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di Valerio Pastore

gennaio 3rd, 2010

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Los Muertos



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35 commenti »
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    Commento di makkox — 3 gennaio 2010 @ 10:09
  1. ’sto cazzo di valerio! ha capito tutto il meccanismo di pubblicazione senza manco un’istruzione e s’è pubblicato da sè n’altra storiella!
    hehehe
    vabuò, mò gli ho spiegato l’iter redazionale.

    questa mi piace più dell’altra, pur essendo un cazzeggio da dopocanna (già me lo vedo lì con ’sto bicchiere che ridacchia coll’amici suoi che dicono “spettacolo, ci devi fa ‘na storia valè! rollane n’altra mò però…”)
    ;)

    [Rispondi]

    Valerio Pastore Risposta:

    Ti assicurò che la canna l’ho fatta dopo : )
    Cmq si di cazzeggio potrebbe trattarsi ma l’idea non mi dispiaceva affatto!
    Ora mi calmo e sforno qualcosa di più corposo e meno paraculo

    [Rispondi]

    makkox Risposta:

    in effetti il trucco l’hai appena svelato: sfornare.
    non fermarsi mai.

    [Rispondi]

    Valerio Pastore Risposta:

    fiuuuuu mi sono appena fermato!

  2. Commento di Ozkar — 3 gennaio 2010 @ 14:33
  3. E allora mi sento chiamato in causa!
    Sì, questa mi piace più dell’altra pure a me, soprattutto i disegni in bn. Ho sempre qualche riserva sul soggetto, che mi pare un po’ frettoloso e vago (un desperado che abbandona la famiglia per suonare la chitarra sotto gli alberi?).

    (Ma è un’impressione mia di malato di mente, o nella foto del bicchiere, nelle ombre, si intravede un teschio? E’ nato tutto da lì, vero?)

    Mi resta sempre in bocca la domanda: “Ma che ce volevi di’ con questa storia?”. Dove vai a parare? Ci volevi far pensare, ridere, commuovere, viaggiare, inquietare, spaventare? Perché la musica è la dannazione del desperado? Non lo spieghi, non si capisce. Sembra un luogo comune: “la musica ti ruba l’anima” (che va accanto a “non è tanto il caldo quanto l’umidità”).

    Poi: all’inizio “era solito suonare”, e uno si aspetta una certa vicenda, immobilismo, abitudine, che ne so? Morirà lì, si tramuterà in un albero, e tra le foglie si sentirà ancora la sua musica… che ne so, una roba così… Poi, improvvisamente, ci racconti che “si ritrovò a vagare”… e perché? Non lo spieghi. Però ritornano questi alberi… dato che usi ossessivamente due parole in tutto (”chitarra” e “alberi”) come se non ne conoscessi altre, e non credo, uno pensa che ci sia una correlazione, che questi due concetti porteranno a un risultato narrativo. E invece niente, non succede niente. Nè la metafora finale spiega qualcosa sulla storia. Le suggestioni, secondo me, devono essere punte di iceberg, non cubetti di ghiaccio a pelo d’acqua.

    E poi, sai quella regola del teatro, che non mi ricordo chi l’ha detta? Se sul muro nel primo atto è appeso un fucile, quel fucile dovrà sparare alla fine del secondo atto. Boh, a me è sempre piaciuta questa cosa. Deve tornare tutto. Guarda l’ultimo Mak, il supereroe: uno pensa a una cosa, e invece… tadah! non avevamo capito un cazzo, era un folle che delirava, e facciamoci pure due risate sopra…

    Momento dell’antipatia (altrimenti detto: matita blu): si dedica A qualcosa, non si dedica PER qualcosa! Le parole sono importanti, e chi parla male etc etc etc… (e ti risparmio il “sì” senza accento).

    Aspetto la tua prossima opera,

    Oz

    [Rispondi]

    Valerio Pastore Risposta:

    Dunque si tratta di una bella e buona paraculata nata da un bicchiere perfettamente rotto all’altezza del fondo del bicchiere e siccome la cosa mi ha piuttosto incuriosito, ho preso un bel pennarello e ci ho disegnato su un teschio che ricordava molto Grim Fandango. Tranquillo la tua impressione era giusta ma qui il malato di mente sono io!

