Legacci di sangue






Info su Flaviano

la carriera di Flaviano come terzino di spinta si interruppe quando il vicino di casa gli tagliò il Tango con il coltello. Il trauma fu tale che il ragazzo si chiuse in casa senza mai più uscirne, ad accumulare rancore verso l'umanità e mettendo quelle emozioni su carta. ogni tanto lo si può scorgere affacciarsi al balcone a giudicare quella gente a cui non appartiene più. ha anche un blog dove si spaccia per storyboarder e disegna donne gnude.
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47 risposte a Legacci di sangue

  1. Xarface scrive:

    diobonino, flavià… si parla di treni nel gelo torinese e voilà… e poi certi cazzi di dettagli.
    vabbè, forse certe storie sono storie condivise (una donna sola, le melanzane, i treni…)
    insomma, siamo qui ignudi, tratti di matita

  2. Ozkar scrive:

    Peeeerò!

  3. Grig scrive:

    Fla, mi hai fatto venire il magone. ora chi lo pija più il treno? azzarola… :) Bravobravissimo

  4. m@nu scrive:

    Ahhh bene. Bravo bimbo.

  5. nikink scrive:

    abbiamo aspettato tanto, ma ben ma per qualcosa, eh?
    grande storia
    (tuttavia ti farei incarcerare per abuso di gradienti, ma so’ fisime mie :)

  6. manlio3 scrive:

    nonso, io per la prima volta ci vedo un ritmo poco fluido, il racconto che non scorre liscio come era scorso fino ad ora, un finale un pò melodrammatico ad effetto, magari con un pò più ripensamenti del solito in corso d’ opera (che tanto quelli ci stanno sempre), insomma come se tu non fossi convinto fino in fondo di quello che stavi raccontando, di come lo stavi raccontando. Ma proprio perchè mi va di rompere i coglioni eh…

  7. Barabba Marlin scrive:

    Più che una strip un film. Davvero bello. Poi ho visto un dettaglio, esattamente un brand, che mi ha fatto capire in che esatta zona del meridione è ambientata la storia. Una cosa: non ho capito cosa ha in mano il protagonista e che brucia con l’accendino… oh cosa volete, sono le 3:25 di domenica mattina!

  8. mamborso scrive:

    Bella storia. complimenti

  9. rael scrive:

    spet-ta-co-lo (poi argomenterò maggiormente)

  10. ant scrive:

    Bellissima………….

  11. Harlock scrive:

    Dio santo.
    “un anno di rancori zippato in una settimana” è una frase degna di Tolstoj.
    Bravo Flaviano, tanto.
    Dopo mak, o insieme a mak, e per certe cose anche più di mak, hai un uso dello scroll spettacolare, ha ragione chi ha detto sembra un film. In effetti, a pensarci ora, la scrollata presuppone proprio un movimento, come una carrellata in verticale. Tu sfrutti bene il movimento, conosci il ritmo giusto, chi legge scrolla e ti trova davanti sti 16/9 armentari che ti aprono testa e sensi.
    Personalissima anche la tavolozza, sempre riconoscibile.
    Legacci al posto di legami esprime benissimo il senso di certe gabbie familiari.
    Sei giovane, e sei bravo. Per fortuna non sei anche bello come brad pitt sennò toccava odiarti. :)

  12. Estebans scrive:

    non c’è, il sorriso di noodles/de niro nell’oppieria cinese fumosa di C’era una volta in America.
    ecco.
    l’empatia mnemonica con flaviamo per un attimo m’ha fatto scattare -volutamente- il raccordo con quella scena, noodles che guarda in camera, in alto, strafatto di oppio, fissando la lanterna cinese.
    ma lì noodles affoga e si fuma un’intera vita in uno dei sorrisi più indelebili della storia del cinema.

    qui, nella scena finale a letto, no.

    e poi, flaviano, oltre che per -come sai- per la luminosità dei colori, quello che mi fa friggere d’invidia è la minuzia dei particolari sparsi qui e lì.

    ad esempio raramente ho visto in altri autori (forse solo in mak, che ti è fratello in varie cose) la capacità di mettere insieme due input con tanta maestria.

    parlo dell’albero di natale.

    la scena sembra immota e tutta un copia incolla, e invece le lucine PULSANO e cambiano di colore.
    ta-tìk, ta-tìk.
    colore-tempo-colore-tempo-passano i minuti di una dolorosa pantomima telefonica.

    ah, e non ti perdono il trucco di quella camminata obliqua e vigorosa in stazione -preparandosi al ritorno- nella giusta posa di chi si lancia verso un cambiamento ottimista, trolley a seguito.
    ottimista il cazzo.
    ci fai riprendere fiato per farci trottolare verso il CRASH.

    più altri particolari che mi dà gioia da avaro trattenere per me.

    ah, e guarda che non è lo scroll che ti fa flaviano, a te: è la virata di cam.
    tu fai una sorta di scroll orizzontale che altrimenti non riuscirei a definire.

    complimenti

    E.

