Te non dovresti più pubblicare qua sopra.
A meno che non ci cambi il titolo in “Dio e e coreingraphi”.
Poi sai cosa?
Aldilà di tutto e della splendidezza (splendidura? splendiderìa?) del caneingrapho qua sopra, la cosa che m’è piaciata di più sono le piccole cose, i piccoli indizi disseminati qua e là che ci ricordano che siamo nell’universo makmarvel, dove la continuity non è serrata, ma c’è (furméne trasporti, hehehe).
Il makkino intabarrato è straordinario.
E che a panda ci piace la cacca mica lo sapevo. :)
E, giuro, non ho capito bene la fine.
Per il resto vaccagare con affetto, sei il migliore.
(però la cosa bella è che, esattamente come a Laura, mi fai venir voglia DI.)
[...e l'autotrasporti Fùrmene]
Comunque, a proposito di chiuse funzionanti, fino alla fine mi sono chiesto perche inizia dicendo “parlerò delle mie scarpe preferite” e poi per tutto il tempo ci dice di quanto odi le Balducci…
Il problema è anche che lui scrolla così, come cagare. Gli viene spontaneo che manco una dolce euchessina. e così alla storia si aggiunge la goduria dello scrollo che non è solo susseguirsi di immagini (come se si verticalizzasse quello che normalmente su carta scorre orizzontalmente) ma proprio un’azione quasi filmica, un film verticale dove non sono solo disegni ma movimenti della camera, dissolvenze, passaggi di scena. Che palle, che palle….
CLAP, CLAP, CLAP.
scusa le maiuscole. pero’ ci voleva.
ora vado a prelevare il figlio all’asilo,
che senno’ me lo trovo sul marciapiede che piange.
pero’ prima dovevo finirla. mannaggia atte’.
grazie comunque, cicciopanza.
hehe.
crepo di indivia!
perchè ormai l’uso del nero e la scelta dei colori ti sò diventati default ed a voglia io ancora a cercare plugin free download, ce devo sudà!
m’è piaciuta quell’aria di statico che aleggia in tutta la storia, il bimbetto piantato per terra come l’albero o dentro la scarpa o imabacuccato e quegli sprazzi di leggerezza delle audiofoto (bell’invenzione) e del bimbetto adidas. sarà mica quel bimbetto ligne-claire derivato dalle parole di ausonia? e su quel discorso è bello vedere come quei poveracci del piano di sotto che non c’hanno na lira pe comprasse la sintesi sono invece pieni di segnacci, belli!
forse questa volta ho un po subito anch’io quella cosa che diceva qualcuno su canemucca, del tanto scritto, ma solo in 2 o 3 punti.
con la carica delle balducci sulle sore ci stava the Wall !
Chissà perché non si dice “tanto di scarpe”, anziché “tanto di cappello”.
Perché in effetti, togliersi le scarpe (salvo l’attentato all’olfatto altrui) è proprio un atto liberatorio. Non un omaggio, forse, ma di più.
Per me, almeno, è sentirsi a casa, libera (e mi piace molto l’immagine dei piedi nudi sulla Terra, a mettere radici, a sentire il mondo).
Sarà che togliere scarpe e calze è la prima cosa che faccio, appena posso, rientrando a casa. Anche in pieno inverno.
Posso dire che questa strip mi ha emozionato? Non mi ha fatto solo ridere, o stare in attesa (dello stampede annunciato) o sorridere, o ricordare (perché ognuno ha le sue balducci, e non tutte stavano ai piedi), ma tutte queste cose insieme.
E non solo nelle immagini, ma anche nelle piccole cose (un semplice tratto a tagliare l’insieme, un’assenza che è solitudine e voglia; ed è solo un esempio).
due vicinanze che racchiudono tutto, dickens e pieroangela insieme: quel tristissimo “insieme” giustiziato da un baffo di biro, in calce alla foto, e il presentimento della vicina libertà podalica, quel FrrrrrrrrrrRRRRRrrrrrrr di passero che sbuca dalla gabbia di una capocchia d’albero e si abbandona alla libertà, come in un national geographic makkoxiano.
i trucchi per strizzare tenerezza poi ci sono tutti: da quell’”amici” di fronte ai carnefici del pallone, a quel capino reclinato da volpino senza collare per la prima volta, nella prima uscita di casa a piede libero, letteralmente.
i balduccini che si avvicinano l’un l’altro come remore allo squalo, mettono ansia, una jam session tra s. king e la pubblicità valleverde.
Vorrei lo leggessero quei bimbetti che vedevo all’ambulatorio ortopedico dove ho fatto l’impiegata per 10 anni.
Me le ricordo ancora quelle faccine, poveri.
Bravissimo. Ed è riduttivo. Il mio raccontatore preferito.
(filtro poster per le scarpe, eh?)
(quel gruppo di bimbi… a momenti mi strozzo… giocando a riconoscere… che sia stato volontario o meno… :-D )
Ah…
…ah
ah…
…a malapena respiro.
C’hai portato troppo in alto, c’è troppo poco ossigeno a queste altezze. Fai venire le vertigini, pare d’essere in vetta a qualcosa che tanto in su non ci sei mai stato.