    Il testo non ha ne capo ne coda come hai potuto notare anche se l’idea di fare un piccolo racconto su una calaveras non mi dispiaceva affatto ma la mia assoluta incapacità nel fare racconti mi ha portato come di consueto a fare una cagata senza senso.

    Si è trattato più di un divertimento grafico se vogliamo dirla tutta ma penso si capisca anche perchè il testo seppur volutamente forzato è privo di altri vocaboli che non siano “chitarra o alberi”.

    Il tuo momento antipatia è sempre molto gradito.

    Ti faccio una proposta coosì a brucia pelo . . . ti andrebbe di scrivere qualcosa visto che a quanto pare con la lingua italiana ci sai fare e vedere un pò cosa succede?!?

    [Rispondi]

    Valerio Pastore Risposta:

    non ho specificato che te la disegno io

    [Rispondi]

    Ozkar Risposta:

    Credimi, sono completamente privo di qualunque creatività personale. Scrivo per mestiere, per questo sono pratico di italiano, ma scrivo di tutt’altro e soprattutto cose molto poco fantasiose. Sei molto gentile, però.

    [Rispondi]

    Valerio Pastore Risposta:

    Non devi mica scrivere un poema, anche se sarebbe interessante; può essere uno scroll anche di poche battute.
    Boh io te l’ho detto, magari pensaci . . .

  4. Commento di Samuele — 3 gennaio 2010 @ 15:05
  5. Concordo nel dire che manca un “nucleo”.
    Trovo che la storia somigli tecnicamente a quella di ieri.
    Quindi un andare “narrativo” placido e un mini picco-emozionale alla fine.
    Senza troppo strillare. Che a me piace star sul divano. Che non ho. Quindi queste storie mi fan da riposo sereno.

    In questo caso trovo che la scansione temporale abbia dei problemi…nel senso che in sole tre vignette devi condensare
    un passare del tempo molto più ampio di quello che si percepisce.
    Non facciamo in tempo a sapere nulla di specifico.
    E la storia non rimane abbastanza vaga, di contro.

    Qualcosa del genere.
    È comunque uno stimolo il tuo sfornare.

    Personalmente la lonfa me la sarei fumata prima.
    Che ti rallenta si, ma c’aggiunge un qualcosa…

    La grandezza della font, che trovo calzi meglio, mi ha sfondato gli occhi.

    Samuele

    [Rispondi]

  6. Commento di Valerio Pastore — 3 gennaio 2010 @ 15:48
  7. é una paraculata ragazzi non vi sforzate troppo a trovare un senso!

    [Rispondi]

  8. Commento di makkox — 3 gennaio 2010 @ 17:02
  9. grim fandango! cazzo quanto ci giocai.

    [Rispondi]

  10. Commento di manlio3 — 3 gennaio 2010 @ 17:52
  11. con tutto il rispetto possibile, con la mia capa sotto i piedi vostri, se l’ altra storia denotava mancanza di rispetto verso il lettore, come alcuni hanno fatto notare, questa strip è ancora peggio, e la parola “paraculata” non giustifica manco per il pene (sempre per usare toni calmi e massimo rispetto).

    [Rispondi]

  12. Commento di Valerio Pastore — 3 gennaio 2010 @ 19:32
  13. sei libero di essere forte nei commenti, non ti preoccupare di offendermi, tanto se sono delle osservazioni costruttive non me la prendo!

    [Rispondi]

  14. Commento di Samuele — 3 gennaio 2010 @ 20:47
  15. Beh, con la nuova intestazione penso che il lavoro possa tranquillamente entrare qui dentro.
    Eppoi è così una roba felice vedere tanto materiale uploadato in breve tempo…

    sa di buono…
    in generale.
    Libero. Ma non a casaccio.

    [Rispondi]

  16. Commento di Valerio Pastore — 3 gennaio 2010 @ 22:11
  17. Scusatemi . . .

    Questa che sottopongo alla vostra attenzione e al vostro puntiglioso e benefico giudizio critico è la traduzione in chiave illustrata di Eyeballkid, canzone del cantautore americano Tom waits presente in “Mule Variations”.

    i link dove poter vederla sono questi:

    http://www.tomwaits.it/lacuccia.html#

    e se volete vedere le tavole più in grande senza sforzare troppo gli occhi andate pure qui

    http://www.valeriopastore.blogspot.com/

    Ci tengo molto al vostro giudizio critico perchè è più di un anno che ci lavoro su, su questo esperimento che lega illustrazione/fumetto e musica, per il semplice motivo che il tema che la canzone tratta è piuttosto serio e delicato e poterlo descrivere attraverso la musica di questo grande cantautore dando il giusto peso e importanza è stato un lavoro assai arduo.

