La vespa











Info su quasimai

Di mestiere scrivo fumetti e cartoni animati per dei progetti di comunicazione d'impresa, in Francia. Nel tempo libero invece faccio video e disegno. Lo faccio per sfogare un po' di quel caratteraccio che sono costretto a tenere a bada durante il lavoro. Questo è il mio blog
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40 risposte a La vespa

  1. Ettore scrive:

    Mi appello al principio per cui core serve anche per dire le cose in faccia…

    Ma… Cosa volevi fare, esattamente?

  2. makkox scrive:

    ‘sta roba è una capata di dialogo. tende a cose buone, si butta.
    le ombrine cinesi sono un po’ così, però l’idea è efficace. con altra grafica non funzionava, per me.

  3. Flaviano scrive:

    bello, piaciuto. soprattutto il finale con la mamma aggressive.
    bravo.

  4. elia_pippi scrive:

    Un po’ logorroico sul finale…. e “disturbante” nei contenuti, ma che sia disturbante mi piace.
    Avevo capito che Sandro conoscesse la tipa già da quando si son fermati, ma poco importa, mica è un giallo.
    Mak dice che “le ombrine cinesi so’ un po’ così”, ma hanno lasciato che mi godessi i dialoghi e quindi per me sono cosà…
    ma occhio! per quello che riguarda i consigli sul disegno e sullo sviluppo della storia ascolta Mak, Flà, etc. e non me che io non ci capisco un “beneamato…”

  5. makkox scrive:

    @pippi
    mannò, un po’ così nel senso che a mio gusto sono acerbe di segno, ancora non “giuste”, ma ne rimarcavo l’assoluta efficacia, infatti dico che con altro disegno, secondo me, non avrebbe funto.

    funto?
    funzo…
    al centro della carreggiata

  6. quasimai scrive:

    Logorroico nei dialoghi e acerbo nel disegno sono caratteristiche che mi corrispondono perfettamente.
    è anche vero che i dialoghi m’interessano molto di più del disegno, ma non me ne compiaccio affatto, anzi, col tempo spero di riuscire a sciogliere sempre di più la mano.
    @ Ettore : volevo fare quello che ho fatto. Mettere in scena uno scambio tra un figlio de na mignotta e sua mamma. Cosa non ti torna ?

  7. Federico scrive:

    Stupendo, complimenti per i dialoghi che sono perfetti e per le ombre che secondo me si adattano perfettamente al testo.
    Il finale e’ eccezionale :D

  8. hippo scrive:

    Bello. Nel senso di bello e coraggioso, senza nessun ammiccamento buonista volemose bbene finale. Crudo.
    Anzi, la fine – che è la parte meno verosimile della storia – fa un po’ rilassare, come a dire “ah ma non è mica una roba vera”.

    Le ombrine cinesi mi piacciono, soprattutto all’inizio, nel gioco di bianco, mattoni e mignotta.

    Brào!

  9. ReCaliscetta scrive:

    Non si era detto che su Core ci doveva essere solo materiale inedito?
    Lo dico perchè questo fumetto l’avevo già letto, molto probabilmente nel sito/blog dell’autore. E per di più l’ho letto un po’ di tempo fa, forse qualcosa tipo come un paio di mesi fa; quindi il fumetto oltre a non essere originale, non è neanche legato direttamente al progetto di Core.

    Dico tutto questo perchè, parlando sinceramente, m’irrita abbastanza vedere una cosa del genere; c’è gente che ha fumetti che molto probabilmente sono più che adatti per Core, ma non li presenta perchè già pubblicati in altri luoghi più o meno importanti.

  10. makkox scrive:

    sì, s’era detto. ed è una direttiva a cui di massima m’attengo. come tante altre che ho detto e scritto di pugno.
    poi mi riservo di decidere sempre con l’occhio a far bene per core e non a far male.
    la mia tolleranza d’ingresso (il famoso bonus primae storis) comprende un nsieme di fattori su cui son disposto a sorvolare se penso ne valga la pena. se avverto una volontà costruttiva da parte dell’autore.
    posso aver sbagliato a giudicare, molte volte, mica no. però solo chi non sceglie non sbaglia mai.

    cmq, mo’, se ‘sto dettaglio t’ha stonato, prenditela con me. decisione mia, consapevole, ripeto.

    sincero io, sincero tu.

