non posso cio’r'bimbo colla varicella, mak quando torni passa a prende un etto di soppressata già che ci siei, si può scrivere soppressata o non è abbastanza ‘ntellettuale?
;)
Grazie Laura.
Il problema è che il primo a non capirci niente sono io…
Mi faccio trasportare dalla parte di me che non ascolto normalmente.
Forse “invado” troppo il lettore.
Cacchio mi prende come un nodo alla gola. Mi ci ritrovo pienamente! Quell’instabilità emotiva DENTRO, mentre fuori sembra tutto calmo… Mi vien da dire che sia molto bello questo fumetto, ma non posso dirlo con certezza assoluta: mi ci sento così coinvolto, quasi fosse roba uscita da me, che come per le tue cose non sai dire se sia bello o almeno coinvolgente solo per te o se lo sia anche per gli altri.
In certi punti è oggettivamente BELLO, come quando il protagonista vede altre persone della sua vita nel suo interlocutore, o quando prova per un attimo l’estasi. Cacchio mi sembra di tornare alla mia adolescenza.
in altri momenti è così straziante per me (proprio così), quella sottile angoscia del “chi sono, che cosa ci faccio qui? Perché è tutto così grigio e bianco?”, che non saprei dire se sia bello. Coinvolgente non sempre significa “BELLO”. Certamente significa che non posso fare a meno di leggerlo e stamparmelo dentro a fuoco.
sai cosa, sembra fatto per non essere letto. o meglio: per non essere pubblicato.
ha qualcosa (non so dire cosa, è molto rarefatto e distribuito questo “qualcosa”) che lo rende intimo.
a leggerlo ho la sensazione di guardare una persona nuda attraverso uno specchio col trucco.
molto potente.
quasi disturbante, ma in senso buono.
a volte disagio, ecco!
non so spiegarla meglio.
grazie. mi insegna molto sullo scrivere e sul pudore.
Credo che tu abbia colto nel segno.
E’ molto faticoso cercare di non “contaminare” il racconto con la voglia matta di compiacere il lettore.
E’ una sorta di patto con me stesso che probabilmente risulta essere autolesionistico ma in questo caso, nel caso de “il viaggio” è così, non ho scelta e ti ringrazio pubblicamente di nuovo per la possibilità che mi dai di pubblicarlo.
Non c’è avventura in questo, forse sono soltanto SEGHE MENTALI !!!
Forse…
“adesso tocca a noi stare fuori per far ridere qualcuno”.
tutta l’angoscia e il senso di mancanza, non appartenenza, continua inquietudine e cieca insoddisfazione inspiegabile.
come quando ti senti fuori posto fuori tempo fuori spazio fuori cuore, anche in mezzo alle persone più vicine, e quel vuoto incolmabile di ricerca insensata non riesci a riempirlo, ma soprattutto, a dargli un senso.
Cavoli quel passaggio mi ricorda ESATTAMENTE quando avevo 18-19 anni. Il che non significa che Giovanni sia un ragazzino, anzi, onore al merito a lui che ha saputo mantenere quello spirito inquieto e immaginifico. Anche se quando avevo 18 anni probabilmente stavo peggio di ora. Anzi, di sicuro.
mi sento a disagio, lo ammetto. quanta cultura e vita c’è dietro tutto questo? provo un senso di ignoranza mia abissale.
e allora guardo con attenzione alcune parole: latte, nescafè, elettr(r)onica, onduline.
mi viene da pensare a un controcanto di Isole.
provo a leggerlo la nausea dei mattini natalizi, dopo le notti da bambino a dormire su divani approntati, cuscini troppo piatti o coperte che pizzicano il naso,
e in sottofondo le grida di zii padri cugini più grandi a giocare a sette e mezzo, e nelle ore tarde a poker.
e tu sei lì che dormi perché hai avuto il tuo regalo di natale e hai mangiato noccioline ed arachidi e i capelli ti sanno del profumo di caffè bevuto dagli adulti.
ma quelle grida e quegli odori ti scivolano nelle orecchie come se fossero parte di te, anche se ne sei spettatore passivo.
la tua parte di festa l’hai vissuta, il resto è contorno, ma ti resta addosso di striscio.
poi ne hai brandelli di ricordi, da grande, e ne senti malinconia, anche se tu c’eri ma non *c’eri*.
mi dà il senso di nausea di quelle mattine stanche, sebbene di festa, perché eri ancora troppo piccolo per capire.
mi dà il senso di nausea dei ricordi, e la stessa tenerezza.