Mak, questa cosa m’ha levato il fiato.
E non per il puzzo di piedi.
Commento di Ing. Balduccio Balducci — 27 marzo 2009 @ 15:32
Oh Cristo!
Cosa diamine è questa sacca di resistenza?
Se non chiudete all’ISTANTE questo luogo di perdizione, Santiddio, vi vengo a prendere a calci nel culo con forza tale che quando ritiro la gamba vi lascio la scarpa impiantata su per le chiappe.
Sig. D’ambrosio, certe stronzate le possono fare solamente i tori e le checche. E non mi sembra di vedere delle corna!
Sentirete presto parlare di me.
Cordiali saluti,
Ing. Balduccio Balducci
mi piace il ritmo della parte narrata. Mi piace più di pensiero laterale perchè il livello medio è più alto, più costante.
Colpisci chi legge, lo prendi per una recchia e te lo porti dietro fino alla fine.
Da lettore popolano posso dirti il mio umile giudizio: bravo, davvero.
E’ un piacere cercare le chicche che dissemini in giro per il racconto (il tatuaggio del cuore con le iniziali J. C.).
E i colori cazzo, i colori. Sei un fottuto genio del cazzo.
Ed è per questo che mi ripeto: TU, Makkox, sei una goduria quando fai queste cose.
E’ davvero un piacere.
A me sembra che la macchina di papà stia superando la Furmine trasporti su un’italianissima strada. Poi magari sbaglio io ma mi sembrano entrambe viste da davanti. Si vede la testa di Furmene al posto del passeggero.
Si vede la testa di furmene perché è il logo della ditta.
Nonnò, quello è il dietro del camion, son sicuro.
C’è una sola spiegazione: la macchina di babbo sta superando il camion di Furmine che va in contromano.
;)
Bluezy Risposta: marzo 27th, 2009 alle 19:26
Secondo me è Furmene che sorpassa la macchina di babbo perchè il piccolo makkox essendo sul sedile posteriore è più visibile di mamma e papà che essendo più lontani e sui sedili anteriori sono in ombra (anche se la macchina sembra vista da davanti ma non credo lo sia)… ma guarda te su che ci stiamo a incartà….
O.T. …makkox, oh grazie per avermi trovato un nuovo delizioso modo di farmi perdere tempo (che gìà da sola mi davo da fare di mio, eh) a cercare su e giù facendo “mi manca, ce l’ho” sui commenti…ma capisco la coerenza, si deve “scrollare” pure sui commenti….
fùrmene contromano mi sembra l’ipotesi più plausibile. magari devono tenere d’occhio il pascolo di canovetegli che si sono lasciati dietro. cioè davanti. insomma laggiù.
Bluezy Risposta: marzo 27th, 2009 alle 19:51
Eh sì, mi correggo non c’è la targa, allora è vista da davanti… vabbe’ dai allora sta a Londra, ecco perchè fa cosi freddo da dover intabarrare baby Makkox…
jd Risposta: marzo 27th, 2009 alle 19:52
il ragazzo in strip-terni quando chiede le informazioni guida all’inglese.
qui va contromano.
forse è giunto il momento di indicargli una buona scuola guida.
Damn it!!!! you are fucking gooooooood.
Sorry I could not avoid the use of profanity here. You are the f$#@% master of vertical stories.
Jd I want this one translated!!!! I will help if necessary.
Chapeau!!! Crap, now anything I am doing looks like shit to me.
By the way I wear orthopedic shoes for a couple of years when I was a kid. Huge, orthopedic shoes because my Mom was convinced I had flat feet. I felt like Frankenstein.
I am going to “study” this one. How the hell do you come up with such a great constructions of stories…. I hate you… with love… manly love… I mean like long distance friendship… but without touching :)
Io non dico più niente, né complimenti né osservazioni, perché ormai tu (Mak) sei entrato di prepotenza in quella sfera personale “affettiva” che da lettore mi lega a pochissimi autori. Mi spiace, ma te la sei cercata…
non è una chicca citazionista, non è una nota sul disegno, ma io vorrei lodare una caratteristica dei testi di Mak che inturgida il cerebro del poco di scrittore che sono – perché la tento anch’io ogni volta che suona – ovvero l’aggettivazione via sostantivo (veloci e rimbalzi; scarpone zavorre; abiti prigioni)
Io andavo a Roma dal signor Mele a comprare le scarpe ortopediche.
Difetto di falcata.
Camminavo al contrario, punta tacco anziché tacco punta.
Mai fatta una cosa dritta io…
Somigliavo tanto alla bimba con l’apparecchio che hai disegnato, che quando sei figlia di un pediatra, i colleghi si fanno in 4 per aiutare la pargoletta dell’amico dottore (e per far sì che fino al raggiungimento della maggiore età nessun essere di sesso maschile le si avvicini).
E quindi giù di apparecchio esterno (proprio come quello lì), scarponcini coi buchi e occhiali (che non si sa mai, prevenire è meglio che curare).
L’ortopedico che voleva far bella figura con papà un giorno gli suggerì di mettermi il busto.
Quella volta io puntai i piedi, che gli scarponcini non eran riusciti a raddrizzare.
