La rivista che non ha tempo ma thread. Nuovo coreographo: Cius e quattro nuove tavole

E’ una rivista che non ha tempo, la nostra: che certe volte corre veloce. Che divora la pianura, come una locomotiva quasi-cosa-viva. Che, come tutto ciò che va veloce, richiede spazio (pensa alle autostrade). Che, come tutto ciò che richiede spazio, pretende continuo controllo e divora attenzione come la locomotiva la pianura – e si chiude il cerchio. E’ una rivista, la nostra, però, poi, per sommo paradosso, che, proprio perché non ha tempo, certe volte se la prende comoda, ed è sommamente oziosa – nei mille significati di questa dolcissima parola. Che protegge la lentezza come un dono raro di chi legge. Che sa che certe storie si capiscono davvero solo se gli dedichi un po’ di quell’attenzione divorata. Che costretta a scegliere tra «una dimensione temporale iperattiva, stracolma e accelerata e una invece tranquilla, cumulativa e organica*» sceglie di fare prima una e poi l’altra. A turno.


Makkox danzante. Il Maestro alla luce artificiale + festa danzante a Gressoney, 2008

Nuovi coreographi: Cius più quattro tavole nuove

La scorsa settimana è stato il turno di una accelerata, una frullata di autori, una macedonia di stili, un florilegio di tavole diverse. Innanzitutto il momento di un nuovo compagno di viaggio: Cius, che abbandona le sue strip colorate dentro per una storia infelice (nel senso del tema) e sottile e spelacchiato, un bianco e nero vaporoso come i pensieri non detti. Coreingrapho nasce anche (se non soprattutto) per stuzzicare corde nascoste, brividi mai prima solleticati. Storie mai scritte prima. Storie come Hero, la seconda di Luis Escorial, una storia di supereroi rivoltata come un calzino. Storie come quella di Mattia, la terza della serie “BFOM (Best Friend Of Mine)”, di Emanuele Simonelli e Barbara Delfino, in cui si parla di treni e di donne e di chat, e di una storia che si costruisce – ed è d’amore e di scrittura. Storie come Illuminazioni di Manlio, fin dentro le viscere degli istinti e dei propri talenti, che spesso si vedono in controluce come tracce di matita non cancellata e come il capolavoro sinestetico di Estebans, La Solitudine Olfattiva del Cambusiere, dove, nell’assoluta mancanza di testo, realtà e fantasia si danno il cambio attraverso l’odore – vero attore nascosto, convitato di pietra e matita della storia. E infine come la storia di Laura Scarpa, che nomen omen, stuzzicata da Makkox su un tema impossibile, si esibisce in un ennesimo magistrale passo di danza coi pennelli, la storia delle sue ciabatte dentro una Venezia che ha la grana dei ricordi, è umida e pungente come i baci dati pensando altrove.

La bellezza cui tutto converge, dimentica del passato

Se c’è una cosa che mi piace molto, dei commenti su Coreingrapho, è che, più o meno ad ogni nuovo fumetto, c’è qualcuno che scrive: “è la cosa più bella che ho letto finora”. Mi piace perché lo penso spesso anche io: la bellezza non ha memoria, si nutre di un eterno presente – in cui nel bello innamorato tutto converge, senza tempo e spazio per nient’altro. Nient’altro.

Thread e commenti

I commenti. Ne scriviamo spesso. I commenti sono il punto forte di Coreingrapho – dopo le tavole ovviamente. Sono vasche di piranha per benefici dissanguamenti d’ego autoriale, palestra di allenamento retorico e analisi a posteriori, tavola rotonda per confronti, puntigli, dettagli – ché chi legge vede sempre cose diverse.

Abbiamo provato a sperimentare una piccola innovazione, proprio nei commenti.
E’ un marchingegno che scompagina i commenti standard cui siamo ormai abituati (lineari, precisi, in ordinata anglosassone fila). Permettendo di rispondere ad ogni singolo commento – come in un forum. Un piccolo ritorno al passato. O meglio: una “rimediazione” di due tecnologie di conversazione. Soprattutto in considerazione del fatto che la lista ordinata, dopo un certo numero di commenti, non gestisce più al meglio quelle conversazioni accessorie o complementari che sviluppano discussioni più o meno off topic rispetto al fumetto lì sopra. Conversazioni che sono difficili da seguire per chi ci entra in ritardo (magari quando ci sono già 140 commenti). Ma sono difficili anche da alimentare, che infatti chi vi partecipa è costretto ad usare escamotage tipo @ciccio oppure @commento23.

E’ una prova, vediamo se questo sistema organizza meglio questo doppio flusso: quello on topic e quello off topic, entrambi sotto lo stesso ombrello del fertile fumetto. Si provano piccole innovazioni, e, come al solito, se non funziona, si toglie.

Tempo

Se poi sei uno che ha una qualche idea di che voglia dire fumetto la mail è sempre la stessa, ed è – altro che tempo che manca! – roba di fede, sempre inutilissimo che troppo ci pensi: info@coreingrapho.com

*Thomas Hylland Eriksen, Tempo tiranno, Elèuthera, 2003

Info su Antonio S.

Scrive, consuma, crepa. Qui è una specie di editore farlocco che fa il bastian contrario per contratto e indole. Innamorato del fumetto da sempre (ma non sa disegnare nemmeno una linea storta) e del web da pure. Editor di Webgol.it (suo blog principale) e Spindoc.it.
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7 risposte a La rivista che non ha tempo ma thread. Nuovo coreographo: Cius e quattro nuove tavole

  1. giulia scrive:

    >Un piccolo ritorno al passato. O meglio: una “rimediazione” di due tecnologie di conversazione. Soprattutto in considerazione del fatto che la lista ordinata, dopo un certo numero di commenti, non gestisce più al meglio quelle conversazioni accessorie

    Io ho acceso un cero a san thread, per l’occasione. Le risposte in linea mi danno l’orticaria, ma io sono una vecchia utente 1.0, un po’ antiquata. E ‘ste cose vanno a mode, si sa.

  2. Leon scrive:

    So (per certo) che parli di rimediazione così come la pensano Bolter e Grusin.
    E non come molti pensano di McLuhan, anche se il maestro ha dato l’input.
    Ed è per questo che ti amo.
    Anche se makkox nondeve saperlo….

    Leon

  3. makkox scrive:

    volevo commentà.
    poi ho visto il livello e ho pensato famme ‘sta zitto che accucchio ‘na figuremmerda.
    eh
    no, non ho seguito la ragione.

  4. Antonio s scrive:

    Quando a Mak ho detto di Bolter e Grusin, lui mi ha detto “N’artra coppia fumettara? e chi è che disegna?” – per dire

  5. Antonio s scrive:

    ovviamente ci sono anche le controindicazioni
    una ratio c’è, come spiegato sopra, e anche dei risultati attesi di semplificazione e di chiarezza delle mille discussioni
    però ovviamente poi nella realtà può essere che non funzioni
    aspettiamo quindi almeno una settimana e poi tiriamo le somme – mi segno però il tuo parere positivo, che si aggiunge al mio :)

  6. giulia scrive:

    l’unica cosa è che io sono abituata ad alberi che ti segnalano i post non letti, ogni volta che accedi. qui non succede, ed è un po’ scomodo. diciamo che l’idea è ottima, la realizzazione può migliorare. sempre IMHO. :)

  7. Pingback: Coreingrapho » La rivista che vagola e svongola. Nuovo coreographo (Ned) e il contest sorridente

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