Mi sento come un bambino che sta imparando a camminare.. Provo a lasciare un commento: pregasi astenersi da insulti, chiedo scusa in anticipo se sbaglio o disturbo qualcuno.
Leggo: – ” Rispondi” e clicco qui.
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Lo trovo dissacrante al massimo, con un vago retrogusto amarognolo. Come dire che si sghignazza imbarazzati.
O almeno io mi sono un tanticchia imbarazzata!!
Le premesse sono ottime, i disegni pure di più. Se l’intreccio tra i personaggi si sviluppa parallelamente all’esposizione del bestiario umano siete i miei eroi.
Al terzo commento ho già trovato quello da quotare senza dover scrivere nulla :asd:
A parte gli scherzi: inizio col botto, pur considerando la “facilità” del doppio tema.
Per ora, molto divertente e disegni ancora più belli che a colori e più d’impeto.
Bravi!
Finalmente qualcuno raccoglie l’eredità di script e ambientazioni nostrane e popolari. Er pomata, manzotin, mandrake, quanto mi mancavano ’ste maschere che avevano un minimo di radice (non le macchiette scempiate che si son riproposte nelle riedizioni vanziniane degli ultimi anni).
C’è ambientazione, ci son le maschere e s’intravede storia.
Per me un enorme passo in avanti di C&L.
(aridaje co’ ’sti passi avanti)
Non avevo grossi dubbi, ma ’sto ricchione di Gas ci piglia anche col b/n.
eccheccazz.
Il blog accessorio con la presentazione dei personaggi e illustrazioni sparse, è una chicca che dà l’idea di progettino ben curato.
Bene!
Non per dire, ma pure Cotus e Leon hanno il blog accessorio (e sì, la presentazione dei personaggi è una chicca, e pure molto utile. Mettete la mamma anche di là, please? Così non si “perde” per i futuri visitatori…)
ahahahahh bellissimo inizio.
io non vedo l’ora che arrivi “tre senza levà”.
leon (sei tu il lesionato che che scrive, vè?) vedi di stare sempre alla stessa altezza della presentazione dei personaggi, che se no son mazzate.
le premesse sono molto interessanti,
la storia inizia ad incuriosire (che nell’incipit è fondamentale)
e i disegni sono ben studiati
(a parte un ombrello nero e una giacca che cambiano posizione ;)
(scusate ho letto troppo “trova le differenze” sulla settimana enigmistica :p )
per ora complimenti :)
ps. a che numero è il condominio? visto che è lui il protagonista :)
pps. se mi dite anche a che piano abita Lola sarebbe perfetto ;)
Sentite: in questo fumetto c’è un tocco di genio che non è solo il disegno (bello il b&n), la storia, il ritmo e compagnia cantando. Qui il tocco di genio è una vicina, bbona come il pane, che arriva a tempo a tempo e che si chiama LOLA!!!!!!! LOLA ci pensate? Chi nella vita non ha desiderato una vicina di nome LOLA, ditelo…. CHI? C&L, chapeau e andiamo avanti! :-)
p.s.: Lola si chiamava anche il Totò che in Totòtruffa fregava il proprietario di casa “Lola, mi chiami Lola… ma che fa con quegli occhi, lei mi spoglia… spogliatoio!”
come non dar ragione a Dirk -e a Wally, soprattutto. Quotando che così viene fuori un robo stile grappoletto di barbera appicciato al graspo.
mi piace questo riferimento a Totò, che si allaccia ancora di più all’omaggio consapevole oppure inco a Manlio con quella scarpa, nello stile, e al compito “parla della tua scarpa” della Scarpa.
Scarpe, scarpe ovunque!!!!
ps: io NON ho mai desiderato una vicina come Lola, sinceramente.
Mi avete ricordato certe robe di un autore argentino(?) straordinario: Carlos Gimenez (non Juan, eh).
Quello di “Los Professionales”.
E’ bella bella.
Belli i personaggi, bella l’ambientazione.
I disegni di Gas in b&w mi piacciono tanto (ma si sa, ormai s’è capito che c’ho la fissa). Essenziali e stilosi il giusto.
Sai cosa Leon? Sarebbe stata ottima anche se fosse finita sul primo “pervertito!” – quando lui apre la porta a lola e le dice che stava guardando un documentario.
Il che vuol dire che è buona sul serio, dal mio punto di vista.
ma arrivi tardi: siamo noi tuoi fan da prima di te. Ma a parte le fregnacce tipo “Uh, grazie”, “ti voglio bene”, “dammela” e tutte le cose smielate che si dicono gli innammmorati, quando cazzo tiri fuori qualcosa per Core?
Noi ti si aspetta, eh?
ammemmi fa venire in mente 4 film: la comunidad, delicatessen, così parlò Bellavista, Totò e la banda degli onesti. E’ un pò un altro genere rispetto alle cose introsprettive eemozionanti di Core, ma è fatto e pensato con svariati testicoli in più alla normale dotazione umana: bravi Cotica e Lone. 2 cose: mi piacerebbe vederlo senza il riquadro verdepistacchio, giusto per curiosità, e poi mò non facciamo che l’ oste mannaro lo lasciate appeso che noi stiamo comunque aspettando.
Giusto, ecco cosa non mi tornava, c’ha ragione il manlio: forse il riquadro verde pistacchio rompe un po’ u caz.
Vabbé, mi zittisco subito.
Stavolta semmai me lo cancello da solo con photoshop, giuro..:)
se vogliamo fare più i fighi, mi ricorda anche un bel pò l’ alveare umano del palazzo der pasticciaccio brutto de via Merulana, altro che Ricciopasticcio là…
Ho perso circa 2 ore a capire se mettere il verde di fondo o meno.
Come mi ha scritto un mio amico:
“l marone verdone me ricorda addirittura certe facciate de certe palazzine de merda de Roma de merda” e in realtà era proprio quello che volevo ottenere ma lui essendo un architetto piuttosto catzuto sicuramente si è trovato facilitato nel compito. :).
Quando ho letto i testi de “il CONDOMinio” x la prima volta, non so x quale motivo ma sono letteralmente sprofondato in una serie di ricordi legati a quella bellissima Roma dalla mia infanzia (non so se era veramente così bella ma i ricordi colorano tutto di un bel verde rilassante, CHE SAUDADE!…). Parlo degli anni 80 in cui la gente girava vestita come dei circensi con colori agghiaccianti, capigliature impossibili e macchine di latta color pastello… MIODDIO il “SI”… Quanto cazzo era bello!
PS: Tranquilli, “L’Oste Mannaro2″ è già in lavorazione, anzi metà è già pronto.
Il problema di Cotus & Leon (come ho già detto anche a MAKK) è che estrapolarli dal contesto nel quale nascono e inserirli in delle strip brevi è decisamente complicato. (si tratta comunque di un albo di oltre 60 pagine).
La vera forza di C&L sono tutta una serie di personaggi secondari che nessuno qui ha ancora visto (x fortuna vostra!!!) e che spero conoscerete presto.
Ho visto pure il blog.
E capisco solo ora che il verde fa parte di una precisa scelta narrativa (un trait d’union. Quasi un tema direi).
Per cui niente Gas, dimentica il mio commento precedente.
Socio (con la S, non con Fr come al solito)
voglio farti pubblicamente i complimenti: in neanche due settimane da quando hai letto soggetto e sceneggiatura, hai tirato fuori un MONDO INTERO. Vederla montata e finita così, mi fa godere com’ nu puorc.
A proposito, forse te l’ho già detto ma nel dubbio mi ripeto: in B/W ti puzza veramente fortemente il culo.
Ma veramente fortemente.
hehehehe…
e io che piangevo perché non c’erano più in giro i film di tomas milian cor monnezza.
me leggo i commenti e passa la nostalgia.
:)
troppabbelli
mi piace perché voglio sapere che succederà poi, l’attesa è bella. e voi lo sapete e lo fate apposta. vedi oste mannaro…
mi piace perché oltre alla storia che ci aspetta ci sono dei personaggi forti, dei caratteri (non lo so come si dice- ma ci siamo capiti però) dei tipi?, vabè insomma. voglio sapere che faranno, come saranno, cosa diranno.
mi piacciono i disegni, assai assai. poi quel verde dello sfondo e dei semi di sesamo: mi piace ma non ho capito perché. mi sa che ci sta proprio bene. è un richiamo voluto? non lo so. queste sono cose di voi che disegnate. a me è piaciuto. mi interessa solo questo.
che siete i mie preferiti l’ho già detto.
però insomma, sempre femmine fighe a far girare la storia! ma un eroe bello e dannato col cappotto a 3 quarti e il bavero rialzato no eh?
più johnny logan che alan ford, con una secchiata adolescenziale dei giornalini squalo.
e poi l’anima di carlos meglia che si risveglia nelle dita di Gas.
l’eleganza del riccio c’è, magari casualmente, come rael snasa.
teniamoceli stretti, prima che l’Eura se li rubi.
o l’hanno già fatto?
sana commedia trucida e sanguigna.
ancora.
se in una delle prossime arrivano le ricette di cucina e un giapponese murakamiko si presenta assieme a Samantahhh abbiamo la quadratura del cerchio. ;)
In realtà me lo ha regalato un amico.
Non so se lo scambio è stato alla pari (io gli ho regalato “Il mambo degli Orsi” che se non avete letto sarebbe il caso di:
1) uscire ora di casa
2) andare da Feltrinelli e comprarlo
3) tornare a casa, divano + copertina + infuso ai frutti rossi
4) leggerlo e vi sentirsi male dalle risate.
Per ora GIURO che non lo ho neanche toccato. Ma mi state inculcando curiosità a mille.
Anche perchè alcuni me ne hanno parlato bene, altri meno. E io sono come San Tommaso!
Grazie E.
Leon
Ma lo sai che pure io so contentone?
E sono pure molto orgoglione!
E rido, rido, rido. Ma che cazzo me rido?
Coredepezza? No, grazie.
Coredelatta? Mmmm… No, No grazie.
Coredemammatua? T’ho detto no, zi.
Corecomentreno? Noneeeee.
(S)Coreggia? NOOOOOO! Te ne devi ‘nnare!
(tutti insieme saltellando) Coreingrapho, c’è solo Coreingrapho, un coreingraphooooooooooooooooooo!
Ehm.
Cioè.
Aspetto il seguito, perché finora non ho visto nulla che non abbia già letto svariate volte.
Il portiere maiale con la mamma brontolona. Cacace/Samantha. La bonazza che arriva come regalo dal cielo.
Sui Lanciostory del primo decennio storie così erano abituali, per dire :-)
M’è piaciuto il simbolismo della cacca coi semi di sesamo.
il tuo parere lo aspettavo, perchè mi interessa.
Però fa il favore a Leuccio, aiutalo a farlo crescere: levà un pò di puntini e metti un pò di parole ;-)
Nel senso: “ma qui, ancora queste cose… vabbè, iorido con difficoltà, lo so, xò…. sorry”
Che per me è un pò come dire: si bello ma ci vorrebbe un pò più mmm e un cicinin (che mi sa che si dice dalle parti tue) meno aaa. Tipo Antani sblindalasupercazzola, non so se mi capisco.
E poi te credo che vado in analisi!
mannò, laura (come skiri) dicono che siamo ancora nel cliché.
che non ci s’è inventato nulla.
punti di vista e d’approccio.
magari s’aspettano di più e diverso.
io invece m’aspetto di ri-vedere cose che noi buttiamo spocchiosamente nel bidone dei rifiuti, che poi arriva qualcuno d’oltreoceano, le prende, le rilegge (bene) e ce le rivende a peso d’oro. e noi paghiamo.
tutto sta nelle aspettative.
io non m’aspetto la rilettura del genere pop da parte di un genio.
m’aspetto proprio il pop. che non c’è più. ce il pop manga, il pop ammerigano. e imitazioni varie.
tipo io adoro i manetti bros, perché son quel che sono e parlano la lingua der popolo. non “of the people”.
certo, se li programmi in una rassegna novelle vague non va mica bene.
dice: la pasta e facioli è risaputa, è vecchia. trovassi un ristorante che me la faccia come si deve da ’ste parti. NO, tutti con i trionfi di aragostine e il FARRO in zuppa di comedoni.
e così niente pasta e facioli.
OH
anch’io m’aspetto di più.
ma più così.
non più altro.
:)
solo per dire la mia in merito all’osservazione della maestra 1 e della maestrina 2 e offrire una chiave di lettura (se non di comprensione).
hehehe
nessuna polemica.
Mak, lo dico perchè sul serio mi interessa il parere di Laura.
Se non lo ritenessi utile, non chiederei e lascerei correre.
Non che cambierò i miei riferimenti, ovviamente: è solo per capire cosa una persona si aspetta, e valutare se posso arrivare a toccare le sue corde o meno. Tutto qui, eh, niente polemica. Non OGGI.