Bellissima davvero.
Tu raccontavi cose tue e io ne vedevo mille mie.
Applaudo de core.
Uahhh!
so’ tornato mò.
e pensare che l’ho fatta in tre ore e montata in due.
(hehehe, questa è per quella spacconciella di Laura)
seeee
ciò messo parecchio, altroché.
pensavo di potermi prendere la licenza in quella scena colla macchina contromano, ma siete dei cacacazzi attentissimi hehehe.
mi sono divertito assai. sta cosa dello spunto tematico mi piace. e più lo spunto è scemo più mi piace perché si può andare a zonzo dove si vuole con la storia.
m – d (marco dambrosio) sui cartelli alfabetici dietro le suore pensavo non la beccasse nessuno.
quello verde sì, è il Miura di Jeppo
:)
Fùrmene ormai merita una strippona tutta per sé.
grazie delle carezze. a un cicciopanza anzianotto fanno un sacco bene.
Ma io non l’avevo mica capito che erano le tue iniziali, anche perché lo scopro ora. Ho solo pensato che dovessero avere un senso.
Però, avresti potuto scrivere “m” come Morte e “d” come Desiderio, così ti autocitavi due volte!
;)
la Miura c’ ha bisogno d’ una controllata ai carburatori, che fa troppo fumo. Non ti dico che cazzi acidi se si sta bruciando la guarnizione della testata!
Bravo Makkox!!! Ragazzi, qui la bravura ormai è a secchiate, a vagonate, a cascate (del Niagara)… Marco, sai che mi piace tutto quello fai ma questo canemucco lo trovo una spanna in sù rispetto ad altre cose che hai fatto. Mi colpisce (e mi spinge a moti spasmodici di invidia) la ricchezza e molteplicità del tuo tratto. Le due suore sono SPETTACOLARI.
Il piede blu nelle balducci è un concetto metafisico, dato che nessuno può affermare che diventi davvero blu perchè se il piede è nelle balducci nessuno lo può vedere. E’ come quella domanda/proverbio “Che rumore fa un albero che cade in una foresta in cui non c’è nessuno?”
mi unisco al coro degli elogi. questa strippona era veramente speciale. Sei riuscito ad azzeccare un sentire universale. Tempo due mesetti scendo a Formia e me la autografi… vero? :-DD
[...] io adori lo stile di Marco, già si sapeva, ma questo racconto secondo me è qualcosa di meraviglioso. Lo dedico a tutti noi, figli, ora genitori Posted under [...]
Dopo averla letta una decina di volte (il minimo), il pezzetto che mi si è inchiodato dentro il cuore è quei bambini che volavano, nello sguardo di chi non poteva. Ho deciso che vince l’oscar per scena più commovente della settimana (questa degli oscar è na fissa mia, lo faccio per qualsiasi fumetto, con titoli cangianti).
Oltre tutte le cose già dette,
trovo IN SU PE RA BI LI !! i cartonicini didattici di M Morte e D dolore, più le suore,,, meravigliose !!!!!!!
la cicciona ricorda le suore del manicomio in “Teresa La Ladra” di Carlo di Palma con Monica Vitti. (chi non lo conosce se lo guardi!!!)
Complimenti vivissimi a tutti e tre gli “scarpari” (inteso come oggetto del raccontare e non con l’accezione negativa che ha qui a Roma).
Davvero uno meglio dell’altro! ;-)
OT
Complimenti anche per il premio!
Doppio OT
Nun t’azzardà a toglie nessun “segno e segnetto”, capito???
Cioè… proprio quelli so’ il tuo carattere DISTINTIVO, quello che ti rendono UNICO (vabbè, insieme ad un sacco di altre cose) e RICONOSCIBILE fin dalla prima occhiata.
Io non voglio un Mak “dal tratto pulito”.
Io voglio un Mak capace di emozionarmi ogni volta che leggo.
Commento di Roberto Orsini — 29 marzo 2009 @ 23:20
Non avevo mai commentato qui, ma stavolta lo devo fare.
Purtroppo il commento e` banale: non ho davvero parole. Mettiamola cosi`: se Coreingrapho uscisse in edicola (difficilotto, con le strippone verticali…) sarei sempre li` con gli euri in mano. Anche se contemporaneamente (o prima) lo potessi leggere agratis sul web. E ne comprerei piu` di una copia per regalarne in giro, perche` far scoprire una cosa cosi` a qualcuno mi farebbe guadagnare dei punti.
Improvvisamente capisco dov’è stato l’errore di tutta la vita mia: invece di buttare le Balducci nella stufa, come feci, avrei dovuto usarle per trucidare le suore del mio asilo :D
è merito di mio zio.
colui che riforniva la campania e il sud italia di scarpe balducci è mio zio.
è merito suo se tu hai disegnato tutto questo eh. dopo celo dico a mio zio.
che bella questa storia.
[...] invidia a Marco, il quale, nutrito dall’invidia di cotanti frizzi, disegna a sua volta la storia dei suoi calzi che tanti “balduccini” sparsi nel mondo commosse che perfino Lobo tra le lacrime [...]
