Rebellion – 1

Click for english version ->


English version


Info su Moshik

"Israeli comics artist and Illustrator, he lives in the holy city of Jerusalem. He believes visual narrative can bridge between the wisdom of his forefathers and the rest of western and eastern people. You are welcom to his journey! More of his illustrations and comics examples can be found at: www.moshikgulst.carbonmade.com" --- "Moshik Gulst è un disegnatore israeliano che vive a Gerusalemme. Crede che l'arte visuale narrativa possa fare da ponte tra la conoscenza dell'antico popolo ebraico e il resto dei popoli sia occidentali che orientali. Siete benvenuti nel suo viaggio. Il suo portfolio si può vedere qui (www.moshikgulst.carbonmade.com )
Questa voce è stata pubblicata in Long Tales e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

37 risposte a Rebellion – 1

  1. Spar scrive:

    Non so. I dialoghi non mi convincono, mi suonano forzati, messi lì a fare da spiegazione in maniera troppo brutale. Inoltre mi pare strano che un crociato nei suoi ultimi momenti parli latino piuttosto che la sua lingua madre,anche se potrebbe semplicemente dipendere dal fatto che a quanto ho capito la storia è ambientata in una storyline alternativa.
    Per le armature dei due cavalieri orientali hai fatto delle ricerche? Hanno un aspetto un po’ strano, ma non è escluso (anzi, forse è probabile) che mi suonino stonate a causa della mia ignoranza.

  2. Marco Care scrive:

    Come sarebbe : fine primo capitolo !
    non si fa così !

  3. Harlock scrive:

    Porca vacca, finisce sul più bello.
    Molto interessante, comunque.
    Sia come ucronìa, che graficamente.
    Mò mi vado a sbirciare il link nel profilo del tipo.

  4. Harlock scrive:

    Caaazzo, ma è uno con due coglioni così, il ragazzo!
    Bellissime cose sul suo sito, spettacolo davvero.
    Chi è che l’ha scoperto?

    (che magari è pure famoso e sto facendo una figuremmé….)

  5. jiwaki scrive:

    uà, bell’assaggio, spero che continui presto!
    di ritorno dopo qualche mese lontano dagli schermi trovo anche autori nuovi!
    core dolce core.

  6. Ozkar scrive:

    Boh, a me non piace. Mi ricorda certe cose un po’ Lanciostory che non mi sono mai andate giù… Non mi pare adatto alla linea di Core.

    Sono opinioni, eh!

  7. jd scrive:

    ho avuto culo. lo so che Jd non parla sporco, ma stavolta ho avuto culo. non sto a raccontare le comiche quando mi son ritrovato a disquisire in ebraico.
    grazie Harlock: traduco i commenti a Moshik e abbiate pazienza se non vi risponderà immediatamente: in Israele è Chanukkà, una festa comandata che dovrebbe terminare oggi o domani al più tardi.

  8. jd scrive:

    Ti rispondo io, in attesa di Moshik [Mosè, per noi]. Ho capito, durante la traduzione, un diverso approccio ai dialoghi: più secco, più diretto. Meno narrativa, più [ehm: chiedo perdono] Tex Willer, in questa storyline ambientata in un futuro remoto diverso da quanto accadde realmente in seguito a una risoluzione differente della prima guerra di Giudea.
    Del Latino, se il crociato era d’alto rango, io non mi son stupito più di tanto. Ma, per questo e altri particolari, ti saprà dire Mosè.

  9. makkox scrive:

    ecco, mi sembrava proprio che si cominciasse a delineare una “linea core” e che questa fosse fallacemente identificata in un certo segno blasè e tono radical chic (capisciammè, non mi prendete alla lettera mò).
    quando m’è stato sottoposto questo autore m’è sembrato ci proponesse un fumetto-fumetto come mai era capitato di vedere in scroll. interessante e, soprattutto, si fa leggere e fa venir voglia del resto.
    l’accostamento a lanciostory è azzeccatissimo. ci son cresciuto con larry mannino e yor, io. peffortuna :)

    però rispetto il tuo punto di vista, ozkar. anzi di più: l’ho compreso.