  13. makkox scrive:

    sì, Flaviano è molto “filmico” nel raccontare, infatti le sue cose sembrano più facilmente trasponibili sullo schermo che sulla carta. ma questa è una sua caratteristica, non un limite (non vorrei si equivocasse la mia osservazione!).
    la contaminazione del linguaggio cinematografico è molto forte in Flaviano. adoro le contaminazioni. miscelando s’ottiene il nuovo.
    certo, anche la distillazione è cosa buona. vabe’: passaggi successivi, già me ne sto andando per la tangente…
    di Flaviano, nelle due ultime storie, m’é piaciuto il desiderio di raccontarsi (di mettere in scena il proprio bagaglio di vissuto e vita osservata) attraverso Vere Storie, evitando la formula facile del proprio diario autobiografico.
    ecco: lo vedo tendere al buon raccontare, e mi rende felice.

  14. eve scrive:

    ho trovato anch’io bellissima la scena con le lucine dell’albero di natale… e quello strano occhio che si svela alla fine… e la sequenza dell’ambulante… bello tutto… ma bello che quando finisce ti vien voglia di risalire e ricominciare la lettura…
    …e poi con quei nasi puoi dire ciò che vuoi! ;)

  15. giulia scrive:

    Una cosa grande, in molti sensi, densa di contenuti, di immagini, di sensazioni, quasi violenta nel riuscire a farti sentire cose, nel portarti esattamente dove vuole. Unica cosa, la sensazione che qualche raccordo non funzionasse perfettamente, che ci fosse il bisogno di tornare indietro qualche volta per riallacciare discorsi e disegni. Piccola cosa e molto soggettiva, fra l’altro.
    E’ un vero piacere leggerti.

  16. JohnTra scrive:

    Dai che lo sappiamo tutti…
    Sta storia è la risposta alla discussione sul “treno che sembrava un aereo, ma che invece non era un treno ma proprio un aereo”.
    Come a dire: “Mo’ ve lo faccio vedere io come si disegna un treno!”

    Piaciuta la storia, i disegni e tutto il resto.

    Mi piace anche pensare che il finale abbia due chiavi di lettura:
    1 Tutta la storia è frutto della sua immaginazione, e il tizio in realtà non s’è mai mosso da quel letto
    2 Il pezzo alla fine è un flashback, e lui muore realmente su quel treno.

  17. Giorgio scrive:

    Porcaccia miseria, questo sì che è un fumetto coi fiocchi. Piaciuto tutto: storia, disegni, colori, dialoghi… vabbe’, i disegni sono SUPERLATIVI, ma anche la storia mi piglia allo stomaco.

    Un ritmo, stavolta meno fluido e più secco, tutto a stacchi veloci, che mi pare voluto e ci sta benissimo.

    L’equilibrio tra poetica, materialismo, registro serio e qualche spruzzatina di umorismo e lieve di cinismo – del sensibile che abituato a fare il cinico s’è stufato pure di fare il cinico e ha le armi spuntate – è ottimo.

    Mi hai saputo stupire Flaviano… Sempre più maturo!

    Ah, ma cos’è, è arrivato il momento delle mamme? Due fumetti di seguito sulla mamma… Si vede che state andando proprio al Core…

  18. Bluezy scrive:

    La mano filmica è sempre un piacere da vedere, ma credo la storia soffra di eccesso di intenzioni.
    Il processo di snellimento realizzato in “Come vuoto”, fa qui , secondo me, un passo indietro.

    Lì eri riuscito ad reprimere la voglia di mettere sempre tanta carne al fuoco, che forse distoglie l’attenzione dal centro (forse è voluto? potrebbe essere un modo di raccontare creando tante tensioni, che dovrebbero ricomporsi nel finale? non lo so).

    Qui ci sono un sacco di voci ed elementi non sempre funzionali all’unità, come anche tanti (troppi?) gli strati di colore come fossero l’eco di tutti gli strati del racconto.

    Le facce caricaturali poi stridono un po’ rispetto al tono “serio” del racconto.
    Insomma ho sempre la sensazione che tu abbia pudore di essere drammatico e voglia appunto alleggerire la tensione usando tutti mezzi, narrativi e di tecnica del disegno, che puoi.

    E’ che con uno bravo come te si è più esigenti.
    Questo non toglie il valore, anzi…:)

  19. Giorgio scrive:

    Io invece apprezzo quando un fumetto di tratto umoristico riesce a dire cose serie. Anzi, un fumetto realistico in cui si dica qualche cosa buffa secondo me è meno efficace di un disegno umoristico in cui si dicono molte cose serie.