Tutte le vigne o le tavole o i fumettelli o le cose scritte qui sopra sono opere d'ingegno pubblicate da Coreingrapho sotto una Licenza Creative Commons. I rispettivi autori mantengono tutti i diritti sulle loro opere – ché, come si sa, qualsiasi licenza è solo per capire cosa ci si può fare, delle cose d'ingegno. In questo caso la licenza Creative Commons che abbiamo scelto permette a te che leggi di copiare e distribuire la vigne o le tavole o i fumettelli o le cose scritte qui purché a) ne riconosca la paternità tramite un link a Coreingrapho.com e b) non le usi per fini commerciali. Non puoi modificarla. Se però vuoi tagliarla per farla meglio stare in un post, ok – ma vacci piano che son opere che sotto sotto hanno la loro sensibilità. Per qualsiasi dubbio scrivi a info@coreingrapho.com. Spread the love.
dio
[Rispondi]
Ma perché a quell’epoca c’erano i doppi vetri??? …..per il resto me sò pure scucciate e dicere semp’e stessi cose e quindi vaffanculo genio!
[Rispondi]
e dovrei smettere allora di raccontar le mie menate, davanti a questo? No, la prossima battaglia lo rifaccio!
[Rispondi]
CLAP!
[Rispondi]
Laura c’ha ragione.
Te non dovresti più pubblicare qua sopra.
A meno che non ci cambi il titolo in “Dio e e coreingraphi”.
Poi sai cosa?
Aldilà di tutto e della splendidezza (splendidura? splendiderìa?) del caneingrapho qua sopra, la cosa che m’è piaciata di più sono le piccole cose, i piccoli indizi disseminati qua e là che ci ricordano che siamo nell’universo makmarvel, dove la continuity non è serrata, ma c’è (furméne trasporti, hehehe).
Il makkino intabarrato è straordinario.
E che a panda ci piace la cacca mica lo sapevo. :)
E, giuro, non ho capito bene la fine.
Per il resto vaccagare con affetto, sei il migliore.
(però la cosa bella è che, esattamente come a Laura, mi fai venir voglia DI.)
[Rispondi]
[...e l'autotrasporti Fùrmene]
Comunque, a proposito di chiuse funzionanti, fino alla fine mi sono chiesto perche inizia dicendo “parlerò delle mie scarpe preferite” e poi per tutto il tempo ci dice di quanto odi le Balducci…
[Rispondi]
Il problema è anche che lui scrolla così, come cagare. Gli viene spontaneo che manco una dolce euchessina. e così alla storia si aggiunge la goduria dello scrollo che non è solo susseguirsi di immagini (come se si verticalizzasse quello che normalmente su carta scorre orizzontalmente) ma proprio un’azione quasi filmica, un film verticale dove non sono solo disegni ma movimenti della camera, dissolvenze, passaggi di scena. Che palle, che palle….
[Rispondi]
CLAP, CLAP, CLAP.
scusa le maiuscole. pero’ ci voleva.
ora vado a prelevare il figlio all’asilo,
che senno’ me lo trovo sul marciapiede che piange.
pero’ prima dovevo finirla. mannaggia atte’.
grazie comunque, cicciopanza.
hehe.
[Rispondi]
crepo di indivia!
perchè ormai l’uso del nero e la scelta dei colori ti sò diventati default ed a voglia io ancora a cercare plugin free download, ce devo sudà!
m’è piaciuta quell’aria di statico che aleggia in tutta la storia, il bimbetto piantato per terra come l’albero o dentro la scarpa o imabacuccato e quegli sprazzi di leggerezza delle audiofoto (bell’invenzione) e del bimbetto adidas. sarà mica quel bimbetto ligne-claire derivato dalle parole di ausonia? e su quel discorso è bello vedere come quei poveracci del piano di sotto che non c’hanno na lira pe comprasse la sintesi sono invece pieni di segnacci, belli!
forse questa volta ho un po subito anch’io quella cosa che diceva qualcuno su canemucca, del tanto scritto, ma solo in 2 o 3 punti.
con la carica delle balducci sulle sore ci stava the Wall !
[Rispondi]
Per me sei il Marco Paolini del fumetto; questo poi è magnifico, disegni e testi perfetti. Bacio accademico! ;-*
[Rispondi]
Chissà perché non si dice “tanto di scarpe”, anziché “tanto di cappello”.
Perché in effetti, togliersi le scarpe (salvo l’attentato all’olfatto altrui) è proprio un atto liberatorio. Non un omaggio, forse, ma di più.
Per me, almeno, è sentirsi a casa, libera (e mi piace molto l’immagine dei piedi nudi sulla Terra, a mettere radici, a sentire il mondo).
Sarà che togliere scarpe e calze è la prima cosa che faccio, appena posso, rientrando a casa. Anche in pieno inverno.
Posso dire che questa strip mi ha emozionato? Non mi ha fatto solo ridere, o stare in attesa (dello stampede annunciato) o sorridere, o ricordare (perché ognuno ha le sue balducci, e non tutte stavano ai piedi), ma tutte queste cose insieme.
E non solo nelle immagini, ma anche nelle piccole cose (un semplice tratto a tagliare l’insieme, un’assenza che è solitudine e voglia; ed è solo un esempio).
