La rivista che vagola e svongola. Nuovo coreographo (Ned) e il contest sorridente
aprile 30th, 2009
E’ una rivista, la nostra, che, nonostante il tempo che passa, non rinuncia ad usare sempre lo stesso attacco definitorio: “è una rivista che”. Che definisce e insieme afferma il suo contrario e spariglia: non è una rivista, e scemo chi legge e ci crede. E’ (sempre più è) una rivista-miraggio, sfocata nei fumi terragni del sole sull’asfalto cittadino, sulla terra arsa che ancora non c’è, sui fumetti che volano incomprensibili o scendono negli abissi dei sogni. E’ una rivista che non è come tu-mi-vuoi: customizzabile come ormai qualsiasi utilitaria, come sul web sempre più si pretende tutto sia – a propria immagine (rifatta) e somiglianza (photoshoppata).
E’ una rivista resistente – ma non nelle forme cadenti di ritorni evitabili e senza senso, tenuti in piedi solo dallo sputo dell’affetto che fu (sì sto parlando di Frigidaire, ridotto a 4 pagine poverelle allegate a Liberazione). E’ una rivista che prova a mitridatizzarsi alle stronzate altrui provando a produrne di più eclatanti, formidabili, inverosimili. Di tutto e su tutto, senza limiti di trama o stitichezze di tratto, giochi di moda o strizzate d’occhio. A patto che – come al solito – ci sia un nucleo sorridente, un led luminoso che lampeggia sotto le macerie vestite a nuovo del solito-fumetto-fighetto. E’ una rivista che ancora è come la mente umana: sfruttata per un infinitesimo, che molto è ciò che pulsa non visto e (non ancora) disegnato.

Thinking of you. Spalla televisiva clonata + ristorante perugino, 2009
Nuovo coreographo: Ned
Mi scrive Mak tutto preoccupato, che stava tanto bene e sereno ora che non scrivevo da un mese: «Va a ruota libera fottendotene anche di riepilogare (per forza) e tirar le fila. Davvero lasciati andare: vagola e svongola». Lasciati andare, mi dice. Vagola e svongola – manco fossi una spaghettata. L’unica cosa che capisco è che non devo riepilogare o tirar le fila: e magicamente mi vien voglia di riepilogare anche le fila del vicino di casa. Ed ecco, quindi.
In un mese dall’ultimo insight abbiamo avuto 16 (sedici) tavole di 9 (nove) autori diversi, per un totale di 67.000 (sessantasettemila) pixel in altezza e 3.599.890.000 (tre miliardi e spicci) di pixel disegnati, e circa 800 commenti sparsi. Alcuni numeri sono inventati, ma voglio proprio vedere come mi smentite. Tra queste riepiloganti fila, anche un debutto, che qui traccio a futura memoria o scorno e come di prammatica: Ned, che ha una matita che può esse piuma e può esse fero, e che si è preso in carica una vera e propria strip, che sta crescendo di vigna in vigna – dottor X permettendo (leggi tutte le tavole di Un mondo migliore).
Il contest fumettaro
Il mese scorso abbiamo anche sperimentato con successo un contest sorridente (il termine contest non ci piace: ma il sorridente accanto dovrebbe ammorbidirne l’eventuale residua nuance competitiva): quello delle ciabatte. Venuto fuori con naturalezza bimba, quando dal semplice stare insieme spuntava la proposta di un gioco, e per un po’ tutto ferveva di preparativi ed esibizioni. Tutto nato dalla splendida storia di Laura Scarpa intitolata “Parlerò delle mie ciabatte” – e a sua volta stuzzicata da una provocazione scozzariana e svongolante (c’è tutto scritto nella presentazione della tavola). Stimolato dall’esibizione tana-per-tutti, Flaviano – che di suo, si sa, è sborone assai – si mette di buzzo buono e sforna una storia scrollona che parla dello stesso argomento: di scarpe, e affini accessori plantari. Una storia di quelle che provocano subitanea invidia a Marco, il quale, nutrito dall’invidia di cotanti frizzi, disegna a sua volta la storia dei suoi calzi che tanti “balduccini” sparsi nel mondo commosse che addirittura emanuelesi e rael chattarono intercontinentali per scriver di stivali e mignotte con la fiat che Lobo tra le lacrime produsse la storia sua saltellante – che al mercato la mamma comprò. Tutta questa fiera a fumetti, questo gioco sorridente, la ritrovate con il tag CIABATTE.
Stiamo pensando di farne un’altro, di contest – estendendola anche ad altri fumettari in giro per il web.
Proposte di tema nei commenti!
(più è scema più ha chance di essere scelta, temo)
Inutilissimo
Se poi sei uno che a palla avvelenata e sorridente ci sa già giocare la mail è sempre la stessa, ed è – altro che ciabatte! – roba di fede, sempre inutilissimo che troppo ci pensi: info@coreingrapho.com


















