Nel Cuore Insonne di Adolfo H. vegliava una Bestia Nera

Info su Estebans

Estebans, o Esteban, a seconda che chi lo pronuncia abbia incisivi più o meno separati, scrive e disegna. E' molto bello, ma questo non gli fa guadagnare una lira. Che importa, dice, son ricco di famiglia. Tanto da dedicarsi con calma all'illustrazione e al fumetto. Ha disegnato pirati, molte tavole di BraccioDiCulo, oltre mille illustrazioni erotiche, ha collaborato con Blue, ha due libri disegnati nel cassetto. E' molto cattivo. Ha un sito che tiene segreto, e un blog pubblico, QUESTO
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29 risposte a Nel Cuore Insonne di Adolfo H. vegliava una Bestia Nera

  1. Rael scrive:

    Ganz annoiato.
    bella bella bella.

  2. Agu scrive:

    mi è piaciuta… ma il “kaboom” doveva essere un lampo?

  3. wallyci scrive:

    Capolavoro.

  4. Skiribilla scrive:

    Un altro colpo andato a segno.

  5. Gas scrive:

    Semplice preciso e diretto.
    Il lampo mi ha fatto pensare a quel barlume di lucidità che ogni tanto arriva inaspettato facendoti scorgere le chiaviche della vita… cazzo ho detto?… boh?
    Comunque bello, mi è proprio piaciuto!

  6. ned scrive:

    :):):) bravo…davvero divertente:):):)

  7. makkox scrive:

    black haiku.
    li adoro.

  8. Mondavarius scrive:

    … ma che questo me lo chiamate fumetto? Ma insomma, ragazzi, abbiamo smarrito la retta via o cosa?! Non ha alcun senso, nessuna parvenza di trama, lo stile non è nemmeno questo granchè, ma insomma! Dov’è questo capolavoro?! Chiunque avrebbe potuto fare una cosa del genere! L’arte visiva sta degenerando, ma speravo che almeno il fumetto fosse esente da ciò, ma a quanto vedo anche qui si osannano finte genialate. Esistono autori che hanno creato saghe storiche, sceneggiandole e disegnandole di proprio pugno, robe pazzesche, che denotano una fantasia ed una genialità sconfinate! Se questo è un artista allora quelli sono DEI!

  9. bluezy scrive:

    Ehi, qui c’è una sintesi densissima, si percepisce il tempo, lo spazio viene definito tra colore e non colore, e il personaggio arriva come un pugno…trovo interessantissima questo tipo di comunicazione sottesa ma potente, c’è ricerca anche se non se ne percepisce la fatica, ed è lì la grandezza…se poi preferisci la ridondanza dei segni o delle parole, lì son gusti e non c’è discussione che tenga…

  10. Mondavarius scrive:

    sarà… ma scene come questa se ne vedono a dozzine negli albi che leggo di solito, solo che lì sono collocate in una storia più complessa e costituiscono solo una parte dell’insieme. Ecco perchè non mi sembra affatto grandiosa…

  11. Mondavarius scrive:

    e se posso aggiungere un’altra cosa, ci si mette un po’ a capire che quello è Hitler. I baffetti si confondono troppo con l’ombra del naso. Se non avessi letto il titolo non avrei capito che era lui…

  12. Bluezy scrive:

    Arieccomi. Premetto che Estebans non mi paga per fargli da avvocato, ma se tu avessi letto le altre sue cose (soprattutto quelle del suo sito) ti saresti accorto che i titoli di Estebans sono parte assolutamente integrante delle storie che disegna, sono l’inizio del segno, ed é un modo come un altro di parlare, legando tutte le informazioni per la comunicazione finale (o almeno io la interpreto così). Ripeto, se non ti piace non c’è storia.
    E poi dai mica vorrai dei disegni didascalici da macchietta, su fai uno sforzo, immaginare, interpretare, è molto meglio che subire.

  13. Mondavarius scrive:

    Ma allora è solo da me che la gente vuole disegni didascalici?! Agli altri tutto è concesso… scusate un attimo, vado a suicidarmi un attimo e torno…

  14. Bluezy scrive:

    hehehe ;)
    il bello di core è che qui non c’è la pressione dell’editore o di chi ti richiede disegni didascalici…sei libero, che vuoi di più :)