  20. 'cenzino scrive:

    Adoro tutto.
    Ma in particolare quel treno di notte, adoro.

  21. skiribilla scrive:

    Flaviano Armentaro, che storia hai cucito, mammamia (per star nella scia).

    mi sono piaciuti tantissimo gli innumerevoli stati d’animo di tutti, i millemila particolari che hai inventato, i disegni bellissimi, ma bellissimi sul serio, e poi come hai raccontato la storia, piena ma non sovraccarica, perché è così, la vita reale: niente è semplice e niente è mai sintesi, come magari vorremmo noi.

    ci saranno anche difetti ma non li vedo, non stavolta, ché il coinvolgimento è stato autentico e partecipe.

  22. Bluezy scrive:

    Dipende da quello che vuoi raccontare…se vuoi arrivare ad un finale in modo vettoriale, puntando lentamente ad accrescere la tensione, questo continuo switch ad un tono più leggero fa perdere l’ intensità della direzione principale.
    Se invece è l’oscillazione che cerchi, il cambio modale, la multidirezione che crea nuovi scenari di ricomposizione è un altro discorso.
    Il problema si pone quando non si capisce chiaramente quale sia stata la scelta effettuata e se sia stata una scelta e non un timore di essere “troppo”…
    Ma ripeto, qui si sta a guardare il capello perché è Flaviano.

  23. 'cenzino scrive:

    Anche a me pare che non sappia dove voglia andare, mentre lo scrive.
    E così pure chi legge non sa dove andrà a finire, a me pare.
    Solo che non lo trovo un difetto. Anzi.

  24. laura scrive:

    bellabella.
    e storia storia e vera (in qualsiasi modo).
    poi sì, con più sbalzi, buchi e ripensamenti. Più che non convinto, in piena battaglia tra il narrarsi e il costruire storie e film.
    passaggi.
    passaggi importanti.
    meglio difetti e sangue che rape perfette.
    alla prossima (bello questo mio rientro da angouleme, un ritornino a casa pure questo) :)

  25. wallyci scrive:

    la storia del vecchio colle zucchine m’ha fatto venire la pelle d’oca: quanto amore ci vuole per lasciar andare qualcosa?
    bellissima.

  26. Giorgio scrive:

    Sì ecco, il coinvolgimento. Mi pare che Flaviano ci abbia messo molto più “core” del solito. Altre volte l’ho percepito un po’ freddino, forse il core c’era ma ancora non l’aveva espresso bene. Qui invece il core si vede tutto ma senza sbrodolamenti retorici.

  27. bufi scrive:

    il ricordo dura quanto un pacco di Quarta…

  28. Ingelo scrive:

    Cazzarola! Mi hai fatto venire i lacrimoni. Mitico…(che devo aggiungere, tutto qui, complimenti a palate!)

  29. quasimai scrive:

    Anche io ci vedo molto cinema in questa storia. Mi è piaciuta proprio per questo.
    Il protagonista mi fa pensare ad un cowboy che parte a cavallo nel vecchio west per andare a trovare la sua mamma… Ad un certo punto mi è sembrato quasi di sentire un pezzo di Morricone in sottofondo.
    Giusto per enculer les mouches, trovo un po’ fastidiosi che quegli effetti di luce sfumata che usi di tanto in tanto. Per me il tuo stile di disegno rende molto meglio con dei colori piatti.

  30. nikink scrive:

    ehehe, grazie quasimai, mi sento meno solo nella sodomia dei ditteri
    a Flà, vai di piattoni, abbasso i cieli ellochittemmurt

  31. makkox scrive:

    per me flaviano rende meglio con la mezzatinta, che il segno resta padrone e bon. mò l’ho detto. ma, riguardando indietro alle mie prime robe sul web, capisco che quello nelle cromie digitali è un percorso alla karate kid.
    se lo deve fare tutto da solo e tutto a piedi sui cocci de pshop.
    penZo.

  32. nikink scrive:

    preciso la mia opinione, perché spero possa servire: trovo Flaviano un narratore eccezionale, un maestro delle inquadrature, della resa anatomica e del movimento; non mi piacciono né il suo tratto grasso né le sue cromie accese, ma rendono il suo stile unico, quindi esprimere il mio gusto, in questo caso, non porta a nulla di costruttivo

    le sfumature in sé, in sfondi generici o negli interni, non mi disturbano affatto; quei cieli confettosi con le aure e i bagliori invece sì, parecchio

    qualcuno qui ha detto che il registro narrativo, oscillante tra il serio e il faceto senza soluzione di continuità, dà un senso di incompiutezza e indecisione, mentre io penso, con Skiri, che ciò dipinga perfettamente l’intreccio della vita reale… ma quei cieli irreali mi distolgono di più, ecco tutto

  33. Moshik Gulst scrive:

    Amazing! It looks great!