Oggi solo dialogo costruttivo ;-)
ciaobbelli!
Leon
laura scarpa Risposta: marzo 26th, 2009 alle 08:43
nn ho capito se devo fare attach qua o più sotto… per dire che non sono poi tanto furba.
Sai che? mi spiego, all’inizio ero contentontona della storia, si scorre bene (a parte – posso dirlo? – quel titolo troppo peeso graficamente, ma son bazzeccole), be’ un po’ troppo da leggere, penso, mi stufo un po’… perché mi stufo? perché mi ritrovo a leggee le cose che ho letto troppe volte e sarà che io skiri siamo di quella data lì, voglio dire che ci siamo sciroppate anni 70 80 90… voi nascevate, insommma mancano delle novità, ma nn per il tema e i personaggi, ma perché non mi pare si aggiunga l’oggi al sempre. Il trans, cazzo, lo sipoteva fare così in alan ford, acco, nel, chessò, 72, 75? tutto il rispetto e amore (amore mio nn troppo, veramente) e ammirazione per il vecchio af, ma insomma siamo oggi, qualcosa sarà cambiato nelle teste, nei modi? (mi direte che è cambiato sempre troppo poco e avete ragioneacc). Tutto qui. Magari nella seconda puntata si svilupperà, ma dovessi andare a cercarmela, non lo farei (tipo in edicola)
Snellire i testi e dire qualcosa di più partendo dagli amici, da appunti più veri, secondo me il brodo s’allunga a metà, fino ad arrivare alla tipa lì. Professionalissimo, un po’ diluito, ecco critiche tecniche. De core invece, de core mio? è che su coreingrapho pensavo ci si mettesse più in gioco. e che la critica dei lettori si fermi quando qualcosa non si capisce e plauda se tutto score come l’olio, forse mi rirrita perché mi sfiducia nell’umanità leggente.
Non a voi leon e Gas, che raccontate giustamente quel che vi va, e magari, discutendo, variate e diventate super-bravi che già siete su una buona strada, ma a chi racconterò le mie storie se non a te, vladimir? così cito beckett e faccio la spocchiosa intellettuale.
A chi? se i giornali dicono oggi, davanti a una grande autrice: “facciamo un articolo se la accostiamo ad altre donne autrici…” ma capite dove stiamo? altro che nuovo mondo, per questo ieri ero nervosa!
ho torto.
scriviamo le vecchie cose. siamo in un brutto mondo.
leon, personalmente avrei voluto solo qualche sfrondata ai testi, scegliendoli di più, e poi nn amo le storie a puntate qui su core (capito mak? ;)) ma se lo sono ogni puntata deve avere un suo senso compiuto.
buon lavoro!
Rael Risposta: marzo 26th, 2009 alle 09:54
prendiamo atto, Laura, che neanche dire il proprio con il proprio linguaggio va bene, e passa per spocchiosità intellettuale. se questo è un laboratorio prendiamo atto che dobbiamo liberarci di tutto il background, mandarlo al macero, scordarcelo e fare i fighi alla ricerca del nuovo linguaggio. che ce ne facciamo di tutti quei Lancio e Intrepido negli scatoloni? via, via, non assimiliamo, abbiamo studiato architettura? che ci frega di fare il palazzo del viale romano che ricorda il condominio di perec, anzi, sia mai! sperimentiamo nuove forme!
la cacca come in Spank? via via, nuove forme di cacca! commentare richiamandosi al proprio vissuto? via via, che fai, vorrai mica citare Beckett per dire “teatrale”! ma siamo matti? roba nuova! “tebeckkk”!! che fa figo, non impegna e mi richiama i manga.
per non avere niente, poi, alla fin fine, perché, per me, sperimentare è anche mettere quella Lola che ci ha fatto sudare da ragazzini. bene o male, quello lo sa l’autore alla fin fine, dentro di sé. sa lui se davvero ha fatto una marchetta alla Baricco andando incontro ai gusti dei lettori, alcuni lettori, oppure si può dire da solo: non so se sia bello o brutto, ma a me ha soddisfatto.
Se questo è il filone di ragionamento, allora in tutto c’è un pò di tutto. Smettiamo di fare qualsiasi cosa, tanto un pò qui e un pò lì la si è già vista. Per me, troppo banale. E anche troppo facile da usare.
Assolutamente accettabile come ragionamento sia chiaro, ma assolutamente non condivisibile per il mio punto di vista.
E’ un parere dato spassionato, e come tale lo acquisisco e rispetto.
E premesso che apprezzo quelli che le cose te le dicono semplici come sono vorrei dire due cose, fuori dai denti perchè è giusto chiarirsi, senza astio o cazzate del genere e sempre rispettandosi, magari per conoscersi meglio:
1) ammetterai che tra questo post e la risposta al 20 di Skiri (che comunque era argomentato) “ce passa ‘n treno”. Grazie per il seguito, quello mi serve e mi da indicazioni utile.
2) sincero per sincero: quel tuo “è che su coreingrapho pensavo ci si mettesse più in gioco” lo penso anche io. Ma io lo faccio anche, e da C&L, su cui lavoravamo già, siamo passati “solo-per-Core” ad un’altra cosa (bella o brutta) con nuovo soggetto, nuovi stili grafici. Stravolgimento totale (con rischi annessi). Tu mi hai colpito molto con la tua prima strip, ma segui con la seconda, ti barrichi nel il tuo “solito” stile che apprezzo, sia chiaro). Quel tratto che nel tuo tumblr seguo da tempo. E fai cose che sensibilmente toccano, ma con semplicità. Un lutto, una storia di vita vissuta in cui tutti si possono rispecchiare se stessi. Ma quella, per me, è la tua tana. Lo sai fare e anche bene. Lo sai tu, e anche chi ti conosce. Sai che ci sarà “l’applausetto”. Ma non mi dire che ti stai mettendo in gioco, perchè a mio modesto parere, se c’è qualcuno che qui non rischia o rischia poco così, sei proprio tu. Fammi vedere chi non so tu sia, non ostentarmi chi già conosco.
senza voglia di discutere alcuna.
Leon
PS: sta cazzo de frase finale me piace proprio e me la so inventata mò.
PPS: avrei potuto anche solo quotare RAEL, ma è meglio così, almeno ci si conosce meglio.
già mi sto discutendo, infatti. Mettersi in gioco forse è sbagliato. Tirare fuori il cuore era quello che mi immagino da core.
volevo finire una trilogia di vita e ricordi. Nella mia vita ho inventato sempre storie e mai raccontato le mie (l’ho fatto un po’ in Blue,ma in modo diverso), dunque questo è nuovo pe me, mi spiace, non è quello che faccio sempre.
però boh, farò qualcosa di inventato se ne avrò l’idea. Inn questo momento per me e solo per me eh, il blog era trovare questa strada di analisi e ricordo.
ma non la vorrei in tutti, dicevo di storie più aderenti all’oggi, non al mio quotidiano,mio.
Si possono usare le modalità stereotipate se ci si lavora e aggiunge.
dico per me e @rael, mai riuscita la leggere lancio story o tex, ognuno ha i suoi gusti.
Mi sono anche, senz’altro, spiegata male. meglio che sto zitta e disegno.
baci
buon viaggio :)
in quei film di merda (capolavori di genere per me) che sono il recente ciclo dei pirati dei caraibi disney, jack sparrow (il protagonista) ha spesso tra le mani una bussola “speciale”. La bussola non indica il nord ma l’ago punta alla cosa alla quale più tieni, o meglio: desideri.
Ecco: chiunque prende in mano core si trova con questa specie di bussola tra le mani che punta all’espressione del sé.
Quel “buon viaggio”, Laura, io voglio leggerlo così.
Ognuno fa un percorso diverso verso cose diverse.
Ovviamente è facile che capiti che uno gridi all’altro “ma n’do cazzo vai? stai a sbaglià rotta, stai andà a zig zag, stai a tornà indietro! vai lento, metti più vela!” tutto ci sta. occorre aver fiducia nel fatto che ognuno sta effettivamente cercando di cavarsela nel suo viaggio e non sta comodamente alla fonda, senza muoversi.
io ’sto movimento lo vedo, magari storto, magari esitante, ma c’è.
certo, ognuno va in un posto diverso. in qualche modo, però, uguale.
assolutamente sì, mak.
scriverò di meno solo perché nn so spiegarmi.
e nemmeno capire a volte, @rael, non c’ho capito un h di ciò che m’ha risposto ad es.
allora sto zitta.
cmq nn sono lettrice di certi fumetti,ma non tolgo la stima a chi li fa, che spesso sono amici e bravi. magnus per dire uno ;) con alan ford dicevo…
ho visto una volta un film americano vecchio in tv. Un regista intellettuale finisce in una prigione campo di lavoro, lì finalmente danno un film che fa ridere e i carcerati ridono. e questo è bello, lui lo capisce che quel cinema serve.
siamo tutti carcerati e se qualcuno ci aiuta ridendo è bello.
poi come carcerata non so, ma io rido con alcuni sì e altri no.
sì buon viaggio è questo, ognuno la sua rotta in QUESTO mare.
ri-baci
Rael Risposta: marzo 26th, 2009 alle 12:18
laura, non è questione di spiegarsi bene o male. hai le tue opinioni, supportate da anni di lavoro e occhio fino. per saper scegliere cosa va e cosa non va.
non lo metto in dubbio, e mi ci inchino senza problemi.
il fatto è che dici chiaramente che è spocchia intellettuale trovare “letteratura” in un fumetto. perché, mi chiedo. che male c’è. significa, allora, che consideri tu stessa il fumetto “serie B” della lettura, non degno di essere letto anche nei riferimenti. vuol dire allora che fumetto è cacca-pipì e onomatopee varie. che noi che non siamo addetti ai lavori dobbiamo limitarci a dire “bello” oppure “brutto”. perché, scusa. poi, avrò travisato io, eh. mi metto dalla parte del torto a guardare le fronde, zitta e muta.
sbagliataaaa ti sei sbagliataaaaa
io dicevo di mME spocchia intellettuale.
il fumetto è tutto, come la pittura e la lettratua, dal romanzo rosa, al giallo mondadori a ulisse.
Qualità diverse, ma anche tipologie.
x questo dico zitta (a me) che nn mi spiego, non per le mie idee e di quello che avevi detto poi nn avevo capito niente e tu neppure così siamo due deficienti? mah…. :D :D :D
Rael Risposta: marzo 26th, 2009 alle 13:10
adesso vengo lì e TI IMPARO a usare la tastiera.
NO, LAURA, le penne qui nella scanalatura tra i tasti F e i numerini, NO.
NO LAURA, non puoi appoggiare il cellulare sul riquadro numerico, no.
NO LAURA, QUELLA BARRA SPAZIO NON E’ UN GRISSINO.
In effetti non ho granché da dire, ma voglio vedere fino a che punto si spingono le cornici concentriche
(a proposito, sono dovuta andare a capo perché non vedevo più il resto di quel che scrivevo).
Spocchia o non spocchia, riferimenti letterari o meno (visto che ci sono lo dico), i gusti sono gusti e io
Lanciostory lo leggo da quegli anni lì (anzi, lo colleziono). Quindi, nel bene o nel male, sono quelli i miei gusti.
Poco raffinati, ho capito (ma ho conosciuto l’Eternauta proprio grazie a quello, e se lo rileggo ancora, ora, è
sempre grazie a LS).
E per me dire che alcune tavole di Gas, di là, mi sembrano le copertine di Skorpio non è un insulto, anzi (e
penso sia l’effetto voluto). Per voi, invece, sì?
Ma neanche per me.
Se ho scritto che su Lanciostory c’erano storie simili non era per denigrare ma per confermare che ne pubblicavano di ogni tipo (Eternauta, certo, e Dago e Alvar Mayor e si potrebbe continuare per ore) e quindi anche storie così. Punto.
Uno è libero di saperlo o meno, dipende dall’ETA’, come non manca di sottolinearmi Rael un giorno sì e l’altro pure :-D
In fondo volevo solo dire che in CONDOMinio non avevo visto la magia.
Nella altre cose che Cotus e Leon hanno già proposto, invece, sì.
Alvar Mayor! Lo sai che l’avevo dimenticato? Breccia. (Appena sentito il nome, un cappello e
una piuma mi si sono parati davanti).
E che dire di Yor, o di Barbara? (Ma vabbè, sono fumetti che ho amato, e denunciano pure la mia età :D )
No, Skiri, non dicevo per te.
Era solo che quella cosa di Skorpio a me sembrava un complimento e lo volevo scrivere, poi però
ho avuto paura sembrasse un insulto, e volevo chiarire :)
Il fatto è che, se è vero quello che dice Makkox, che la ricchezza di Core è anche quella dei commenti,
qui da poveri profani quale sono io ci si sente un po’ in soggezione, talvolta.
