Il CONDOMinio /01




Qui la seconda parte.

e del CONDOMinio abbiamo anche ul blog di riferimento! Mica spiccioli :)

Info su cotus e leon

Un giorno un’entità superiore accusò un forte mal di pancia. Non avendo ancora creato i sanitari, si liberò in ufficio, proprio sopra una matita. E così arrivò Gas. Qualche tempo dopo, accusò un altro forte mal di pancia. Mentre era intento a pensare “cazzo, la devo smettere di bere in sequenza cappuccino caldo e Coca cola gelata”, si liberò su un libro di favole. E così arrivò anche Leon. E visto che come si sa, i simili si attraggono, un giorno si incontrarono. E nacque il felice (?) connubio. Un altro giorno, sempre l’entità superiore, si contorceva pensando “cazzo, la devo piantare con i fagioli col chili accompagnati da latte caldo schiumato” e andò per liberarsi. Ma il tutto si risolse con una sonora scureggia. E così arrivò questo blog qui. E poi anche questo.
Questa voce è stata pubblicata in Long Tales e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

95 risposte a Il CONDOMinio /01

  1. Gas scrive:

    Scusate ma dovevo dare na caricata al mio socio che poraccio nn ha i soldi x permettersi di andare in analisi… e manco io.

  2. flavious scrive:

    dici che so stato troppo serioso? sò pesante vero? ce lo so, sopportate regà.

  3. Leon scrive:

    OK Fla, ho capito bene quello che intendi. Non badare a Gas, lui è segretamente innamorato di me ma non ha il coraggio di dirlo a casa (perchè viene daa Calabria Saudita) e quindi facciamo finta di essere solo amici, ma manifesta questo suo impulso protettivo come meglio può. Di solito può dimmerda.

    Ma proprio perchè qui comunichiamo ho bisogno, credo come tutti quelli che si misurano qui dentro, di un parere si onesto come dice Mak, ma esplicito. Poi starà a me, come a tutti, scegliere se dire:
    1) “sti cazzi, mennafutto” oppure
    2) “si, ha ragione forse devo rivedere qualcosa”.
    Ma a monte di tutto questo, converrai con me che, nella comunicazione, in generale, ci sono “testi”(messaggi, frasi, post, fumetti, cartelli stradali, scritte nei cessi, sms, numeri di telefono di Mak in autogrill, ecc) che vanno condivisi tra gli interlocutori. Ci vuole la sicurezza che il messaggio dell’emittente sia non solo ricevuto, ma anche correttamente “tradotto” dal ricevente. Tutto qui. In soldoni: io nun ho capito.
    Comunque mi fa piacere che tu e Mak partecipate a questi scambi, perchè, secondo me, aiutano il tutto ad evolvere in meglio.

    Ariciaobelli
    Leon

  4. Gas scrive:

    No anzi, hai detto una cosa verissima.
    Se una cosa mi fa ridere penso che possa funzionare, poi inizia il difficile. Quando si pensa “a me fa ridere quindi sticazzi” ci si è solo fermati al primo step. :)

  5. makkox scrive:

    io sono per “a me fa ridere e allora sticazzi”.
    l’errore è credere di essere unici. e quindi paura di restare soli e inascoltati.
    per me, ma non ipotesi, esperienza, se uno dice il suo come piace a lui, trova uma marea di simili che non s’aspettava esistessero.
    poi la capacità di comunicare bene (non a più persone), solo bene, quel che si ha dentro MA NON al lettore: alla carta, al monitor, quel che è, è un processo di crescita inconscio.

    certo, il feedback aiuta. più a coltivare quel che (ti confermano) aver fatto bene che a tagliare dove (ti fanno notare) hai fatto male, però.

    ripeto: è la mia esperienza, non son regole.

  6. Leon scrive:

    maschio, ogni tanto per me la serietà ce stàbbene.
    Aò, solo ogni tanto però, eh?
    ;-)

  7. flavious scrive:

    ci ho messo dei buoni 5 min a trovare DOVE fosse il commento nuovo, sta cronologia sfalsata, risposta della risposta, non quella, quella prima, mi turba…..

    tu lo sai concordo sul fatto che se fa ridere o piace a se stessi è un buon metro di giudizio ma come base però, poi uno si deve porre una serie di domande secondo me, è d’obbligo ed aiuta a trovare da soli i punti deboli del proprio lavoro. il mio proff di regia mi diceva una cosa: fatti venire un idea buona e poi chiediti “oppure?” e trovane una ancora meglio o diversa.