  11. ReCaliscetta scrive:

    Allora se la metti così, come si dice in questi casi, “alzo le mani”: il capo di tutta la baracca sei tu e se hai deciso tu stesso di fare uno strappo ad una delle poche regole che hai scritto, credo di essere proprio l’ultimo a poter dire qualcosa. O per meglio dire: posso benissimo dire quel qualcosa, come appunto ho fatto, ma lascio il tempo che trovo visto che non sono nemmeno uno degli autori di Core, ma un semplice lettore.
    Per fare un esempio un po’ alla cazzo, è come quando vedi i carabinieri che superano il limite di velocità, ti fanno incazzare e bestemmi, ma in pratica puoi fare ben poca cosa.

  12. makkox scrive:

    reca, mò pare che non mi sai.
    sono stronzo, ma salvami la buona fede. non voglio andare in culo a nessuno.
    e sto qui a risponderti e spiegare perché ti so da quando canemucca era blogspot.
    m’interessa poco se sei autore, lettore o muratore.
    sei recaliscetta e per me è un’identità nota e precisa.

    e, ripeto, tu sai me. nel bene e nel male.

  13. skiribilla scrive:

    L’idea delle silhouette non è nuova ma in questo caso la trovo piuttosto adatta.
    Anche la storia non è la prima volta che viene svolta, ma zero problemi, ci mancherebbe.
    Però trovo il dialogo piuttosto forzato, non molto verosimile e naturale. Fa un po’ sorridere.
    Tutto questo penso che purtroppo renda la storia non particolarmente disturbante, se voleva esserlo, nè ironica o abbastanza sopra le righe nel caso contrario.

  14. Nubetossica scrive:

    Quoto Mak quando scrive che senza le ombre non avrebbe funzionato. Nulla di eclatante da farmi gridare al miracolo, ma mi piace. Certo, qualche frase l’avrei sfrondata di vocaboli e la storia sembra tirata fuori da Just my imagination dei Gem Boys, eppure funziona, il core non te lo tocca, ma te lo stuzzica si.

  15. Giorgio scrive:

    il disegno non mi dispiace, se le ombre sono fatte per sopperire a scarsa perizia tecnica, hanno sopperito bene, almeno con me che di disegno ne capisco poco.

    I dialoghi sì, dal momento in cui il ragazzo resta da solo con la madre diventano un po’ logorroici e secondo me rovinano un po’ il “registro” più secco e concentrato che c’era all’inizio.

    L’idea del ragazzo che va a puttane e ci trova la madre è buona, però poi mi sembra smetta di voler raccontare davvero qualcosa… mi pare più una gara di cinismo dell’autore con se stesso, quasi dicesse “vediamo fin dove riesco ad arrivare”. E la parte finale è sì aberrante e può far riflettere, ma anche vagamente sterile.

    Sembra che dietro un’apparenza di “critica” nei confronti del cinismo che permea la nostra società ci sia più che altro gusto dell’orrido, annichiilmento, morbosità.

    E che c’è di male?, direte voi. C’è che mi pare un po’ calcolato, fine a se stesso, non abbastanza sincero. (aiuto, sto diventando come Goethe che per esprimere un concetto ogni volta ci deve mettere 3 aggettivi sinonimi! help!)

    Insomma, per il gusto tutto mio personale per cui su Core ci può andare qualsiasi cosa purché sia onesta ecco, secondo me Quasimai non lo è stato fino in fondo.

    Vedere uno che vomita perché ha annegato i dispiaceri nell’alcol è diverso da uno che vomita dopo aver bevuto candeggina per vedere di che colore viene fuori il vomito. Il suo vomito bianchiccio mi farà più schifo del vomito coi pezzi di salame calabrese che il tizio disperato è stato costretto a mangiare da qualche amico che cercava di consolarlo con una bella cena in compagnia.

