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mi pare di aprire tot libri.
eggià.
(significa colpo al cuore e bello, per me)
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non ti conoscevo queste finezze grafiche, di te sapevo solo quella cosa divertente del vermetto.
e fino alla fine pensavo fossi saurociantini.
però c’è un’atmosfera strana, e una vocina quasi femminile per un po’, fino a fine tavola, mi ha sussurrato “il corvo, le nuvole”, ed allora rileggendola ancora ho compreso che quelle suggestioni (magari non volute, involontarie un po’ come i palazzi con bocca della tua testata qui su grapho alla hunt emerson, o quel ramo che si tende che la mia memoria fotografica ricostruisce con sopra un piccione, vista da qualche parte) erano -ma non montarti la testa, eh?- il corvo pasoliniano e quella certa malinconia filosofeggiante alla “cosa sono le nuvole”.
il controluce è molto bello.
E.
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bella. forse un po’ retorica in alcuni punti, per i miei gusti. però bella nel suo insieme.
mi sono piaciute molto le scene della stanza al buio e le onde di quel giapponese che, siccome so’ ignorante, non mi ricordo come si chiama.
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una gran bella striscia, curatina, con dei particolari gustosi, anche se per i miei gusti tende un pò troppo al poetico.’ene!
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Ciao Cius, non ti conoscevo e sei una bella scoperta.
Mi piacciono moltissimo le scelte grafiche, la costruzione della pagina, il font fatto a mano.
La vignetta con l’onda di hokusai è un piccolo gioiello, come disegno e come testo.
Al di là di qualche – per me – eccesso retorico veramente un bel lavoro.
Anche se alla fine son rimasto un po’ così, come una battuta in levare.
Sospeso.
Come se fosse la prima puntata di qualcosa e dovesse arrivare il resto.
Che magari è proprio così, oppure è semplicemente l’effetto che volevi ottenere tu. :)
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EDIT
Ok, son stato sul tuo blog e rettifico.
Ti conoscevo cius invece (il tuo lavoro intendo).
Tutto il resto resta uguale :)
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Mannaggia.
Di solito sto zitto, su Core mai ho detto una parola (o lasciato un commento) (al massimo vado a scassà Harlock e Mak a casa – blog – loro).
Ma mica per supponenza o pudore, nonnò, è che mi scoccia sempre non aver niente da aggiungere, leggo i commenti e dico “esatto” o “proprio così”, e che senso ha scrivere un commento che dice “esatto” o “proprio così”?
E la mia capacità critica è discutibile, a me mi convincono sempre di tutto, se me lo dicono con cognizione di causa, non ho delle opinioni ben chiare su nulla, basta farmi uno spiegone e mi si convince che c’è del buon anche in De Sica Cristian (per dire).
Quindi, di solito taccio, che sennò faccio solo rumore.
Però ora, via, ora parlo, ‘che questa è roba possente, come le onde di Hokusai (ah-a, Valeria!).
Bravo porca miseria, bravo cius.
Bravo.
Molto meglio di De Sica Cristian, anche.
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Sì, in qualche modo lascia sospesi, come se non avesse detto tutto. Ha un che di poetico, per cui ognuno vede e sente qualcosa di diverso. Io ci ho sentito van gogh, ungaretti, e me stessa, in certe parole. Bello, insomma.
(se interessa c’è un refuso: nessuno ha mai detto che si facile)
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Ma grazie. Ma grazie sul serio.
Pure i commenti a modo loro sono delle piccole opere. Mancano i disegni ma vabbeh.
Per esempio: Estebans cone quella frase: “di te sapevo solo quella cosa divertente del vermetto” m’ha fatto capire tante cose. In primis che il vero protagonista delle strip è il verme e non quell’altro. Bon. Poi, secondo, che è vero, son cosucce. Però è come coi figli: paiono tutti belli e lucenti come il sole. E invece son cosucce. Tutto quello che facciamo son cosucce mollate là e ognuno si ricorda di quel che tocca dentro. Il vermetto per esempio. Già che uno si ricordi del vermetto per me è una soddisfazione. Ergo: thanks!
E poi ’sto Hokusai. E le SUE onde. Che dopo una googlata ho ricordato pure io chi è. Pensa te quello. Chissà quante cose ha fatto in vita. Quante idee, quanti sogni, quanti mestieri. E lo ricordano per quelle SUE onde. Oh, chi c’ha i vermetti e chi c’ha le onde, a ognuno il suo. Sempre di gente fortunata si tratta, viene in qualche modo “ricordata”. E questo è già tanto.
Hunt emerson per esempio non so chi sia. Ma proprio zero. E una googlata ho capito che non basta. C’è parecchio da leggere. Bene, si fanno conoscenze.
E poi i complimenti. Con Heike che addirittura commenta per la prima volta e mi dice: “Molto meglio di De Sica Cristian, anche”. E mi fa morir dal ridere.
Grazie, grazie.
L’ho già detto?
Bon. Quello col bastone che c’ha da cazziarmi, nascosto tra la folla, ‘ndò sta adesso? ;)
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Il disegno è bello, il contenuto è un misto tra il fumetto e il racconto illustrato però strutturato come un fumetto. Sapete, non so davvero come esprimermi in maniera completa questa volta. L’occhio mi dice una cosa e il cuore un’altra, a chi devo stare a sentire quando leggo un fumetto? Io è qui che faccio la grande differenza tra il racconto e il fumetto, come ho già accennato in un altro intervento: il racconto lascia all’immaginazione le immagini e per questo usa le parole, il fumetto fa l’esatto contrario e troppe parole è come se volessero sovrapposrsi a quanto già l’occhio percepisce dal tratto. Bò….