  10. jd scrive:

    Io, oltre a Lancio [e Intrepido], mi son sentito precipitare all’indietro ragazzetto quando leggevo la Storia a Fumetti di E. Biagi. Mi sono risentito a casa degli zii del ponente ligure, durante le riunioni per Natale e i Morti, e i vari genitori parlavano di cose infinitamente meno interessanti di quel che leggevo e vedevo io su quei libri. La linea editoriale di Core, a mia modestissima opinione, sinora, è stata a volte un seguirsi a ruota l’un l’altro in un brainstorming collettivo. Che se ogni tanto viene interrotto si rende ancora più appetibile. Però forse anche io ho capito cosa intende Ozkar: su Lancio e simili c’era sempre un che di indefinibile, di non finito, di non completo nelle storie, sia che fossero a puntate sia autoconclusive. Come se mancassero dei passaggi, delle vigne tagliate, dei dialoghi soppressi. Questa cosa s’è evoluta e oggi raramente leggo qualcosa che mi riporti a quella sensazione di quasi fastidio. Forse è questo e il commento di Ozkar me lo ha fatto mettere a fuoco.

    Comunicazione di servizio e poi ritorno nelle Keys: se volete, commentate [anche] in inglese. Voi non avete idea di cosa esca fuori col traduttore di Google italiano-ebraico. Non potete sapere. Altro che ucronia.

  11. eNZO scrive:

    la POSSO dire una cosa di POLEMICA e di ammazzagalateo? La dico.
    Allora.
    Io (eNZO) penzo che c’è QUALCOSA di STORTO quando uno commenta “NON mi piace”, “non mi dice niente” e altre PIETRATE così. Perché c’è un FATTO di verità che ha una sua SENZIBBILITA’. Quelli che sbattono QUI le loro lineette in quelle lineette ci mettono un pò il SANGUE un pò la TECNICA. Ora. Fottiamocene pure del SANGUE sudato. Ma la tecnica. Ecco. Se TU non sai nemmanco disegniare una FORCHETTA, ti dovresti PULIRE i diti prima di scrivere certe COSE. La Tecnica ha un VALORE che ha un suo RIGORE come suonare il VIOLONCELLO di legnio. Quando c’è il PIACERE, è meglio se lo SPORT è lo stesso, sennò è solo GNE GNE GNE dei gusti personali che, in quanto TALI, appartengono a uno. E io (eNZO) sinceramente me ne POSSO pure fottere. E infatti me ne fotto.
    E quindi quelli che PUBBLICANO hanno il mio RISPETTO. Siete dei Mi piacete perchè RISCHIATE senza che vi pagano. CHe mi pare già MERITEVOLE:
    Ora basta, vado a spezzare un rastrello.
    ciao da eNZO

  12. Ciuppy scrive:

    Non che voglia far torto ad eNZO, anzi … concordo pure con lui (amemsso che abbia capito cosa ha detto, ovvio). Però … però non posso dire che mi piaccia. Mi incuriosisce, mi sorprende, mi “fa strano”. Forse per l’uso dei colori, forse per los tile, forse – come dice Mak, e mi sa che la “cosa” è poi quella – per mettere un “classico” fumetto di Lanciostory in scroll (quanti ne fregavoi a mio zio! chè mammà non voleva li comprassi …)

    Ah, e mi fa anche incazzare. Come sarebbe a dire fine primo capitolo?!?!?!? ^_^

    PS: mi si scusi se continuo ad usare l’italiota ma scrivo in inglese con uan prorpietà degna di un caprone calabro … meglio babelfish (ed ho detto tutto)

  13. m@nu scrive:

    quoto eNZO, Mak sa.

  14. Marco Care scrive:

    Cioè. Scusate. Capisco male o l’autore è Israeliano che per quello che leggo scrive di Mussulmani e Crociati ? Questo mi incuriosisce ancora di più, perchè non so dove andrà a parare e potrebbe diventare più Core di quello che siete riusciti a fare fino ad ora.. L’autore se ho capito bene vive nella culla delle mille contraddizioni e non nel ventre caldo dell’europa come noi, che per quanto ci sforziamo non sappiamo che vuol dire vivere a Gerusalemme . Da utente considero questo lavoro un’assaggio. Vi esorto a chiedere a questo bravo autore di più. Qualcosa che si avvicini alla sua realtà, alla sua vita ed alle sue esperienze vissute o sentite. Cosa ci potrebbe raccontare ? immagino soltanto . Altro che disegno, tratto, tecnica , documentazione e Lanciostory. Cazzate. Mi interessa l’uomo. Chiedete, forse nessuno lo ha mai fatto.