E quindi, signore, Chapeau (ma chaussure, aussi).
[Rispondi]
Minkiakepaingereridere! Dè, ma ste Balducci le si trova del 43? Mi è quasi venuta voglia.
[Rispondi]
applausi lacrimanti da un primogenito balduccino.
[Rispondi]
Bravo Mà.
[Rispondi]
due vicinanze che racchiudono tutto, dickens e pieroangela insieme: quel tristissimo “insieme” giustiziato da un baffo di biro, in calce alla foto, e il presentimento della vicina libertà podalica, quel FrrrrrrrrrrRRRRRrrrrrrr di passero che sbuca dalla gabbia di una capocchia d’albero e si abbandona alla libertà, come in un national geographic makkoxiano.
i trucchi per strizzare tenerezza poi ci sono tutti: da quell’”amici” di fronte ai carnefici del pallone, a quel capino reclinato da volpino senza collare per la prima volta, nella prima uscita di casa a piede libero, letteralmente.
i balduccini che si avvicinano l’un l’altro come remore allo squalo, mettono ansia, una jam session tra s. king e la pubblicità valleverde.
E.
[Rispondi]
Vorrei lo leggessero quei bimbetti che vedevo all’ambulatorio ortopedico dove ho fatto l’impiegata per 10 anni.
Me le ricordo ancora quelle faccine, poveri.
Bravissimo. Ed è riduttivo. Il mio raccontatore preferito.
(filtro poster per le scarpe, eh?)
(quel gruppo di bimbi… a momenti mi strozzo… giocando a riconoscere… che sia stato volontario o meno… :-D )
[Rispondi]
“a panda piace la cacca”! Checcè non ve ne siete accorti che sta scritto là dietro? Rido. Parecchio.
[Rispondi]
Sono senza parole. Veramente magnifico.
L’unica cosa che non ho capito: perché in virtù della tua esperienza ti piacciono tanto le scarpe texane?
[Rispondi]
elia_pippi Risposta:
marzo 27th, 2009 alle 19:36
In attesa che Mak risponda, provo a farlo io
se vengono a prenderti i “cattivi” ti porti le scarpe che ti “proteggono dalle cose brutte”
[Rispondi]
E a me pare di vedere anche la Lamborghini Miura di colore lime…
[Rispondi]
Sinceramente di solito non mi fai impazzire…
stavolta ho la pelle d’oca!!
bravissimo…
[Rispondi]
Ah…
…ah
ah…
…a malapena respiro.
C’hai portato troppo in alto, c’è troppo poco ossigeno a queste altezze. Fai venire le vertigini, pare d’essere in vetta a qualcosa che tanto in su non ci sei mai stato.
Mak, questa cosa m’ha levato il fiato.
E non per il puzzo di piedi.
[Rispondi]
Oh Cristo!
Cosa diamine è questa sacca di resistenza?
Se non chiudete all’ISTANTE questo luogo di perdizione, Santiddio, vi vengo a prendere a calci nel culo con forza tale che quando ritiro la gamba vi lascio la scarpa impiantata su per le chiappe.
Sig. D’ambrosio, certe stronzate le possono fare solamente i tori e le checche. E non mi sembra di vedere delle corna!
Sentirete presto parlare di me.
Cordiali saluti,
Ing. Balduccio Balducci
[Rispondi]
wallyci Risposta:
marzo 28th, 2009 alle 10:14
secondo me il sedicente signor balduccio è un certo lesionato che gira spesso da ’ste parti.
[Rispondi]
Leon Risposta:
marzo 29th, 2009 alle 10:29
non so davvero a chi ti riferisci, donna.
Però lo capisco (Balduccio, non il cranioles(s)o)!
ancora complimenti a Mak e buona domenica a wallyci e a tutti!
[Rispondi]
clap clap clap
sempre un piacere
[Rispondi]
Marco,
mi piace il ritmo della parte narrata. Mi piace più di pensiero laterale perchè il livello medio è più alto, più costante.
Colpisci chi legge, lo prendi per una recchia e te lo porti dietro fino alla fine.
Da lettore popolano posso dirti il mio umile giudizio: bravo, davvero.
E’ un piacere cercare le chicche che dissemini in giro per il racconto (il tatuaggio del cuore con le iniziali J. C.).
E i colori cazzo, i colori. Sei un fottuto genio del cazzo.
Ed è per questo che mi ripeto: TU, Makkox, sei una goduria quando fai queste cose.
E’ davvero un piacere.
Leon
[Rispondi]
hai smakkokkiato fuori dalla tazza stavolta.
[Rispondi]
OK, le chicche…
Manlio e Leon ne hanno gia’ individuate due.
Altre due (facili):
kakkox
Fùrmene trasporti
a voi!
P.S.: pero’ la talpa sembra un riccio. O e’ un riccio? Quand’e’ che impari a disegnare, ciccio?
[Rispondi]
Skiri Risposta:
marzo 27th, 2009 alle 16:17
Burt Simpson fra gli amici del pallone :-D
[Rispondi]
Giorgio Risposta:
marzo 27th, 2009 alle 16:41
bArt
[Rispondi]
Skiribilla Risposta:
marzo 27th, 2009 alle 16:44
Ah, si scrive come si pronuncia, te guarda.
wallyci Risposta:
marzo 27th, 2009 alle 16:24
me l’hanno fatta notare, io non l’avevo vista. Fùrmene trasporti e la macchina di papà vanno tutt’e due contro-mano.
