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di Cius
archiviato in Strip
Commenti (33)




post Parlerò delle mie ciabatte

di Laura Scarpa

marzo 22nd, 2009

Archiviato in: Long TalesCommenti (78)


eh vabè, mò non famola lunga però.
che con ’sti argomenti ci vai sempre sul sicuro.
son carte emotive d’alto valore.
certo te le devi saper giocare bene.
laura se l’è giocate bene.
s’è scelta il compito facile, per assurdo.
gli altri compiti di Scòzzari io l’ho letti:
“descrivi la tua ciabatta”
“quella volta che sversò tutto il latte di fuori”
“parla di tua nonna che russa”
“descrivi l’odore dei capelli del tuo salumiere”

bah
facce commuove con uno di quelli -LAURA-
poi parliamo…
poi veniamo qui a fare i Maestri.
ma pensa te…

Ecco, così commentavo assai spiritoso, io, la precedente storia di Laura Scarpa.
Ovviamente, con questa storia m’arriva la tremenda mazzata sul coppino che merito per aver sfidato uno dei grandi Maestri del fumetto italiano qual è Laura.
E posso spoilerare anche altra robina che m’è arrivata dagli autori dicendo solo: il gioco si sta facendo duro.
BENE!

AH, dimenticavo: mi toccherà rispondere alla mia stessa sfida. Cavolo. Flaviano lo sta già facendo e io no?

[Update]
questo è il
tag per richiamare le altre storie a tema.

ciaba_01
ciaba_02
ciaba_03





post Io sono un infelice

di Cius

marzo 20th, 2009

Archiviato in: StripCommenti (33)


io-sono-un-infelice





post La Solitudine Olfattiva del Cambusiere

di Estebans

marzo 18th, 2009

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cambusiere_01
cambusiere_02





post Illuminazioni

di manlio3

marzo 18th, 2009

Archiviato in: Long TalesCommenti (70)


illuminazioni





post BFOM (Best Friend Of Mine): Mattia
-BFOM- Mattia (ita/en)

di Emanuelesi e Rael

marzo 17th, 2009

Archiviato in: Long TalesCommenti (37)


Clicca qui per la versione in italiano ->

Tutte le tavole della serie BFOM – All BFOM strips






post La rivista fuzzy che si fa comunità. Nuovi coreographi: Laura Scarpa e Estebans

di Antonio S.

marzo 16th, 2009

Archiviato in: InsightCommenti (8)


E’ una rivista molto fuzzy, la nostra: lanuginosa, polisemica, chiaroscura. Che non ha in tasca una verità dicotomica, bivalente: bianco o nero, testa o croce, tutto o niente. Sappiamo bene che le cose cambiano. Che tutto è una questione di misura. Che quasi tutte le verità sono grigie, parziali, funzionali, sfumate.

«Tutt’intorno a noi le cose mutano la loro identità. Gli atomi che costituiscono l’universo turbinano e collidono e continuano a turbinare e a collidere. [...] Le cose trapassano fluidamente in cose che sono non-cose rispetto a prima. Gli atomi delle punte delle nostre dita si avvolgono agli atomi dell’aria. Ci sono atomi di dita e atomi di non-dita; ma ci sono anche atomi intermedi, vale a dire atomi che appartengono in certa misura sia alle dita che all’aria e allo stesso tempo né alle une né alle altre. Una rosa è una rosa che è una non-rosa quando le molecole cambiano. [...] Su tutte queste cose possiamo anche apporre etichette precise, bianche o nere. Ma le etichette si tramutano da accurate in imprecise a mano a mano che le cose cambiano*».

Che c’è sempre uno spettro infinito di possibilità nelle scelte di còre – invece che solo due. E che alla richiesta di rispondere solo sì o no, l’unica risposta veramente saggia è fanculo.