  15. Harlock scrive:

    Marco, io comprendo ciò che dici ma. Cerchiamo di stare alla larga dall’equivoco di pensare che parlare di sè voglia dire parlare della propria realtà quotidiana o delle proprie esperienze vissute. Nel senso, tanto queste robe ci entrano comunque, nostro malgrado, non c’è bisogno di fare necessariamente dell’autobiografismo.
    Una volta qualcuno mi ha spiegato che un autore è come una caffettiera. Quando accendi il fuoco e l’acqua sale e passa attraverso il filtro, quell’acqua non prenderà il gusto solo di quel caffé, ma di tutte le centinaia prima di quello, anche se non vuoi (per questo lavare la moka è un delitto, mi dicono, è come privare un uomo dei ricordi, della sua storia).
    Oltretutto, è molto più difficile parlare di sè e delle proprie esperienze non facendolo in maniera diretta, ma filtrandole attraverso una trama, un’intreccio, un tessuto narrativo (solo) apparentemente lontano dal vissuto dell’autore. Facendolo attraverso una distanza.
    Moshik E’ di Gerusalemme, ci sta raccontando una storia (alternativa) che riguarda proprio la sua cultura. Magari sarà una brutta storia, per carità, ma per ora a me ha incuriosito parecchio.
    Insomma il filtro mi sembra buono e autentico, staremo a vedere con che qualità di caffé Moshik lo avrà riempito, ma dobbiamo aspettare che esca tutto…:)

  16. makkox scrive:

    vabuò, mò non è che non si possa dire “non mi piace”.
    il prodotto quissù è parecchio acerbo e underground (a mio parere), ma ha una sua potenza, anche naif.
    c’è una sincera voglia di raccontare e non solo di pasticciare sul foglio scimmiottando le robe d’altri. In più c’è la componente geopolitica (dell’autore) che, vuoi tra deformazioni, inesattezze, fors’anche incongruenze, filtra nel racconto (o è presente nella nostra testa come “dato”) conferendo al tutto un quid che non so ancora definire. ma c’è, e se c’è val la pena seguire la scintilla.

    nota tecnica.
    come al solito mi piace notare, in qualsiasi tipo di mestriere, non solo le armonie raggiunte, ma anche il “tendere verso”.
    Nella vignetta a tutta larghezza (quasi all’inizio) dove i due fratelli cavalcano affiancati, si vede, soprattutto nei cavalli, quanto l’autore cerchi un segno svelto ed efficace per risolvere il quadro.
    Un po’ riesce e un po’ deve mangiar pane assai, ancora.
    PERO’, dopo il pochissimo tempo che ho dedicato (seriamente) a ‘sto mestieraccio, ho capito che quella è la strada per chi vuol essere autore di fumetti o chiamali come vuoi (cioè scrivere e disegnare le proprie cose).
    Occorre trovare un PROPRIO segno-svelto-ed-efficace per arrivare a completare le storie (o le parti che compongono le storie) prima che si consumino in petto. Che si raffreddino.
    Ovvio: non sto parlando d’esser abbozzoni e grossolani. Uno bravo la chiamerebbe ricerca della sintesi, ma non è solo quella… e non è questo il punto che volevo toccare. Non intendevo focalizzare il traguardo (già abbastanza ben teorizzato da altri).
    Quel che volevo dire (vediamo se riesco) è che una ricerca nella direzione appena detta impone un percorso che passa anche per l’esposizione al pubblico ludibrio. Bisogna sbagliare pubblicamente mille tavole prima d’impadronirsi d’una personale, unica, armonica, stenografia. Haivoglia a negarlo, è anche sui pernacchi che ci si forma (non “conforma”, occhio!).
    Molti giovani (e meno giovani) autori non se lo concedono e cercano di starci dentro al pelo maniacamalmente, o d’apprendere CONSAPEVOLMENTE l’altrui stenografia diventando una sorta di mimi inattaccabili se non proprio per la loro mimesi.

    Ecco: questo volevo dire e vale per tutte le forme d’espressione, a mio parere.
    uff…
    ho sudato e manco so’ sicuro d’averla detta bene.
    continuerò a provare ;)

  17. makkox scrive:

    hehehe, stavamo scrivendo assieme ed era meglio io aspettassi.
    :)

  18. Giovanni scrive:

    Colto nel segno Mak!
    (sudore non sprecato)
    Per quanto riguarda il nostro nuovo arrivato, mi piace, ma trovo che sia poco CORE.



    you have the point, Mak!
    (you didn’t work in a vain)
    I like the new entry, but he’s not so much Core-style for me.