Tutto qui.
Rael Risposta: marzo 26th, 2009 alle 14:03
cercasi Lancio o Skorpio di (ehm) almeno 25 anni fa, periodo natalizio, storia del Giovanni Battista e Salomè disegnato in stile liberty.
NON era quello famoso illustrato di oscar wilde.
dai bastardi, rovistate in cantina.
fatelo per Raelina.
dai.
Si sono cose che ho ho già visto, lo leggevo anche io Lanciostory… La solita PALLA… Il portiere, Cacace… Li ho avuti anche in real dei fenomeni del genere nel mio palazzo.
Però mi chiedo; per quale motivo ho rischiato il soffocamento con arresto cardiaco annesso quando x la prima volta ho letto la sceneggiatura di Leo?
Perchè sei un idiota direte voi. Ed è con immenso orgoglio che vi rispondo di SI!
Bah, sarò di parte ma… LEO SEI NA FURIA!
Ognuno dovrebbe avere un TE nella vita x dare una botta di colore al GrigiumePUZZOSOdiCACCAalSESAMO di tutti i giorni.
E mapperò, purltroppo per voi, cielo solo io il Leo personale! :D
attenzione però a questi discorsi perchè è un rischio pensare a se stessi e non ai lettori, ci va una giusta via di mezzo, come ha detto rrobe a proposito di gipi “ha una capacità che manca a molti autori italiani che si vedono in giro ultimamente: quella di saper raccontare il proprio personale, rendendolo universale.”
è difficile lo so bene.
ok, mi sono espresso male, non mi riferivo alla storia ma al pensare “a me fa ridere quindi sticazzi” nel senso di non perdere d’occhio che il fumetto è comunicazione e la comunicazione è anche saper farsi ascoltare.
OK Fla, ho capito bene quello che intendi. Non badare a Gas, lui è segretamente innamorato di me ma non ha il coraggio di dirlo a casa (perchè viene daa Calabria Saudita) e quindi facciamo finta di essere solo amici, ma manifesta questo suo impulso protettivo come meglio può. Di solito può dimmerda.
Ma proprio perchè qui comunichiamo ho bisogno, credo come tutti quelli che si misurano qui dentro, di un parere si onesto come dice Mak, ma esplicito. Poi starà a me, come a tutti, scegliere se dire:
1) “sti cazzi, mennafutto” oppure
2) “si, ha ragione forse devo rivedere qualcosa”.
Ma a monte di tutto questo, converrai con me che, nella comunicazione, in generale, ci sono “testi”(messaggi, frasi, post, fumetti, cartelli stradali, scritte nei cessi, sms, numeri di telefono di Mak in autogrill, ecc) che vanno condivisi tra gli interlocutori. Ci vuole la sicurezza che il messaggio dell’emittente sia non solo ricevuto, ma anche correttamente “tradotto” dal ricevente. Tutto qui. In soldoni: io nun ho capito.
Comunque mi fa piacere che tu e Mak partecipate a questi scambi, perchè, secondo me, aiutano il tutto ad evolvere in meglio.
io sono per “a me fa ridere e allora sticazzi”.
l’errore è credere di essere unici. e quindi paura di restare soli e inascoltati.
per me, ma non ipotesi, esperienza, se uno dice il suo come piace a lui, trova uma marea di simili che non s’aspettava esistessero.
poi la capacità di comunicare bene (non a più persone), solo bene, quel che si ha dentro MA NON al lettore: alla carta, al monitor, quel che è, è un processo di crescita inconscio.
certo, il feedback aiuta. più a coltivare quel che (ti confermano) aver fatto bene che a tagliare dove (ti fanno notare) hai fatto male, però.
ripeto: è la mia esperienza, non son regole.
flavious Risposta: marzo 25th, 2009 alle 19:29
ci ho messo dei buoni 5 min a trovare DOVE fosse il commento nuovo, sta cronologia sfalsata, risposta della risposta, non quella, quella prima, mi turba…..
tu lo sai concordo sul fatto che se fa ridere o piace a se stessi è un buon metro di giudizio ma come base però, poi uno si deve porre una serie di domande secondo me, è d’obbligo ed aiuta a trovare da soli i punti deboli del proprio lavoro. il mio proff di regia mi diceva una cosa: fatti venire un idea buona e poi chiediti “oppure?” e trovane una ancora meglio o diversa.
mi esprimo pure io sul fumetto, non lo volevo fare perchè risulto sempre pesante, noioso e conoscendomi tendo a vedere solo i lati negativi delle cose.
la cosa che mi tiene attaccato davanti ad un film trasharolo sono: la volgarità estrema e spesso spiazzante, le curve delle bonazze. ecco questi pilastri del genere non ce li ho trovati. nel senso ok, bisogna rodarsi con battute dialoghi ecc e per ora si presentano solo i personaggi? ci può stare, però allora dammi una lei trasudante sesso, me devi fà sentì il sudore se quella sta a fà il trasloco, ci capiamo? non darmi 2, 3 pose legnose e statiche e una terza di reggiseno, sennò non ci siamo.
per citare nomi fatti più sopra, in lanciostory c’erano veri capolavori di comicità sexy grottesca, Altuna, quel genio di Mandrafina…..capolavori.
per capirci ancora meglio il Pierino di Vitali è genio, il Pierino toscano è na mmerda. sò trash tutt’e due ma con estreme differenze. il Pierino di Vitali è “apparentemente” banale e scontato: “Marozzi Marozzi, e mo te porto dar carozziere!” (laddove uno si aspettava subito la rima) “perchè?” “perchè je famo i bozzi!”
Questo è quello che non riuscivo a dire. Questo è quello che mi aspetto.
Mi hai detto molto chiaramente cosa secondo te non va. Mi hai dato non degli enigmi da decifrare, ma dei punti ben precisi che per te non funzionano. Così è perfetto perchè io sono libero di appurare dal mio punto di vista, ciò che mi dici. Non mi interessa adesso il “dopo” (ossia se prendere o non prendere in considerazione) o almeno non è per me la chiave di volta.
La mia chiave di volta è: tu dici “quello per me non va perchè…” e io capisco il “quello”, senza possibilità di equivoci o fraintendimenti e il “non va perchè…” allo stesso modo, secondo il tuo rispettabilissimo punto di vista.
Adesso prova a fare questa analisi su una “cosa” del tipo:
“esatto, x me =. Fatto bene. ma qui, ancora queste cose… vabbè, iorido con difficoltà, lo so, xò…. sorry”
Non voglio intavolare una discussione con laura o con chicchessia. Banalmente, non ciò capito un cazzo, ecco.
Vorrei solo avere una critica mirata per aiutarmi a vedere delle cose che spesso chi fa una cosa non vede. Vorrei correggere quell’occhio del padrone che ingrassa il cavallo.
E a maggior ragione me lo aspetto da laura, che non è una passante sprovveduta ma ha tutte le carte in regola per farlo.
Aò, la fama porta onori, ma pure oneri ;-)
E comunque Fla, so contento che hai detto la tua!
PS: marozzi marozzi a me mi faceva morì!
che poi ci sono le cose positive eh mica no, tipo il verde ammè me piace. solo che sono abituato a correggere il lavoro dei miei collaboratori e quindi mi saltano all’occhio le cose…tipo prospettive che sono invece assonometrie, personaggi in secondo piano che sono più grandi di quelli in primo piano, vecchine che sono alte 3/4 di porta ecc….hehe sono malefico!
No anzi, hai detto una cosa verissima.
Se una cosa mi fa ridere penso che possa funzionare, poi inizia il difficile. Quando si pensa “a me fa ridere quindi sticazzi” ci si è solo fermati al primo step. :)
ho letto qualche commento e mi chiedo: non è che di fronte ad un’opera del genere, strutturata in un dato modo, con premesse che necessariamente condurranno (potrebbero condurre) la storia lungo certi binari, ci si senta nascere dentro una sorta di “ansia da prestazione”?
prestazione non degli autori, ma nostra, da lettori.
mi spiego.
non per quello che cotus e leon faranno, ma per quello che “noi” ci aspettiamo a questo punto?
la storia è divertente, i disegni belli e agilissimi, e allora cosa c’è che ci sta un po’ allarmando?
temo le nostre aspettative, come se fortemente volessimo che il proseguo non riveli quello che qui e li mi è parso di percepire, il timore di un prodotto che via via rischia di apparire “estraneo” all’alveo coreingrapho?
è una sensazione che ho iniziato a percepire dopo l’osservazione di skiribilla e la sua citazione di Lanciostory.
devo dire che i manetti bros erano venuti in mente anche a me, prima ancora che mak li citasse.
Allora occorre definire meglio Core non il lavoro di C&L.
Perché ripeto Core (nonstante Sofi si ostini a chiamarla rivista) non lo è.
E’ un cazzo di laboratorio di scrittura fumettata dove si prova ognuno tirare le proprie marce.
Poi, ce sta la moto, ce sta la porsche, ce sta la jeep e la bici del supermercato col famoso cambio shimano.
Tirare le proprie marce, non fare il rumore con la bocca imitando il Lamborghini Miura.
(non riapriamo la parentesi Lamborghini Miura verde lime, che mi viene un magone colle lacrime ogni volta che lo nomino).
Dice: ho visto laura partì con la sua morgan cabrio e affrontare i tornanti con una fluidità e una facilità disarmati.
NON E’ mò faccio pur’io le curve così.
No, è: mò ce la metto anch’io tutta per tirare fuori un po’ di armonia da ’sta cazzo di falciaprato che ho sotto il culo.
mi son scaldato?
e alla mia età non fa bene.
invece fan bene le critiche dettagliate.
che a volte anch’io mi risparmio ché è fatica assai…
ma aspetta che domattina alle 9 c’è la storia di Flaviano.
miiiiiiiiiiii
forchetta e coltello a bocconi piccoli me lo faccio
:)
domani mammazzano, lo so. anche perchè dopo mesi che non posto qua tutti s’aspettano chissachè. poco sanno i guai che ho passato, ma non li dico che poi sembra che mi giustifico.
siate clementi (tanto con la apri/chiusa da paraculo che c’ho messo sono inattacabile heheh)
Ho sempre pensato che i commenti fossero una ricchezza e ne ho conferma.
Core nelle intenzioni puntava la vero, al sanguigno etc… e in questo intento dichiarato e fumoso ognuno ha letto il suo (significato) tirando cose fuori diverse. a volte timide, esitanti, a volte buttandosi oltre l’oltre.
Una cosa però funziona davvero alla CORE: i commenti.
Menarsi e litigare pubblicamente è un’abitudine sana. A noi italiani manca la capacità di gestire il conflitto verbale. Ci buttiamo subito nell’insulto o nell’arrocco. Qui bene o male vedo noi italiani, ma anche la voglia di starsi un minimo a sentire.
Dopo sbollito, ovviamente.
Perché se un pizzico di vero in una cosa che ci ha fatto rode il culo c’è, poi, a freddo, dobbiamo e sappiamo ragionarci.
Ve’?
O mi sto illudendo io?
Oh, Mak, funziona anche il resto, su Core.
Dove lo vedi nel web un blog che pubblica storie (non solo singole vignette) a raffica di tutti i tipi e di autori i più diversi, cose inedite, sia di persone che fanno altri lavori che professionisti del mondo dei fumetti, alla pari, senza giocare a chi ce l’ha più lungo?
giorgio, ’sta cosa l’ avevo notata anche un altra volta. Io penso che la tua idea di lana d’ ombelico sia diversa da quella che ha inteso Makko qui in Core. Tu, correggimi se sbaglio, intendi una storia che implichi ricordi ed esperienze personali, come sono quasi tutte le storie pubblicate qui su Core. Questa invece è una storia, o l’ inizio di una storia, inventata di sana pianta (o almeno credo). Invece quando Mak ha creato l’ apposta sezione, intendeva infilarci dentro quelle cose da cantarsela e suonarsela da soli, storie che facevano riferimento ad altre cose successe su Core etc. etc. tipo gli amicicci del circoleto che si sfottono a vicenda.
Se quello che ho scritto è giusto, il tuo “finalmente” lo trovo un pò così, innanzitutto parecchio soggettivo, e anche un pò poco elegante, come se le storie che parlano di robe personali siano meno. Meno qualcosa, non lo so cosa, ma meno.