  15. Mondavarius scrive:

  16. Rael scrive:

    Forse se tu non applicassi quello che senti tu al mondo “fumetto” forse avresti una visuale più ampia. È come se tu dicessi che la poesia haiku è una idiozia immane perché non è AB BA, non rispetta tot quartine e non viene studiata a scuola nell’antologia di letteratura italiana. Non è la poesia haiku che è brutta, è il singolo che non la apprezza. È una differenza sostanziale.
    Al di là che, come fa notare Bluezy (e neanche io son a libro paga Este) il titolo dice immediatamente di chi o cosa parli, non so, non comprendo quanto sia difficile non immaginare il bunker, il bombardamento sulla città, la luce che filtra all’improvviso dall’infernotto, e la noia e la normalità di un uomo che sta con la sua donna nonostante sia una bestia dentro. Se tu non ce li vedi, o non ci vedi nulla, non è un problema di Este. Non principalmente.
    :)

  17. Mondavarius scrive:

    Potrei essere d’accordo sull’idea, ma il tratto resta comunque troppo facilone. Se ti presentassi da un editore con una tavola simile si metterebbe a ridere. E non venitemi a dire “solo perchè l’editoria mira al commercio e basta” perchè insultereste la vostra intelligenza ancor prima della mia. Il fumetto OGGI è STORIA BEN FATTA + DISEGNI PERFETTI… se non fosse così, qualunque scrittore potrebbe fare fumetti e qualunque fumettista non necessiterebbe di un autore, i due elementi non sono scindibili! Gli Schultz sono estinti ormai, i tempi sono cambiati… ed io sono il primo a dispiacermene, ma se le cose vanno così per alcuni, devono andare così per tutti…

  18. Rael scrive:

    sì vabbè, tratto facilone. sì, sì, come no.

  19. Mondavarius scrive:

    tremolante, insicuro, azzardato, vuoto… se preferisci

  20. elsi scrive:

    E’ incredibile e la storia si ripete ogni volta!!!
    Scusate , ma non posso fare a meno di intervenire, seguo Este da tempo e in ogni dove lui pubblichi succede sempre così o lo odiano o ne amano la genialità!
    Le sue creazioni sono “Portali Visionari”, alchimia di parole sapientemente abbinate ad essenzialità grafica
    c’è chi vede e riesce ad attraversarli con tutto il coinvogimento che l’autore ha predisposto ad hoc
    e chi non ci vede nulla ed inizia i soliti soliloqui sulla scarsità del disegno e bla bla bla
    questo mi sembrava il luogo giusto che lasciava fuori i soliti conformismi
    bah

  21. Bluezy scrive:

    ossignur!
    Hai presente gran parte dell’arte del ’900 che ha rotto gli schemi destrutturando, decomponendo il segno per dargli un valenza espressiva, espressionista, dirompente e rivoluzionaria? Secondo te Rothko è un facilone?
    I fumetti pur con un idioma proprio riflettono, o meglio possono riflettere queste istanze ormai storicizzate.
    Tu stesso riveli un senso di frustrazione quando dici “ma se le cose vanno così per alcuni, devono andare così per tutti”…e allora se ne senti l’esigenza prova a cambiare tu per fornire sguardi nuovi e più interessanti.
    Magari cercando di dare voce anche ad altri temi, tipo la “Suggestione”.
    Capisco che lavorare in questo periodo nel fumetto, cercando di trarne guadagni, possa richiedere una assuefazione ad un tipo di “mestiere”, a certi paradigmi codificati e rispetto comunque chi fa questa scelta.
    Quello che non accetto e fornire la propria verità immutabile e imprescindibile come metro critico per gli altri.
    Se tu avessi detto “Preferisco un segno più complesso e una storia più strutturata” probabilmente non avresti ricevuto alcuna replica, per il rispetto di un’opinione.
    Ma presentarsi come portatore di verità assolute è inaccettabile.
    Quando sì è piccoli si usa spesso la frase “Questo fa schifo ” e si viene redarguiti a favore di un più ecumenico “Questo non mi piace”.
    Ma la portata eversiva e disturbante di “fa schifo” da bambini è potente e autorealizzante. Ma poi si cresce!!!
    E poi lassù c’è scritto “Core”, non serializzazione del fumetto su larga scala.
    Stai tranquillo non avrai ulteriori repliche da parte mia, sei troppo rigido e di fronte a persone inamovibili perdo interesse.
    Stammi bene.

  22. Mondavarius scrive:

    Il fumetto ha regole a differenza dell’arte. Il discorso che fai non ha storia. Anch’io ero “mentalmente aperto” come te, finchè non ho iniziato a sottoporre i miei lavori a dei VERI editor. Ho scoperto che chi investe nel fumetto ha degli schemi mentali precisi, che si infrangono solo se arriva un vero GENIO a sovvertirne le regole (vedi Ortolani con la Panini). E se queste case editrici vanno avanti vuol dire che il pubblico dà loro ragione, si immedesima nelle loro scelte. Le selezioni sono durissime, è vero, ma ho capito che ogni rifiuto può diventare fonte di rinnovamento, DEVE essere un’occasione per migliorarsi. La pubblicazione nazionale, checchè se ne dica, è l’ambito traguardo di ognuno di noi, non c’è finto snobbismo che tenga. Abbiamo imparato tutti grazie ad esse. Crearsi una propria strada è facile, fare l’incompreso è un ottimo sistema per aggirare la verità ma è anche una grossa menzogna verso se stessi…