    mi esprimo pure io sul fumetto, non lo volevo fare perchè risulto sempre pesante, noioso e conoscendomi tendo a vedere solo i lati negativi delle cose.
    la cosa che mi tiene attaccato davanti ad un film trasharolo sono: la volgarità estrema e spesso spiazzante, le curve delle bonazze. ecco questi pilastri del genere non ce li ho trovati. nel senso ok, bisogna rodarsi con battute dialoghi ecc e per ora si presentano solo i personaggi? ci può stare, però allora dammi una lei trasudante sesso, me devi fà sentì il sudore se quella sta a fà il trasloco, ci capiamo? non darmi 2, 3 pose legnose e statiche e una terza di reggiseno, sennò non ci siamo.

    per citare nomi fatti più sopra, in lanciostory c’erano veri capolavori di comicità sexy grottesca, Altuna, quel genio di Mandrafina…..capolavori.

    per capirci ancora meglio il Pierino di Vitali è genio, il Pierino toscano è na mmerda. sò trash tutt’e due ma con estreme differenze. il Pierino di Vitali è “apparentemente” banale e scontato: “Marozzi Marozzi, e mo te porto dar carozziere!” (laddove uno si aspettava subito la rima) “perchè?” “perchè je famo i bozzi!”

  8. Leon scrive:

    Ecco! Perfetto!

    Questo è quello che non riuscivo a dire. Questo è quello che mi aspetto.
    Mi hai detto molto chiaramente cosa secondo te non va. Mi hai dato non degli enigmi da decifrare, ma dei punti ben precisi che per te non funzionano. Così è perfetto perchè io sono libero di appurare dal mio punto di vista, ciò che mi dici. Non mi interessa adesso il “dopo” (ossia se prendere o non prendere in considerazione) o almeno non è per me la chiave di volta.
    La mia chiave di volta è: tu dici “quello per me non va perchè…” e io capisco il “quello”, senza possibilità di equivoci o fraintendimenti e il “non va perchè…” allo stesso modo, secondo il tuo rispettabilissimo punto di vista.

    Adesso prova a fare questa analisi su una “cosa” del tipo:

    “esatto, x me =. Fatto bene. ma qui, ancora queste cose… vabbè, iorido con difficoltà, lo so, xò…. sorry”

    Non voglio intavolare una discussione con laura o con chicchessia. Banalmente, non ciò capito un cazzo, ecco.
    Vorrei solo avere una critica mirata per aiutarmi a vedere delle cose che spesso chi fa una cosa non vede. Vorrei correggere quell’occhio del padrone che ingrassa il cavallo.
    E a maggior ragione me lo aspetto da laura, che non è una passante sprovveduta ma ha tutte le carte in regola per farlo.
    Aò, la fama porta onori, ma pure oneri ;-)

    E comunque Fla, so contento che hai detto la tua!
    PS: marozzi marozzi a me mi faceva morì!

  9. Estebans scrive:

    ho letto qualche commento e mi chiedo: non è che di fronte ad un’opera del genere, strutturata in un dato modo, con premesse che necessariamente condurranno (potrebbero condurre) la storia lungo certi binari, ci si senta nascere dentro una sorta di “ansia da prestazione”?

    prestazione non degli autori, ma nostra, da lettori.

    mi spiego.

    non per quello che cotus e leon faranno, ma per quello che “noi” ci aspettiamo a questo punto?

    la storia è divertente, i disegni belli e agilissimi, e allora cosa c’è che ci sta un po’ allarmando?

    temo le nostre aspettative, come se fortemente volessimo che il proseguo non riveli quello che qui e li mi è parso di percepire, il timore di un prodotto che via via rischia di apparire “estraneo” all’alveo coreingrapho?

    è una sensazione che ho iniziato a percepire dopo l’osservazione di skiribilla e la sua citazione di Lanciostory.

    devo dire che i manetti bros erano venuti in mente anche a me, prima ancora che mak li citasse.

    E.

  10. makkox scrive:

    Allora occorre definire meglio Core non il lavoro di C&L.
    Perché ripeto Core (nonstante Sofi si ostini a chiamarla rivista) non lo è.
    E’ un cazzo di laboratorio di scrittura fumettata dove si prova ognuno tirare le proprie marce.
    Poi, ce sta la moto, ce sta la porsche, ce sta la jeep e la bici del supermercato col famoso cambio shimano.
    Tirare le proprie marce, non fare il rumore con la bocca imitando il Lamborghini Miura.
    (non riapriamo la parentesi Lamborghini Miura verde lime, che mi viene un magone colle lacrime ogni volta che lo nomino).

