La rivista che vagola e svongola. Nuovo coreographo (Ned) e il contest sorridente

E’ una rivista, la nostra, che, nonostante il tempo che passa, non rinuncia ad usare sempre lo stesso attacco definitorio: “è una rivista che”. Che definisce e insieme afferma il suo contrario e spariglia: non è una rivista, e scemo chi legge e ci crede. E’ (sempre più è) una rivista-miraggio, sfocata nei fumi terragni del sole sull’asfalto cittadino, sulla terra arsa che ancora non c’è, sui fumetti che volano incomprensibili o scendono negli abissi dei sogni. E’ una rivista che non è come tu-mi-vuoi: customizzabile come ormai qualsiasi utilitaria, come sul web sempre più si pretende tutto sia – a propria immagine (rifatta) e somiglianza (photoshoppata).

E’ una rivista resistente – ma non nelle forme cadenti di ritorni evitabili e senza senso, tenuti in piedi solo dallo sputo dell’affetto che fu (sì sto parlando di Frigidaire, ridotto a 4 pagine poverelle allegate a Liberazione). E’ una rivista che prova a mitridatizzarsi alle stronzate altrui provando a produrne di più eclatanti, formidabili, inverosimili. Di tutto e su tutto, senza limiti di trama o stitichezze di tratto, giochi di moda o strizzate d’occhio. A patto che – come al solito – ci sia un nucleo sorridente, un led luminoso che lampeggia sotto le macerie vestite a nuovo del solito-fumetto-fighetto. E’ una rivista che ancora è come la mente umana: sfruttata per un infinitesimo, che molto è ciò che pulsa non visto e (non ancora) disegnato.


Thinking of you. Spalla televisiva clonata + ristorante perugino, 2009

Nuovo coreographo: Ned

Mi scrive Mak tutto preoccupato, che stava tanto bene e sereno ora che non scrivevo da un mese: «Va a ruota libera fottendotene anche di riepilogare (per forza) e tirar le fila. Davvero lasciati andare: vagola e svongola». Lasciati andare, mi dice. Vagola e svongola – manco fossi una spaghettata. L’unica cosa che capisco è che non devo riepilogare o tirar le fila: e magicamente mi vien voglia di riepilogare anche le fila del vicino di casa. Ed ecco, quindi.

In un mese dall’ultimo insight abbiamo avuto 16 (sedici) tavole di 9 (nove) autori diversi, per un totale di 67.000 (sessantasettemila) pixel in altezza e 3.599.890.000 (tre miliardi e spicci) di pixel disegnati, e circa 800 commenti sparsi. Alcuni numeri sono inventati, ma voglio proprio vedere come mi smentite. Tra queste riepiloganti fila, anche un debutto, che qui traccio a futura memoria o scorno e come di prammatica: Ned, che ha una matita che può esse piuma e può esse fero, e che si è preso in carica una vera e propria strip, che sta crescendo di vigna in vigna – dottor X permettendo (leggi tutte le tavole di Un mondo migliore).

Il contest fumettaro

Il mese scorso abbiamo anche sperimentato con successo un contest sorridente (il termine contest non ci piace: ma il sorridente accanto dovrebbe ammorbidirne l’eventuale residua nuance competitiva): quello delle ciabatte. Venuto fuori con naturalezza bimba, quando dal semplice stare insieme spuntava la proposta di un gioco, e per un po’ tutto ferveva di preparativi ed esibizioni. Tutto nato dalla splendida storia di Laura Scarpa intitolata “Parlerò delle mie ciabatte” – e a sua volta stuzzicata da una provocazione scozzariana e svongolante (c’è tutto scritto nella presentazione della tavola). Stimolato dall’esibizione tana-per-tutti, Flaviano – che di suo, si sa, è sborone assai – si mette di buzzo buono e sforna una storia scrollona che parla dello stesso argomento: di scarpe, e affini accessori plantari. Una storia di quelle che provocano subitanea invidia a Marco, il quale, nutrito dall’invidia di cotanti frizzi, disegna a sua volta la storia dei suoi calzi che tanti “balduccini” sparsi nel mondo commosse che addirittura emanuelesi e rael chattarono intercontinentali per scriver di stivali e mignotte con la fiat che Lobo tra le lacrime produsse la storia sua saltellante – che al mercato la mamma comprò. Tutta questa fiera a fumetti, questo gioco sorridente, la ritrovate con il tag CIABATTE.

Stiamo pensando di farne un’altro, di contest – estendendola anche ad altri fumettari in giro per il web.

Proposte di tema nei commenti!
(più è scema più ha chance di essere scelta, temo)

Inutilissimo

Se poi sei uno che a palla avvelenata e sorridente ci sa già giocare la mail è sempre la stessa, ed è – altro che ciabatte! – roba di fede, sempre inutilissimo che troppo ci pensi: info@coreingrapho.com

  • LEGGI: tutti gli altri insight, per vedere l’evoluzione coreographica
  • Info su Antonio S.

