post Un viaggio (1)

di Giovanni Ballati

maggio 13th, 2009

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    Commento di Giorgio — 13 maggio 2009 @ 17:09
  1. Lapeppa!

    Chapeau.

    Un po’ Kerouac, un po’ D’Annunzio. Mi piacque!

    [Rispondi]

  2. Commento di mALAUSSENE — 13 maggio 2009 @ 17:19
  3. Speravo in una supercazzola finale… bello però!!

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  4. Commento di irene — 13 maggio 2009 @ 17:34
  5. Mi ha fatto ricordare un film stranissimo e bello, “Lo sguardo di Ulisse”, che parla di, cito da Wikipedia, “un regista greco in esilio che ritorna a casa ed inizia un viaggio epico per i Balcani in cerca di tre bobine date per perdute dei fratelli Manakis, i fotografi pionieri che introdussero il cinema nei Balcani all’inizio del ‘900.” (http://it.wikipedia.org/wiki/Lo_sguardo_di_Ulisse)

    [Rispondi]

  6. Commento di laura — 13 maggio 2009 @ 19:52
  7. Ben trovato qua! scrollata così è perfetta, come lo era certo sfogliando il quadernetto originale. Sono contenta e fieri di averti indirizzato a core, siamo tutti compagni di viaggio!

    [Rispondi]

    Giorgio Risposta:

    Compagni di viaggio… bello, sì. C’è chi guida e chi fa il passeggero, ma alla fine il viaggio è lo stesso (Antonio, se vuoi ruba pure questo ahah!)

    [Rispondi]

  8. Commento di Barabba Marlin — 13 maggio 2009 @ 20:35
  9. Ho una domanda da porre ai maestri fumettari, magari a Flaviano; avete presente questa striscia all’altezza di lui, il protagonista, in auto con la macchina fotografica in mano che si chiede se patrasso è davvero così squallida, e sotto la sua guida che dice “Chiediti perchè fotografi macerie”? Se fosse un film la ripresa sarebbe “sbagliata”, o quanto meno molto ardita, perchè la direzione del campo e controcampo dei due personaggi è la stessa, invece nel cinema si usa invertirli, per capirci come se il punto di vista fosse in mezzo ai due protagonisti, quindi se nella prima inquadratura il parabrezza si trova a destra, in quella successiva si deve trovare a sinistra. Ora la mia domanda è: questa regola vale anche nei fumetti o c’è più libertà “registica”? Io francamente arrivato a quel punto dello scroll ero visamente disorientato, mi sembrava che i due personaggi fossero in due macchine differenti, ma potrebbe dipendere dal mio sguardo troppo abituato al cinema.

    [Rispondi]

    flaviano Risposta:

    hehe lavorando come storyboardista ho avuto la stessa impressione anch’io.
    essendo il fumetto un media che si basa sulla pura invenzione direi che una regola non c’è e non ci deve essere, tanto più qui su core dove si ha completa libertà stilistica e di sperimentazione.
    in realtà nei fumetti che leggo (dai marvel ai francesi) la vedo quasi sempre applicata ma credo che non sia dovuto all’applicazione rigida di una regola quanto al fatto che questo stratagemma effettivamente aiuta il lettore ad essere ancora di più “dentro” la storia senza che la grafica sia un elemento di distrazione. il punto di vista del personaggio ci aiuta ad essere “con” il personaggio.
    (minchia quanto son tecnico)
    però anche questo da l’idea di quanto col fumetto, ogni autore porti il “prprio” sguardo all’interno delle storie e credo sia cosa buona.

    [Rispondi]

    Barabba Marlin Risposta:

    Grazie Flà della risposta quasi in tempo reale. E aggiungo che la trasgressione di regole come questa, anche nel cinema, non è necessariamente un errore, perché può essere funzionale alla narrazione, venendo al caso specifico, lo “scavallamento” di due personaggi può essere usato per sottolineare la distanza tra di loro, la mancanza di sintonia. Ovviamente ci deve essere la chiara volontà dell’autore in questo, lo dico perchè spesso la cosidetta libertà espressiva giustifica il fare le cose alla dog’s dick way.

