I quaderni dei miei perché – 1


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26 risposte a I quaderni dei miei perché – 1

  1. wallyci scrive:

    Quindi se non ho niente da dire e lo disegno male posso fare la fumettista?
    Mi dispiace proprio perché è Giovanni Ballati, che in precedenza ha rivelato di essere un narratore potente.

  2. makkox scrive:

    il cazzeggio è bello e pure quello stato di noia melanconica in cui sempre arriva il cazzeggio. a volte nel cazzeggio vengono a galla cose profonde, oppure capuzzeano solo in superficie e poi riaffondano.
    tutta sta robina qui finisce in lana d’ombelico.

    però qui manca un filo filo di rispetto per chi ti legge e te vo’ bene, giovà. io avanti a tutti.
    a noi tutti fumettisti, toscani capintesta, un po’ ci ha rovinato quello lì che dice che disegna male ;)

    non t’incazzà per ‘ste parole. tu il manico ce l’hai. faccelo vedè. faccelo sentì.
    core non è luogo meno degno d’una rivista cartacea da edicola.

  3. Estebans scrive:

    nu.

    giovanni, palmi delle mani in alto e giù bacchettate.

    ‘sta cosa della penna-pene-masturbazione ti farebbe stare fermo sessanta giri nel campionato dell’ovvio, subito dopo “la colpa è della società”.

    le frasette tra parentesi sono la versione scritta di un emoticon che ammicca occhiolineggiando, e che stride come la marcia indietro di un comico che la battuta loffia l’ha voluta scaricare sul palco nonostante una boccuccia nel suo cervello gli intimi supplicandolo “no no, mio dio evitala”.

    lo svolgimento fa venir voglia di prenderti a scapaccioni, il finale di battere il pugno sul banco della biglietteria e chiedere i soldi del biglietto indietro.
    i propri e quelli, per amore universale, di tutti gli spettatori passati e futuri di questa tua sbagliatissima prova.

    la lana, anche se d’ombelico, non deve trasformarsi in acrilico.

    la domanda, giovanni, è: perchè?

    E.

  4. elia_pippi scrive:

    la domanda non è tanto
    “perché l’abbia inviata per farla pubblicare su core”
    ma
    “perché l’avete pubblicata”

  5. makkox scrive:

    hehehe, il bello è che giovanni titubava anche lui, però, di norma, credo che una volta accolto (giustamente e senza dubbi) nel core, poi un autore debba fare solo i conti con se stesso e con i commenti.
    Sì, magari con qualcuno tipo Ned o Cius ho agito diversamente da come appena detto quissù (loro sanno, e io non faccio finta d’aver dimenticato), ma son umano e merdo anch’io. Esattamente come Giovanni, che so essere ottimo autore.

    Giovà, mò ci devi rompe il culo, guagliò.

  6. Giorgio scrive:

    Ammazza, mi veniva da essere un po’ critico ma con tutte le bastonate che gli state dando evito di rigirare il coltello nella piaga!

  7. Dario scrive:

    certo è, che di un lavoro disegnato così male e scritto così a cazzo, è difficile trovarci qualcosa che lo giustifichi…

  8. Dario scrive:

    ma poi hai scritto (1), ma perché? ce ne saranno altri così?

  9. laura scrive:

    ma non è disegnato male, scritto sì, non male, a vuoto (forse peggio sob). Ma il disegno è solo sbagliato tecnicamente di computer dico. Pixel e soprattutto ENORMITA’. Delle misure di lettura sballate me ne sono accorta anch’io a volte DOPO. Ma qui dico, non è che fate la redazione rompicazzo come me, ma rompicazzo lo siete e dunque sto con Pippi. Soprattutto se Giovanni aveva dubbi.
    Certo che menate eh!
    Giovanni, scolta, tu sai dire le cose, ma lana d’ombelico già ha quel segno, lo faccio perché lo faccio e altre cose sono state pubblcate simili a questa e non se ne sono accorti. Io, la vecchia della montagna, ne ho lette quando ancora la terra era coperta di lava… ma almeno se usi i pixel sparati elimina gli sfumati da biglietti di auguri, è la superficie tecnologica che imbroglia, il disegno invece c’era, c’è e questa volta non hai scavato il dire. Perché parlare perché si fanno fumetti non è facile, molte croste vanno tolte, e qui vi stupirò, ma leggete l’ultimo Rat-man (copertina rossa). baci a tutti!