Rosso-rabbia velocissimo. Taxi a New York + Compleanno a Pontassieve, 2008

Nuovi coreographi: Laura Scarpa e Estebans

La scorsa settimana è stato il momento di due nuovi compagni di viaggio, che portano a 13 il numero totale dei coreographi che ci hanno finora raggiunto in questa impresa (tra disegnatori e scribacchini). La prima è Laura Scarpa, un fuoriclasse del fumetto davanti e dietro il foglio bianco che non credo abbia bisogno di presentazioni. E che dopo il seguitissimo tumblr Caffe a Colazione ha “esordito” su web con un compito ingrapho che arriva dentro le viscere con la violenza gentile dei pensieri bombi e svolazzi, quelli intimi profondissimi e insieme così sinceri da riuscire a volare a dispetto di ogni legge della narrativa. Una prova superba, che ha reso istantaneamente carta straccia molte tavole in produzione di altri artisti – (cor)rosi dall’ammirazione. E poi c’è stato Estebans, che ha approfittato a man bassa della dispensa esordienti con una storiella giocosa di bar – e che un bel dibattito ha scatenato nei suoi e in altrui commenti.

Ha completato la settimana la seconda puntata di BFOM (Best Friend Of Mine), la serie multisemantica di Emanuele Simonelli e Barbara Delfino che costringe chi legge a mille pensamenti e ripensamenti, a intorcinarsi nelle spiegazioni come budella. E la prima parte di una storia ad episodi di Cotus e Leon, già alla loro terza apparizione su Coreingrapho.

Comunità in terraformazione

A proposito di momenti. C’è sempre un momento, nell’evoluzione di una comunità online, in cui la luna di miele dell’inizio implode in un piccolo grande scazzo. Questioni di parole dette o non dette, capite o non capite, di ironia espressa alla cazzo di cane, di un patto comunicativo magari poco chiaro all’origine, di nervi tesi e scoperti – spesso di pretesti della tipologia tavolette-non-alzate e tubetto-di-dentifricio-spremuto-dal-centro. Esso (il momento dello scazzo) è inevitabile – tocca farsene una ragione. Esso (il momento dello scazzo) è anche il segnale positivo di una comunità viva e in movimento. Di una comunità in terraformazione che si assesta – che attrae persone che non hanno pensieri omologati, che non provengono da una sola coerentissima cricca. E che all’inizio si guarda in diffidente cagnesco. Ecco perché al primo piatto lanciato ho stappato lo champagne, e al di là dei dettagli che non conosco – perché esso (sempre il primo scazzo) serve a chiarirsi meglio, a tarare meglio le regole della reciproca convivenza, a conoscersi. A conoscere come funzionano le cose.

  • C’è che il senso primigenio, e le regolette conseguenti sempre quelle sono: la voglia insieme di far rivista, palestra, laboratorio. La voglia – non un dettagliatissimo piano quinquennale: ergo non esenti da inciampi ed errori.
  • C’è un “bonus esordio” che abbiamo introdotto, che una tantum concede agli autori che inaugurano la loro partecipazione a Coreingrapho di farla come vogliono, anche fuori dal vasetto – tanto poi c’è il confronto dentro i commenti. E che qualcuno si è giocato.
  • C’è una categoria lanuginosa che abbiamo introdotto strada facendo, e che ha raccolto finora gli interventi meno “narrativi”.
  • C’è che ci sono stati dei “no” che abbiamo detto, anche se ovviamente non tutti si “vedono” online.
  • C’è che ci sono molteplici segnali di una attenzione crescente verso Coreingrapho, ma che Coreingrapho non è in vendita (questo giusto per esser chiari).
  • C’è che Coreingrapho ha senso se tocca mille corde, se non si fossilizza in un’estetica o un linguaggio o una narrativa univoca, scientifica e precisissima: se esplora tutti le esplose possibilità del fumetto online, se ispira l’apertura al bello che non ci somiglia.
  • C’è che Coreingrapho funziona appunto se a turno ognuno dice: questa tavola qui fa schifo, questa qui accanto invece sì che è un capolavoro. E ogni volta le tavole son diverse, e diverse sono le persone che dicono questa o quella cosa – in tutte le possibili gradazioni.
  • C’è infine, buon ultimo, che il còre che c’è dentro un qualsiasi fumetto pubblicato qui lo decidiamo noi prima – e voi dopo; ché non c’è niente di peggio che vivere con il còre altrui – o con i commenti chiusi.

Ipnosi

Se poi sei uno che ha una qualche idea di che voglia dire fumetto la mail è sempre la stessa, ed è – altro che scazzo! – roba di fede, sempre inutilissimo che troppo ci pensi: info@coreingrapho.com

*Bart Kosko, Il fuzzy-pensiero, Baldini & Castoldi, 1995






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