  19. Marco Care scrive:

    Capisco. Possiamo certamente parlare di magnifici autori Argentini che ” filtravano” in modo magistrale il clima di una libertà negata. Hai ragione. Mi sarò fatto trasportare da ” Valzer con Bashir “o i fumetto di Marjane o Spiegelman con il suo Maus. Immagino che ci siano pochi autori che in grado di governare contemporaneamente le tecniche narrative e grafiche e raccontare storie nuove, reali dal core. Qualcosa emerge comunque, come dici tu. Per questo aspetto anch’io svilupp,i immaginando una potenzialità che magari non esiste.


    I understand. We could talk about amazing Argentinean authors who filtered out in a manificent way the no free hand mood. I thought about Walzer with Bashir’ book, or Marjane Satrapi works or Spiegelman’s Maus.
    I imagine that not so many authors can handle narrative means and graphic tools and telling heartly new stories at the same time.
    Indeed, somethig raises up, as you told. So I’ll wait for the working up, maybe waiting for a not-existing chances.

  20. samuele scrive:

    Secondo me invece CORE lo è.
    Si dico…per quello che ho letto fino ad ora si è inteso CORE in modo molto intimo e introspettivo.
    Che voglio dire. L’intento è certo quello. Tirarsi fuori.
    Ma tengo conto del fatto che ancor prima della narrazione, abbiamo il mezzo.
    Che qui è appunto disegnare de CORE senza tanta vergogna e pure tener conto di una lettura
    verticale che vuole essere un mezzo di divulgazione su supporto differente.
    Quindi ecco che ci vedo sperimentazione.
    Perchè oltre al disegnare con CORE, c’è pure l’amare il mezzo fumetto come puro intrattenimento
    intelligente, senza dover mettere alla prova il lettore con una profonda intimità che non sempre può cogliere.
    Che poi siamo al primo capitolo. Quindi non posso dire quanto profondamente penetrerà nel suo intimo.
    Resta il fatto che si gode di piacevole lettura.
    Quindi complimenti, in attesa del resto.

    Samuele

    Indeed, it’s a Core kind, for me.
    Until now Core has been understood as inmost and introspective. That’s the point.
    But we have the medium besides story. It means a no shame core-drawing and a vertical reading which would be a different way publication.
    So, here I find trial and error.
    Besides the heart drawing there is the loving the comic platform as a pure entertainment, without putting to the test the readers.
    And we just are at the first chapter. so I don’t know how much the story will hook.
    The facts are this one is a good reading. So, we look forward to the rest and in the meanwhile many praises.

  21. Giorgio scrive:

    Well…

    pros:

    - the drawings seem to me a little naif, but I like them, especially the colors. I see some life in there. It’s not a matter of skills.

    - I don’t think that Moshik’s scroll is out of the editorial of Core. Or maybe I don’t care. I think that the topic of his story is interesting in any case. No way to see only self-indulgent “garglings” (he he just kidding!), I like ‘em fiction stories even here on Core, which have only to be a feast for the eyes… and for the heart hehe!

    cons:

    - I don’t care about the story fitting or not fitting the editorial of Core, but that’s just one thing about graphic style that makes me think it’s not so suited for it: the scroll looks like just a “classic” comic edited to resemble a scroll fitting the Core style. Just normal panels put together in the vertical way.

    - About the story: it didn’t get my whole interest. I’ve seen the beginning just like a thousand adventure stories. But I’ll get over and see what’s next!

    - I really don’t want to start a political discussion… but I hope this won’t be that kind of stories when one people is presented as glorious against all the other idiot peoples. That doesn’t matter which one: hebrew, muslim, italian, asian… I just don’t like self-exalting stories.

    Anyway, nice job, I’m looking forward to reading the next chapter!

  22. skiribilla scrive:

    Sono nei casini, ho pochissimo tempo ma mezzo minuto per dire che adoro il fumetto storico e questo finora mi piace, e promette bene un casino, lo trovo, ecco.


    I haven’t got any time, I’m in a rush, but I want to say I love Historical comic and I like this one, I feel it.

  23. Giovanni scrive:

    Vista da questo lato mi torna.
    Vediamo come si svilupperà…



    It adds up, in this way.
    Let’s wait for developments.

