Il sonno senza ragione è uno spreco di inchiostro




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Disegno. Poi sono serio e faccio la grafica, monto dei video, educo e animo in un Centro di Aggregazione Giovanile. Come fossero lavori. Però disegno. E alla fine conta questo.
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29 risposte a Il sonno senza ragione è uno spreco di inchiostro

  1. Giorgio scrive:

    I disegni sono SPETTACOLARI.

    Il testo l’ho trovato un po’ inutile, una specie di cornice ai disegni.

  2. Giallo scrive:

    Un capolavoro. Disegni splendidi. Ipnotici, tecnici, claustrofobici, Escheriani, magnifici. Il testo li rende spinosi, secondo me, ma il font e le diverse grandezze mi piacciono molto, e penso che sia un bel pregio per questa storia l’essere spigolosa, quasi aggressiva nella sua autonoma fierezza. Credo infine che ci sia un ottimo utilizzo dello scrolling e dello stile “canemucco”, ed infine mi piace perché è completamente diversa da tutte quelle precedenti, si espone ed ha cuore ma in un modo totalmente differente. Perciò complimenti e bravo. Per quello che possano contare le mie parole di lettore.

  3. viadellaviola scrive:

    i disegni sono talmente belli che non mi hanno fatto leggere il testo.
    ora vado a leggere. però mi sa che sarò riattirata dai disegni.
    poi a un certo punto sarò sazia e finalmente leggerò.
    bello bello.

  4. ReCaliscetta scrive:

    Mh.
    La penso come Giorgio: belli i disegni (a parte un paio di cose che trovo non riuscite benissimo, ma questo molto probabilmente solo per puro gusto personale), il testo poteva anche non esserci.

    Poi certo, per quanto riguarda la questione del testo, il “farsi capire è importante, ma non per me” potrebbe essere benissimo una buona risposta. Forse.

  5. makkox scrive:

    la storia all’inizio m’è sembrata un’allegoria delle mille anime politiche (incomunicanti) della sinistra italiana. ma è una storia a fondi di caffè: ognuno ci legge un po’ il cazzo che gli pare.

    per me un buon esordio (su core).
    tra armonie ben riuscite e qualche legnosità, disegni e testi tendono a cose buone. l’importante è tendere a.
    infine mi piace che s’affacci quissù anche una mano meno franscesina (mò questa a spiegarla è tosta, quindi bon).

  6. Harlock scrive:

    A me il testo è piaciuto parecchio. E’ più di quello che sembra sulle prime, bisognerebbe leggere tra le righe. almeno, io l’ho compreso ad una seconda e più attenta lettura.
    Perché, lo confesso, alla prima anche io sono stato rapito dalla °densità° dei disegni, quasi da dover resistere alla tentazione di saltare quei blocchi di testo isolati là in mezzo.
    E credo, questo può essere un problema però. Abbiamo parlato spesso qua sopra di testo che sopravanza il disegno, ecco l’esempio contrario. Ed è quasi un peccato, per me, perché invece il testo è buono, e importante. Non è un pre-testo per i disegni, è proprio necessario.
    E’ il problema del disegno iperrealistico, si “mangia” quasi sempre tutto il resto, l’occhio tende a soffermarsi, a perdere troppo tempo a decifrare i dettagli, occupandosi meno dei dettagli presenti nella parte scritta. Non è un caso che si vedano in giro – e vendano molto – molti fumetti disegnati da dio con sceneggiature di merda, piuttosto che il contrario.
    Il disegno, poi, è molto buono nei PP molto suggestivi, anche tecnicamente – Alessandro sa usare il pennello o il pentel brush con una notevole sicurezza – ma perde di potenza e diventa un po’ più anonimo nelle scene di folla, per esempio, tanto da evidenziare una ricerca stilistica ancora non pienamente riuscita (e del resto, a chi è riuscita? Stiamo tutti cercando).
    Questo lavoro in generale, per me, è la dimostrazione migliore di quel bilanciamento delle parti, o di quel disegnare male di cui parla spesso mak (o gipi). Che non è solo una questione di velocità di esecuzione, ma anche e soprattutto di velocità di lettura, di far scivolare l’occhio in modo che si soffermi il giusto tempo e la storia scorra senza intoppi. Anche se una delle peculiarità del fumetto, e non dico nulla di originale, è proprio il privilegio di potersi soffermare quanto cazzo si vuole su un’immagine, o un singolo fotogramma, perché il tempo di lettura lo sceglie chi ne fruisce. Senza che diventi un alibi, però.
    In generale comunque un lavoro davvero ottimo, anche per alcune piccole scelte che lo rendono diverso da tutti i precedenti qua sopra. Una su tutte – anche se può sembrar cosa da niente – la scelta del font e la leggera inclinazione del testo. Piccole cose che mostrano che il ragazzo non ha solo una bella mano, ma un occhio allenato bene.
    Il problema è che dopo un debutto così, le aspettative sono altissime. e mò son tutti cazzi tuoi, Alessandro. :)