    E qui ritorno sui disegni: forse in realtà le ombre sono utili a mascherare i volti. Forse l’autore si è divertito a cercare il fondo dei rapporti umani – una madre che propone un pompino al figlio – ma non si è messo in gioco del tutto, un po’ se ne vergognava. Se certi disegnatori usano lo specchio come modello per ritrarre le espressioni dei propri personaggi, che cosa avrebbe visto riflesso? Empatia verso i personaggi? O piuttosto un ghigno compiaciuto poco consono alle emozioni dei personaggi?

    Con questo – sia chiaro – non voglio criticare l’autore, ma solo l’opera in questione. Sono sicuro che – calibrando maggiormente la sua acredine per volgerla in qualcosa che ci racconti di più oltre a tirarci in un gioco dell’orrido – ci offrirà fumetti più interessanti.

  16. quasimai scrive:

    Grazie a tutti dei vostri commenti. Ci sono cose stimolanti in quello che dite. Ne faro’ tesoro per il futuro.
    E grazie sopratutto a Makkox per avermi lasciato entrare su Core con una storia non originale. Prometto che le prossime saranno tutte fatte su misura.
    La scelta di usare delle silhouettes per identificare i personaggi è giusto una questione di comodo. Non sono un disegnatore e quando decido di disegnare lo faccio con molta fatica. A volte mi ci metto d’impegno perché trovo che altrimenti la storia ne risentirebbe. In questo caso invece volevo proprio buttare giù una storiella di getto e mi è sembrato giusto usare uno stile che mi permettesse di chiuderla rapidamente.
    La logorroicità dei miei testi è un mio grande difetto, ma ci prendo anche un bel po’ di gusto. Tutta colpa di Rohmer e Godard.
    Per quanto riguarda il succo della storia invece, ho cercato di interrogarmi su di un caso limite come questo evitando i filtri morali. Sarebbe stato molto più plausibile far reagire Sandro in un modo più ipocrita : “io ho il diritto di andare a puttane ma mai potro’ accettare che mia madre sia una di quelle…”, ma mi sembrava una strada troppo facile e poco stimolante.
    Mi son detto che, in linea di principio, un giovanotto dei nostri giorni, abituato all’immagine della donna veicolata dai media italiani, non dovrebbe scomporsi più di tanto davanti ad una situazione del genere. O no ?
    Anzi ero persino tentato di farcelo andare davvero dietro al boschetto, ma questa chiusura mi è sembrata più ganza.

  17. makkox scrive:

    m’anfatti è quando dal logico e conseguente e prevedibile di ‘sta storiella ci si scolla entrando con disinvoltura nel surreale, scatta la magia nella mia testa. un senso di divertito straniamento.
    m’è piaicuta assai per questo.
    anche in alcune cosine minime di Vives ho trovato dei dialoghi padre-figlio che scivolano in una tranquilla assurdità.
    per dire: è una bella chiave. difficile da padroneggiare.
    per me, in definitiva, ci sei stato dentro bene.

    PS per TUTTI:
    NON esistono testi TROPPO LUNGHI nei fumetti.
    ehm…
    piantiamola con ‘sta storia.
    ;)

  18. quasimai scrive:

    è vero che le cose di Vives sul suo blog sono forti proprio per questo. Strano che nei suoi libri usi un percorso narrativo molto più prevedibile.

    @ Nubetossica : Ho beccato su youtube quel pezzo dei Gem boys, è fantastico :)

  19. ReCaliscetta scrive:

    Come dici tu, so la tua buona fede. Come è stato detto altre volte da altre persone in altri modi, sono convinto che tu sia il più onesto fra tutti quanti qua dentro.
    Finendo con la totale sincerità, come ho iniziato, credevo che quasimai avesse presentato il fumetto non informando della sua pubblicazione in altri siti/blog; in pratica credevo avesse fatto il furbo. Invece poi scopro altro, ovvero che è stata una tua decisione, spinto come sempre “a far bene per core e non a far male” come dici tu stesso, cosa a cui credo senza riserve.
    È qui allora che mi correggo e decido di finire la polemica, specificando comunque sia di non essere d’accordo con la tua decisione. Forse ho esagerato con i toni e detto parole fuori posto, o forse no.
    Tutto questo, come spero si sia capito dal principio, va al di là della qualità del fumetto di quasimai, del suo “Core – non Core” che alcuni dicono; certo poi che a quasimai, molto probabilmente, ora come ora gli sto almeno un pelino sulle palle.