  24. Leon scrive:

    Mi piace il disegno, i colori e l’ambientazione. Mi fanno strano alcune parti dei testi, ma rileggendolo potrei dire di più.
    Mi astengo dal dire: poco Core o troppo Core. Dice: mi fa due etti di Core? signò sò due e mezzo, che faccio? Lascio?
    Scusate, ma a mio modesto avviso sta cosa non ha senso. Non ha alcun senso. Solitamente non estremizzo, ma in questo caso, si. Forse perchè con Gas siamo assolutamente fuori dalla linea Core. O forse perchè, a meno che io non abbia capito un cazzo di Makkox e Core e tutti gli altri, (cosa tutt’altro che remota) Core una linea non ce l’ha. Core E’ una serie di linee di autori diversi, più o meno bravi, più o meno simpatici, più o meno nelle mie corde. E’ un contenitore, non una scuola di pensiero o di un tipo di narrazione. E’ Esteban, come Makkox, come Laura, come Noi, come tutti quello che lo alimentano.
    Che una cosa non piaccia, è più che lecito. Che non la si possa accomunare ad uno stile o “modo”, è un bene. Altrimenti Makkox ci faceva a tutti un culo a manica di cappotto, o a cappello di babbo natale che è periodo, e si stava tutti felici su Canemucca. Questo è ciò che penso e vedo io, ovviamente siete tutti liberi di andarvene affanculo se la pensate diversamente. Scherzo, sono solo un pò incazzato che è natale. Insomma, a me questo tizio, mi piace!
    Pace e serenità. Cazzo.

    Leo

    —-

    I like drawing, colours and the environment. I get freak about some, I could talk about more if I read it again. I won’t say: Is it a Core’s one? Ain’t it? Ma’am, it’s an half-pound, is it right?
    Sorry, I think all this is a nonsense one. Usually I don’t take my self to extremes but [etc. etc.] Core doesn’t have a guideline. It’s a many authors’ guidelines, neither more nor less clever, popular, dawned on me. It’s Esteban, Makkox, Laura Scarpa, me as Cotus & Leon, all who feed it.
    You couldn’t love it. It would be right not to associate it with a style or a manner.
    That’s my way and I like Moshik.
    Peace and Love.

  25. Leon scrive:

    Ah, e fine primo capitolo un par de cazzi, va bene?


    Woah, such a fucked “end of chapter one”, isn’t it?

  26. Leon scrive:

    al limite si può quotare Giorgio, che c’ha secchiate di ragione da vendere, sempre e comunque:

    - I don’t care about the story fitting or not fitting the editorial of Core, but that’s just one thing about graphic style that makes me think it’s not so suited for it: the scroll looks like just a “classic” comic edited to resemble a scroll fitting the Core style. Just normal panels put together in the vertical way.

  27. Giorgio scrive:

    Secondo me una linea editoriale di Core in un certo senso c’è, e sta nell’ “intenzione”. Qui su Core si fanno le cose appunto “de core”. Quindi l’onestà di ciò che si crea, innanzitutto, indipendentemente dalla “forma”. Rael ha dato un’ottima prova di questo saper “trascendere” la forma in scroll come quello dell’astronauta e della vasca.

    —-

    I think a Core’s guideline existes and we can find it in its “aim”. Here, on Core, things are made whith “core”. So, the establishment honesty, first, regardless of “workmanship”. Rael took a shot of this how to trascend the scroll-cut, in the spaceman’s and bath’s ones.

  28. Giorgio scrive:

    eheh grazie ma che, ho guadagnato un fan? E’ la prima volta che un autore diventa fan di uno che commenta… potere di Core!

  29. Giorgio scrive:

    I’m realizing just now that I made a couple of bad mistakes… “that” instead of “there”… “when” instead of “where”…

  30. jd scrive:

    okay. provo a tradurre i vostri commenti, facendone un sunto: Moshik ha avuto un colpo apoplettico usando google translator. non fatemi i lord byron, ché nevica e ci ho le borsette che girano per colpa del natale.

  31. laura scrive:

    io sono da questa parte. Questioni di gusti, non so leggere certe cose, il fumetto storico francese mi appalla (e questo ha quel segno, ma più sommario), su carta ho sempre girato pagina,su scroll ci metto persino più tempo. Ma questo è cosa mia. Non sono la lettrice, non è che il fumetto è sbagliato.

    Per core, sì, non lo trovo da ore e ho l’impressione che utilizzi poco il computer, è un fumetto rimesso in verticale… e poi io odio le puntate (lo sappiano anche certi bastardi che poi le mollano lì, capì makkòx?), ma se costui è meno cialtrone degli altri ;)

  32. skiribilla scrive:

    certo che in inglese fa molta più scena
    :)

  33. Ozkar scrive:

    Dopo aver letto tutto quanto sopra di me, posso abbozzare qui quello che secondo me è la linea Core?