Io non riesco a pensare a una storia senza pensare a me, o almeno a cose vere che conosco, e poi magari a ricamarci sopra. Credo pure che nel caso di Cotus e Leon la cosa sia diversa perchè uno scrive e l’ altro disegna, e per quanto pecorecci possano essere i loro rapporti, sono sempre due ruoli diversi. Questo volevo dire: ravvediti! :)
No, non intendevo che la “Lana d’ombelico” sia “meno”, ma a me alla lunga la “non fiction” stanca, preferisco la “fiction”. Tutto qui. Detto che mi piacciono molto le cose autobiografiche quando sono fatte bene, ma leggere cose SOLO così poi mi sembra tutto un “io io io” autoreferenziale come succede nei blog, facebook, myspace ecc. Solo un po’ più evoluto perché invece che scritti dal signor nessuno che scrive sul suo blog i gusti di gelato che gli piacciono di più, qui si arriva più in alto… Ma una bella Storia ad un certo punto diventa anche più difficile da scrivere…
A me piace molto Edward Bunker, che nei suoi romanzi metteva sempre molti particolari della sua vita personale. Come adoro Kerouac, che lì di autoreferenziale c’è parecchio, ma grandi scrittori del genere non ce ne sono poi tanti.
Ecco, a me piacciono le storie come quelle di Bunker, il tuo vissuto personale non si sostituisce alla storia, ma serve da materia prima solo un po’ commentata con qualche pensiero filosofico o poetico, da tessuto con cui ricamare una nuova trama.
Sulla reale definizione di “Lana d’ombelico”, poi: boh.
Resta il fatto che certe storie autobiografiche qui su Core mi sono piaciute MOLTO, comprese le tue, Manlio.
Scusate, ho fatto un bisticcio andando ad aggiungere parole nel punto sbagliato della frase… la riscrivo:
“Ecco, a me piacciono le storie come quelle di Bunker: il tuo vissuto personale, non si sostituisce alla storia, una materia grezza solo un po’ commentata con qualche pensiero filosofico o poetico, ma serve da materia prima, da tessuto con cui ricamare una nuova trama.”
esatto.
la lana non la fa tanto io, io, io
ma i riferimenti robine circoscritte che si danno per scontati e universali.
come ho già spiegato in precedenza.
hehehe
Non ho nulla da dire sul disegno. Non è il tipo di stile che preferisco, ma nel suo genere è ineccepibile.
Sulla storia: dal mio punto di vista, il protagonista manca di motivazione.
Se, come mi pare di aver capito, il tema della storia è “un ecosistema in (fragile) equilibrio viene sconvolto dall’arrivo di un agente esterno” (ed è una bella idea, ben rappresentata dalla cacca/condominio calpestata dalla scarpa di Lola) (credo, ammetto di averlo capito solo alla seconda lettura che la scarpa apparteneva a lei), allora non viene mostrato abbastanza del fragile equilibrio in questione, e del perché il protagonista ci tenga o meno a preservarlo.
“se poi nel vostro condominio arriva una come Lola, diventano cazzi amari”
Uhm, perché? Ci viene detto, ma non mostrato, che Giacomo *non* deve cominciare a fare favori personali agli inquilini, sennò va tutto a bagasce.
Quindi è il suo essere devastato dalla brama di gnocca il problema, non l’arrivo di Lola.
Lola è pericolosa per lui in quanto bella gnocca, ma per lui soltanto. Che poi questo abbia l’effetto domino di sconvolgere l’equilibrio del condominio, è dovuto alla natura di Giacomo. Lola è lì solo per fare da catalizzatore.
Mi sta bene, non fosse che non sembra essere un equilibrio degno di essere preservato.
E’ contento Giacomo? Vuole che la sua vita non cambi? La signora Pina gli dà del pervertito. Il signor Samantha lo vuole concupire. La madre lo insulta. Passa il tempo a spararsi seghe. Uno potrebbe pensare che per uno così l’arrivo di una supergnocca sia poco meno di una intercessione divina.
Ma in questo modo, Lola non viene percepita (da me lettrice, almeno) come un pericolo. Non sappiamo se Giacomo voglia far bene il suo lavoro di portinaio, o se vuole essere all’altezza delle aspettative della madre. O meglio, sappiamo già che non lo è, ma non sappiamo se a lui importa o meno: l’unica cosa che gli vediamo fare per tutta l’introduzione è farsi le pippe. Arrivi o meno una bella ragazza a stare lì, che gli cambia? Che cambia agli altri inquilini?
Si può dire: si vedrà andando avanti. Sappiamo (dal blog) che esiste il personaggio dell’affittuario di Lola, e che può/potrà rappresentare una minaccia.
Tuttavia, non serviva molto di più perché l’introduzione stesse in piedi da sola, perché generasse il nodo del conflitto e quindi la curiosità.
Giacomo non sembra aver niente da perdere (al massimo, un’esistenza di pippe e di disprezzo sociale) e tutto da guadagnare dall’arrivo di Lola. Non viene da stare in pensiero per lui.
Un po’ meno pippe nell’introduzione (che, lo capisco, servivano soprattutto per le gag) e un po’ più mostrare il lavoro del portinaio, e avevamo qualcosa di più a cui tenere.
cerco di dirti il mio punto di vista. Sul disegno non mi esprimo, perchè io di disegno ci capisco davvero poco.
So dire solo mi piace – non mi piace. Per quanto riguarda la storia ti espongo punto per punto quello che avrei voluto esprimere.
> il protagonista manca di motivazione….allora non viene mostrato abbastanza del fragile equilibrio in questione, e del perché il protagonista ci tenga o meno a preservarlo.
Il protagonista non è il portiere, ma il condominio come entità. il protagonista sono le storie di tutti, che a volte si intrecciano e a volte no. Qui il personaggio primario (non il protagonista in generale, al limite il protagonista di questa situazione) è Segantini, ma solo per il ruolo istituzionale che ricopre: si entra in un palazzo e per primo si conosce il portiere. E il portiere di tutti i condomini ci tiene all’equilibrio.
Ma credo sia lecito il tuo quesito avendo come riferimento solo questo “spezzone”.
>“se poi nel vostro condominio arriva una come Lola, diventano cazzi amari” Uhm, perché? Ci viene detto, ma non mostrato, che Giacomo *non* deve cominciare a fare favori personali agli inquilini, sennò va tutto a bagasce.
Per spiegarti la frase conclusa di una storia che volutamente lascia una sospensione, dovrei mostrarti il seguito!
>Lola è pericolosa per lui in quanto bella gnocca, ma per lui soltanto.
No, Lola metterà in contatto persone che fino al suo arrivo si e non si rivolgevano la parola. Non è legato solo al suo essere gnocca, ma anche al suo, semplice, essere il fattore nuovo (gnocca o non gnocca, ma gnocca è peggio!).
>Mi sta bene, non fosse che non sembra essere un equilibrio degno di essere preservato
credo nella narrazione ci siano diversi elementi a dimostrazione del profilo borderline di questo equilibrio: va preservato perchè non può migliorare. Va preservato perchè senza di questo, tutto potrebbe andare peggio (Samantha potrebbe fare peggio che “tentare” di concupirlo, per un eterosessuale convinto, ovviamente).
>Uno potrebbe pensare che per uno così l’arrivo di una supergnocca sia poco meno di una intercessione divina.
Credo che per uno sfigato che si ammazza di seghe, l’arrivo di una così comporti solo una maledetta impennata nel “lavoro di gomito”. Io la vedo male, come offrire una pastiera di Scaturchio a un diabetico.
>Tuttavia, non serviva molto di più perché l’introduzione stesse in piedi da sola, perché generasse il nodo del conflitto e quindi la curiosità.
Hai ragione. L’ho pensato pure io. In tutto e per tutto. Ma qui se fai poco ti rompono il culo, se fai troppo devi sfrondare, se colori perchè colori e se in B/W cazzo potevì pure colorà. Era solo per dare qualcosa in più (che comunque non ritenevamo ci stesse male, fosse OT o altro) anche in seguito all’uscita dell’Osta Mannaro, dopo il quale mi sono trovate diverse scritte a titolo di insulto sotto casa a sottolineare la sua “cortezza”. (”Ce l’hai lungo come le tue storielle” e cose così).
>Giacomo non sembra aver niente da perdere (al massimo, un’esistenza di pippe e di disprezzo sociale) e tutto da guadagnare dall’arrivo di Lola. Non viene da stare in pensiero per lui.
Mi ripeto. Prendi uno. Setta il suo NSGC (numero di seghe giornaliero consentito) al massimo (warnig level). Dagli materiale per sfondare quella soglia. Siediti e aspetta.
>Un po’ meno pippe nell’introduzione (che, lo capisco, servivano soprattutto per le gag) e un po’ più mostrare il lavoro del portinaio, e avevamo qualcosa di più a cui tenere.
Su questo ci ho riflettuto, ma credo che senza avrebbe perso. Credo.
>Troppo lungo?
“Ma scherzi?” (citazione dal film “Ilona Staller incontra J. Holmes”)
Adesso posso io? Mi lusinga una così attenta analisi, grazie.
Tutte le vigne o le tavole o i fumettelli o le cose scritte qui sopra sono opere d'ingegno pubblicate da Coreingrapho sotto una Licenza Creative Commons. I rispettivi autori mantengono tutti i diritti sulle loro opere – ché, come si sa, qualsiasi licenza è solo per capire cosa ci si può fare, delle cose d'ingegno. In questo caso la licenza Creative Commons che abbiamo scelto permette a te che leggi di copiare e distribuire la vigne o le tavole o i fumettelli o le cose scritte qui purché a) ne riconosca la paternità tramite un link a Coreingrapho.com e b) non le usi per fini commerciali. Non puoi modificarla. Se però vuoi tagliarla per farla meglio stare in un post, ok – ma vacci piano che son opere che sotto sotto hanno la loro sensibilità. Per qualsiasi dubbio scrivi a info@coreingrapho.com. Spread the love.
arrivato per pri…aaahhhhh….
[Rispondi]
jd Risposta:
marzo 24th, 2009 alle 23:36
primo QUOTE.
gran bel lavoro, ragazzi.
[Rispondi]
marzia ercolani Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 12:09
Bellissimo….grandi!
vi adoro:-)
marzia
[Rispondi]
Esterzone Risposta:
maggio 21st, 2009 alle 17:29
Mi sento come un bambino che sta imparando a camminare.. Provo a lasciare un commento: pregasi astenersi da insulti, chiedo scusa in anticipo se sbaglio o disturbo qualcuno.
Leggo: – ” Rispondi” e clicco qui.
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Lo trovo dissacrante al massimo, con un vago retrogusto amarognolo. Come dire che si sghignazza imbarazzati.
O almeno io mi sono un tanticchia imbarazzata!!
[Rispondi]
Molto divertente, una delle migliori che ho visto da quando frequento il sito.
[Rispondi]
Le premesse sono ottime, i disegni pure di più. Se l’intreccio tra i personaggi si sviluppa parallelamente all’esposizione del bestiario umano siete i miei eroi.
[Rispondi]
[emo] Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 09:05
Al terzo commento ho già trovato quello da quotare senza dover scrivere nulla :asd:
A parte gli scherzi: inizio col botto, pur considerando la “facilità” del doppio tema.
Per ora, molto divertente e disegni ancora più belli che a colori e più d’impeto.
Bravi!
[Rispondi]
Finalmente qualcuno raccoglie l’eredità di script e ambientazioni nostrane e popolari. Er pomata, manzotin, mandrake, quanto mi mancavano ’ste maschere che avevano un minimo di radice (non le macchiette scempiate che si son riproposte nelle riedizioni vanziniane degli ultimi anni).
C’è ambientazione, ci son le maschere e s’intravede storia.
Per me un enorme passo in avanti di C&L.
(aridaje co’ ’sti passi avanti)
Non avevo grossi dubbi, ma ’sto ricchione di Gas ci piglia anche col b/n.
eccheccazz.
Il blog accessorio con la presentazione dei personaggi e illustrazioni sparse, è una chicca che dà l’idea di progettino ben curato.
Bene!
[Rispondi]
riccionascosto Risposta:
marzo 26th, 2009 alle 08:46
Non per dire, ma pure Cotus e Leon hanno il blog accessorio (e sì, la presentazione dei personaggi è una chicca, e pure molto utile. Mettete la mamma anche di là, please? Così non si “perde” per i futuri visitatori…)
Per il resto, siete già i miei eroi per la 126 ;)
[Rispondi]
Una goduria! Disegni e testo, e anche lunghezza, che ogni scroll mi dicevo: fa che non sia finita.. :)
Proprio bravi.
[Rispondi]
… io voglio vivere in questo condominio, vi prego datemi l’indirizzo!
ho visitato il vostro blog del Condominio e ho abbandonato la religione, ora siete voi i miei riferimenti!
grandi…
[Rispondi]
ahahahahh bellissimo inizio.
io non vedo l’ora che arrivi “tre senza levà”.
leon (sei tu il lesionato che che scrive, vè?) vedi di stare sempre alla stessa altezza della presentazione dei personaggi, che se no son mazzate.
[Rispondi]
Leon Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 15:12
sono contento ti sia piaciuto!