[Rispondi]
Antar Risposta:
marzo 27th, 2009 alle 18:30
A me sembra che la macchina di papà stia superando la Furmine trasporti su un’italianissima strada. Poi magari sbaglio io ma mi sembrano entrambe viste da davanti. Si vede la testa di Furmene al posto del passeggero.
[Rispondi]
Harlock Risposta:
marzo 27th, 2009 alle 18:57
Si vede la testa di furmene perché è il logo della ditta.
Nonnò, quello è il dietro del camion, son sicuro.
C’è una sola spiegazione: la macchina di babbo sta superando il camion di Furmine che va in contromano.
;)
Bluezy Risposta:
marzo 27th, 2009 alle 19:26
Secondo me è Furmene che sorpassa la macchina di babbo perchè il piccolo makkox essendo sul sedile posteriore è più visibile di mamma e papà che essendo più lontani e sui sedili anteriori sono in ombra (anche se la macchina sembra vista da davanti ma non credo lo sia)… ma guarda te su che ci stiamo a incartà….
O.T. …makkox, oh grazie per avermi trovato un nuovo delizioso modo di farmi perdere tempo (che gìà da sola mi davo da fare di mio, eh) a cercare su e giù facendo “mi manca, ce l’ho” sui commenti…ma capisco la coerenza, si deve “scrollare” pure sui commenti….
wallyci Risposta:
marzo 27th, 2009 alle 19:48
fùrmene contromano mi sembra l’ipotesi più plausibile. magari devono tenere d’occhio il pascolo di canovetegli che si sono lasciati dietro. cioè davanti. insomma laggiù.
Bluezy Risposta:
marzo 27th, 2009 alle 19:51
Eh sì, mi correggo non c’è la targa, allora è vista da davanti… vabbe’ dai allora sta a Londra, ecco perchè fa cosi freddo da dover intabarrare baby Makkox…
jd Risposta:
marzo 27th, 2009 alle 19:52
il ragazzo in strip-terni quando chiede le informazioni guida all’inglese.
qui va contromano.
forse è giunto il momento di indicargli una buona scuola guida.
wallyci Risposta:
marzo 27th, 2009 alle 19:52
cioè, non contromano ma in retromarcia
Damn it!!!! you are fucking gooooooood.
Sorry I could not avoid the use of profanity here. You are the f$#@% master of vertical stories.
Jd I want this one translated!!!! I will help if necessary.
Chapeau!!! Crap, now anything I am doing looks like shit to me.
By the way I wear orthopedic shoes for a couple of years when I was a kid. Huge, orthopedic shoes because my Mom was convinced I had flat feet. I felt like Frankenstein.
I am going to “study” this one. How the hell do you come up with such a great constructions of stories…. I hate you… with love… manly love… I mean like long distance friendship… but without touching :)
Awesome!!!!!!!!!!!!
[Rispondi]
jiwaki Risposta:
marzo 28th, 2009 alle 01:47
ROTFL for your whole comment, Luis! XD
Sometimes comments are just as good as the stories!
Manly love ahahahah!
[Rispondi]
Ovazione.
[Rispondi]
Ho le mutande impiastricciate.
[Rispondi]
wallyci Risposta:
marzo 27th, 2009 alle 19:56
ahahahah
[Rispondi]
Leon Risposta:
marzo 29th, 2009 alle 11:48
Pagherei per avere un commento del genere tra le nostre “cose”.
Contattami in privato, ci si mette d’accordo!
[Rispondi]
Io non dico più niente, né complimenti né osservazioni, perché ormai tu (Mak) sei entrato di prepotenza in quella sfera personale “affettiva” che da lettore mi lega a pochissimi autori. Mi spiace, ma te la sei cercata…
[Rispondi]
ah è vero ma abitavi in Inghilterra da bambino? O in Australia? O in Giappone? Le macchine vanno tutte contromano…
[Rispondi]
comunque il paperotto imbacuccato è il migliore…
[Rispondi]
[...] Coreingrapho, un magnifico fumetto di Makkox (di cui su vedete un’immagine). Ma tutto Coreingrapho è da leggere; è pieno di [...]
E le lettere “m” e “d” appese al muro dietro le suore? Mi sa che non sono casuali…
A proposito, ciao a tutti
Avete messo su proprio una bella cosa.
[Rispondi]
non è una chicca citazionista, non è una nota sul disegno, ma io vorrei lodare una caratteristica dei testi di Mak che inturgida il cerebro del poco di scrittore che sono – perché la tento anch’io ogni volta che suona – ovvero l’aggettivazione via sostantivo (veloci e rimbalzi; scarpone zavorre; abiti prigioni)
chiamo questa cosa col suo nome: poesia
[Rispondi]
Io andavo a Roma dal signor Mele a comprare le scarpe ortopediche.
Difetto di falcata.
Camminavo al contrario, punta tacco anziché tacco punta.