    Secondo me è “Core” un’espressione diciamo grafico-testuale a scroll verticale di argomento perlopiù introspettivo-speculativo-(auto)ironico realizzato con soluzioni grafiche (brutta parola!) sperimentali, o quantomeno non convenzionali. Rifugge la storia lunga per un ritmo da poesia-racconto-sketch teatrale (vedi l’ultimo Mak col supereroe).

    Secondo me – da lettore-che-non-sa-tenere-la-matita-in-mano- NON è Core

    - La storia lunga a puntate
    - Il testo “civile” o “politico”
    - La strip, anche sofisticata (voi ce lo vedreste su Core uno, anche geniale, come Eriadan?)
    - Il racconto storico o parastorico, o fantascientifico senza, come dire, implicazioni “personali” (su questo ho un dubbio: l’Eternauta sarebbe stato Core? E mi rispondo, dolorosamente, alla fine: no)

    Ah, con tutto il rispetto: a me della provenienza geografica dell’autore frega poco se poi quello che disegna non mi emoziona nè mi incuriosisce. Esempio: sono inorridito da quello che leggo sui giornali dell’Iran, ma trovo la Satrapi di una noia mortale. Il Basso Lazio che fa da sfondo alle vicende di Makkox riesce a essere più fascinoso della Teheran della Satrapi. Quindi frega cazzi da dove vieni o di chi sei figlio: frega gli occhi che hai e dove guardi.

    E’ come quando ero un pischelletto impegnato, e ogni volta che usciva un film che parlava di qualche paese lontano e disgraziato bisognava fare il giro dei cinemi “giusti” per andarlo a vedere. E in genere più era lontano e sciagurato il paese, più il film doveva essere fantastico (e se era proprio brutto, ma brutto brutto, allora si usciva commentando: “Ma che paesaggi fantastici, l’Azerbaijan, chi l’avrebbe mai detto”).

    I miei 5 cent
    Oz

  34. Moshik Gulst scrive:

    hey all!

    sorry for the late respond.

    I’m happy to join Coringrapho and hope this is “the beggining of a beutiful friendship”.
    It’s good to hear most of you liked the comics. I hope it will get better and better.
    The “scrolling” reading is something new to me and I hope in time I’ll manage to learn it and improve it, it’s a new approach for the upcoming digital era and it’s important for me as an artist to learn how to tell a story.
    Also, the story won’t stay “good vs. evil” storyline for long so don’t you worry there crusaders :)

    I always loved the classic italian comics artists and it’s great to take part in such innovative and interesting italian project and community like Coreingrapho.

  35. makkox scrive:

    l’eternauta forse sì.

    ma sai che ti voglio bene attè? che non te le tieni e offri un sacco di punti solidi d’appiglio per riflettere. appiglio anche negli speroni del disaccordo eh!
    a me invece interessa quel retrogusto involontario che filtra nel racconto e trascende le intenzioni dell’autore. una specie di gusto per l’esotico, va’. o per i dettagli di secondo e terzo piano.

    c’è una cosa verissima però che dici: le storie sono ovunque. le storie sono OVUNQUE e possiamo raccontare solo quel che conosciamo (non mi riferisco alla scenografia ma allo scenario). secondo me lo scenario moshik ce l’ha dentro.
    vediamo.



    Maybe you’re right about Eternauta.
    Indeed, do you know I love you? You don’t shut up and give us a lot of pretextes for tinking about.
    I’m interested to that unwilling after-taste we find in the story which goes on the author’s will.
    such an exotic taste, or love for second and third line details.

    but you’re telling a truth: stories are everywhere. Stories are EVERYWHERE and we can tell just what we know (not about the set, but about the background). IMHO Moshik has the background in himself.

    let’s wait.

  36. makkox scrive:

    first of all I’m sorry for my english, moshik.

    I’m so glad of your enthusiasm! It’s contagious for me as author.
    Partecipating with talents from distant places in the world is a great incentive to do more and better and to be, at the same time, more universal and more “localized” in our stories.
    I hope to read soon many other comics and many comments of yours on Core.

    (I hope you could undestand at less 10% of I wrote here :)
    because my english, of course

  37. Moshik Gulst scrive:

    I undesrtood 100%, Makkox.

    worst case we comics artist can draw our comments and understand the pictures, it’s a universal language :)

    I also loved the idea of the universal (but) localize stories’ it’s an internet advantage.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>