    Dice: ho visto laura partì con la sua morgan cabrio e affrontare i tornanti con una fluidità e una facilità disarmati.
    NON E’ mò faccio pur’io le curve così.
    No, è: mò ce la metto anch’io tutta per tirare fuori un po’ di armonia da ‘sta cazzo di falciaprato che ho sotto il culo.

    mi son scaldato?
    e alla mia età non fa bene.

    invece fan bene le critiche dettagliate.
    che a volte anch’io mi risparmio ché è fatica assai…
    ma aspetta che domattina alle 9 c’è la storia di Flaviano.
    miiiiiiiiiiii
    forchetta e coltello a bocconi piccoli me lo faccio
    :)

  11. Flaviano scrive:

    domani mammazzano, lo so. anche perchè dopo mesi che non posto qua tutti s’aspettano chissachè. poco sanno i guai che ho passato, ma non li dico che poi sembra che mi giustifico.

    siate clementi (tanto con la apri/chiusa da paraculo che c’ho messo sono inattacabile heheh)

  12. Flaviano scrive:

    che poi ci sono le cose positive eh mica no, tipo il verde ammè me piace. solo che sono abituato a correggere il lavoro dei miei collaboratori e quindi mi saltano all’occhio le cose…tipo prospettive che sono invece assonometrie, personaggi in secondo piano che sono più grandi di quelli in primo piano, vecchine che sono alte 3/4 di porta ecc….hehe sono malefico!

  13. Flaviano scrive:

    mi viene in mente la scena di Lady in the Water quando lo scrittore scettico si ritrova a tu per tu con la bestia.

  14. makkox scrive:

    ahhh
    a me quello anche se scrive la lista della spesa mi piace troooooppo.
    che ci posso fà?
    è ‘na fissa

  15. Flaviano scrive:

    chi? m. n. salamammatayahn? è un genio!

  16. laura scarpa scrive:

    nn ho capito se devo fare attach qua o più sotto… per dire che non sono poi tanto furba.

    Sai che? mi spiego, all’inizio ero contentontona della storia, si scorre bene (a parte – posso dirlo? – quel titolo troppo peeso graficamente, ma son bazzeccole), be’ un po’ troppo da leggere, penso, mi stufo un po’… perché mi stufo? perché mi ritrovo a leggee le cose che ho letto troppe volte e sarà che io skiri siamo di quella data lì, voglio dire che ci siamo sciroppate anni 70 80 90… voi nascevate, insommma mancano delle novità, ma nn per il tema e i personaggi, ma perché non mi pare si aggiunga l’oggi al sempre. Il trans, cazzo, lo sipoteva fare così in alan ford, acco, nel, chessò, 72, 75? tutto il rispetto e amore (amore mio nn troppo, veramente) e ammirazione per il vecchio af, ma insomma siamo oggi, qualcosa sarà cambiato nelle teste, nei modi? (mi direte che è cambiato sempre troppo poco e avete ragioneacc). Tutto qui. Magari nella seconda puntata si svilupperà, ma dovessi andare a cercarmela, non lo farei (tipo in edicola)
    Snellire i testi e dire qualcosa di più partendo dagli amici, da appunti più veri, secondo me il brodo s’allunga a metà, fino ad arrivare alla tipa lì. Professionalissimo, un po’ diluito, ecco critiche tecniche. De core invece, de core mio? è che su coreingrapho pensavo ci si mettesse più in gioco. e che la critica dei lettori si fermi quando qualcosa non si capisce e plauda se tutto score come l’olio, forse mi rirrita perché mi sfiducia nell’umanità leggente.
    Non a voi leon e Gas, che raccontate giustamente quel che vi va, e magari, discutendo, variate e diventate super-bravi che già siete su una buona strada, ma a chi racconterò le mie storie se non a te, vladimir? così cito beckett e faccio la spocchiosa intellettuale.
    A chi? se i giornali dicono oggi, davanti a una grande autrice: “facciamo un articolo se la accostiamo ad altre donne autrici…” ma capite dove stiamo? altro che nuovo mondo, per questo ieri ero nervosa!

    ho torto.

    scriviamo le vecchie cose. siamo in un brutto mondo.
    leon, personalmente avrei voluto solo qualche sfrondata ai testi, scegliendoli di più, e poi nn amo le storie a puntate qui su core (capito mak? ;)) ma se lo sono ogni puntata deve avere un suo senso compiuto.
    buon lavoro!

  17. riccionascosto scrive:

    Non per dire, ma pure Cotus e Leon hanno il blog accessorio (e sì, la presentazione dei personaggi è una chicca, e pure molto utile. Mettete la mamma anche di là, please? Così non si “perde” per i futuri visitatori…)

    Per il resto, siete già i miei eroi per la 126 ;)

