vederlo saltar giù da un elicottero per parlare del tavernello locale.

    E.

  27. Samuele scrive:

    federico fazzuoli me lo sono cercato in internet giusto ora.
    e poco ho impiegato a capire chi fosse.
    Immagino sia una specie di inconscia onta auto-impostami, da ripulirsi con il sudore di giorni e notti
    di futuro lavoro.

  28. Giorgio scrive:

    Il pendolino delle mie percezioni invece dice che questo non è un fumetto… Ma che Samuele è in grado di farne di fumetti, e pure buoni, quindi bene così, boss.

  29. Giorgio scrive:

    scusate ma mi sono incasinato con la tastiera e ho lasciato solo una sibillina q…

    volevo dire a Samuele che anche qui potrà succedere di beccarsi delle sassate, ma lanciate “col core”, perché l’aspirazione di tutti è di leggere dell’ottimo fumetto e di vedere dei bravi autori operare per la causa!

  30. manlio3 scrive:

    uhm, le due cose, tra le ultime che ho letto che mi sono piaciute moltissimo sono questa: http://www.shauntan.net/books/the-arrival.html
    e questa:
    http://www.ragazzi.mondadori.it/nonperdere/dossier/idD037001000057.art

    nel primo non c’è una parola manco a pagarla oro, interminabili tavole che ognuna è un’opera d’ arte;
    il secondo è un libro grosso così che alterna lunghi brani scritti, come fosse un romanzo, ad altrettante pagine disegnate, anche in questo caso mute, che continuano la narrazione, come fosse un romanzo disegnato.

    Manuale alla mano (esiste?) nessuna di queste due cose può definirsi fumetto, ma come disse il Mahatma Ghandi quando lo informarono che la Lazio nel ’43 s’ era venduto Piola :”esticazzi!”.
    Rimangono 2 opere meravigliose che ad avercele. Su Core, su qualsiasi rivista di fumetto da azzeccati o meno azzeccati, rivista letteraria, sussidiario di scuola elementare etc. Questo per dire che questo bisogno di etichettare mi pare privo di utilità.

  31. Giorgio scrive:

    Be’ ma non vedo perché non definire fumetto le due cose che hai linkato… non le ho lette, ma se si tratta di racconto per immagini sequenziali, parole o non parole direi che può dirsi fumetto… io non ho intenzione di dare etichette per tutto, e anzi l’idea di mescolare diversi media dando vita a qualcosa di nuovo mi sembra molto interessante e anzi uno dei possibili obiettivi di questo sito. Come ad es. i fumetti di Zezelj, ogni tavola è un quadro che andrebbe appeso in una galleria d’arte, eppure sono storie raccontate per immagini sequenziali, fumetti, e lì di parole se ne trovano proprio pochine e di solito non hanno una grande importanza… O il divertentissimo “Infierno!” di Faraci – Ziche dove non ci sono dialoghi, però è un fumetto assai classico.

    Poi un altro discorso è mescolare media dando vita a nuove cose non etichettabili perché si conosce bene i vari media e ci si sa giocare, o invece perché non si sa davvero fare fumetto… il caso di Samuele mi sembra appunto quello – per sua stessa ammissione – di uno che ancora deve prendere dimestichezza coi fumetti. Comunque viva le cose nuove e non etichettabili, per carità! Però che abbiano appunto il loro perché e non siano piuttosto “né carne né pesce”.

    Comunque i due libri che hai linkato mi sembrano mooolto interessanti, grazie per la segnalazione!

  32. quasimai scrive:

    Vorrei giusto far notare che il libro di Shaun Tan ha vinto il premio per il miglior fumetto al festival di Angouleme nel 2008. Quindi se non è fumetto quello…

  33. manlio3 scrive:

    beh allora anche questa storia è fumetto, i disegni integrano e si fondono col testo, anche se è un pò prolisso. E’ perfettibile ma è fumetto.

  34. laura scrive:

    concordo con giorgio. Il racconto mi piace, ma i disegni non servono, e mi piacciono eh, ma sono laterali, non li trovo – per me- uniti, fusi o a contrappunto. Il racconto lo leggerei più volentieri non a lettering e più compatto. così mi spazientisco e salto punti. Son io eh, non è valore assoluto, ma lo trovo lungolungo. Insommma ogni spazio e forma ha i suoi contenuti. le immagini, ripeto, mi piacciono, ma qui decorano, invece avrebbero potuto essere più importanti. Occorre tagliare. Non è facile, ma le forbici sono importanti :)
    buon inizio direi!

  35. Bruce scrive:

    Vorrei giusto far notare che il libro di Shaun Tan ha vinto il premio per il miglior fumetto al festival di Angouleme nel 2008. Quindi se non è fumetto quello…

  36. V scrive:

    Ciao Samuele,
    sono un prestigiatore e leggere questo racconto illustrato mi ha riempito il cuore.

    Grazie.

  37. daricomp scrive:

    Che commenti bizzarri. Certo che è un fumetto! Mai letto Poema a fumetti di Buzzati? Certe storie di Sandman?
    E poi, a fare i puntigliosi: i personaggi sono disegnati, più volte; le azioni sono disegnate (lei apre la maniglia, poi scopano…); l’anello che scompare e ricompare è disegnato in sequenza; molte immagini hanno valore simbolico (la coppia sulle carte, l’anello); le immagini costituiscono scene coerenti (le tazzine di caffè)… Sono tutti “segni” che stiamo leggendo un fumetto, che siamo in questo “patto di lettura”.
    Quando Scott McCloud (tra gli altri) scrive che il fumetto è prodotto dall’integrazione tra parole e immagini, non credo intenda che ogni vignetta deve avere un baloon :) né che debbano esserci vignette! Altrimenti addio Makkox…

    A me piace, soprattutto il ritmo mi ha catturato. Complimenti!

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