    Scrive, consuma, crepa. Qui è una specie di editore farlocco che fa il bastian contrario per contratto e indole. Innamorato del fumetto da sempre (ma non sa disegnare nemmeno una linea storta) e del web da pure. Editor di Webgol.it (suo blog principale) e Spindoc.it.
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    10 risposte a La rivista che vagola e svongola. Nuovo coreographo (Ned) e il contest sorridente

    1. Roberto scrive:

      Ecco, sono qui, commento (forse, se scrivo in fretta, azz…) per primo,
      posso proporre un tema e fregare tutti sul tempo…

      e non mi viene in mente una beata fava.
      Ecco.
      Un’altra occasione persa.

      Ah, e se il tema fosse: “I tram che ho perso”?

      Non abbastanza scemo, eh?

    2. laura scrive:

      I tram che ho perso mi piace! è una mia fissa!
      “la lingua batte dove il dente duole” era la mia + scema e banale proposta.
      “un bicchiere d’acqua” anche, che moretti ne ha fatto una delle più belle immagini del cinema, per me…

      son tornata a rompere le scatole. Mi spiace la mia assenza, volevo fare una terza storia (tema la morte a sorpresa) e non ho avuto più voglia, un certo distacco. Poi son sepolta da ANIMAls, e però vi leggo sempre cori miei. E lo dico a tutti: bravi. poi non concordo su tutto, che io continuo a pensare che core dovrebbe grattare dentro, in qualsiasi modo, ma dentro… ma vedo movimento bello. Una domanda. Quanta gente segue l’ingrapho?
      bravissimi tutti voi i bei 4 moschettieri del core! Ritornerò… che c’ho una cosina su Napoli.
      ehi ma li avete visti insieme mak e flaviano? ;) e presto vi stupirò…

    3. makkox scrive:

      hai fotografato davvero una bella ragazza, antonio.
      una di quelle che quelle rare volte ti dici: questa boh, con questa io ci vivrei tipo favola.
      mai capitato?
      magari può essere un tema.

      io m’appunto lo spunto.

    4. Barabba Marlin scrive:

      traccia per il tema: “Se fossi invisibile…” per stimolare l’immaginario adolescenziale, oppure il più cervellotico “Antropologia di gente inutile ma essenziale”, citazionista: “Professione fumetter”, pulp: “Il posto più lurido in cui sia mai stato”, sinestetico: “Disegna il tuo profumo preferito”, tecnocratico: “Il videogioco a cui vorrei giocare”.

    5. makkox scrive:

      il posto più lurido, in senso lato, fa il paio con la proposta flavianesca:
      la top 5 delle figure dimmerda della mia vita.
      bon, la faccio perché ho materiale a strafottere e perché mi permette di ragionare sull vergogna.

    6. laura scrive:

      Qui si poltrisce eh! pochi autori, sebben bravi, e ANtonio, so che sei mucho impegnato ma qui mi puzza già di vacanze da aprile! vabbuò, ormai siamo a luglio dunque nemmeno i commenti si sprecano oggi che è sabato, eh? Tutti al mare tranne me. E così, essendo tra i pochi fessi che lavorano quando c’è un sole della madonna (porcodddddio, per citare makkox), pensavo… più che avere un tema come furon le scarpe, se pigliassero le storie degli altri e ci si entrasse? non proprio in quella storia, ma come quando un amico ti racconta quella stronza che lo ha fatto becco, o quella volta che ha incontrato un matto o che sul treno 8in ritardo)… e di solito lo si lascia parlare un po’ e poi si aggiunge: anche a me quel figlio di mignotta, pefggio che ate, le corna me le fece così e cosà… o io di matti ne ho incontrati due e su un treno sbagliato, altro che ritardo!
      così
      mi veniva pensando che avrei molti agganci da interrompere screanzatamente la storia in grecia di giovanni ballati, voi no? io in grecia quella volta era estate… e quel viaggio che volevo scappar via? bon, magari hos critto tutto ciò perché fare disegnini scemi oggi mi rompe proprio le palle e vorrei essere in grecia o almeno raccontare storie… :)

    7. Giovanni scrive:

      Grazie Laura!!!

      Credo che però interrompere il matto sia quantomeno faticoso, oltre che pericoloso.
      E poi con questo cazzo di caldo!
      Provochiamoci provocazioniiii

    8. laura scrive:

      no, in realtà non volevo interrompere, vabbuò quando si parla, ma nei fumetti!… però coosì, magari trovare agganci, dir la propria… non so, la butto lì perchè sento aria vacanziera da queste parti, anche se Flaviano ci ha straniti tutti… però, insomma io quella volta in grecia ci andai col fidanzato che mi aveva appena mollata, e un pezzo del viaggio me lo feci da sola e assai interiore (completametne diverso in ogni senso e luogo dal tuo), allora dicevo…

    9. Giovanni scrive:

      Avevo capito il senso, non ti preoccupare!
      E’ bello che da un racconto/storia/fumetto/diario nascano motivi di confronto!
      Fosse sempre così!!
      Ma mi sa che siamo rimasti soltanto io e te, son tutti al mare!

    10. laura scrive:

      assolutamente sì: tutti al mare… antonio alle isole non-so-quali, makkox in un mare di lavoro e gli altri? glugluglu! :)

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