    Avanti siate cattivi . . .

    [Rispondi]

    Valerio Pastore Risposta:

    Non fraintendetemi, non si tratta di mania di protagonismo ma bensì di confronto con chi come voi mastica fumetto e tutto ciò che riguarda le arti visive.

    [Rispondi]

  18. Commento di Barabba Marlin — 3 gennaio 2010 @ 23:33
  19. Generalmente, piuttosto che postare un commento completamente negativo preferisco non commentare affatto, ma stavolta non ce la faccio a stare zitto; sottoscrivo in pieno manlio3, e trovo che l’aver usato delle foto sfocate*, forse fatte col telefonino, forse fatte con una macchinetta senza neanche preoccuparsi di azionare la funzione macro, sia una mancanza di rispetto nei confronti, non tanto dei lettori, quanto degli altri autori di Core, mi spiego: poco tempo fa, mi pare nei commenti all’ultimo lavoro di Makkox, si parlava del tempo che si impiega a disegnare/ideare una tavola, ti invito a rileggere quei commenti… non mi permetterei mai di dire che a te, o a chiunque altro, manchi il talento (neanche se lo pensassi davvero), ma una cosa è evidente: sei troppo “veloce” fratello mio, soffri di creatività precoce, e questo non è posto per sveltine, questo è posto da pornostar; un’idea può anche venire fuori dal cazzeggio, ma poi bisogna sudarci sopra, altrimenti rimane una cazzata.

    * mi si risparmi la risposta “era un effetto voluto”. La prossima volta che vuoi usare delle foto, ma questa è un mio personalissimo gusto, ritoccale col photoshop, mettici anche un semplicissimo effetto “affresco” per renderle più cartoon, rendi meno traumatico il passaggio dal disegno alla foto, scontornando il limite fra i due, o usa tagli irregolari, o meglio ancora estrapola l’oggetto della foto dal suo fondale naturale, e immergilo nel disegno, insomma lavora lavora lavora…

    [Rispondi]

    Valerio Pastore Risposta:

    Fai male a stare zitto, dovresti criticare invece!
    Sul discorso sfocatura posso pure capire il tuo disappunto ma dire che manco di rispetto agli autori di Core mi sembra un’affermazione piuttosto esagerata pur capendo le tue motivazioni. Ma va bene.
    Il tuo amore per Core dimostrato con l’accostamento tra posto da sveltina a posto per pornostar è fantastico!

    Adesso faccio il serio . . . Hai ragione, purtroppo quando realizzo qualcosa che mi faccia divertire, senza che la prenda troppo sul serio, bado subito all’effetto complessivo senza contare al risultato finale che può non essere molto gradito ma d’altra parte mi sto facendo conoscere con materiale non di buona qualità e me ne rendo conto.
    Avrai modo di vedere altro materiale più convincente, almeno spero.

    Riguardo le foto, non sono un esperto ma neanche un novellino e l’effetto sfocatura che a te non piace affatto non è uscito a cazzo ma forzatamente voluto, poi tu sei libero di credere sulla mia parola, non mi offendo mica.
    Il ritocco con photoshop preferisco utilizzarlo solo quando si tratta di accentuare il contrasto nelle fotografie in bianco e nero ma se posso evitarlo, tanto meglio.

    Sul lavorare tanto, seguirò il tuo consiglio e ti ringrazio!

    [Rispondi]

    Barabba Marlin Risposta:

    ho guardato ora il tuo blog e devo dire che ci sono dei disegni bellissimi, specialmente le tavole dal testo di Waits, se avessi esordito con roba di quel calibro ora il tenore dei commenti sarebbe ben altro. Sul fatto della fotografia posso anche crederti, ma se cerchi un effetto in qualche modo “povero” devi stare attento a scansare l’ipotesi di dilettantismo; anche io non sono un novellino con l’obbiettivo, e vedo che il battiscopa dietro al bicchiere è leggermente più a fuoco del bicchiere stesso, errore tipico di chi la messa a fuoco non sa neanche cos’è, potrà anche essere voluto, ma per me quella è una foto fatta male e basta, avessi scelto il vuoto come sfondo sarebbe stata già una scelta più interessante.