Si comunque, il lesionato sono io ;-)
Cerco di tenere testa, anche se Gas con i suoi superdisegni aiuta….ah se aiuta…!
grazie
Leon
[Rispondi]
le premesse sono molto interessanti,
la storia inizia ad incuriosire (che nell’incipit è fondamentale)
e i disegni sono ben studiati
(a parte un ombrello nero e una giacca che cambiano posizione ;)
(scusate ho letto troppo “trova le differenze” sulla settimana enigmistica :p )
per ora complimenti :)
ps. a che numero è il condominio? visto che è lui il protagonista :)
pps. se mi dite anche a che piano abita Lola sarebbe perfetto ;)
[Rispondi]
Un vero taglio!!!! ottile sia le illustrazioni che i testi….veramente grandi!!
Complimenti
…a quando il secondo episodio???
[Rispondi]
Sentite: in questo fumetto c’è un tocco di genio che non è solo il disegno (bello il b&n), la storia, il ritmo e compagnia cantando. Qui il tocco di genio è una vicina, bbona come il pane, che arriva a tempo a tempo e che si chiama LOLA!!!!!!! LOLA ci pensate? Chi nella vita non ha desiderato una vicina di nome LOLA, ditelo…. CHI? C&L, chapeau e andiamo avanti! :-)
p.s.: Lola si chiamava anche il Totò che in Totòtruffa fregava il proprietario di casa “Lola, mi chiami Lola… ma che fa con quegli occhi, lei mi spoglia… spogliatoio!”
[Rispondi]
Rael Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 10:33
come non dar ragione a Dirk -e a Wally, soprattutto. Quotando che così viene fuori un robo stile grappoletto di barbera appicciato al graspo.
mi piace questo riferimento a Totò, che si allaccia ancora di più all’omaggio consapevole oppure inco a Manlio con quella scarpa, nello stile, e al compito “parla della tua scarpa” della Scarpa.
Scarpe, scarpe ovunque!!!!
ps: io NON ho mai desiderato una vicina come Lola, sinceramente.
[Rispondi]
Qua, comunque, uno dei due, o entrambi, ha letto almeno le recensioni de L’Eleganza Del Riccio.
[Rispondi]
Mi avete ricordato certe robe di un autore argentino(?) straordinario: Carlos Gimenez (non Juan, eh).
Quello di “Los Professionales”.
E’ bella bella.
Belli i personaggi, bella l’ambientazione.
I disegni di Gas in b&w mi piacciono tanto (ma si sa, ormai s’è capito che c’ho la fissa). Essenziali e stilosi il giusto.
Sai cosa Leon? Sarebbe stata ottima anche se fosse finita sul primo “pervertito!” – quando lui apre la porta a lola e le dice che stava guardando un documentario.
Il che vuol dire che è buona sul serio, dal mio punto di vista.
Da oggi sono ufficialmente un vostro fan.
[Rispondi]
Leon Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 15:04
Grazie Harlock,
ma arrivi tardi: siamo noi tuoi fan da prima di te. Ma a parte le fregnacce tipo “Uh, grazie”, “ti voglio bene”, “dammela” e tutte le cose smielate che si dicono gli innammmorati, quando cazzo tiri fuori qualcosa per Core?
Noi ti si aspetta, eh?
[Rispondi]
Harlock Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 15:29
Eh,
sto facendo apposta per aumentare l’hype. :)
Arriverà, dai.
anche se ad agosto non so quata gente ci sarà collegata su Core..
(scherzo, si sappia)
[Rispondi]
ammemmi fa venire in mente 4 film: la comunidad, delicatessen, così parlò Bellavista, Totò e la banda degli onesti. E’ un pò un altro genere rispetto alle cose introsprettive eemozionanti di Core, ma è fatto e pensato con svariati testicoli in più alla normale dotazione umana: bravi Cotica e Lone. 2 cose: mi piacerebbe vederlo senza il riquadro verdepistacchio, giusto per curiosità, e poi mò non facciamo che l’ oste mannaro lo lasciate appeso che noi stiamo comunque aspettando.
[Rispondi]
Harlock Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 12:48
Giusto, ecco cosa non mi tornava, c’ha ragione il manlio: forse il riquadro verde pistacchio rompe un po’ u caz.
Vabbé, mi zittisco subito.
Stavolta semmai me lo cancello da solo con photoshop, giuro..:)
[Rispondi]
Leon Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 14:58
“Così parlò Bellavista”: grande Manlio, GRANDISSIMO film.
Su Totò non commento, per me un idolo.
Per l’Oste mannaro: l’attesa verrà ripagata!
Grazie furia
[Rispondi]
manlio3 Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 16:28
se vogliamo fare più i fighi, mi ricorda anche un bel pò l’ alveare umano del palazzo der pasticciaccio brutto de via Merulana, altro che Ricciopasticcio là…
[Rispondi]
makkox Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 17:06
anche Critters a ’sto punto.
mettemoceli tutti li condomìnii
[Rispondi]
Rael Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 17:12
Coreingrapho, l’unica rivista che ti mette er monnezza e perec assieme. chettelodicoaffare!
[Rispondi]
Ho perso circa 2 ore a capire se mettere il verde di fondo o meno.
Come mi ha scritto un mio amico:
“l marone verdone me ricorda addirittura certe facciate de certe palazzine de merda de Roma de merda” e in realtà era proprio quello che volevo ottenere ma lui essendo un architetto piuttosto catzuto sicuramente si è trovato facilitato nel compito. :).
Quando ho letto i testi de “il CONDOMinio” x la prima volta, non so x quale motivo ma sono letteralmente sprofondato in una serie di ricordi legati a quella bellissima Roma dalla mia infanzia (non so se era veramente così bella ma i ricordi colorano tutto di un bel verde rilassante, CHE SAUDADE!…). Parlo degli anni 80 in cui la gente girava vestita come dei circensi con colori agghiaccianti, capigliature impossibili e macchine di latta color pastello… MIODDIO il “SI”… Quanto cazzo era bello!
PS: Tranquilli, “L’Oste Mannaro2″ è già in lavorazione, anzi metà è già pronto.
Il problema di Cotus & Leon (come ho già detto anche a MAKK) è che estrapolarli dal contesto nel quale nascono e inserirli in delle strip brevi è decisamente complicato. (si tratta comunque di un albo di oltre 60 pagine).
La vera forza di C&L sono tutta una serie di personaggi secondari che nessuno qui ha ancora visto (x fortuna vostra!!!) e che spero conoscerete presto.
GRAZIE A TUTTI!!!!!!!!!!! :D
[Rispondi]
Harlock Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 14:27
Ho visto pure il blog.
E capisco solo ora che il verde fa parte di una precisa scelta narrativa (un trait d’union. Quasi un tema direi).
Per cui niente Gas, dimentica il mio commento precedente.
[Rispondi]
Gas Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 14:29
SMACK!
[Rispondi]
Leon Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 15:08
Socio (con la S, non con Fr come al solito)
voglio farti pubblicamente i complimenti: in neanche due settimane da quando hai letto soggetto e sceneggiatura, hai tirato fuori un MONDO INTERO. Vederla montata e finita così, mi fa godere com’ nu puorc.
A proposito, forse te l’ho già detto ma nel dubbio mi ripeto: in B/W ti puzza veramente fortemente il culo.
Ma veramente fortemente.
Tua
Leonessa
[Rispondi]
makkox Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 17:09
hehehehe…
e io che piangevo perché non c’erano più in giro i film di tomas milian cor monnezza.
me leggo i commenti e passa la nostalgia.
:)
troppabbelli
[Rispondi]
mi piace perché voglio sapere che succederà poi, l’attesa è bella. e voi lo sapete e lo fate apposta. vedi oste mannaro…
mi piace perché oltre alla storia che ci aspetta ci sono dei personaggi forti, dei caratteri (non lo so come si dice- ma ci siamo capiti però) dei tipi?, vabè insomma. voglio sapere che faranno, come saranno, cosa diranno.
mi piacciono i disegni, assai assai. poi quel verde dello sfondo e dei semi di sesamo: mi piace ma non ho capito perché. mi sa che ci sta proprio bene. è un richiamo voluto? non lo so. queste sono cose di voi che disegnate. a me è piaciuto. mi interessa solo questo.
che siete i mie preferiti l’ho già detto.
però insomma, sempre femmine fighe a far girare la storia! ma un eroe bello e dannato col cappotto a 3 quarti e il bavero rialzato no eh?
vabè. bravi e belli comunque.
[Rispondi]
più johnny logan che alan ford, con una secchiata adolescenziale dei giornalini squalo.
e poi l’anima di carlos meglia che si risveglia nelle dita di Gas.
l’eleganza del riccio c’è, magari casualmente, come rael snasa.
teniamoceli stretti, prima che l’Eura se li rubi.
o l’hanno già fatto?
sana commedia trucida e sanguigna.
ancora.
E.
[Rispondi]
Rael Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 15:59
se in una delle prossime arrivano le ricette di cucina e un giapponese murakamiko si presenta assieme a Samantahhh abbiamo la quadratura del cerchio. ;)
[Rispondi]
Leon Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 16:17
In realtà me lo ha regalato un amico.
Non so se lo scambio è stato alla pari (io gli ho regalato “Il mambo degli Orsi” che se non avete letto sarebbe il caso di:
1) uscire ora di casa
2) andare da Feltrinelli e comprarlo
3) tornare a casa, divano + copertina + infuso ai frutti rossi
4) leggerlo e vi sentirsi male dalle risate.
Per ora GIURO che non lo ho neanche toccato. Ma mi state inculcando curiosità a mille.
Anche perchè alcuni me ne hanno parlato bene, altri meno. E io sono come San Tommaso!
Grazie E.
Leon
[Rispondi]
Rael Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 16:22
eeeeh… va a gusti. l’importante è che se ti dicono “qua c’è il primo!!!!” je risponni: “prima er seconno”.
Beautiful!!! Man I am so jealous. What a great artwork. Awesome!!!!!!
[Rispondi]
tanto di cappelO…mi adottate???
[Rispondi]
son contento per motivi miei.
ma più orgoglioso che contento.
:)
lo dovevo dì!
[Rispondi]
Leon Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 17:20
Ma lo sai che pure io so contentone?
E sono pure molto orgoglione!
E rido, rido, rido. Ma che cazzo me rido?
Coredepezza? No, grazie.
Coredelatta? Mmmm… No, No grazie.
Coredemammatua? T’ho detto no, zi.
Corecomentreno? Noneeeee.
(S)Coreggia? NOOOOOO! Te ne devi ‘nnare!
(tutti insieme saltellando) Coreingrapho, c’è solo Coreingrapho, un coreingraphooooooooooooooooooo!
[Rispondi]
Harlock Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 17:22
Eh no.
A sto punto ce lo devi dire.
De che sei contento, eh?
Non lo sai che le gioie van condivise che a tenersele dentro fan male, eh?
(o erano i dolori..?)
Vabbé, dai, s’è capito.
Ma se devi dirla dilla tutta. :)
[Rispondi]
makkox Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 17:40
le cose fatte bene “chiamano” a far bene.
ho sempre creduto in questo: tirare più che spingere.
son contento perché lo vedo succedere pian piano.
:)
[Rispondi]
Ehm.
Cioè.
Aspetto il seguito, perché finora non ho visto nulla che non abbia già letto svariate volte.
Il portiere maiale con la mamma brontolona. Cacace/Samantha. La bonazza che arriva come regalo dal cielo.
Sui Lanciostory del primo decennio storie così erano abituali, per dire :-)
M’è piaciuto il simbolismo della cacca coi semi di sesamo.
Comunque son pronta a meravigliarmi, eh!
[Rispondi]
laura Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 17:45
esatto, x me =. Fatto bene. ma qui, ancora queste cose… vabbè, iorido con difficoltà, lo so, xò…. sorry
[Rispondi]
manlio3 Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 17:51
eccallà: STRATATANGELO! e fu così che cotica e loene dopo un’ euforia iniziale, entrarono in analisi…
[Rispondi]
Leon Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 18:04
Laura,
il tuo parere lo aspettavo, perchè mi interessa.
Però fa il favore a Leuccio, aiutalo a farlo crescere: levà un pò di puntini e metti un pò di parole ;-)
Nel senso: “ma qui, ancora queste cose… vabbè, iorido con difficoltà, lo so, xò…. sorry”
Che per me è un pò come dire: si bello ma ci vorrebbe un pò più mmm e un cicinin (che mi sa che si dice dalle parti tue) meno aaa. Tipo Antani sblindalasupercazzola, non so se mi capisco.
E poi te credo che vado in analisi!
Se ti va di dire, ovviamente.