Mai fatta una cosa dritta io…
Somigliavo tanto alla bimba con l’apparecchio che hai disegnato, che quando sei figlia di un pediatra, i colleghi si fanno in 4 per aiutare la pargoletta dell’amico dottore (e per far sì che fino al raggiungimento della maggiore età nessun essere di sesso maschile le si avvicini).
E quindi giù di apparecchio esterno (proprio come quello lì), scarponcini coi buchi e occhiali (che non si sa mai, prevenire è meglio che curare).
L’ortopedico che voleva far bella figura con papà un giorno gli suggerì di mettermi il busto.
Quella volta io puntai i piedi, che gli scarponcini non eran riusciti a raddrizzare.
Bellissima davvero.
Tu raccontavi cose tue e io ne vedevo mille mie.
Applaudo de core.
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Uahhh!
so’ tornato mò.
e pensare che l’ho fatta in tre ore e montata in due.
(hehehe, questa è per quella spacconciella di Laura)
seeee
ciò messo parecchio, altroché.
pensavo di potermi prendere la licenza in quella scena colla macchina contromano, ma siete dei cacacazzi attentissimi hehehe.
mi sono divertito assai. sta cosa dello spunto tematico mi piace. e più lo spunto è scemo più mi piace perché si può andare a zonzo dove si vuole con la storia.
m – d (marco dambrosio) sui cartelli alfabetici dietro le suore pensavo non la beccasse nessuno.
quello verde sì, è il Miura di Jeppo
:)
Fùrmene ormai merita una strippona tutta per sé.
grazie delle carezze. a un cicciopanza anzianotto fanno un sacco bene.
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JohnTra Risposta:
marzo 28th, 2009 alle 10:53
Ma io non l’avevo mica capito che erano le tue iniziali, anche perché lo scopro ora. Ho solo pensato che dovessero avere un senso.
Però, avresti potuto scrivere “m” come Morte e “d” come Desiderio, così ti autocitavi due volte!
;)
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makkox Risposta:
marzo 28th, 2009 alle 11:18
caro Tony Ma
(hehehe)
Desiderio le suore non lo ammetterebbero. Devozione magari. Che pure mi s’assonava.
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JohnTra Risposta:
marzo 28th, 2009 alle 12:03
Però le strip su morte-desiderio non le hai mollate, VERO?? (…si intuisce il tono minaccioso?)
Ti saluto e vado ad imbottirmi di asperine, che mi sa che stasera mi viene la febbre. (per l’ennesima Volta)
la Miura c’ ha bisogno d’ una controllata ai carburatori, che fa troppo fumo. Non ti dico che cazzi acidi se si sta bruciando la guarnizione della testata!
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Ormai sono una lettrice fedele..cionondimeno, non riesco sempre a commentare…comunque mi sono piaciuti assai i tuoi calzari . Va bene così?!
F.
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mi sembra di vedere mia mamma, uguale.
il bambino che si avventura verso lo zerbino col suo completino adidas
fa innamorare.
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bravo Mak.
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Bravo Makkox!!! Ragazzi, qui la bravura ormai è a secchiate, a vagonate, a cascate (del Niagara)… Marco, sai che mi piace tutto quello fai ma questo canemucco lo trovo una spanna in sù rispetto ad altre cose che hai fatto. Mi colpisce (e mi spinge a moti spasmodici di invidia) la ricchezza e molteplicità del tuo tratto. Le due suore sono SPETTACOLARI.
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Il piede blu nelle balducci è un concetto metafisico, dato che nessuno può affermare che diventi davvero blu perchè se il piede è nelle balducci nessuno lo può vedere. E’ come quella domanda/proverbio “Che rumore fa un albero che cade in una foresta in cui non c’è nessuno?”
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mi unisco al coro degli elogi. questa strippona era veramente speciale. Sei riuscito ad azzeccare un sentire universale. Tempo due mesetti scendo a Formia e me la autografi… vero? :-DD
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orpo che bellezza!
praticamente ogni volta uno spettacolo e un’indicazione forte di idea di racconto :)
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Mak, maledetto, mi hai fatto ricordare un periodo della mia vita che avevo del tutto rimosso :-)
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[...] io adori lo stile di Marco, già si sapeva, ma questo racconto secondo me è qualcosa di meraviglioso. Lo dedico a tutti noi, figli, ora genitori Posted under [...]
Per la serie “e sti cazzi?” sto facendo anch’io una storiellina sulle scarpe… così mettiamo in chiaro due o tre cosette!!! :D
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laura scarpa Risposta:
marzo 31st, 2009 alle 08:07
daiiiii! sìììsìììì ^__^
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Dopo averla letta una decina di volte (il minimo), il pezzetto che mi si è inchiodato dentro il cuore è quei bambini che volavano, nello sguardo di chi non poteva. Ho deciso che vince l’oscar per scena più commovente della settimana (questa degli oscar è na fissa mia, lo faccio per qualsiasi fumetto, con titoli cangianti).
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Commossa. Io portavo le scarpe con gli occhietti.
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[...] [...]
Assolutamente fantastica;
complimenti.