    [Rispondi]

    Valerio Pastore Risposta:

    Devo dirti che esordire con materiale scadente non mi dispiace molto perchè prendere le batoste per un disegnatore è una cura a base di puro masochismo, piuttosto gratificante. Mi piace sperimentare e questi racconti che ho postato fin ora ne sono la prova, ma la sperimentazione a volte, ti porta a creare anche dei mostri.

    Riguardo alla fotografia sembra che ne sai più di me quindi ti porgo lo scettro e mi inchino.

    wallyci Risposta:

    barabba, secondo me il bicchiere messo fuoco avrebbe perso la sua sembianza di scheletro. sarebbe apparso semplicemente un bicchiere sbreccato. puoi parlare del fatto che la storia ti sia piaciuta o meno, ma l’osservazione che hai fatto sulla foto non la condivido proprio.
    personalmente ho apprezzato la storia per quello che è (soprattutto dopo aver letto i commenti. devo confessare che in prima battuta mi era sembrata un po’ pretenziosa).

    [Rispondi]

    Barabba Marlin Risposta:

    ciao wallyci: più volte su Core si è disquisito, commentando un lavoro, sul tratto di pennello/matita piuttosto che sull’uso dei colori, non vedo perché non si possa commentare l’aspetto tecnico di una foto usata in una strip. Chiarisco ulteriormente la mia posizione; posso anche credere che ci fosse una volontà di dare un effetto “fantasmagorico”, ma sta all’autore suggerirmi solo quello e non farmi venire il dubbio di un errore, se ad esempio un Flaviano vuole disegnare una strip come la disegnerebbe un bambino, per rafforzare l’infantilismo del protagonista, sa anche darmi degli appigli per farmi capire che si tratta di una precisa scelta stilistica, ad esempio riprendendo alla fine un tratto diverso, o dando con tratti semplici un senso di dinamicità che un bambino non può dominare, così la sfocatura è una tecnica espressiva ben precisa, generalmente chiamata effetto flou, e ha anche delle regole semplici e precise, che la distinguono da una foto fatta male

    [Rispondi]

    wallyci Risposta:

    ah, ok. avevo capito male, credevo preferissi la foto a fuoco.

  20. Commento di Giorgio — 4 gennaio 2010 @ 03:57
  21. Troppo, troppo cazzeggio. E occasione sprecata.

    Perché il problema non è fotografare un bicchiere rotto. Anche con quello ci potevi fare una storia vera, con tutto si può fare una storia.

    E invece hai deciso di cazzeggiare. No, qui non ci si può permettere di cazzeggiare. Forse se lo può permettere ogni tanto Makkox, che comunque la sua cazzeggiata è sempre di buon livello.

    Chi esordisce deve mettersi sotto, non cazzeggiare!

    [Rispondi]

    Valerio Pastore Risposta:

    Non temete continuerò a cazzeggiare sul mio blog, qui posterò solo roba seria, in modo da non offendere nessun autore senza sminuire il livello di Core. Mi sembra un buon compromesso!

    [Rispondi]

  22. Commento di Valerio Pastore — 4 gennaio 2010 @ 10:13
  23. Cmq fai conto che sono un esordiente atipico e riguardo al tirar fuori una storia da un coccio di vetro, li è assolutamente vero però mentre io scrivo per hobby e probabilmente anche piuttosto male, tu lo fai per mestiere quindi sai ricavarci di sicuro qualcosa di buono. Infatti la mia proposta di collaborare con autori di Core che tu hai accolto bene, mi rende felice. Ora sono curioso di leggere qualcosa!

    [Rispondi]

  24. Commento di laura — 4 gennaio 2010 @ 10:54
  25. mi pare bella , ma questa volta (punita dal mio stesso erore) non riesco a leggerla! dico i testi… non ci vedo! :(

    [Rispondi]

    Valerio Pastore Risposta:

    mia culpa la prossima volta ovvierò a questo errore!