  18. Rael scrive:

    prendiamo atto, Laura, che neanche dire il proprio con il proprio linguaggio va bene, e passa per spocchiosità intellettuale. se questo è un laboratorio prendiamo atto che dobbiamo liberarci di tutto il background, mandarlo al macero, scordarcelo e fare i fighi alla ricerca del nuovo linguaggio. che ce ne facciamo di tutti quei Lancio e Intrepido negli scatoloni? via, via, non assimiliamo, abbiamo studiato architettura? che ci frega di fare il palazzo del viale romano che ricorda il condominio di perec, anzi, sia mai! sperimentiamo nuove forme!
    la cacca come in Spank? via via, nuove forme di cacca! commentare richiamandosi al proprio vissuto? via via, che fai, vorrai mica citare Beckett per dire “teatrale”! ma siamo matti? roba nuova! “tebeckkk”!! che fa figo, non impegna e mi richiama i manga.
    per non avere niente, poi, alla fin fine, perché, per me, sperimentare è anche mettere quella Lola che ci ha fatto sudare da ragazzini. bene o male, quello lo sa l’autore alla fin fine, dentro di sé. sa lui se davvero ha fatto una marchetta alla Baricco andando incontro ai gusti dei lettori, alcuni lettori, oppure si può dire da solo: non so se sia bello o brutto, ma a me ha soddisfatto.

  19. Leon scrive:

    Se questo è il filone di ragionamento, allora in tutto c’è un pò di tutto. Smettiamo di fare qualsiasi cosa, tanto un pò qui e un pò lì la si è già vista. Per me, troppo banale. E anche troppo facile da usare.
    Assolutamente accettabile come ragionamento sia chiaro, ma assolutamente non condivisibile per il mio punto di vista.
    E’ un parere dato spassionato, e come tale lo acquisisco e rispetto.
    E premesso che apprezzo quelli che le cose te le dicono semplici come sono vorrei dire due cose, fuori dai denti perchè è giusto chiarirsi, senza astio o cazzate del genere e sempre rispettandosi, magari per conoscersi meglio:
    1) ammetterai che tra questo post e la risposta al 20 di Skiri (che comunque era argomentato) “ce passa ‘n treno”. Grazie per il seguito, quello mi serve e mi da indicazioni utile.
    2) sincero per sincero: quel tuo “è che su coreingrapho pensavo ci si mettesse più in gioco” lo penso anche io. Ma io lo faccio anche, e da C&L, su cui lavoravamo già, siamo passati “solo-per-Core” ad un’altra cosa (bella o brutta) con nuovo soggetto, nuovi stili grafici. Stravolgimento totale (con rischi annessi). Tu mi hai colpito molto con la tua prima strip, ma segui con la seconda, ti barrichi nel il tuo “solito” stile che apprezzo, sia chiaro). Quel tratto che nel tuo tumblr seguo da tempo. E fai cose che sensibilmente toccano, ma con semplicità. Un lutto, una storia di vita vissuta in cui tutti si possono rispecchiare se stessi. Ma quella, per me, è la tua tana. Lo sai fare e anche bene. Lo sai tu, e anche chi ti conosce. Sai che ci sarà “l’applausetto”. Ma non mi dire che ti stai mettendo in gioco, perchè a mio modesto parere, se c’è qualcuno che qui non rischia o rischia poco così, sei proprio tu. Fammi vedere chi non so tu sia, non ostentarmi chi già conosco.

    senza voglia di discutere alcuna.
    Leon

    PS: sta cazzo de frase finale me piace proprio e me la so inventata mò.
    PPS: avrei potuto anche solo quotare RAEL, ma è meglio così, almeno ci si conosce meglio.

    Buona giornata

  20. makkox scrive:

    Ho sempre pensato che i commenti fossero una ricchezza e ne ho conferma.
    Core nelle intenzioni puntava la vero, al sanguigno etc… e in questo intento dichiarato e fumoso ognuno ha letto il suo (significato) tirando cose fuori diverse. a volte timide, esitanti, a volte buttandosi oltre l’oltre.

    Una cosa però funziona davvero alla CORE: i commenti.
    Menarsi e litigare pubblicamente è un’abitudine sana. A noi italiani manca la capacità di gestire il conflitto verbale. Ci buttiamo subito nell’insulto o nell’arrocco. Qui bene o male vedo noi italiani, ma anche la voglia di starsi un minimo a sentire.
    Dopo sbollito, ovviamente.
    Perché se un pizzico di vero in una cosa che ci ha fatto rode il culo c’è, poi, a freddo, dobbiamo e sappiamo ragionarci.
    Ve’?
    O mi sto illudendo io?