  23. Mondavarius scrive:

    P.S.: no, Rothko non è un facilone… credo sia troppo gentile definirlo tale >:-)

    X elsi: questa veramente veniva descritta come un’arena sanguinaria in cui i fumettisti si sarebbero solurati a vicenda…

  24. Mondavarius scrive:

    *silurati, pardon…

  25. Giorgio scrive:

    Mondavarius mi pare troppo estremo nei suoi giudizi.

    Ciononostante qualche perplessità ce l’ho pure io…

  26. Giorgio scrive:

    Che poi i fumettisti qui non è che si devono silurare. Al massimo parlare chiaro. Onestà e sincerità non sono sinonimi di astio.

  27. Mondavarius scrive:

    Io sarò pure rigido, non lo nego, ma forse perchè finora non ho mai visto vere eccezioni alla regola da me descritta. Questo col tempo ti da una certa sicurezza, sai?

    Ovviamente quando parlavo di silurarsi eccedevo volutamente! La citazione è alle parole di Mak nel “pekkessì”, solo che io devo andare sempre oltre perchè sono fatto così.

    Comunque ragazzi non ci scaldiamo, orsù! Io ho solo detto che per me, in base all’esperienza vissuta e a ciò che ho appreso, questo non è fare fumetto e che i commenti positivi in certi casi sono molto più devastanti di quelli negativi perchè comunicano un senso di sicurezza e di traguardo raggiunto deleteri per la crescita personale dell’autore. Io ne so qualcosa…

    Ora andiamo a comprarci panini e bibite e mettiamoci a tavola! Giuro che non ho avvelenato nulla, quindi BUON APPETITO!

  28. makkox scrive:

    non credo di aver iniziato a far fumetti per essere pubblicato, ma per esprimermi.
    a mio parere tu confondi il fine con il mezzo.
    se inizi a modificarti per essere pubblicato, probabilmente ti esprimi meno.
    se poi insegui il “successo di pubblico” stai facendo altro. non meno nobile, ma altro.
    probabilmente stai compensando altri tuoi bisogni.

    però è anche vero che ognuno ha il suo perché. e tutti i perché son validi per il singolo e non necessitano giustificazioni.
    ma rifletterci su aiuta a capire meglio sé stessi e cosa realmente si stia inseguendo.

    fermati a chiedere a te stesso perché TU fai fumetti.
    te lo sei mai chiesto seriamente?
    io si.

  29. Mondavarius scrive:

    Io me lo sono chiesto un sacco di volte. Faccio fumetti per creare qualcosa di immortale che resista al tempo e infranga la naturale barriera della morte. Voglio creare dei personaggi che il pubblico ami e adotti, dei characters che i bambini pensano siano reali, come è stato per me. Qualcosa che segni un’epoca e che poi la oltrepassi, continuando a vivere nella mente del pubblico anche quando il suo creatore non ci sarà più. Come è stato per Schultz, per Jacovitti e per tanti altri. Ovviamente ciò che creo ha a che fare con me, non lo faccio solo per impressionare il pubblico. La mia creatura migliore, Mister Villain, ha già avuto un discreto successo di pubblico a livello locale, grazie ad un editore che lo ha letto e lo ha apprezzato. Ed era inevitabile, dato che dei miei personaggi è quello che maggiormente mi somiglia, in cui si concentrano tutte le mie paranoie, in cui si riflettono alcune delle mie esperienze e soprattutto, vive grazie alle mie storiche conoscenze nel campo dei Cattivi, i miei preferiti e il mio oggetto di studio sin da quando ero bambino. In pratica, è il più umano e disumano di tutti.
    Quando uscì il primo albo lo scorso Dicembre fu un successo. Tutti mi chiedevano il secondo albo, capii che il personaggio era riuscito, ma… i disegni non erano granchè, e infatti appena l’ho sottoposto agli editor nazionali, mi è stato risposto che devo lavorare ancora. Così, Mister Villain è stato rifiutato a causa del segno grafico incerto. Ora dovrò ricominciare tutto daccapo, ma non mi dispiace perchè so che ogni giorno che passa mi avvicina sempre di più al momento in cui Villain si farà conoscere a livello nazionale, perchè ho avuto la conferma che se lo merita. Ecco perchè do tanta importanza alla tecnica, perchè è stata la parte che mi ha fatto inciampare in vista del traguardo…

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