  34. Flaviano scrive:

    grazie a tutti, lieto che vi sia piaciuta. spero di riuscire a postare con più frequenza da qui in avanti.

    per la storia delle sfumature (che non sono gradienti, ma un’altra cosa), lo so mi sono lasciato prendere la mano, parto sempre con l’idea di fare tinte piatte poi ci aggiungo le ombre in inchiostratura, le ombrette in coloritura e in un attimo ho 400 livelli di roba. la mezzatinta mi piace parecchio ma volevo fare una roba diversa da “come vuoto”. mi piace provare cose, senò mi annoio.

  35. hippo scrive:

    Bella, c’è dentro tanta ciccia, che magari altri ci fanno tre o quattro storie, con tutta quella ciccia.

    PS: ma il campione del mondo motocross del ’95, è uno vero o te lo sei inventato?

    :)

  36. Giorgio scrive:

    A me – che non ci capisco niente di disegno – i colori sono piaciuti un casino. Sono un po’ “esagerati” ma mi piacciono proprio per quello. Ma proprio tanto… Quell’inquadratura del protagonista che chiede all’ortolano le cipolle e le zucchine… una frase così poco “importante” sotto una luce così “epica” e colori così sgargianti come quella mi è sembrata molto bella, forse divertente, quasi ironica o forse autoironica. Un po’ francese, forse. Se togli le parole ai balloon potresti immaginare che dica “Papà, sono tornato!”. E invece no: cipolle e zucchine. Sublime.

  37. madmac scrive:

    porca pupazza, che storia!

    (lo so, sembra un commento da paninaro, ma è venuto così)

  38. Pingback: Barabba consiglia… « Ed ora qualcosa di completamente uguale

  39. Leon scrive:

    “E me cojoni!” si dice dalle parti mie.
    Questo per me è un capolavoro. Disegnata alla Flaviano (che per chi ti conosce artisticamente non necessita di approfondimenti come frase), racconta eccome se racconta. Non sono d’accordo con chi dice che oltre un certo punto non sai dove andare a parare: per me lo sapevi bene sin dal’inizio. Mi è piaciuta una cifra uomo, mi ha emozionato, a tratti mi ha commosso e divertito. La mamma con le lacrime al telefono mi ha sparato un calcio nelle palle che tento di fischiare da mezz’ora senza successo. Il fatto che abbia di cinematografico lo condivido, ma ci tengo a dire che per me questo è indice, oltre che di conoscenza e capacità tecnica, anche della presenza in te del “dono” dell’occhio, il punto di vista. E quello si migliora se ce l’hai, ma se non c’è, non c’è.

    Bravissimo, veramente una perla.
    Applausi a manetta.
    Leon

  40. Flaviano scrive:

    Lebòn, chettedevodadì? se non mi conoscessi direi che t’ho pagato.
    grazie mille sono onorato!

  41. Leon scrive:

    Niente Fla, che devo dì io. Qui c’è solo da imparare qualcosa.
    L’ho rivista e riletta ora. ‘Na pezza ‘n’faccia che la metà abbastava!

    Godo!

  42. Mimmo scrive:

    scoperti ora.
    estasiato da questa storia.
    sublime. a tratti PAZzesca. commovente e VERA!!!!
    avevo notato Flaviano su ScaricaBile e avevo chiesto al mio maestro (Palumbo) se fosse un suo discepolo… ora lo ritrovo qui e …m’innamoro!!!!
    GRAZIE!

    un ex (disegnatore) Frigideriano

  43. flaviano scrive:

    ciao Mimmo, grazie mille, lieto che ti sia piaciuta.
    (ma le ricette sul tuo sito le fai tu? sono favolose!)

  44. Mimmo scrive:

    :) Grazie per la risposta.
    Dire che mi è piaciuta è davvero sminuire il concetto. Ho voglia di riprendere a disegnare… sì che lo faccio per il giornale aziendale ma mi sento troppo costretto negli schemi di casa madre, le censure etc. etc.
    Le ricette sono tutte mie. Rielaborazioni, idee, spunti presi qua e la ma alla fine tutto frutto di queste manacce che non riescono a stare ferme se non creano qualcosina.
    Se ne provi qualcuna fammelo sapere :)
    Un grande abbraccio.
    Mimmo

  45. ketepoz scrive:

    bella storia e pure come passi da un dettaglio all’altro-come nella realtà (quella in 3ddì) e i legami che sono legacci -che sentimenti e sensi di colpa non sono la stessa cosa.mi piace!bella!!

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