[Rispondi]
makkox Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 18:29
mannò, laura (come skiri) dicono che siamo ancora nel cliché.
che non ci s’è inventato nulla.
punti di vista e d’approccio.
magari s’aspettano di più e diverso.
io invece m’aspetto di ri-vedere cose che noi buttiamo spocchiosamente nel bidone dei rifiuti, che poi arriva qualcuno d’oltreoceano, le prende, le rilegge (bene) e ce le rivende a peso d’oro. e noi paghiamo.
tutto sta nelle aspettative.
io non m’aspetto la rilettura del genere pop da parte di un genio.
m’aspetto proprio il pop. che non c’è più. ce il pop manga, il pop ammerigano. e imitazioni varie.
tipo io adoro i manetti bros, perché son quel che sono e parlano la lingua der popolo. non “of the people”.
certo, se li programmi in una rassegna novelle vague non va mica bene.
dice: la pasta e facioli è risaputa, è vecchia. trovassi un ristorante che me la faccia come si deve da ’ste parti. NO, tutti con i trionfi di aragostine e il FARRO in zuppa di comedoni.
e così niente pasta e facioli.
OH
anch’io m’aspetto di più.
ma più così.
non più altro.
:)
solo per dire la mia in merito all’osservazione della maestra 1 e della maestrina 2 e offrire una chiave di lettura (se non di comprensione).
hehehe
nessuna polemica.
[Rispondi]
Leon Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 18:39
Mak, lo dico perchè sul serio mi interessa il parere di Laura.
Se non lo ritenessi utile, non chiederei e lascerei correre.
Non che cambierò i miei riferimenti, ovviamente: è solo per capire cosa una persona si aspetta, e valutare se posso arrivare a toccare le sue corde o meno. Tutto qui, eh, niente polemica. Non OGGI.
Oggi solo dialogo costruttivo ;-)
ciaobbelli!
Leon
laura scarpa Risposta:
marzo 26th, 2009 alle 08:43
nn ho capito se devo fare attach qua o più sotto… per dire che non sono poi tanto furba.
Sai che? mi spiego, all’inizio ero contentontona della storia, si scorre bene (a parte – posso dirlo? – quel titolo troppo peeso graficamente, ma son bazzeccole), be’ un po’ troppo da leggere, penso, mi stufo un po’… perché mi stufo? perché mi ritrovo a leggee le cose che ho letto troppe volte e sarà che io skiri siamo di quella data lì, voglio dire che ci siamo sciroppate anni 70 80 90… voi nascevate, insommma mancano delle novità, ma nn per il tema e i personaggi, ma perché non mi pare si aggiunga l’oggi al sempre. Il trans, cazzo, lo sipoteva fare così in alan ford, acco, nel, chessò, 72, 75? tutto il rispetto e amore (amore mio nn troppo, veramente) e ammirazione per il vecchio af, ma insomma siamo oggi, qualcosa sarà cambiato nelle teste, nei modi? (mi direte che è cambiato sempre troppo poco e avete ragioneacc). Tutto qui. Magari nella seconda puntata si svilupperà, ma dovessi andare a cercarmela, non lo farei (tipo in edicola)
Snellire i testi e dire qualcosa di più partendo dagli amici, da appunti più veri, secondo me il brodo s’allunga a metà, fino ad arrivare alla tipa lì. Professionalissimo, un po’ diluito, ecco critiche tecniche. De core invece, de core mio? è che su coreingrapho pensavo ci si mettesse più in gioco. e che la critica dei lettori si fermi quando qualcosa non si capisce e plauda se tutto score come l’olio, forse mi rirrita perché mi sfiducia nell’umanità leggente.
Non a voi leon e Gas, che raccontate giustamente quel che vi va, e magari, discutendo, variate e diventate super-bravi che già siete su una buona strada, ma a chi racconterò le mie storie se non a te, vladimir? così cito beckett e faccio la spocchiosa intellettuale.
A chi? se i giornali dicono oggi, davanti a una grande autrice: “facciamo un articolo se la accostiamo ad altre donne autrici…” ma capite dove stiamo? altro che nuovo mondo, per questo ieri ero nervosa!
ho torto.
scriviamo le vecchie cose. siamo in un brutto mondo.
leon, personalmente avrei voluto solo qualche sfrondata ai testi, scegliendoli di più, e poi nn amo le storie a puntate qui su core (capito mak? ;)) ma se lo sono ogni puntata deve avere un suo senso compiuto.
buon lavoro!
Rael Risposta:
marzo 26th, 2009 alle 09:54
prendiamo atto, Laura, che neanche dire il proprio con il proprio linguaggio va bene, e passa per spocchiosità intellettuale. se questo è un laboratorio prendiamo atto che dobbiamo liberarci di tutto il background, mandarlo al macero, scordarcelo e fare i fighi alla ricerca del nuovo linguaggio. che ce ne facciamo di tutti quei Lancio e Intrepido negli scatoloni? via, via, non assimiliamo, abbiamo studiato architettura? che ci frega di fare il palazzo del viale romano che ricorda il condominio di perec, anzi, sia mai! sperimentiamo nuove forme!
la cacca come in Spank? via via, nuove forme di cacca! commentare richiamandosi al proprio vissuto? via via, che fai, vorrai mica citare Beckett per dire “teatrale”! ma siamo matti? roba nuova! “tebeckkk”!! che fa figo, non impegna e mi richiama i manga.
per non avere niente, poi, alla fin fine, perché, per me, sperimentare è anche mettere quella Lola che ci ha fatto sudare da ragazzini. bene o male, quello lo sa l’autore alla fin fine, dentro di sé. sa lui se davvero ha fatto una marchetta alla Baricco andando incontro ai gusti dei lettori, alcuni lettori, oppure si può dire da solo: non so se sia bello o brutto, ma a me ha soddisfatto.
Leon Risposta:
marzo 26th, 2009 alle 11:02
Se questo è il filone di ragionamento, allora in tutto c’è un pò di tutto. Smettiamo di fare qualsiasi cosa, tanto un pò qui e un pò lì la si è già vista. Per me, troppo banale. E anche troppo facile da usare.
Assolutamente accettabile come ragionamento sia chiaro, ma assolutamente non condivisibile per il mio punto di vista.
E’ un parere dato spassionato, e come tale lo acquisisco e rispetto.
E premesso che apprezzo quelli che le cose te le dicono semplici come sono vorrei dire due cose, fuori dai denti perchè è giusto chiarirsi, senza astio o cazzate del genere e sempre rispettandosi, magari per conoscersi meglio:
1) ammetterai che tra questo post e la risposta al 20 di Skiri (che comunque era argomentato) “ce passa ‘n treno”. Grazie per il seguito, quello mi serve e mi da indicazioni utile.
2) sincero per sincero: quel tuo “è che su coreingrapho pensavo ci si mettesse più in gioco” lo penso anche io. Ma io lo faccio anche, e da C&L, su cui lavoravamo già, siamo passati “solo-per-Core” ad un’altra cosa (bella o brutta) con nuovo soggetto, nuovi stili grafici. Stravolgimento totale (con rischi annessi). Tu mi hai colpito molto con la tua prima strip, ma segui con la seconda, ti barrichi nel il tuo “solito” stile che apprezzo, sia chiaro). Quel tratto che nel tuo tumblr seguo da tempo. E fai cose che sensibilmente toccano, ma con semplicità. Un lutto, una storia di vita vissuta in cui tutti si possono rispecchiare se stessi. Ma quella, per me, è la tua tana. Lo sai fare e anche bene. Lo sai tu, e anche chi ti conosce. Sai che ci sarà “l’applausetto”. Ma non mi dire che ti stai mettendo in gioco, perchè a mio modesto parere, se c’è qualcuno che qui non rischia o rischia poco così, sei proprio tu. Fammi vedere chi non so tu sia, non ostentarmi chi già conosco.
senza voglia di discutere alcuna.
Leon
PS: sta cazzo de frase finale me piace proprio e me la so inventata mò.
PPS: avrei potuto anche solo quotare RAEL, ma è meglio così, almeno ci si conosce meglio.
Buona giornata
laura Risposta:
marzo 26th, 2009 alle 11:50
già mi sto discutendo, infatti. Mettersi in gioco forse è sbagliato. Tirare fuori il cuore era quello che mi immagino da core.
volevo finire una trilogia di vita e ricordi. Nella mia vita ho inventato sempre storie e mai raccontato le mie (l’ho fatto un po’ in Blue,ma in modo diverso), dunque questo è nuovo pe me, mi spiace, non è quello che faccio sempre.
però boh, farò qualcosa di inventato se ne avrò l’idea. Inn questo momento per me e solo per me eh, il blog era trovare questa strada di analisi e ricordo.
ma non la vorrei in tutti, dicevo di storie più aderenti all’oggi, non al mio quotidiano,mio.
Si possono usare le modalità stereotipate se ci si lavora e aggiunge.
dico per me e @rael, mai riuscita la leggere lancio story o tex, ognuno ha i suoi gusti.
Mi sono anche, senz’altro, spiegata male. meglio che sto zitta e disegno.
baci
buon viaggio :)
makkox Risposta:
marzo 26th, 2009 alle 12:11
in quei film di merda (capolavori di genere per me) che sono il recente ciclo dei pirati dei caraibi disney, jack sparrow (il protagonista) ha spesso tra le mani una bussola “speciale”. La bussola non indica il nord ma l’ago punta alla cosa alla quale più tieni, o meglio: desideri.
Ecco: chiunque prende in mano core si trova con questa specie di bussola tra le mani che punta all’espressione del sé.
Quel “buon viaggio”, Laura, io voglio leggerlo così.
Ognuno fa un percorso diverso verso cose diverse.
Ovviamente è facile che capiti che uno gridi all’altro “ma n’do cazzo vai? stai a sbaglià rotta, stai andà a zig zag, stai a tornà indietro! vai lento, metti più vela!” tutto ci sta. occorre aver fiducia nel fatto che ognuno sta effettivamente cercando di cavarsela nel suo viaggio e non sta comodamente alla fonda, senza muoversi.
io ’sto movimento lo vedo, magari storto, magari esitante, ma c’è.
certo, ognuno va in un posto diverso. in qualche modo, però, uguale.
laura Risposta:
marzo 26th, 2009 alle 12:21
assolutamente sì, mak.
scriverò di meno solo perché nn so spiegarmi.
e nemmeno capire a volte, @rael, non c’ho capito un h di ciò che m’ha risposto ad es.
allora sto zitta.
cmq nn sono lettrice di certi fumetti,ma non tolgo la stima a chi li fa, che spesso sono amici e bravi. magnus per dire uno ;) con alan ford dicevo…
ho visto una volta un film americano vecchio in tv. Un regista intellettuale finisce in una prigione campo di lavoro, lì finalmente danno un film che fa ridere e i carcerati ridono. e questo è bello, lui lo capisce che quel cinema serve.
siamo tutti carcerati e se qualcuno ci aiuta ridendo è bello.
poi come carcerata non so, ma io rido con alcuni sì e altri no.
sì buon viaggio è questo, ognuno la sua rotta in QUESTO mare.
ri-baci
Rael Risposta:
marzo 26th, 2009 alle 12:18
laura, non è questione di spiegarsi bene o male. hai le tue opinioni, supportate da anni di lavoro e occhio fino. per saper scegliere cosa va e cosa non va.
non lo metto in dubbio, e mi ci inchino senza problemi.
il fatto è che dici chiaramente che è spocchia intellettuale trovare “letteratura” in un fumetto. perché, mi chiedo. che male c’è. significa, allora, che consideri tu stessa il fumetto “serie B” della lettura, non degno di essere letto anche nei riferimenti. vuol dire allora che fumetto è cacca-pipì e onomatopee varie. che noi che non siamo addetti ai lavori dobbiamo limitarci a dire “bello” oppure “brutto”. perché, scusa. poi, avrò travisato io, eh. mi metto dalla parte del torto a guardare le fronde, zitta e muta.
laura Risposta:
marzo 26th, 2009 alle 12:45
sbagliataaaa ti sei sbagliataaaaa
io dicevo di mME spocchia intellettuale.
il fumetto è tutto, come la pittura e la lettratua, dal romanzo rosa, al giallo mondadori a ulisse.
Qualità diverse, ma anche tipologie.
x questo dico zitta (a me) che nn mi spiego, non per le mie idee e di quello che avevi detto poi nn avevo capito niente e tu neppure così siamo due deficienti? mah…. :D :D :D
Rael Risposta:
marzo 26th, 2009 alle 13:10
adesso vengo lì e TI IMPARO a usare la tastiera.
NO, LAURA, le penne qui nella scanalatura tra i tasti F e i numerini, NO.
NO LAURA, non puoi appoggiare il cellulare sul riquadro numerico, no.
NO LAURA, QUELLA BARRA SPAZIO NON E’ UN GRISSINO.
ammè dice Defi, ammè. che Ciente.
(;D
riccionascosto Risposta:
marzo 26th, 2009 alle 13:23
No, vabbè.
In effetti non ho granché da dire, ma voglio vedere fino a che punto si spingono le cornici concentriche
(a proposito, sono dovuta andare a capo perché non vedevo più il resto di quel che scrivevo).