Tutte le vigne o le tavole o i fumettelli o le cose scritte qui sopra sono opere d'ingegno pubblicate da Coreingrapho sotto una Licenza Creative Commons. I rispettivi autori mantengono tutti i diritti sulle loro opere – ché, come si sa, qualsiasi licenza è solo per capire cosa ci si può fare, delle cose d'ingegno. In questo caso la licenza Creative Commons che abbiamo scelto permette a te che leggi di copiare e distribuire la vigne o le tavole o i fumettelli o le cose scritte qui purché a) ne riconosca la paternità tramite un link a Coreingrapho.com e b) non le usi per fini commerciali. Non puoi modificarla. Se però vuoi tagliarla per farla meglio stare in un post, ok – ma vacci piano che son opere che sotto sotto hanno la loro sensibilità. Per qualsiasi dubbio scrivi a info@coreingrapho.com. Spread the love.
Bella Giova.
[Rispondi]
Giovanni Risposta:
giugno 3rd, 2009 alle 12:27
Grazie caro!
(ci si vede sabato da Di Bernardo, con quei rintronati dei nostri amici comuni?)
[Rispondi]
makkox Risposta:
giugno 3rd, 2009 alle 14:51
si e poi tutti da “zi’ renato taja ch’è rosso” a farci ‘na fella e cocommero!
AOH! ma che sta diventando qui!? e mica siamo da shockdom!
(hehehe)
[Rispondi]
manu Risposta:
giugno 3rd, 2009 alle 16:05
non posso cio’r'bimbo colla varicella, mak quando torni passa a prende un etto di soppressata già che ci siei, si può scrivere soppressata o non è abbastanza ‘ntellettuale?
;)
[Rispondi]
Giovanni Risposta:
giugno 3rd, 2009 alle 16:12
Tieniti la varicella e ci si vede unantra vorta….
Meraviglioso come la prima parte. (però io più che “Lo scudo di Talos” ci avrei visto “L’oracolo” ‘come libro da compagnia’ :) )
[Rispondi]
Giovanni Risposta:
giugno 4th, 2009 alle 09:35
Realmente, durante quel viaggio leggevo quel libro!
Grazie!
[Rispondi]
mi piace, mi piace e va avanti! :) e spero che poi ne capirò di più, non per mancanza di chiarezza, ma per i percorsi…
[Rispondi]
Giovanni Risposta:
giugno 4th, 2009 alle 09:34
Grazie Laura.
Il problema è che il primo a non capirci niente sono io…
Mi faccio trasportare dalla parte di me che non ascolto normalmente.
Forse “invado” troppo il lettore.
[Rispondi]
Cacchio mi prende come un nodo alla gola. Mi ci ritrovo pienamente! Quell’instabilità emotiva DENTRO, mentre fuori sembra tutto calmo… Mi vien da dire che sia molto bello questo fumetto, ma non posso dirlo con certezza assoluta: mi ci sento così coinvolto, quasi fosse roba uscita da me, che come per le tue cose non sai dire se sia bello o almeno coinvolgente solo per te o se lo sia anche per gli altri.
In certi punti è oggettivamente BELLO, come quando il protagonista vede altre persone della sua vita nel suo interlocutore, o quando prova per un attimo l’estasi. Cacchio mi sembra di tornare alla mia adolescenza.
in altri momenti è così straziante per me (proprio così), quella sottile angoscia del “chi sono, che cosa ci faccio qui? Perché è tutto così grigio e bianco?”, che non saprei dire se sia bello. Coinvolgente non sempre significa “BELLO”. Certamente significa che non posso fare a meno di leggerlo e stamparmelo dentro a fuoco.
[Rispondi]
Giovanni Risposta:
giugno 3rd, 2009 alle 16:15
Grazie per il proposito della stampa a fuoco!