  21. laura scrive:

    già mi sto discutendo, infatti. Mettersi in gioco forse è sbagliato. Tirare fuori il cuore era quello che mi immagino da core.
    volevo finire una trilogia di vita e ricordi. Nella mia vita ho inventato sempre storie e mai raccontato le mie (l’ho fatto un po’ in Blue,ma in modo diverso), dunque questo è nuovo pe me, mi spiace, non è quello che faccio sempre.

    però boh, farò qualcosa di inventato se ne avrò l’idea. Inn questo momento per me e solo per me eh, il blog era trovare questa strada di analisi e ricordo.
    ma non la vorrei in tutti, dicevo di storie più aderenti all’oggi, non al mio quotidiano,mio.
    Si possono usare le modalità stereotipate se ci si lavora e aggiunge.
    dico per me e @rael, mai riuscita la leggere lancio story o tex, ognuno ha i suoi gusti.
    Mi sono anche, senz’altro, spiegata male. meglio che sto zitta e disegno.
    baci
    buon viaggio :)

  22. Skiri scrive:

    Oh, Mak, funziona anche il resto, su Core.
    Dove lo vedi nel web un blog che pubblica storie (non solo singole vignette) a raffica di tutti i tipi e di autori i più diversi, cose inedite, sia di persone che fanno altri lavori che professionisti del mondo dei fumetti, alla pari, senza giocare a chi ce l’ha più lungo?

  23. makkox scrive:

    in quei film di merda (capolavori di genere per me) che sono il recente ciclo dei pirati dei caraibi disney, jack sparrow (il protagonista) ha spesso tra le mani una bussola “speciale”. La bussola non indica il nord ma l’ago punta alla cosa alla quale più tieni, o meglio: desideri.

    Ecco: chiunque prende in mano core si trova con questa specie di bussola tra le mani che punta all’espressione del sé.

    Quel “buon viaggio”, Laura, io voglio leggerlo così.
    Ognuno fa un percorso diverso verso cose diverse.
    Ovviamente è facile che capiti che uno gridi all’altro “ma n’do cazzo vai? stai a sbaglià rotta, stai andà a zig zag, stai a tornà indietro! vai lento, metti più vela!” tutto ci sta. occorre aver fiducia nel fatto che ognuno sta effettivamente cercando di cavarsela nel suo viaggio e non sta comodamente alla fonda, senza muoversi.
    io ‘sto movimento lo vedo, magari storto, magari esitante, ma c’è.

    certo, ognuno va in un posto diverso. in qualche modo, però, uguale.

  24. Rael scrive:

    laura, non è questione di spiegarsi bene o male. hai le tue opinioni, supportate da anni di lavoro e occhio fino. per saper scegliere cosa va e cosa non va.
    non lo metto in dubbio, e mi ci inchino senza problemi.
    il fatto è che dici chiaramente che è spocchia intellettuale trovare “letteratura” in un fumetto. perché, mi chiedo. che male c’è. significa, allora, che consideri tu stessa il fumetto “serie B” della lettura, non degno di essere letto anche nei riferimenti. vuol dire allora che fumetto è cacca-pipì e onomatopee varie. che noi che non siamo addetti ai lavori dobbiamo limitarci a dire “bello” oppure “brutto”. perché, scusa. poi, avrò travisato io, eh. mi metto dalla parte del torto a guardare le fronde, zitta e muta.

  25. laura scrive:

    assolutamente sì, mak.
    scriverò di meno solo perché nn so spiegarmi.
    e nemmeno capire a volte, @rael, non c’ho capito un h di ciò che m’ha risposto ad es.
    allora sto zitta.
    cmq nn sono lettrice di certi fumetti,ma non tolgo la stima a chi li fa, che spesso sono amici e bravi. magnus per dire uno ;) con alan ford dicevo…
    ho visto una volta un film americano vecchio in tv. Un regista intellettuale finisce in una prigione campo di lavoro, lì finalmente danno un film che fa ridere e i carcerati ridono. e questo è bello, lui lo capisce che quel cinema serve.
    siamo tutti carcerati e se qualcuno ci aiuta ridendo è bello.
    poi come carcerata non so, ma io rido con alcuni sì e altri no.
    sì buon viaggio è questo, ognuno la sua rotta in QUESTO mare.
    ri-baci

  26. laura scrive:

    sbagliataaaa ti sei sbagliataaaaa
    io dicevo di mME spocchia intellettuale.
    il fumetto è tutto, come la pittura e la lettratua, dal romanzo rosa, al giallo mondadori a ulisse.
    Qualità diverse, ma anche tipologie.
    x questo dico zitta (a me) che nn mi spiego, non per le mie idee e di quello che avevi detto poi nn avevo capito niente e tu neppure così siamo due deficienti? mah…. :D :D :D

  27. Rael scrive:

    adesso vengo lì e TI IMPARO a usare la tastiera.
    NO, LAURA, le penne qui nella scanalatura tra i tasti F e i numerini, NO.
    NO LAURA, non puoi appoggiare il cellulare sul riquadro numerico, no.
    NO LAURA, QUELLA BARRA SPAZIO NON E’ UN GRISSINO.

    ammè dice Defi, ammè. che Ciente.

    (;D

  28. riccionascosto scrive:

    No, vabbè.

    In effetti non ho granché da dire, ma voglio vedere fino a che punto si spingono le cornici concentriche
    (a proposito, sono dovuta andare a capo perché non vedevo più il resto di quel che scrivevo).