Spocchia o non spocchia, riferimenti letterari o meno (visto che ci sono lo dico), i gusti sono gusti e io
Lanciostory lo leggo da quegli anni lì (anzi, lo colleziono). Quindi, nel bene o nel male, sono quelli i miei gusti.
Poco raffinati, ho capito (ma ho conosciuto l’Eternauta proprio grazie a quello, e se lo rileggo ancora, ora, è
sempre grazie a LS).
E per me dire che alcune tavole di Gas, di là, mi sembrano le copertine di Skorpio non è un insulto, anzi (e
penso sia l’effetto voluto). Per voi, invece, sì?
Rael Risposta:
marzo 26th, 2009 alle 13:34
per me, no.
Skiri Risposta:
marzo 26th, 2009 alle 13:44
Ma neanche per me.
Se ho scritto che su Lanciostory c’erano storie simili non era per denigrare ma per confermare che ne pubblicavano di ogni tipo (Eternauta, certo, e Dago e Alvar Mayor e si potrebbe continuare per ore) e quindi anche storie così. Punto.
Uno è libero di saperlo o meno, dipende dall’ETA’, come non manca di sottolinearmi Rael un giorno sì e l’altro pure :-D
In fondo volevo solo dire che in CONDOMinio non avevo visto la magia.
Nella altre cose che Cotus e Leon hanno già proposto, invece, sì.
riccionascosto Risposta:
marzo 26th, 2009 alle 13:58
Alvar Mayor! Lo sai che l’avevo dimenticato? Breccia. (Appena sentito il nome, un cappello e
una piuma mi si sono parati davanti).
E che dire di Yor, o di Barbara? (Ma vabbè, sono fumetti che ho amato, e denunciano pure la mia età :D )
No, Skiri, non dicevo per te.
Era solo che quella cosa di Skorpio a me sembrava un complimento e lo volevo scrivere, poi però
ho avuto paura sembrasse un insulto, e volevo chiarire :)
Il fatto è che, se è vero quello che dice Makkox, che la ricchezza di Core è anche quella dei commenti,
qui da poveri profani quale sono io ci si sente un po’ in soggezione, talvolta.
Tutto qui.
Rael Risposta:
marzo 26th, 2009 alle 14:03
cercasi Lancio o Skorpio di (ehm) almeno 25 anni fa, periodo natalizio, storia del Giovanni Battista e Salomè disegnato in stile liberty.
NON era quello famoso illustrato di oscar wilde.
dai bastardi, rovistate in cantina.
fatelo per Raelina.
dai.
Gas Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 18:28
Si sono cose che ho ho già visto, lo leggevo anche io Lanciostory… La solita PALLA… Il portiere, Cacace… Li ho avuti anche in real dei fenomeni del genere nel mio palazzo.
Però mi chiedo; per quale motivo ho rischiato il soffocamento con arresto cardiaco annesso quando x la prima volta ho letto la sceneggiatura di Leo?
Perchè sei un idiota direte voi. Ed è con immenso orgoglio che vi rispondo di SI!
Bah, sarò di parte ma… LEO SEI NA FURIA!
Ognuno dovrebbe avere un TE nella vita x dare una botta di colore al GrigiumePUZZOSOdiCACCAalSESAMO di tutti i giorni.
E mapperò, purltroppo per voi, cielo solo io il Leo personale! :D
[Rispondi]
flavious Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 18:42
attenzione però a questi discorsi perchè è un rischio pensare a se stessi e non ai lettori, ci va una giusta via di mezzo, come ha detto rrobe a proposito di gipi “ha una capacità che manca a molti autori italiani che si vedono in giro ultimamente: quella di saper raccontare il proprio personale, rendendolo universale.”
è difficile lo so bene.
[Rispondi]
flavious Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 18:44
ok, mi sono espresso male, non mi riferivo alla storia ma al pensare “a me fa ridere quindi sticazzi” nel senso di non perdere d’occhio che il fumetto è comunicazione e la comunicazione è anche saper farsi ascoltare.
Leon Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 19:11
OK Fla, ho capito bene quello che intendi. Non badare a Gas, lui è segretamente innamorato di me ma non ha il coraggio di dirlo a casa (perchè viene daa Calabria Saudita) e quindi facciamo finta di essere solo amici, ma manifesta questo suo impulso protettivo come meglio può. Di solito può dimmerda.
Ma proprio perchè qui comunichiamo ho bisogno, credo come tutti quelli che si misurano qui dentro, di un parere si onesto come dice Mak, ma esplicito. Poi starà a me, come a tutti, scegliere se dire:
1) “sti cazzi, mennafutto” oppure
2) “si, ha ragione forse devo rivedere qualcosa”.
Ma a monte di tutto questo, converrai con me che, nella comunicazione, in generale, ci sono “testi”(messaggi, frasi, post, fumetti, cartelli stradali, scritte nei cessi, sms, numeri di telefono di Mak in autogrill, ecc) che vanno condivisi tra gli interlocutori. Ci vuole la sicurezza che il messaggio dell’emittente sia non solo ricevuto, ma anche correttamente “tradotto” dal ricevente. Tutto qui. In soldoni: io nun ho capito.
Comunque mi fa piacere che tu e Mak partecipate a questi scambi, perchè, secondo me, aiutano il tutto ad evolvere in meglio.
Ariciaobelli
Leon
makkox Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 19:14
io sono per “a me fa ridere e allora sticazzi”.
l’errore è credere di essere unici. e quindi paura di restare soli e inascoltati.
per me, ma non ipotesi, esperienza, se uno dice il suo come piace a lui, trova uma marea di simili che non s’aspettava esistessero.
poi la capacità di comunicare bene (non a più persone), solo bene, quel che si ha dentro MA NON al lettore: alla carta, al monitor, quel che è, è un processo di crescita inconscio.
certo, il feedback aiuta. più a coltivare quel che (ti confermano) aver fatto bene che a tagliare dove (ti fanno notare) hai fatto male, però.
ripeto: è la mia esperienza, non son regole.
flavious Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 19:29
ci ho messo dei buoni 5 min a trovare DOVE fosse il commento nuovo, sta cronologia sfalsata, risposta della risposta, non quella, quella prima, mi turba…..
tu lo sai concordo sul fatto che se fa ridere o piace a se stessi è un buon metro di giudizio ma come base però, poi uno si deve porre una serie di domande secondo me, è d’obbligo ed aiuta a trovare da soli i punti deboli del proprio lavoro. il mio proff di regia mi diceva una cosa: fatti venire un idea buona e poi chiediti “oppure?” e trovane una ancora meglio o diversa.
mi esprimo pure io sul fumetto, non lo volevo fare perchè risulto sempre pesante, noioso e conoscendomi tendo a vedere solo i lati negativi delle cose.
la cosa che mi tiene attaccato davanti ad un film trasharolo sono: la volgarità estrema e spesso spiazzante, le curve delle bonazze. ecco questi pilastri del genere non ce li ho trovati. nel senso ok, bisogna rodarsi con battute dialoghi ecc e per ora si presentano solo i personaggi? ci può stare, però allora dammi una lei trasudante sesso, me devi fà sentì il sudore se quella sta a fà il trasloco, ci capiamo? non darmi 2, 3 pose legnose e statiche e una terza di reggiseno, sennò non ci siamo.
per citare nomi fatti più sopra, in lanciostory c’erano veri capolavori di comicità sexy grottesca, Altuna, quel genio di Mandrafina…..capolavori.
per capirci ancora meglio il Pierino di Vitali è genio, il Pierino toscano è na mmerda. sò trash tutt’e due ma con estreme differenze. il Pierino di Vitali è “apparentemente” banale e scontato: “Marozzi Marozzi, e mo te porto dar carozziere!” (laddove uno si aspettava subito la rima) “perchè?” “perchè je famo i bozzi!”
Leon Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 19:48
Ecco! Perfetto!
Questo è quello che non riuscivo a dire. Questo è quello che mi aspetto.
Mi hai detto molto chiaramente cosa secondo te non va. Mi hai dato non degli enigmi da decifrare, ma dei punti ben precisi che per te non funzionano. Così è perfetto perchè io sono libero di appurare dal mio punto di vista, ciò che mi dici. Non mi interessa adesso il “dopo” (ossia se prendere o non prendere in considerazione) o almeno non è per me la chiave di volta.
La mia chiave di volta è: tu dici “quello per me non va perchè…” e io capisco il “quello”, senza possibilità di equivoci o fraintendimenti e il “non va perchè…” allo stesso modo, secondo il tuo rispettabilissimo punto di vista.
Adesso prova a fare questa analisi su una “cosa” del tipo:
“esatto, x me =. Fatto bene. ma qui, ancora queste cose… vabbè, iorido con difficoltà, lo so, xò…. sorry”
Non voglio intavolare una discussione con laura o con chicchessia. Banalmente, non ciò capito un cazzo, ecco.
Vorrei solo avere una critica mirata per aiutarmi a vedere delle cose che spesso chi fa una cosa non vede. Vorrei correggere quell’occhio del padrone che ingrassa il cavallo.
E a maggior ragione me lo aspetto da laura, che non è una passante sprovveduta ma ha tutte le carte in regola per farlo.
Aò, la fama porta onori, ma pure oneri ;-)
E comunque Fla, so contento che hai detto la tua!
PS: marozzi marozzi a me mi faceva morì!
Flaviano Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 21:34
che poi ci sono le cose positive eh mica no, tipo il verde ammè me piace. solo che sono abituato a correggere il lavoro dei miei collaboratori e quindi mi saltano all’occhio le cose…tipo prospettive che sono invece assonometrie, personaggi in secondo piano che sono più grandi di quelli in primo piano, vecchine che sono alte 3/4 di porta ecc….hehe sono malefico!
Gas Risposta:
marzo 26th, 2009 alle 15:43
Neno: ieri sera sono andato a teatro.
Nena: e ti è piaciuto lo spettacolo?
Neno: beh si, il parcheggiatore è stato molto gentile…
Gas Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 18:47
Scusate ma dovevo dare na caricata al mio socio che poraccio nn ha i soldi x permettersi di andare in analisi… e manco io.
[Rispondi]
flavious Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 18:59
dici che so stato troppo serioso? sò pesante vero? ce lo so, sopportate regà.
Gas Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 19:13
No anzi, hai detto una cosa verissima.
Se una cosa mi fa ridere penso che possa funzionare, poi inizia il difficile. Quando si pensa “a me fa ridere quindi sticazzi” ci si è solo fermati al primo step. :)
Leon Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 19:14
maschio, ogni tanto per me la serietà ce stàbbene.
Aò, solo ogni tanto però, eh?
;-)
ho letto qualche commento e mi chiedo: non è che di fronte ad un’opera del genere, strutturata in un dato modo, con premesse che necessariamente condurranno (potrebbero condurre) la storia lungo certi binari, ci si senta nascere dentro una sorta di “ansia da prestazione”?
prestazione non degli autori, ma nostra, da lettori.
mi spiego.
non per quello che cotus e leon faranno, ma per quello che “noi” ci aspettiamo a questo punto?
la storia è divertente, i disegni belli e agilissimi, e allora cosa c’è che ci sta un po’ allarmando?
temo le nostre aspettative, come se fortemente volessimo che il proseguo non riveli quello che qui e li mi è parso di percepire, il timore di un prodotto che via via rischia di apparire “estraneo” all’alveo coreingrapho?
è una sensazione che ho iniziato a percepire dopo l’osservazione di skiribilla e la sua citazione di Lanciostory.
devo dire che i manetti bros erano venuti in mente anche a me, prima ancora che mak li citasse.
E.
[Rispondi]
makkox Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 20:29
Allora occorre definire meglio Core non il lavoro di C&L.
Perché ripeto Core (nonstante Sofi si ostini a chiamarla rivista) non lo è.
E’ un cazzo di laboratorio di scrittura fumettata dove si prova ognuno tirare le proprie marce.
Poi, ce sta la moto, ce sta la porsche, ce sta la jeep e la bici del supermercato col famoso cambio shimano.
Tirare le proprie marce, non fare il rumore con la bocca imitando il Lamborghini Miura.
(non riapriamo la parentesi Lamborghini Miura verde lime, che mi viene un magone colle lacrime ogni volta che lo nomino).
Dice: ho visto laura partì con la sua morgan cabrio e affrontare i tornanti con una fluidità e una facilità disarmati.
NON E’ mò faccio pur’io le curve così.