    [Rispondi]

  26. Commento di Estebans — 5 gennaio 2010 @ 20:32
  27. valerio pastore quel giorno si alzò all’alba, e attrarversò l’ampio salone a passi stralunati, come se non avesse una meta.
    in realtà la sua meta era il piccolo bagno in fondo al corridoio, ma valerio pastore era troppo preso dai pensieri per seguire le urla noiose della vescica piuttosto che l’istinto.

    e l’istinto gli si parò davanti travestito da bicchiere.

    era un qualunque bicchiere casalingo, usato per tracannarvi dentro del rhum qualche sera prima.
    ma adesso, così abbandonato sul pavimento, impolverato e investito sia dalla luce tagliente che travisato dal riflesso del battiscopa retrostante, gli appariva similissimo ad un viso di morto, forse anche ad uno di quei biscotti messicani raccontati da un documentario su sky.

    valerio pastore scattò qualche foto, i piedi nudi a raggelarsi sul marmo, e le scattò letteralmente a cazzo di cane, anche se in seguito avrebbe detto -con convinzione- che quell’effetto irritante era voluto.

    non lo era.

    anche il brutto e il finto distratto hanno un loro percorso organizzativo, ma valerio pastore era stanco, non aveva ancora pisciato e stava agendo per istinto, appunto.

    poi scaricò sul pc -acceso dalla sera prima e ormai bollente- le foto.

    aveva ben pensato di posizionare sul bicchiere qualcosa che simulasse un sombrero, e l’effetto teschio pareva accettabile.
    allora riprodusse quel teschio ghignante su un foglio, ci costruì intorno una storiella nonsense e si lasciò andare contro lo schienale della poltrona, le mani a dita incrociate dietro la nuca.

    si addormentò.

    quando la storia del bicchiere teschio apparve su core, valerio pastore trascorse la giornata aggiornando la pagina web, scrollando ora nervoso adesso spaventato, e ogni parola si distribuiva sulle ferite che ancora si stagliavano palpitanti sulla sua autostima come un cerotto medicamentoso.

    ogni complimento guariva un graffio, ma ad ogni rinascita di pelle seguiva un passo falso di valerio pastore: sì le foto fanno schifo ma era l’effetto voluto, sì la storia latita ma era una paraculata, siate cattivi che godo, e poi come una ciliegia troppo matura quel link e la richiesta di un commento suppletivo ad altro, come se la fame di approvazione di valerio pastore non fosse ancora pacata e necessitava di altra benzina benefica.

    intanto altrove, disegnati con stile ma costretti a star dentro una storia non riuscitissima, un gruppuscolo di pirati e il loro capitano old roger stavano organizzandosi per comparire, quella notte stessa, in sogno a valerio pastore.

    avrebbero portato con loro un piccolo sacco di tela, passandoselo di mano in mano perché la cura fosse moltiplicata.

    conteneva una piccola testa di morto.

    mentre valerio pastore, quella notte, si sarebbe avvoltolato tra le lenzuola, ansimando in un incubo salato come di mare, old roger e i suoi gli avrebbero mostrato il piccolo teschio di vetro, come una minaccia, sussurandogli nelle orecchie sudatissime di paura “valerio pastore, cura e amore nel racconto, noi siamo i tuoi disegni e pretendiamo rispetto. vogliamo una storia., valerio pastore”.

    E.

    p.s.
    valga, se vuoi, come commento doppio per questa e per l’altra
    : )

    [Rispondi]

    Barabba Marlin Risposta:

    uh… senza parole… scritto da dio

    [Rispondi]

    Valerio Pastore Risposta:

    questa si che è una storia di pirati, però ci sono troppe ripetizioni sul nome

    [Rispondi]

  28. Commento di Valerio Pastore — 5 gennaio 2010 @ 20:52
  29. E. ti prego così mi fai commuovere!

    [Rispondi]

    Estebans Risposta:

    # Commento di Valerio Pastore — 5 gennaio 2010 @ 20:52
    E. ti prego così mi fai commuovere!

    naa.
    è il rhum.

    [Rispondi]

  30. Commento di m@nu — 7 gennaio 2010 @ 15:47
  31. :(

    [Rispondi]

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