    Spocchia o non spocchia, riferimenti letterari o meno (visto che ci sono lo dico), i gusti sono gusti e io
    Lanciostory lo leggo da quegli anni lì (anzi, lo colleziono). Quindi, nel bene o nel male, sono quelli i miei gusti.
    Poco raffinati, ho capito (ma ho conosciuto l’Eternauta proprio grazie a quello, e se lo rileggo ancora, ora, è
    sempre grazie a LS).
    E per me dire che alcune tavole di Gas, di là, mi sembrano le copertine di Skorpio non è un insulto, anzi (e
    penso sia l’effetto voluto). Per voi, invece, sì?

  29. Rael scrive:

    per me, no.

  30. Skiri scrive:

    Ma neanche per me.
    Se ho scritto che su Lanciostory c’erano storie simili non era per denigrare ma per confermare che ne pubblicavano di ogni tipo (Eternauta, certo, e Dago e Alvar Mayor e si potrebbe continuare per ore) e quindi anche storie così. Punto.
    Uno è libero di saperlo o meno, dipende dall’ETA’, come non manca di sottolinearmi Rael un giorno sì e l’altro pure :-D

    In fondo volevo solo dire che in CONDOMinio non avevo visto la magia.
    Nella altre cose che Cotus e Leon hanno già proposto, invece, sì.

  31. riccionascosto scrive:

    Alvar Mayor! Lo sai che l’avevo dimenticato? Breccia. (Appena sentito il nome, un cappello e
    una piuma mi si sono parati davanti).
    E che dire di Yor, o di Barbara? (Ma vabbè, sono fumetti che ho amato, e denunciano pure la mia età :D )
    No, Skiri, non dicevo per te.
    Era solo che quella cosa di Skorpio a me sembrava un complimento e lo volevo scrivere, poi però
    ho avuto paura sembrasse un insulto, e volevo chiarire :)

    Il fatto è che, se è vero quello che dice Makkox, che la ricchezza di Core è anche quella dei commenti,
    qui da poveri profani quale sono io ci si sente un po’ in soggezione, talvolta.
    Tutto qui.

  32. Rael scrive:

    cercasi Lancio o Skorpio di (ehm) almeno 25 anni fa, periodo natalizio, storia del Giovanni Battista e Salomè disegnato in stile liberty.
    NON era quello famoso illustrato di oscar wilde.

    dai bastardi, rovistate in cantina.
    fatelo per Raelina.
    dai.

  33. Giorgio scrive:

    Ahah la cacca al sesamo!

    Finora questo scroll è la cosa migliore partorita dai due CoLeotteri

  34. Giorgio scrive:

    …e soprattutto finalmente una STORIA senza lana d’ombelico!

  35. manlio3 scrive:

    giorgio, ‘sta cosa l’ avevo notata anche un altra volta. Io penso che la tua idea di lana d’ ombelico sia diversa da quella che ha inteso Makko qui in Core. Tu, correggimi se sbaglio, intendi una storia che implichi ricordi ed esperienze personali, come sono quasi tutte le storie pubblicate qui su Core. Questa invece è una storia, o l’ inizio di una storia, inventata di sana pianta (o almeno credo). Invece quando Mak ha creato l’ apposta sezione, intendeva infilarci dentro quelle cose da cantarsela e suonarsela da soli, storie che facevano riferimento ad altre cose successe su Core etc. etc. tipo gli amicicci del circoleto che si sfottono a vicenda.
    Se quello che ho scritto è giusto, il tuo “finalmente” lo trovo un pò così, innanzitutto parecchio soggettivo, e anche un pò poco elegante, come se le storie che parlano di robe personali siano meno. Meno qualcosa, non lo so cosa, ma meno.
    Io non riesco a pensare a una storia senza pensare a me, o almeno a cose vere che conosco, e poi magari a ricamarci sopra. Credo pure che nel caso di Cotus e Leon la cosa sia diversa perchè uno scrive e l’ altro disegna, e per quanto pecorecci possano essere i loro rapporti, sono sempre due ruoli diversi. Questo volevo dire: ravvediti! :)

  36. Giorgio scrive:

    No, non intendevo che la “Lana d’ombelico” sia “meno”, ma a me alla lunga la “non fiction” stanca, preferisco la “fiction”. Tutto qui. Detto che mi piacciono molto le cose autobiografiche quando sono fatte bene, ma leggere cose SOLO così poi mi sembra tutto un “io io io” autoreferenziale come succede nei blog, facebook, myspace ecc. Solo un po’ più evoluto perché invece che scritti dal signor nessuno che scrive sul suo blog i gusti di gelato che gli piacciono di più, qui si arriva più in alto… Ma una bella Storia ad un certo punto diventa anche più difficile da scrivere…

    A me piace molto Edward Bunker, che nei suoi romanzi metteva sempre molti particolari della sua vita personale. Come adoro Kerouac, che lì di autoreferenziale c’è parecchio, ma grandi scrittori del genere non ce ne sono poi tanti.