  7. Harlock scrive:

    - la storia all’inizio m’è sembrata un’allegoria delle mille anime politiche (incomunicanti) della sinistra italiana. ma è una storia a fondi di caffè: ognuno ci legge un po’ il cazzo che gli pare.-

    E’ la stessa cosa che ho pensato, quando parlavo di secondo livello di lettura. Anche stavolta stavamo scrivendo insieme e sto giro era meglio se aspettavo io :)

    P.S. azz manca il quote nei commenti. Mi son accorto solo ora.

  8. Alessandro Tarabelli scrive:

    Grazie a tutti!
    La ricerca dell’equilibrio tra testo e disegno è forse la cosa alla quale cerco di tendere con più forza… Proprio per cercare di dare un ritmo maggiore ho – infine – messo il testo a spezzare il racconto visivo, cercando di occupare spazio con scritte anche “grafiche” (nella speranza di chiarire il più possibile quello che volevo dire). Poi so che il tutto può sembrare oscuro ad una prima lettura, e me ne scuso; a parziale giustificazione posso dire che raccontare usando un sogno fa perdere di vista la linearità.

  9. Alessandro Tarabelli scrive:

    Ho riguardato ora il fumetto… devo dire che non ho ancora un buon equilibrio tra pennello&china e tavoletta grafica. Questo è quello che (rispetto a tante altre cose viste qui) mi salta subito all’occhio. Poi magari c’è ancora tanto altro da rivedere…

  10. makkox scrive:

    credo tu debba adottare il metodo delle ciambelle, alessà.
    continua a sfornare che t’usciranno sempre meglio.
    da parte mia mi son accorto che llimature e aggiusti vengono operati man mano dall’inconscio.

    vavè, non per dirti come devi fare i cazzi tuoi eh!
    solo un incoraggiamento: la via è giusta.

  11. chialvin scrive:

    Fa bene agli occhi e alla mente… grazie Ale!

  12. samuele scrive:

    Sui disegni non si discute.
    Sul testo…beh…forse è da rileggere due o tre volte.
    Una nota, per dovere altrimenti che ci stiamo a fare, è l’utilizzo del carattere a corpi differenti in base alle parole “chiave”.
    È, personalmente, in contrasto con i disegni che a loro volta hanno la stessa funzione.
    Quindi li trovo disorientanti…
    Avrei preferito tutto in stile:
    MI DICO (…) (è una parte del testo…)
    dove usi solo due corpi. A ragion veduta.
    La parte bianca con tutto quel pensare testuale in quel variare di corpi e di distanze ed un’inclinazione che non sa né di me né di te (qui il “me e te” è ovviamente lontano dalla confidenza…ovvio) rompe il ritmo.
    A chiuderla quindi trovo che il testo si accompagni ai disegni in modo discreto e gustoso…il resto, come detto, frena la caduta.
    Troppo.
    Come dire…belle scarpe. Le vorrei pure io. Peccato per le suole.

  13. skiribilla scrive:

    prendo al volo.
    bellissimo.

  14. Harlock scrive:

    Vero? Anche per me un tocco di gran classe, quello.