[Rispondi]
sai cosa, sembra fatto per non essere letto. o meglio: per non essere pubblicato.
ha qualcosa (non so dire cosa, è molto rarefatto e distribuito questo “qualcosa”) che lo rende intimo.
a leggerlo ho la sensazione di guardare una persona nuda attraverso uno specchio col trucco.
molto potente.
quasi disturbante, ma in senso buono.
a volte disagio, ecco!
non so spiegarla meglio.
grazie. mi insegna molto sullo scrivere e sul pudore.
[Rispondi]
Giovanni Risposta:
giugno 3rd, 2009 alle 15:26
Credo che tu abbia colto nel segno.
E’ molto faticoso cercare di non “contaminare” il racconto con la voglia matta di compiacere il lettore.
E’ una sorta di patto con me stesso che probabilmente risulta essere autolesionistico ma in questo caso, nel caso de “il viaggio” è così, non ho scelta e ti ringrazio pubblicamente di nuovo per la possibilità che mi dai di pubblicarlo.
Non c’è avventura in questo, forse sono soltanto SEGHE MENTALI !!!
Forse…
[Rispondi]
“adesso tocca a noi stare fuori per far ridere qualcuno”.
tutta l’angoscia e il senso di mancanza, non appartenenza, continua inquietudine e cieca insoddisfazione inspiegabile.
come quando ti senti fuori posto fuori tempo fuori spazio fuori cuore, anche in mezzo alle persone più vicine, e quel vuoto incolmabile di ricerca insensata non riesci a riempirlo, ma soprattutto, a dargli un senso.
[Rispondi]
Giorgio Risposta:
giugno 4th, 2009 alle 18:44
Cavoli quel passaggio mi ricorda ESATTAMENTE quando avevo 18-19 anni. Il che non significa che Giovanni sia un ragazzino, anzi, onore al merito a lui che ha saputo mantenere quello spirito inquieto e immaginifico. Anche se quando avevo 18 anni probabilmente stavo peggio di ora. Anzi, di sicuro.
[Rispondi]
Mi piace da morire quello che fai. Riesci a toccare corde sconosciute a noi minchioni della tavoletta grafica. Bravo.
[Rispondi]
mi sento a disagio, lo ammetto. quanta cultura e vita c’è dietro tutto questo? provo un senso di ignoranza mia abissale.
e allora guardo con attenzione alcune parole: latte, nescafè, elettr(r)onica, onduline.
mi viene da pensare a un controcanto di Isole.
[Rispondi]
Grazie IAIA LOBO e RAEL!
Il mio è un bisogno impellente.
In questa fase devo scavare, scavare, levare, levare…
Va bene così!
[Rispondi]
nausea.
provo a leggerlo la nausea dei mattini natalizi, dopo le notti da bambino a dormire su divani approntati, cuscini troppo piatti o coperte che pizzicano il naso,
e in sottofondo le grida di zii padri cugini più grandi a giocare a sette e mezzo, e nelle ore tarde a poker.
e tu sei lì che dormi perché hai avuto il tuo regalo di natale e hai mangiato noccioline ed arachidi e i capelli ti sanno del profumo di caffè bevuto dagli adulti.
ma quelle grida e quegli odori ti scivolano nelle orecchie come se fossero parte di te, anche se ne sei spettatore passivo.
la tua parte di festa l’hai vissuta, il resto è contorno, ma ti resta addosso di striscio.
poi ne hai brandelli di ricordi, da grande, e ne senti malinconia, anche se tu c’eri ma non *c’eri*.
mi dà il senso di nausea di quelle mattine stanche, sebbene di festa, perché eri ancora troppo piccolo per capire.
mi dà il senso di nausea dei ricordi, e la stessa tenerezza.
E.
[Rispondi]
io la faccio semplice: è una delle cose più belle viste in queste pagine
[Rispondi]
Giovanni Risposta:
giugno 24th, 2009 alle 09:37
Grazie assai Madmac!
Presto arriverà anche la terza puntata.
[Rispondi]
[...] Qui la prima parte Qui la seconda parte [...]
[...] Qui la seconda parte Qui la terza parte [...]