    Ecco, a me piacciono le storie come quelle di Bunker, il tuo vissuto personale non si sostituisce alla storia, ma serve da materia prima solo un po’ commentata con qualche pensiero filosofico o poetico, da tessuto con cui ricamare una nuova trama.

    Sulla reale definizione di “Lana d’ombelico”, poi: boh.

    Resta il fatto che certe storie autobiografiche qui su Core mi sono piaciute MOLTO, comprese le tue, Manlio.

  37. Giorgio scrive:

    Scusate, ho fatto un bisticcio andando ad aggiungere parole nel punto sbagliato della frase… la riscrivo:

    “Ecco, a me piacciono le storie come quelle di Bunker: il tuo vissuto personale, non si sostituisce alla storia, una materia grezza solo un po’ commentata con qualche pensiero filosofico o poetico, ma serve da materia prima, da tessuto con cui ricamare una nuova trama.”

  38. manlio3 scrive:

    ok aggiu capit’ il senso, e in fondo sono anche daccordo.

  39. Gas scrive:

    Neno: ieri sera sono andato a teatro.

    Nena: e ti è piaciuto lo spettacolo?

    Neno: beh si, il parcheggiatore è stato molto gentile…

  40. makkox scrive:

    esatto.
    la lana non la fa tanto io, io, io
    ma i riferimenti robine circoscritte che si danno per scontati e universali.
    come ho già spiegato in precedenza.
    hehehe

  41. TYN scrive:

    Posso?

    Non ho nulla da dire sul disegno. Non è il tipo di stile che preferisco, ma nel suo genere è ineccepibile.

    Sulla storia: dal mio punto di vista, il protagonista manca di motivazione.

    Se, come mi pare di aver capito, il tema della storia è “un ecosistema in (fragile) equilibrio viene sconvolto dall’arrivo di un agente esterno” (ed è una bella idea, ben rappresentata dalla cacca/condominio calpestata dalla scarpa di Lola) (credo, ammetto di averlo capito solo alla seconda lettura che la scarpa apparteneva a lei), allora non viene mostrato abbastanza del fragile equilibrio in questione, e del perché il protagonista ci tenga o meno a preservarlo.

    “se poi nel vostro condominio arriva una come Lola, diventano cazzi amari”

    Uhm, perché? Ci viene detto, ma non mostrato, che Giacomo *non* deve cominciare a fare favori personali agli inquilini, sennò va tutto a bagasce.

    Quindi è il suo essere devastato dalla brama di gnocca il problema, non l’arrivo di Lola.

    Lola è pericolosa per lui in quanto bella gnocca, ma per lui soltanto. Che poi questo abbia l’effetto domino di sconvolgere l’equilibrio del condominio, è dovuto alla natura di Giacomo. Lola è lì solo per fare da catalizzatore.

    Mi sta bene, non fosse che non sembra essere un equilibrio degno di essere preservato.

    E’ contento Giacomo? Vuole che la sua vita non cambi? La signora Pina gli dà del pervertito. Il signor Samantha lo vuole concupire. La madre lo insulta. Passa il tempo a spararsi seghe. Uno potrebbe pensare che per uno così l’arrivo di una supergnocca sia poco meno di una intercessione divina.

    Ma in questo modo, Lola non viene percepita (da me lettrice, almeno) come un pericolo. Non sappiamo se Giacomo voglia far bene il suo lavoro di portinaio, o se vuole essere all’altezza delle aspettative della madre. O meglio, sappiamo già che non lo è, ma non sappiamo se a lui importa o meno: l’unica cosa che gli vediamo fare per tutta l’introduzione è farsi le pippe. Arrivi o meno una bella ragazza a stare lì, che gli cambia? Che cambia agli altri inquilini?

    Si può dire: si vedrà andando avanti. Sappiamo (dal blog) che esiste il personaggio dell’affittuario di Lola, e che può/potrà rappresentare una minaccia.

    Tuttavia, non serviva molto di più perché l’introduzione stesse in piedi da sola, perché generasse il nodo del conflitto e quindi la curiosità.

    Giacomo non sembra aver niente da perdere (al massimo, un’esistenza di pippe e di disprezzo sociale) e tutto da guadagnare dall’arrivo di Lola. Non viene da stare in pensiero per lui.

    Un po’ meno pippe nell’introduzione (che, lo capisco, servivano soprattutto per le gag) e un po’ più mostrare il lavoro del portinaio, e avevamo qualcosa di più a cui tenere.

    Troppo lungo?