  10. jd scrive:

    comunicazione di servizio:
    le critiche sono necessarie e il grado di sensibilità di ciascuno può essere percepito in vari modi.
    è un tipo di comunicazione che riguarda solo chi fa e chi riceve critiche.

    ma qui si mette la faccia, anche nel criticare, quindi: ogni commento con una e-mail falsa sarà considerato spam.
    nessun insulto fatto da sedicenti “nomedelcommentatore-pippo-chiocciola-pippo-punto-it” verrà pubblicato.

  11. Giovanni scrive:

    Adesso tocca a me.
    Innanzi tutto ringrazio coloro i quali hanno usato un certo “tatto” nel costruire la propria critica (Mak, Estebans e Laura).
    Critica si ma con affetto!
    Gli altri non li ringrazio come non si ringraziano coloro che linciano il malcapitato di turno.
    MA VENIAMO AL DUNQUE.
    Qui l’unica che ha capito qualcosa è Laura.
    Distinguerei il disegno dal contenuto.

    IL DISEGNO (mea culpa) è completamente orribile non per il tratto che è sempre il mio, ma per un problema digitale.
    Pixel o cos’altro…
    CHE IO SIA DANNATO SE UTILIZZERO’ ANCORA UNA TAVOLETTA GRAFICA PER FARE UN FUMETTO!!!
    Gli errori si fanno per non rifarli!

    IL CONTENUTO, invece, non lo considero sbagliato per il semplice fatto che è vita.
    Su CORE si racconta la vita, o sbaglio.
    Io non ho fatto altro che descrivere uno dei tanti momenti che capitano ad un autore quando trabocca di vuoto.
    Credo che chiunque scriva e disegna ci sia passato almeno una volta.
    Il meccanismo è identico per esempio a quello che ho usato per “il viaggio” soltanto che il tema trattato è odioso…
    La parola d’ordine è la stessa, onestà narrativa, costi quello che costi.
    Probabilmente alcuni di voi si sono specchiati in questo stallo descritto in maniera così pornografica.

    Mi scuso comunque se ho dato la sensazione di mancare di rispetto ai lettori di Core.
    Non era assolutamente ciò che volevo!

  12. makkox scrive:

    “adesso tocca a me” m’ha ricordato i migliori film con bud spencer. hehehe

    mò dire mollo la tablet è ‘na cazzata. ce devi lavorà, devi sudà. risultati ne dà.
    per il resto qui ci s’è proposti di darci sonori calcinculo, quando ce vo. ognuno ha i suoi modi e come te sei responsabile dei fumetti che posti (e se sei autore su Core non è perché ti s’è estratto alla riffa condominiale) anche chi commenta è responsabile di come appare. Di fondo va sempre sott’inteso che ci può essere crudezza ma non cattiveria. penso. no, son sicuro.

    sai giovà, non è che metta in dubbio le intenzioni, ma l’autocritica verso l’efficacia del “prodotto” finito. le intenzioni non salvano tutto. poi, senza volermi arrogare la capacità di leggerti nel pensiero, dico che tu t’eri visto e non piaciuto, ma tant’è…
    a una rivista non ce la mandavi una cosina cosìffatta. di’ la verità a marco tuo che l’hai conosciuto e sai che è un buono.
    confessati, LIBERATI, ti sentirai MEGLIO.

  13. wallyci scrive:

    dici che il meccanismo di questo racconto è uguale a quello di “un viaggio”. forse tu hai usato lo stesso metodo per raccontare, ma il risultato è diverso per chi legge.
    mi dispiace che le critiche ti siano risultate denigratorie. il fatto è che qui non trovi i sorcini di eriadan che, anche se ci racconta il colore della cacca che ha fatto in mattinata, l’accogliamo con un “cariiiiino”.
    per quanto mi riguarda non avrei speso un minuto del mio tempo per scrivere un commento, seppur offensivo, a qualcuno che non stimo. ovviamente parlo per me, ma credo che la cosa accomuni anche altri che hanno commentato. se non ho saputo darti nulla di costruttivo il motivo è che non so scrivere e tantomeno disegnare. però so leggere.
    e ora vorrei leggere una storia bella come quella del viaggio in grecia.
    grazie

  14. Giovanni scrive:

    Apprezzo la sincerità.
    In questo momento non ho la sufficiente lucidità per capire ma, probabilmente, in futuro troverò in questo tuo commento qualcosa di costruttivo.
    Grazie

  15. Giovanni scrive:

    OK!
    Prendo, incarto e porto a casa…

  16. Willy scrive:

    Rispondo per punti:

    1) Distinguere il disegno dal contenuto, così come distinguere tra chi sceglie di dire le cose ‘con tatto’ e chi no (finché si resta in tema e non si scivola nell’insulto gratuito) mi sembra un’operazione quantomeno secondaria rispetto alla questione principale. Tu posti una storia, realizzata per essere letta da altri. Questi ‘altri’ non sono giudici che devono in prima istanza disquisire tecnicamente dei pezzi, dei materiali e della cura con cui confezioni la storia. E’ un’operazione interessante per tutti e c’è chi, come Laura, ha l’esperienza, la sensibilità e la competenza per farlo con criterio. Ma resta comunque un momento successivo. Alla fine però quello che conta è la storia ia fumetti intesa come somma di tutte le sue parti e del valore aggiunto che dovrebbe conseguirne.
    Dire che solo chi ha smontato i pezzi ‘ci ha capito qualcosa’, già dovrebbe dirti qualcosa.