No, è: mò ce la metto anch’io tutta per tirare fuori un po’ di armonia da ’sta cazzo di falciaprato che ho sotto il culo.
mi son scaldato?
e alla mia età non fa bene.
invece fan bene le critiche dettagliate.
che a volte anch’io mi risparmio ché è fatica assai…
ma aspetta che domattina alle 9 c’è la storia di Flaviano.
miiiiiiiiiiii
forchetta e coltello a bocconi piccoli me lo faccio
:)
[Rispondi]
Flaviano Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 21:29
domani mammazzano, lo so. anche perchè dopo mesi che non posto qua tutti s’aspettano chissachè. poco sanno i guai che ho passato, ma non li dico che poi sembra che mi giustifico.
siate clementi (tanto con la apri/chiusa da paraculo che c’ho messo sono inattacabile heheh)
[Rispondi]
Flaviano Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 21:38
mi viene in mente la scena di Lady in the Water quando lo scrittore scettico si ritrova a tu per tu con la bestia.
makkox Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 21:45
ahhh
a me quello anche se scrive la lista della spesa mi piace troooooppo.
che ci posso fà?
è ‘na fissa
Flaviano Risposta:
marzo 25th, 2009 alle 21:51
chi? m. n. salamammatayahn? è un genio!
Ho sempre pensato che i commenti fossero una ricchezza e ne ho conferma.
Core nelle intenzioni puntava la vero, al sanguigno etc… e in questo intento dichiarato e fumoso ognuno ha letto il suo (significato) tirando cose fuori diverse. a volte timide, esitanti, a volte buttandosi oltre l’oltre.
Una cosa però funziona davvero alla CORE: i commenti.
Menarsi e litigare pubblicamente è un’abitudine sana. A noi italiani manca la capacità di gestire il conflitto verbale. Ci buttiamo subito nell’insulto o nell’arrocco. Qui bene o male vedo noi italiani, ma anche la voglia di starsi un minimo a sentire.
Dopo sbollito, ovviamente.
Perché se un pizzico di vero in una cosa che ci ha fatto rode il culo c’è, poi, a freddo, dobbiamo e sappiamo ragionarci.
Ve’?
O mi sto illudendo io?
[Rispondi]
Skiri Risposta:
marzo 26th, 2009 alle 11:54
Oh, Mak, funziona anche il resto, su Core.
Dove lo vedi nel web un blog che pubblica storie (non solo singole vignette) a raffica di tutti i tipi e di autori i più diversi, cose inedite, sia di persone che fanno altri lavori che professionisti del mondo dei fumetti, alla pari, senza giocare a chi ce l’ha più lungo?
[Rispondi]
Ahah la cacca al sesamo!
Finora questo scroll è la cosa migliore partorita dai due CoLeotteri
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…e soprattutto finalmente una STORIA senza lana d’ombelico!
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manlio3 Risposta:
marzo 26th, 2009 alle 15:12
giorgio, ’sta cosa l’ avevo notata anche un altra volta. Io penso che la tua idea di lana d’ ombelico sia diversa da quella che ha inteso Makko qui in Core. Tu, correggimi se sbaglio, intendi una storia che implichi ricordi ed esperienze personali, come sono quasi tutte le storie pubblicate qui su Core. Questa invece è una storia, o l’ inizio di una storia, inventata di sana pianta (o almeno credo). Invece quando Mak ha creato l’ apposta sezione, intendeva infilarci dentro quelle cose da cantarsela e suonarsela da soli, storie che facevano riferimento ad altre cose successe su Core etc. etc. tipo gli amicicci del circoleto che si sfottono a vicenda.
Se quello che ho scritto è giusto, il tuo “finalmente” lo trovo un pò così, innanzitutto parecchio soggettivo, e anche un pò poco elegante, come se le storie che parlano di robe personali siano meno. Meno qualcosa, non lo so cosa, ma meno.
Io non riesco a pensare a una storia senza pensare a me, o almeno a cose vere che conosco, e poi magari a ricamarci sopra. Credo pure che nel caso di Cotus e Leon la cosa sia diversa perchè uno scrive e l’ altro disegna, e per quanto pecorecci possano essere i loro rapporti, sono sempre due ruoli diversi. Questo volevo dire: ravvediti! :)
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No, non intendevo che la “Lana d’ombelico” sia “meno”, ma a me alla lunga la “non fiction” stanca, preferisco la “fiction”. Tutto qui. Detto che mi piacciono molto le cose autobiografiche quando sono fatte bene, ma leggere cose SOLO così poi mi sembra tutto un “io io io” autoreferenziale come succede nei blog, facebook, myspace ecc. Solo un po’ più evoluto perché invece che scritti dal signor nessuno che scrive sul suo blog i gusti di gelato che gli piacciono di più, qui si arriva più in alto… Ma una bella Storia ad un certo punto diventa anche più difficile da scrivere…
A me piace molto Edward Bunker, che nei suoi romanzi metteva sempre molti particolari della sua vita personale. Come adoro Kerouac, che lì di autoreferenziale c’è parecchio, ma grandi scrittori del genere non ce ne sono poi tanti.
Ecco, a me piacciono le storie come quelle di Bunker, il tuo vissuto personale non si sostituisce alla storia, ma serve da materia prima solo un po’ commentata con qualche pensiero filosofico o poetico, da tessuto con cui ricamare una nuova trama.
Sulla reale definizione di “Lana d’ombelico”, poi: boh.
Resta il fatto che certe storie autobiografiche qui su Core mi sono piaciute MOLTO, comprese le tue, Manlio.
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Scusate, ho fatto un bisticcio andando ad aggiungere parole nel punto sbagliato della frase… la riscrivo:
“Ecco, a me piacciono le storie come quelle di Bunker: il tuo vissuto personale, non si sostituisce alla storia, una materia grezza solo un po’ commentata con qualche pensiero filosofico o poetico, ma serve da materia prima, da tessuto con cui ricamare una nuova trama.”
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ok aggiu capit’ il senso, e in fondo sono anche daccordo.
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esatto.
la lana non la fa tanto io, io, io
ma i riferimenti robine circoscritte che si danno per scontati e universali.
come ho già spiegato in precedenza.
hehehe
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Posso?
Non ho nulla da dire sul disegno. Non è il tipo di stile che preferisco, ma nel suo genere è ineccepibile.
Sulla storia: dal mio punto di vista, il protagonista manca di motivazione.
Se, come mi pare di aver capito, il tema della storia è “un ecosistema in (fragile) equilibrio viene sconvolto dall’arrivo di un agente esterno” (ed è una bella idea, ben rappresentata dalla cacca/condominio calpestata dalla scarpa di Lola) (credo, ammetto di averlo capito solo alla seconda lettura che la scarpa apparteneva a lei), allora non viene mostrato abbastanza del fragile equilibrio in questione, e del perché il protagonista ci tenga o meno a preservarlo.
“se poi nel vostro condominio arriva una come Lola, diventano cazzi amari”
Uhm, perché? Ci viene detto, ma non mostrato, che Giacomo *non* deve cominciare a fare favori personali agli inquilini, sennò va tutto a bagasce.
Quindi è il suo essere devastato dalla brama di gnocca il problema, non l’arrivo di Lola.
Lola è pericolosa per lui in quanto bella gnocca, ma per lui soltanto. Che poi questo abbia l’effetto domino di sconvolgere l’equilibrio del condominio, è dovuto alla natura di Giacomo. Lola è lì solo per fare da catalizzatore.
Mi sta bene, non fosse che non sembra essere un equilibrio degno di essere preservato.
E’ contento Giacomo? Vuole che la sua vita non cambi? La signora Pina gli dà del pervertito. Il signor Samantha lo vuole concupire. La madre lo insulta. Passa il tempo a spararsi seghe. Uno potrebbe pensare che per uno così l’arrivo di una supergnocca sia poco meno di una intercessione divina.
Ma in questo modo, Lola non viene percepita (da me lettrice, almeno) come un pericolo. Non sappiamo se Giacomo voglia far bene il suo lavoro di portinaio, o se vuole essere all’altezza delle aspettative della madre. O meglio, sappiamo già che non lo è, ma non sappiamo se a lui importa o meno: l’unica cosa che gli vediamo fare per tutta l’introduzione è farsi le pippe. Arrivi o meno una bella ragazza a stare lì, che gli cambia? Che cambia agli altri inquilini?
Si può dire: si vedrà andando avanti. Sappiamo (dal blog) che esiste il personaggio dell’affittuario di Lola, e che può/potrà rappresentare una minaccia.
Tuttavia, non serviva molto di più perché l’introduzione stesse in piedi da sola, perché generasse il nodo del conflitto e quindi la curiosità.
Giacomo non sembra aver niente da perdere (al massimo, un’esistenza di pippe e di disprezzo sociale) e tutto da guadagnare dall’arrivo di Lola. Non viene da stare in pensiero per lui.
Un po’ meno pippe nell’introduzione (che, lo capisco, servivano soprattutto per le gag) e un po’ più mostrare il lavoro del portinaio, e avevamo qualcosa di più a cui tenere.
Troppo lungo?
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Leon Risposta:
marzo 27th, 2009 alle 16:15
>Posso?
‘Orco…Devi!
cerco di dirti il mio punto di vista. Sul disegno non mi esprimo, perchè io di disegno ci capisco davvero poco.
So dire solo mi piace – non mi piace. Per quanto riguarda la storia ti espongo punto per punto quello che avrei voluto esprimere.
> il protagonista manca di motivazione….allora non viene mostrato abbastanza del fragile equilibrio in questione, e del perché il protagonista ci tenga o meno a preservarlo.
Il protagonista non è il portiere, ma il condominio come entità. il protagonista sono le storie di tutti, che a volte si intrecciano e a volte no. Qui il personaggio primario (non il protagonista in generale, al limite il protagonista di questa situazione) è Segantini, ma solo per il ruolo istituzionale che ricopre: si entra in un palazzo e per primo si conosce il portiere. E il portiere di tutti i condomini ci tiene all’equilibrio.
Ma credo sia lecito il tuo quesito avendo come riferimento solo questo “spezzone”.
>“se poi nel vostro condominio arriva una come Lola, diventano cazzi amari” Uhm, perché? Ci viene detto, ma non mostrato, che Giacomo *non* deve cominciare a fare favori personali agli inquilini, sennò va tutto a bagasce.
Per spiegarti la frase conclusa di una storia che volutamente lascia una sospensione, dovrei mostrarti il seguito!
>Lola è pericolosa per lui in quanto bella gnocca, ma per lui soltanto.
No, Lola metterà in contatto persone che fino al suo arrivo si e non si rivolgevano la parola. Non è legato solo al suo essere gnocca, ma anche al suo, semplice, essere il fattore nuovo (gnocca o non gnocca, ma gnocca è peggio!).
>Mi sta bene, non fosse che non sembra essere un equilibrio degno di essere preservato
credo nella narrazione ci siano diversi elementi a dimostrazione del profilo borderline di questo equilibrio: va preservato perchè non può migliorare. Va preservato perchè senza di questo, tutto potrebbe andare peggio (Samantha potrebbe fare peggio che “tentare” di concupirlo, per un eterosessuale convinto, ovviamente).
>Uno potrebbe pensare che per uno così l’arrivo di una supergnocca sia poco meno di una intercessione divina.
Credo che per uno sfigato che si ammazza di seghe, l’arrivo di una così comporti solo una maledetta impennata nel “lavoro di gomito”. Io la vedo male, come offrire una pastiera di Scaturchio a un diabetico.
>Tuttavia, non serviva molto di più perché l’introduzione stesse in piedi da sola, perché generasse il nodo del conflitto e quindi la curiosità.
Hai ragione. L’ho pensato pure io. In tutto e per tutto. Ma qui se fai poco ti rompono il culo, se fai troppo devi sfrondare, se colori perchè colori e se in B/W cazzo potevì pure colorà. Era solo per dare qualcosa in più (che comunque non ritenevamo ci stesse male, fosse OT o altro) anche in seguito all’uscita dell’Osta Mannaro, dopo il quale mi sono trovate diverse scritte a titolo di insulto sotto casa a sottolineare la sua “cortezza”. (”Ce l’hai lungo come le tue storielle” e cose così).
>Giacomo non sembra aver niente da perdere (al massimo, un’esistenza di pippe e di disprezzo sociale) e tutto da guadagnare dall’arrivo di Lola. Non viene da stare in pensiero per lui.
Mi ripeto. Prendi uno. Setta il suo NSGC (numero di seghe giornaliero consentito) al massimo (warnig level). Dagli materiale per sfondare quella soglia. Siediti e aspetta.
>Un po’ meno pippe nell’introduzione (che, lo capisco, servivano soprattutto per le gag) e un po’ più mostrare il lavoro del portinaio, e avevamo qualcosa di più a cui tenere.
Su questo ci ho riflettuto, ma credo che senza avrebbe perso. Credo.
>Troppo lungo?
“Ma scherzi?” (citazione dal film “Ilona Staller incontra J. Holmes”)
Adesso posso io? Mi lusinga una così attenta analisi, grazie.
A presto
Leon
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la vedo buona
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[...] Qui la prima parte. Scrolla a inizio post Gravatar. [...]