    E per ultima cosa, ci tengo a dirti che mi ha fatto veramente molto piacere che tu mi abbia risposto, soprattutto il come.
    Sincero io, sincero tu.

  20. Giorgio scrive:

    Sul fatto che il ragazzo non si scomponga sono d’accordo, infatti fino a quel punto la storia mi è piaciuta… Secondo me dopo però invece di restare concentrato sulla cosa lasciandola fluire in maniera più naturale, credibile (seppur cinica, assurda) hai deciso di forzare la mano e vedere fin dove potevi arrivare… diciamo che dal momento del dialogo in cui l’amico di Sandro dice “noi di solito ci teniamo lontani da questi luoghi di perdizione” la mano dell’autore si sente molto più pesante e il lettore si sente un po’ tirato fuori dalla storia…

    comunque sono curioso di leggere le tue prossime cose!

    …e non è che devi fare cose “su misura”, anzi!

  21. Giorgio scrive:

    Mak: e invece esistono. I miei, ad esempio… sigh.

  22. Giorgio scrive:

    Forse sono riuscito a individuare che cosa non mi convince, magari ti può essere utile: ci vedo troppa “distanza” dai personaggi. Sembra che gli hai dato vita e gli hai conferito i peggiori difetti per odiarli, per mostrarceli dicendo “guardateli: non fanno schifo?”. Però è un gioco un po’ sterile, mentre una maggior vicinanza coi tuoi personaggi poteva essere più efficace, magari generare più orrore che schifo. Forse più che dire “gli altri fanno schifo, ma noi non c’entriamo” è più efficace dire “c’è qualcosa di noi anche in questi personaggi”. Ci avrebbe fatto stare più di merda, ma ci avrebbe anche fatto riflettere di più.

    Insomma, se non si fosse capito il tuo fumetto, pur non convincendomi del tutto ha generato una serie di considerazioni che comunque non possono che essere utili al “dibattito” su Core, quindi ben vengano anche queste opere!

  23. Giorgio scrive:

    in pratica è come se avessi deciso di giocare una carta importante ma potevi giocarla meglio. Avevi un asso di briscola e l’hai giocato per prendere un fante…

  24. quasimai scrive:

    Ciao Giorgio, grazie della tua analisi.
    Mi sa che ci hai passato più tempo tu a riflettere su questo fumetto di quanto non abbia fatto io mentre lo facevo :)
    Giusto per dire che per me questo è stato sopratutto un esperimento narrativo, una capata alla Zidane, una cosa che ho fatto *per me*, per vedere dove potevo arrivare senza preoccuparmi minimamente dei filtri morali e dell’effetto disturbante ( o meno) che avrei potuto provocare sull’eventuale lettore.
    Non che io di solito me ne freghi di cio’ che pensa il lettore, anzi, per mestiere sono costretto a spulciare ogni singola parola che scrivo per non offendere o contrariare nessuno. Ma nelle cose che faccio *per me*, il lettore tento di farlo passare sempre in secondo piano, perché secondo me questo è il modo migliore di cacciare fuori le cose migliori, quelle fatte col “core”, appunto. Perché se mi fossi dovuto preoccupare della reazione dei lettori di questa storia, probabilmente l’avrei resa molto più convenzionale per non correre il rischio di essere male interpretato e considerato come un depravato.
    Poi non sono d’accordo sul fatto di aver conferito ai personaggi i peggior difetti allo scopo di odiarli. Per raggiungere quella distanza di cui parli tu avrei dovuto rifletterci molto di più, cosa che non ho fatto visto che la storia mi è uscita di getto. Ho solo giochicchiato un po’ con lo stato di putrefazione morale che caratterizza la società italiana attuale.
    Quindi non li odio, anzi, la mamma mi sta anche simpatica. è il figlio ad essere proprio un figlio de ‘na mignotta :)