Oltre tutte le cose già dette,
trovo IN SU PE RA BI LI !! i cartonicini didattici di M Morte e D dolore, più le suore,,, meravigliose !!!!!!!
la cicciona ricorda le suore del manicomio in “Teresa La Ladra” di Carlo di Palma con Monica Vitti. (chi non lo conosce se lo guardi!!!)
Bravissimo.
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Hai una bellissima mano… GUAI se vengo a sapere che tu NON fai l’illustratore di professione…GUAI!!
:-DD
(Vai con un po’ di pubblicità adesso…)
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laura scarpa Risposta:
marzo 31st, 2009 alle 07:48
bravo! diglielo, ma illustratore no, fumettista, fumettaro, eccetera, pure illustratore se vuoi…
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Semplicemente perfetto.
Meraviglioso.
Complimenti.
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E’ bellissimo. Bellissimo.
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mi unisco anch’io ai compliments,
leggo e ‘mparo.
grandissima storiella…
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Complimenti vivissimi a tutti e tre gli “scarpari” (inteso come oggetto del raccontare e non con l’accezione negativa che ha qui a Roma).
Davvero uno meglio dell’altro! ;-)
OT
Complimenti anche per il premio!
Doppio OT
Nun t’azzardà a toglie nessun “segno e segnetto”, capito???
Cioè… proprio quelli so’ il tuo carattere DISTINTIVO, quello che ti rendono UNICO (vabbè, insieme ad un sacco di altre cose) e RICONOSCIBILE fin dalla prima occhiata.
Io non voglio un Mak “dal tratto pulito”.
Io voglio un Mak capace di emozionarmi ogni volta che leggo.
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Non avevo mai commentato qui, ma stavolta lo devo fare.
Purtroppo il commento e` banale: non ho davvero parole. Mettiamola cosi`: se Coreingrapho uscisse in edicola (difficilotto, con le strippone verticali…) sarei sempre li` con gli euri in mano. Anche se contemporaneamente (o prima) lo potessi leggere agratis sul web. E ne comprerei piu` di una copia per regalarne in giro, perche` far scoprire una cosa cosi` a qualcuno mi farebbe guadagnare dei punti.
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Flaviano Risposta:
marzo 30th, 2009 alle 10:39
questo è un gran bel feedback!
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laura scarpa Risposta:
marzo 31st, 2009 alle 08:08
molto ^__^
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Grazie di regalarci queste cose.
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Ah, il nostro mago del narrare.
\Sospiro.
Che altro dirti, niente. Sono contenta di poterti leggere e godere.
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OT!!! Makkox perdonami ma perchè hai cambiato la testa del sito? Quella di prima era perfetta…
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manlio3 Risposta:
marzo 30th, 2009 alle 15:22
diciamo pure che questa fa cacare…
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Lobo Risposta:
marzo 30th, 2009 alle 15:48
Manlio non avrei saputo trovare espressione più adatta… :D
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manlio3 Risposta:
marzo 30th, 2009 alle 16:58
sono un fine dicitore!
wallyci Risposta:
marzo 30th, 2009 alle 19:27
a me non dispiace. però non c’è più il cazzetto con le cose di scandalo che mi era simpatico assai.
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Leon Risposta:
aprile 2nd, 2009 alle 09:30
Quoto il cazzetto.
Non ci interessa se era il tuo, Mak, ed era sotto la media del maschio giapponese adulto.
Ridaccelo.
CA-ZZE-TTO-CA-ZZE-TTO-CA-ZZE-TTO!
makkox Risposta:
aprile 2nd, 2009 alle 10:08
ma si scemo leò?
STA LASSU’ STA!
madonna ’sti due…
che eravate nella vita precedente? le palline col cordino del TIK-TAK?
makkox Risposta:
marzo 30th, 2009 alle 16:59
hmm…
neache io son tanto convinto.
sto a cercà qualcosa ma non l’ho trovata bene.
appena vado a casa provo altre soluzioni.
secondo me però siete troppo severi.
:)
merde
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wallyci Risposta:
aprile 1st, 2009 alle 08:48
bella questa. ROGNONEingrapho. ehehehehe
capo, stai allegro: guarda il pastorello! il cagnolino! SKRUNCHSKRUNCH
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manlio3 Risposta:
aprile 1st, 2009 alle 11:19
ecco, molto meglio chepo. Una cosa pulitina, senza tutte quelle nuvolette di ovatta colorata da checca. Assafamaronn’
Improvvisamente capisco dov’è stato l’errore di tutta la vita mia: invece di buttare le Balducci nella stufa, come feci, avrei dovuto usarle per trucidare le suore del mio asilo :D
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HAHAHAHAHA!… DA PAURA!
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è merito di mio zio.
colui che riforniva la campania e il sud italia di scarpe balducci è mio zio.
è merito suo se tu hai disegnato tutto questo eh. dopo celo dico a mio zio.
che bella questa storia.
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Per la prima volta atterro su questo blog. Beh, complimenti davvero, non ho parole.
[Rispondi]
[...] invidia a Marco, il quale, nutrito dall’invidia di cotanti frizzi, disegna a sua volta la storia dei suoi calzi che tanti “balduccini” sparsi nel mondo commosse che perfino Lobo tra le lacrime [...]