  15. elsi scrive:

    volare con il pensiero di qualcuno che non sia te stesso
    è sempre un viaggio interessante
    e quelli introspettivi sono sempre allettanti per me ; )
    il “non equilibrio” tra testo e disegno notato da qualcuno
    dal mio punta di vista è invece la rappresentazione grafica giusta che descrive perfettamente
    quanto da te scritto “pensare i miei pensieri” …è la “realtà” che ci astrae dalla materialità fisica della nostra vita
    (nella tua storia il pensiero sono i testi e il disegno la corrispondenza reale e materiale della vita)
    siamo carne e anche pensieri e sogni e non sempre viaggiano sulla stessa dimensione
    da psicanalizzare la simbologia delle figure rappresentate
    ; ))
    complimenti

  16. Willy scrive:

    Potente. In qualche punto forse ancora solo potenziale, ma non correggerei comunque una virgola. L’imperfezione (ai miei occhi) di alcuni passaggi si intona bene con ciò che ho voluto leggerci io. Davvero complimenti.

  17. Giorgio scrive:

    anche a me è piaciuto molto come ha sistemato i testi, come li ha impostati in maniera “grafica”… però li ho trovati un po’ ridondanti e fini a se stessi, senza un’idea di “storia” in mente… per questo li ho definiti “cornice”.

  18. iaia scrive:

    ..e la pupilla che esplode che robaaaaaaaaaaaa.
    maqquì c’è sempre piùccore.
    si sente anche la mancanza di flaviano con le sue cinicate umoristiche, però ne.

  19. CASY E ARI scrive:

    A volte riesci a sorprendere anche chi, nella quotidianità, crede di conoscerti a fondo…voi vede che siamo amichissime di un genio e non lo sapevamo???!!!..SAPEVAMOLO!!!!!
    Tanto di cappello Ale…

  20. Barabba Marlin scrive:

    Graficamente straordinario (ma quello con la sfera tra le dita è Saviano? è preciso), il testo non mi è piaciuto allo stesso modo, non tanto per la forma, ma proprio a monte; ritengo che un narratore debba dire quello che ha da dire attraverso delle figure retoriche, senza mostrare il telaio concettuale che tiene insieme motore (la storia) e carrozzeria (il linguaggio, nel caso specifico il disegno), non è facile, ma chi ha detto che “raccontare” sia facile?

  21. rael scrive:

    Lo amo innanzi tutto per un piccolo sciocco futile (nelle mie intenzioni) motivo: l’italiano perfetto (eccetto due refusi, ma son veniali). L’utilizzo dei vari formati di font è fumetto nel fumetto, si sente la modulazione della voce narrante. Che possa essere ridondante oppure intimistico è questione di percezione personale. Il disegno m’ha tirata giù assieme allo scroll, ho percepito la discesa e il cadere, ma ero rapita dal core messo nel testo, la rinuncia e la tristezza del fateunpo’comecazzovipareiovivopermeaquestopunto. Sì, mo’ so’ cazzi tua, Tarabelli. Ma se anche tu toppassi le prossime, vuoi per questo o quell’altro motivo, penso ti sarà perdonato e riceverai magari critiche: sempre, però, costruttive e d’incoraggiamento. Almeno, da parte mia. Bravissimo.

  22. flaviano scrive:

    grazie iaia, pazienta che tra un po qualcosa arriva. sto giusto accumulando acido.

  23. flaviano scrive:

    piaciuto. forse poco forma fumetto ma chissene, viva lo scroll. l’uomo civetta col gocciolone è iconico.
    dove si possono vedere altre robe tue?

  24. Lobo scrive:

    Bello. Molto molto bravo.

  25. Alessandro Tarabelli scrive:

    Se vuoi puoi vedere alcune cose nella mia pagina di facebook…

  26. manu scrive:

    quoto Lobo:
    ottimo lavoro.

  27. Valigaia scrive:

    Molto molto molto ma molto molto interessante.
    Un viaggio, una discesa verso un’intima coraggiosa scelta/non-scelta.
    I disegni sono stratosferici, molto potenti. Il testo – secondo me – lo è altrettanto.

    Complimenti, Alessandro. Davvero.

  28. marusticano scrive:

    Stupendo.
    Trovo che i testi siano complementari e necessari ai disegni; e vi ho visto pure troppe somiglianze con certi pensieri inutili su cui me la meno certe volte..
    Comunque magnifico, e magnifico sito!

  29. marusticano scrive:

    dimenticavo: la bellezza sta forse proprio nel fatto che quando qualcuno riesce a dargli una qualche forma, magari bella come questa, forse non sono più pensieri inutili, creano forse essi stessi qualcosa che li rende finalmente degni di essere stati pensati..

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