  25. quasimai scrive:

    Per carità, mica mi stai sulle palle, hai fatto bene a intervenire.
    Sono io il nuovo arrivato e mi sembra giusto che tu mi faccia notare certe cose.
    Oltretutto Mak mi aveva preavvisato della possibilità che qualcuno spuntasse fuori per rompere i co… ehm… per fare giustamente notare l’irregolarità ;)
    quindi pace, no problem e stamm buo’ :)

  26. Giorgio scrive:

    eheh lo so, alle volte mi viene spontaneo di ricavare diverse riflessioni su una cosa anche di sole due parole, perché comunque dietro possono esserci un sacco di cose di cui magari nemmeno l’autore stesso si era accorto…

    sono d’accordo sul fatto di non porsi limitazioni riguardanti la reazione del pubblico, anch’io faccio qualcosa del genere per mestiere e ti capisco benissimo.

    infatti io non mi preoccupavo della reazione del lettore, ma del valore intrinseco della storia, ed è un valore uguale per noi che leggiamo ma anche per te come autore. Certe critiche (spero costruttive) che ho scritto sono da intendere anche per te stesso, per la tua stessa soddisfazione, per ciò che ti resta di ciò che hai scritto e per ciò che vuoi comunicare anche a te stesso nel momento che scrivi…

  27. makkox scrive:

    in effetti quell’illusorio senso di libertà creativa dovrebbe alimentare tutto quel che viene pubblicato qui.
    illusorio perché vuoi o non vuoi il lettore te l’immagini sempre.
    magari puoi scegliere d’immaginarlo simile a te, invece di vedertelo imposto come target.
    a me capita mi si dica (su carta) questo è pubblicabile, questo no, questo non verrebbe compreso, etc.
    MOLTO di rado eh, ma capita. cazzo.

    ma adda venì baffone.
    e verrà!

  28. leon scrive:

    intervengo da un cellulare per cui sarò breve e torno con comodo. A me che scrivo quasi solo cazzate assurde, mi è piaciuta assai, proprio nella sua assurdità. E se fossi l’autore, di questo mi preoccuperei :-) per il resto, un solo appunto: non vorrei mai più leggere: figlio de na mignotta. Fijo de na mignotta o figlio di puttana. Lo so, lo so, ma certe cose mi fanno male. Comunque, molto bene per me, bravo e benvenuto. Ps: la tecnologia ci fotterà il cervello. A tutti.

  29. makkox scrive:

    intervengo DAR cellulare.

    checcazzo, almeno le basi, leò

    cmq, n’do t’hanno portato cor cellulare, fratè?

  30. laura scrive:

    e son d’accordo con leon… vero, figlio de na mignotta non si scirve, i dialetti son difficili, i toni pure, occoorre starci attenti.
    E per il resto a me ‘sto dialogo piace molto, ricoco divertente e cattivo e il finale è duro è irreale e realistico per questo.
    le figure non sono perfette, ma quello stonato storto, che riprende certi disegni anni 60, e mi diverte come un poplare teatro delle ombre. ben l’ho detto, ma quasimai lo sa (che l’avevo letto sul suo blog e ora una sua storiella esce su animals). :)

  31. Leon scrive:

    Fratè, ssà bono (senza la T, come per “assronzo” o “assupido”. Provare per credere).
    Ce lavoro pure co ssà monnezza, ma gnente. ‘Ncessà’n'cazzodafà.
    Comunque ho dato ‘no ssrappo a’n'amichetto.
    Dice devo portà aa farina a mi nonna.
    Aa farina. Li mortacci sua e der mulino bianco…

  32. quasimai scrive:

    @ Giorgio : I tuoi commenti sono benvenutissimi e mi fa piacere potermi confrontarmi con degli osservatori cosi’ oculati.