    2) Il DISEGNO. Pensare che l’errore sia stato quello di usare una tavoletta grafica, mi sembra un errore anche più grave. Una tavoletta grafica non è diversa nella sostanza da una matita, un pennino, un pennello, un rapidograph o un pennarello usa e getta. E’ uno strumento che necessita di pratica. Poi magari non diventerà mai il tuo strumento preferito, ma è davvero quello il punto?

    3) Il CONTENUTO. Qui, scusami, ma leggo solo retorica un po’ spicciola. Una storia non è mai vita. Resta sempre una finzione, una messa in scena. Questa messa in scena ha bisogno dei giusti tempi e delle giuste battute per risultare ‘vera’. L’onestà narrativa per me è questa. E nelle tue storie precedenti, per quanto non le abbia apprezzate particolarmente, vedo questo tipo di ricerca. Qui mi sembra che tu abbia voluto fare ‘l’ universale’ constatando solo un’ovvietà che non mi apre nessuna porta. Il tema trattato non mi risulta odioso. Odioso, o meglio ozioso, è il modo con cui hai scelto di declinarlo.

    Per il resto non credo servano scuse. Però se proprio devi, fallo con un’altra storia. : )

  17. Giovanni scrive:

    Soltanto una cosa.
    Non è propriamente uguale lavorare con la tavoletta o con la matita.
    Alla prossima.

  18. Willy scrive:

    Ne sono pienamente cosciente. E quindi?

  19. hippo scrive:

    E per fare il solito cacaca**o rompiscatole che si mette a fare la punta agli stron*i QUAL E’ si scrive senza apostrofo…

    (è l’invidia di chi non sa disegnare, nè bene nè male nè “bene che sembra male” e quindi fa il maestrino sull’ortografia…).

    A me piace core anche quando pubblica cose che non mi piacciono, perchè discutere se un fumetto è fatto bene o male è sempre qualcosa che fa girare cervello e, appunto, er core…

    :D

    Hip.

  20. Giovanni scrive:

    Ho capito male o questo fumetto non è piaciuto molto?
    Nooo me che dici mai…

    Va bene cosi!
    Sarà per la prossima.

    Ciao a tutti!

  21. elia_pippi scrive:

    l’abbiate Elia… l’abbiate!
    ‘gnurant

  22. Leon scrive:

    Giovanni,

    devo dire che i disegni non mi piacciono, non i tuoi in generale (anzi) ma questi fatti con la tavoletta. E’ evidente il rapporto non intimo con l’attrezzo, ma visto che sei bravo, quoto Mak quando dice che lasciarla del tutto sarebbe una cazzata.
    Il testo anche non mi ha esaltato, ma mi ha fatto piacere leggere cose “intime”, che sono sempre difficili da “esportare” al di fuori di noi. (Sto provando a tirare fuori una cosa mia nata da uno scambio mail con Makkox, così senza manco pensarci, ma trovo grosse difficoltà). Insomma, stavolta non ce l’hai fatta, ma la prossima rompici il culo!

    ciao
    Leo

  23. Giovanni scrive:

    Grazie per la solidarietà!
    Purtroppo il rischio che si corre a lavorare “di pancia” è sempre quello di trascurare certi aspetti estetici per la smania di buttar giù, fissare l’idea.
    Nel mio caso ho peccato di superficialità proprio per il terrore di entrare realmente nel profondo del tema che avrei potuto affrontare.(ecco il mio vero sbaglio, adesso lo capisco a mente fredda)
    Infondo anche dagli errori degli altri si può imparare così spero che tu riesca a “tirarti fuori” alla grande e a farci leggere un lavoro bello e profondo!
    Vai libero!!!

  24. Valerio Pastore scrive:

    a me è piaciuto morto ciò che hai scritto e per quanto riguarda i disegni, io ero convinto che li avessi fatti di prorposito con il paint e la cosa mi stava esaltando.

  25. Valerio Pastore scrive:

    Pardon . . . volevo dire molto.

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