    [Rispondi]

    Giorgio Risposta:

    Nel caso in questione anch’io mi sono sentito disorientato… secondo me è un errore di regia, a meno che non ci sia un motivo preciso… le “regole” di regia non servono per chissà quale onanismo cerebrale, ma per aiutare il lettore a leggere la storia in maniera naturale, e lo scavallamento di campo non aiuta…

    detto questo, la storia è sicuramente molto bella.

    Leon Risposta:

    Quindi Flaviano/Barabba, diciamo che, tralasciato il fatto sulla discrezionalità, il lettore per essere accompagnato nella passeggiata inferenziale visiva (mortacci mia, aò!), avrebbe dovuto ricevere un’immagine con il suocero che guida verso destra (invece che sinistra)? O al limite la stessa immagine, ma magari con il protagonista visto sullo sfondo (come se la “ripresa” fosse fatta da fuori l’automobile)? Se stiamo dicendo questo, ho provato anche io un senso “strano” anche se mi sono adeguato e non posso chiamarlo fastidio. E chiedo a Flaviano: per te storyboardparlando, queste cose andrebbero evitate (so che è personale, ma mi piace come fai tu e voglio sapere secondo te)?
    Grazie

    PS: minchia, va a finì che mi imparo pure qualcosa.

    PPS: Visto che stiamo in una nave scuola e ognuno dà il suo contributo, vorrei ricordare a chi SBADATAMENTE parla del fumetto come media, che il fumetto è un medium, e si legge come si scrive (non mìdium o mìdia). Un medium, più media. Il Sofi sarebbe fiero di me, lo so.
    Scusate.

    flaviano Risposta:

    allora mo mi faccio leggere la mano! hahahahah..un medium…tzè
    guarda magari nella prossima S&S ci metto uno spiegozzo su sta roba. comunque al cinema di solito si vedono due modi: quello con la camera piazzata in mezzo (al cambio) o quella con la camera piazzata ” a livello specchietto” da entrambi i lati in modo che si veda uno smozzico di faccia in primissimo piano e l’altro personaggio sullo sfondo, se provi a visualizzare, in questo modo il guidatore si vedrà sempre sulla destra ed il passeggero sempre sulla sinistra dello schermo.

    makkox Risposta:

    c’è anche il modo con la telecamera sul cofano, ma ci si schianta facile, anche se per un momento vedi entrambi di FACCIA. che è bello.
    oppure con la telecam…

    ma quale cazzo di telecamera?
    da dove è uscita la telecamera mò QUI nel fumetto?
    facitm’ o’ piacero…

    hehehe, bono prssò, che ti vedo che hai stretto quelle manelle d’ bambulella fino a sbiancà le nocchette.

    Giorgio Risposta:

    Figurati che certi sceneggiatori di fumetti (anche grandi sceneggiatori) usano il termine MdP (macchina da presa) per spiegare delle inquadrature nelle sceneggiature, come si fa nel cinema… personalmente lo trovo un po’ assurdo ma in certi casi aiuta a descrivere un’inquadratura.

    makkox Risposta:

    non ho mai letto una vera sceneggiatura di fumetto.
    non m’è capitato intendo, non che sia una lacuna volontaria.
    vabbuò, me so’ capito io.

    Giorgio Risposta:

    eccerto, si sa che sei un lup… un papero solitario!

    flaviano Risposta:

    hehe, vabbè si faceva per parlare checcentra, sempre che ci devi guastare i giuochi. mica si metteva in dubbio il lavoro di Giovanni
    emmamia non te ne scappa una eh….STACK! …mi devi una penna grafica
    fica soprattutto.

    makkox Risposta:

    è che m’annoio… uff
    vada per la penna grafica.
    fica soprattutto te ne posso linkare, altro no.

    [Rispondi]

  10. Commento di manu — 14 maggio 2009 @ 08:00
  11. Giovanni! che piacere trovarti qui! un abbraccio e cerchiamo di beccarci al più presto!
    (scusate l’utilizzo personale del mezzo coreingraphico…)

    [Rispondi]