  42. Leon scrive:

    >Posso?
    ‘Orco…Devi!

    cerco di dirti il mio punto di vista. Sul disegno non mi esprimo, perchè io di disegno ci capisco davvero poco.
    So dire solo mi piace – non mi piace. Per quanto riguarda la storia ti espongo punto per punto quello che avrei voluto esprimere.

    > il protagonista manca di motivazione….allora non viene mostrato abbastanza del fragile equilibrio in questione, e del perché il protagonista ci tenga o meno a preservarlo.

    Il protagonista non è il portiere, ma il condominio come entità. il protagonista sono le storie di tutti, che a volte si intrecciano e a volte no. Qui il personaggio primario (non il protagonista in generale, al limite il protagonista di questa situazione) è Segantini, ma solo per il ruolo istituzionale che ricopre: si entra in un palazzo e per primo si conosce il portiere. E il portiere di tutti i condomini ci tiene all’equilibrio.
    Ma credo sia lecito il tuo quesito avendo come riferimento solo questo “spezzone”.

    >“se poi nel vostro condominio arriva una come Lola, diventano cazzi amari” Uhm, perché? Ci viene detto, ma non mostrato, che Giacomo *non* deve cominciare a fare favori personali agli inquilini, sennò va tutto a bagasce.

    Per spiegarti la frase conclusa di una storia che volutamente lascia una sospensione, dovrei mostrarti il seguito!

    >Lola è pericolosa per lui in quanto bella gnocca, ma per lui soltanto.
    No, Lola metterà in contatto persone che fino al suo arrivo si e non si rivolgevano la parola. Non è legato solo al suo essere gnocca, ma anche al suo, semplice, essere il fattore nuovo (gnocca o non gnocca, ma gnocca è peggio!).

    >Mi sta bene, non fosse che non sembra essere un equilibrio degno di essere preservato
    credo nella narrazione ci siano diversi elementi a dimostrazione del profilo borderline di questo equilibrio: va preservato perchè non può migliorare. Va preservato perchè senza di questo, tutto potrebbe andare peggio (Samantha potrebbe fare peggio che “tentare” di concupirlo, per un eterosessuale convinto, ovviamente).

    >Uno potrebbe pensare che per uno così l’arrivo di una supergnocca sia poco meno di una intercessione divina.
    Credo che per uno sfigato che si ammazza di seghe, l’arrivo di una così comporti solo una maledetta impennata nel “lavoro di gomito”. Io la vedo male, come offrire una pastiera di Scaturchio a un diabetico.

    >Tuttavia, non serviva molto di più perché l’introduzione stesse in piedi da sola, perché generasse il nodo del conflitto e quindi la curiosità.

    Hai ragione. L’ho pensato pure io. In tutto e per tutto. Ma qui se fai poco ti rompono il culo, se fai troppo devi sfrondare, se colori perchè colori e se in B/W cazzo potevì pure colorà. Era solo per dare qualcosa in più (che comunque non ritenevamo ci stesse male, fosse OT o altro) anche in seguito all’uscita dell’Osta Mannaro, dopo il quale mi sono trovate diverse scritte a titolo di insulto sotto casa a sottolineare la sua “cortezza”. (“Ce l’hai lungo come le tue storielle” e cose così).

    >Giacomo non sembra aver niente da perdere (al massimo, un’esistenza di pippe e di disprezzo sociale) e tutto da guadagnare dall’arrivo di Lola. Non viene da stare in pensiero per lui.

    Mi ripeto. Prendi uno. Setta il suo NSGC (numero di seghe giornaliero consentito) al massimo (warnig level). Dagli materiale per sfondare quella soglia. Siediti e aspetta.

    >Un po’ meno pippe nell’introduzione (che, lo capisco, servivano soprattutto per le gag) e un po’ più mostrare il lavoro del portinaio, e avevamo qualcosa di più a cui tenere.

    Su questo ci ho riflettuto, ma credo che senza avrebbe perso. Credo.

    >Troppo lungo?

    “Ma scherzi?” (citazione dal film “Ilona Staller incontra J. Holmes”)

    Adesso posso io? Mi lusinga una così attenta analisi, grazie.

    A presto

    Leon

  43. revan scrive:

    la vedo buona

  44. Pingback: Coreingrapho » Il CONDOMinio /02

  45. Esterzone scrive:

    Mi sento come un bambino che sta imparando a camminare.. Provo a lasciare un commento: pregasi astenersi da insulti, chiedo scusa in anticipo se sbaglio o disturbo qualcuno.
    Leggo: – ” Rispondi” e clicco qui.
    3
    2
    1

    Lo trovo dissacrante al massimo, con un vago retrogusto amarognolo. Come dire che si sghignazza imbarazzati.
    O almeno io mi sono un tanticchia imbarazzata!!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>