    @ Leon, Mak, Laura : Chiedo venia per il mio romanesco. La prossima volta faro’ una ricerca suR maggico googRe !

  33. giulia scrive:

    piaciuto! i disegni sono azzeccati, soprattutto all’inizio fanno un bell’effetto. concordo con il trovare la parte centrale dei testi un po’ sottotono, personalmente l’ho sentita poco spontanea, naturale. come se all’improvviso si fosse messo a leggere un testo. :)
    però mi è piaciuto, e il finale è fantastico.

  34. Leon scrive:

    Eccomi da un pc!
    Allora, devo dire che la storia è ardita e mi piace. L’uso delle ombre ci sta tutto, per me è proprio la chiave di volta che la fa funzionare al massimo della sua potenzialità. Mi spiego. In realtà, quando il guidatore decide di fermarsi, il figlio della “signorina buonasera” si esprime con un’esclamazione che richiama un antico mito egizio: Anubi (il Dio Cane).
    Partendo dal presupposto che per la bestemmia è un intercalare come un altro, mi sembrava un’espressione un pò forte nel contesto. E invece no. Ci sta perfetta: mi immagino di andare a fare un puttan tour e beccare mia madre, con un mio amico, che se la vuole fare. Forse avrei detto proprio Dio cane, se non peggio. E qui subentra l’ombra, che mi nasconde l’espressione esterrefatta (anche se sotto il casco) del ragazzo, evitando che l’agnizione (o riconoscimento) avvenga in maniera prematura svelando troppo e rovinando l’effetto sorpresa. Per quanto riguarda la lunghezza dei discorsi, per me sono funzionali al racconto per cui non ho avuto una sensazione di pesantezza.
    Insomma, è solo un mio parere, ma bravo!

    PS: per consulenze sul dialetto romano (romanaccio, non romanesco) passa prima da me, magari ti evito una ricerca su Gughe!

  35. quasimai scrive:

    Grazie ad entrambi, mi fa piacere che ognuno ci veda delle cose diverse e stimolanti in questa scenetta.
    @ Leon : ottimo che tu abbia colto il riferimento al mito egizio, temevo che nessuno lo notasse ;P
    @ giulia : capisco cosa intendi quando parli di una parte poco spontanea e troppo recitata, perché è vero che ho calcato un po’ i dialoghi senza cercare più di tanto l’effetto verosimiglianza, ma cio’ non toglie che secondo me questa “sceneggiata” potrebbe benissimo essere vera.
    Voglio dire, immaginati davanti ad una delle tante trasmissioni televisive genere “i fatti vostri” dove la gente va a spiattellare i cazzi suoi davanti a milioni di persone, senza nessun pudore. Spesso mi ritrovo a dirmi “cazzo, non è possibile, è tutta una sceneggiata, devono aver montato tutta sta storia solo per passare in tv, non possono pensarle e dirle DAVVERO certe cose…”, eppure, il dubbio mi viene… “e se facessero davvero sul serio?”.
    Ecco, il mio feeling mentre la scrivevo era un po’ quello li’, con un misto di curiosità e sospensione della credulità. Certo, anche a me una scena del genere tra mamma e figlio mi sembra un po’ incredibile, ma… e se facessero davvero sul serio ?

  36. m@nu scrive:

    Premesso che non ho letto gli altri commenti e quindi mi scuso per le eventuali ripetizioni, a me è piaciuta, sia l’idea che la realizzazione, mi ha disturbato solo la bestemmia (e non è che io sia osservante), solo che non mi sembrava ci stesse bene con lo stile della narrazione.
    sono curioso di vedere altra roba tua.

  37. Giorgio scrive:

    Anche secondo me la bestemmia ci sta, non l’ho trovata troppo forzata, ti fa capire subito che c’è qualcosa che non va e sembra normale roba sentita in strada e questo è un bene.

    ma Anubi non è uno sciacallo?

  38. Pier scrive:

    di gran talento, ma disperate

  39. PG scrive:

    Trovo notevole il contenuto , artistico anche nella forma . >E attuale e vero. Secondo me è arte sconosciuta, sprecata

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