  12. Commento di Estebans — 14 maggio 2009 @ 10:30
  13. a prima vista mi fa un effetto vagamente retrò, come se mi ritrovassi tra le mani una raccolta di copertine di quaderni degli anni ‘70, -qualcuno li ricorda?- con quei colori pennarellosi a dare vita a scene di motocros, pallacanestristi, musicisti dagli occhiali alla elton john in jeans e chitarrebasso in prospettiva spinta,
    con colorazione a grandi campiture,
    questo graficamente,

    la storia ha il sapore di un vecchio block notes rinvenuto in cantina nello zaino di uno zio il più strano della famiglia, quello mitizzato per i suoi viaggi on the road,

    ma,

    da lettore avrei preferito una narrazione più cruda e secca, senza eccessi di lirismo,
    ma appunto io sono un lettore, in questo caso, ed allora lascio che che i quadri del tuo racconto mi scorrano davanti senza preconcetti,

    ed ecco che tutto assume la forma di un pomeriggio stravaccati sul divano, il proiettore che che in un clik clik lento manda avnti diapositive sul muro,
    e i tuoi racconti si intrecciano bene, sebbene il torpore mi faccia gustare più le immagini che le tue parole un po’ sfilacciate.

    c’è una sottotrama che tu non hai creato, e che mi ha atterrito per la sua bellezza, anche se è solo frutto della mia creativa distrazione:
    quando dormono in nave, per un attimo i due mi sono sembrati salme di immigrati annegati chiusi in sacchi da morto, nel ventre di un bastimento, e quella musica in sottofondo mi ha straniato e stordito.

    E.

    [Rispondi]

  14. Commento di Giovanni — 14 maggio 2009 @ 10:32
  15. Tanto per cominciare grazie a tutti per l’accoglienza calorosa!
    (Grazie a Makkox e Laura)
    (Ciao Manu, ho voglia di vederti , magari con il Capu e il Turini)
    Apprezzo ogni commento positivo e negativo.
    Credo nel dialogo e nel confronto.
    Il mio scopo nel “narradisegnare” il viaggio è soltanto quello di stimolare e provocare riflessioni a coloro che lo leggono.
    Il discorso del controcampo bastardo, ci tengo a dire, è assolutamente voluto proprio per creare quello stacco spiazzante nel lettore giusto per potersi un poco avvicinare al disagio proprio del protagonista in quel momento.
    Se avessi fatto un controcampo corretto la conversazione sarebbe fluita velocemente senza lasciare traccia nel lettore, in questo modo è come il nocciolo di una ciliegia, ti costringe a stare attento a dove metti i denti.
    Presto la seconda puntata:

    [Rispondi]

    makkox Risposta:

    nun è vero. l’hai toppato e avanti così.
    hehehe

    SCHERZO EH!

    [Rispondi]

    Giovanni Risposta:

    Mi piace l’idea che persone che non conosco discutano insieme a proposito di un disegno scaturito dalla mia fantasia (…vabbè diciamo così…) durante una delle mie sessioni eremitiche mattutine nella penombra silenziosa del mio studio.
    Forse è proprio questo esibizionismo da camera che ci fa fare ’sti benedetti fumetti!
    Piacere di conoscervi tutti.

    [Rispondi]

  16. Commento di jiwaki — 14 maggio 2009 @ 12:59
  17. è bellissima.

    [Rispondi]

  18. Commento di Leon — 14 maggio 2009 @ 13:41
  19. E comunque, complimenti Giovanni, un bel viaggio!

    [Rispondi]

  20. Commento di manu — 15 maggio 2009 @ 13:53
  21. Giova non fare caso a Mak, egli è siemo.
    SCHERZO EH!

    [Rispondi]

    Giovanni Risposta:

    Ebè, dio li fa e poi l’accopp(i)a!

    oppure chi si somiglia si striglia…

    [Rispondi]

  22. Commento di petarda — 17 maggio 2009 @ 20:01
  23. strabello!

    [Rispondi]

    Giovanni Risposta:

    Grazie!

    [Rispondi]

  24. Commento di rael — 29 maggio 2009 @ 21:41
  25. la storia un po’ mi sposta, mi perde: ma i colori son bellissimi. e quei vasi son veri, non che sembrano, lo son proprio. :)

    [Rispondi]

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  32. Commento di matborda — 14 agosto 2009 @ 19:38
  33. da profano, mi limito solo ad un mero “interessante!” in quanto a opinione.

    poi, i 2 link in basso sulla parte 2 e 3 portano alla home di coreingrapho.

    salute

    [Rispondi]

    makkox Risposta:

    tks per la segnalazione dei link accazzo. :)
    messi a posto.
    ciao, mak

    [Rispondi]

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