Un viaggio (2)

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23 risposte a Un viaggio (2)

  1. manu scrive:

    Bella Giova.

  2. tostoini scrive:

    Meraviglioso come la prima parte. (però io più che “Lo scudo di Talos” ci avrei visto “L’oracolo” ‘come libro da compagnia’ :) )

  3. laura scrive:

    mi piace, mi piace e va avanti! :) e spero che poi ne capirò di più, non per mancanza di chiarezza, ma per i percorsi…

  4. Giorgio scrive:

    Cacchio mi prende come un nodo alla gola. Mi ci ritrovo pienamente! Quell’instabilità emotiva DENTRO, mentre fuori sembra tutto calmo… Mi vien da dire che sia molto bello questo fumetto, ma non posso dirlo con certezza assoluta: mi ci sento così coinvolto, quasi fosse roba uscita da me, che come per le tue cose non sai dire se sia bello o almeno coinvolgente solo per te o se lo sia anche per gli altri.

    In certi punti è oggettivamente BELLO, come quando il protagonista vede altre persone della sua vita nel suo interlocutore, o quando prova per un attimo l’estasi. Cacchio mi sembra di tornare alla mia adolescenza.

    in altri momenti è così straziante per me (proprio così), quella sottile angoscia del “chi sono, che cosa ci faccio qui? Perché è tutto così grigio e bianco?”, che non saprei dire se sia bello. Coinvolgente non sempre significa “BELLO”. Certamente significa che non posso fare a meno di leggerlo e stamparmelo dentro a fuoco.

  5. Giovanni scrive:

    Grazie caro!
    (ci si vede sabato da Di Bernardo, con quei rintronati dei nostri amici comuni?)

  6. makkox scrive:

    si e poi tutti da “zi’ renato taja ch’è rosso” a farci ‘na fella e cocommero!
    AOH! ma che sta diventando qui!? e mica siamo da shockdom!

    (hehehe)

  7. makkox scrive:

    sai cosa, sembra fatto per non essere letto. o meglio: per non essere pubblicato.
    ha qualcosa (non so dire cosa, è molto rarefatto e distribuito questo “qualcosa”) che lo rende intimo.
    a leggerlo ho la sensazione di guardare una persona nuda attraverso uno specchio col trucco.

    molto potente.
    quasi disturbante, ma in senso buono.
    a volte disagio, ecco!

    non so spiegarla meglio.

    grazie. mi insegna molto sullo scrivere e sul pudore.

  8. Giovanni scrive:

    Credo che tu abbia colto nel segno.
    E’ molto faticoso cercare di non “contaminare” il racconto con la voglia matta di compiacere il lettore.
    E’ una sorta di patto con me stesso che probabilmente risulta essere autolesionistico ma in questo caso, nel caso de “il viaggio” è così, non ho scelta e ti ringrazio pubblicamente di nuovo per la possibilità che mi dai di pubblicarlo.
    Non c’è avventura in questo, forse sono soltanto SEGHE MENTALI !!!
    Forse…

  9. manu scrive:

    non posso cio’r'bimbo colla varicella, mak quando torni passa a prende un etto di soppressata già che ci siei, si può scrivere soppressata o non è abbastanza ‘ntellettuale?
    ;)

  10. Giovanni scrive:

    Tieniti la varicella e ci si vede unantra vorta….

  11. Giovanni scrive:

    Grazie per il proposito della stampa a fuoco!

  12. iaia scrive:

    “adesso tocca a noi stare fuori per far ridere qualcuno”.

    tutta l’angoscia e il senso di mancanza, non appartenenza, continua inquietudine e cieca insoddisfazione inspiegabile.
    come quando ti senti fuori posto fuori tempo fuori spazio fuori cuore, anche in mezzo alle persone più vicine, e quel vuoto incolmabile di ricerca insensata non riesci a riempirlo, ma soprattutto, a dargli un senso.

  13. Lobo scrive:

    Mi piace da morire quello che fai. Riesci a toccare corde sconosciute a noi minchioni della tavoletta grafica. Bravo.

  14. Giovanni scrive:

    Grazie Laura.
    Il problema è che il primo a non capirci niente sono io…
    Mi faccio trasportare dalla parte di me che non ascolto normalmente.
    Forse “invado” troppo il lettore.

  15. Giovanni scrive:

    Realmente, durante quel viaggio leggevo quel libro!
    Grazie!

  16. rael scrive:

    mi sento a disagio, lo ammetto. quanta cultura e vita c’è dietro tutto questo? provo un senso di ignoranza mia abissale.
    e allora guardo con attenzione alcune parole: latte, nescafè, elettr(r)onica, onduline.
    mi viene da pensare a un controcanto di Isole.

  17. Giovanni scrive:

    Grazie IAIA LOBO e RAEL!
    Il mio è un bisogno impellente.
    In questa fase devo scavare, scavare, levare, levare…
    Va bene così!

  18. Giorgio scrive:

    Cavoli quel passaggio mi ricorda ESATTAMENTE quando avevo 18-19 anni. Il che non significa che Giovanni sia un ragazzino, anzi, onore al merito a lui che ha saputo mantenere quello spirito inquieto e immaginifico. Anche se quando avevo 18 anni probabilmente stavo peggio di ora. Anzi, di sicuro.

  19. Estebans scrive:

    nausea.

    provo a leggerlo la nausea dei mattini natalizi, dopo le notti da bambino a dormire su divani approntati, cuscini troppo piatti o coperte che pizzicano il naso,
    e in sottofondo le grida di zii padri cugini più grandi a giocare a sette e mezzo, e nelle ore tarde a poker.

    e tu sei lì che dormi perché hai avuto il tuo regalo di natale e hai mangiato noccioline ed arachidi e i capelli ti sanno del profumo di caffè bevuto dagli adulti.

    ma quelle grida e quegli odori ti scivolano nelle orecchie come se fossero parte di te, anche se ne sei spettatore passivo.
    la tua parte di festa l’hai vissuta, il resto è contorno, ma ti resta addosso di striscio.

    poi ne hai brandelli di ricordi, da grande, e ne senti malinconia, anche se tu c’eri ma non *c’eri*.

    mi dà il senso di nausea di quelle mattine stanche, sebbene di festa, perché eri ancora troppo piccolo per capire.
    mi dà il senso di nausea dei ricordi, e la stessa tenerezza.

    E.

  20. madmac scrive:

    io la faccio semplice: è una delle cose più belle viste in queste pagine

  21. Giovanni scrive:

    Grazie assai Madmac!
    Presto arriverà anche la terza puntata.

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