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eccolo
il tipo col bastone
mi piace un sacco il disegno
la lettura a volte è incerta, makkisenefrega
ma… non amo i lamenti, se non dicono qualcosa in più! però sono contenta di vederti affrontare cose nuove, ma (son sempre la solita rompi, lo so), la poesia è guerriera, la poesia distrugge, non è lacrima e gemito. Avanti con queste cose (oltre al vermetto e le altre), ma se lo fai che sia per dir qualcosa di più che la tristezza, generica eun po’ banale.
l’ho detto
ho bastonato.
ma c’è pure la carota. Davvero un passo notevole di variare, di discutersi e un segno molto bello.
la-maestrina
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dirk, secondo me ti fai troppe pippe, mentali :) Questo voler mettere i paletti per decidere cosa è cosa: fumetto, striscia, graphic novel, vignatta, racconto illustrato, quanta percentuale di testo, si uò leggere da solo o c’è bisogno dei disegni… Non so prova a prendere il cuore, gli occhi, il cervello, lo stomaco, il fegato, il cardamone e metti tutto nel frullatore. Quello che esce alla fine magari ti farà dire: mipiace. nommipiace. Oh, massimo rispetto eh, come diceva quello!
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Cius lo conoscevo (fumettisticamente) solo per Quiff.
Poi ci s’è parlati tante volte e con scazzi (anche) nei blog. Ho sempre pensato che fosse un puro con una passione religiosa per i comics, le strip in particolare.
Quando s’è proposto per core ho avuto un sussulto di gioia perché sapevo come avrebbe affrontato la cosa: senza tenersi al sicuro.
e infatti.
Per me, aldilà di alcune “immaturità” grafiche (minime), equilibrio B/N e flusso narrato/immagini son da prendere a modello.
E comunque l’importante è tendere.
Di più non posso dire che son di parte e sarebbero cose a che fare con l’affetto.
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allora è vero che ognuno ci vede quello che vuole in una storia! infatti io ho visto le onde di hokusai (ora so il nome, grazie. che son troppo pigra anche per cercare sul web) dicevo che ho visto le onde perchè le ho lette nel contesto, cioè qualcosa a cui “tendere”, vista la considerazione che ha il maestro giapponese nel mondo dell’arte.
ma forse non ho capito una mazza, che ne so.
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Manlio non è così semplice, oppure lo è, non lo so. I miei sono commenti di uno che cerca di capire cosa vede e non solo nel fumetto ma anche nelle foto, nei libri (e il resto lo ometto). La distanza tra cuore e cervello è abissale alle volte la stessa che c’è tra un Pat Metheny di Offramp e quello di The Way Up. Poi non c’è difficoltà a mettere tutto nel frullatore e dire semplicemente “mepiace-nunmepiace” ma sarebbe poco per chi si è messo lì e ha tirato fuori qualcosa perché o nel cervello o nel cuore sentiva di doversi esprimere. Sarò anche un pò cervellotico ma non mi piacerebbe partecipare ad una specie di posta del cuore dove tutti “se volemo bene” ovvero in un’arena dove ci si scazzotta. Qui c’è gente che lavora alle idee, sono da rispettare e la maniera migliore per farlo è capire ( o almeno provarci).
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Trovo tutto così fluido e facile e bello da vedere che gli accenni di retorica (in effetti ce ne sono alcuni) non li ho quasi notati e sono passati in secondo piano rispetto al disegno pieno di particolari e di invenzioni diverse (il controluce, lo spaventapasseri e l’uccello sono i miei preferiti, e anche S. Felice).
@Laura, “la poesia è guerriera” me lo segno tutta la vita :-)
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Bello è bello… però come harlock ho l’impressione di un “to be continued”…
Una cosa invece, secondo me, sarebbe da migliorare… cercare di sfruttare meglio l’effetto scroll senza incarcerarti nella vignetta classica
parola di ‘gnorante :D
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Sentito tutto, di pancia.
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Vorrei avere più tempo per poter commentare per bene…
Dunque, diciamo che all’inizio mi stava piacendo MOLTO. Però poi nelle ultime 2 vigne mi è venuto un po’ a scadere. L’impressione è che non si vada molto a parare da qualche parte, e lascia un po’ con l’amaro in bocca per quanto prometteva. Peccato perché lo trovavo molto promettente, ma mi è sembrato un po’ poco ragionato, sprecando le ottime cose seminate. Quel finale non trae una “morale”, non chiude un circolo, non è né punto né virgola né puntini di sospensione… boh. Diciamo per me molto bello e riuscito per 2/3.
E poi una cosa: perQuotere?! Argh!
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AAAARGH!!
Che vergogna!
E’ vero.
Se si puo’ sistemo questa e il refuso indicato da Giulia e rimando il file.
Si puo’ Mak?
O bisogna lasciare ad imperitura memoria come pubblica umiliazione? :)
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@ Laura e Cius: E che sarei io quello con il bastone? Ma che scherzate? L’ultima ruota del carro? E’ che sò anziano e bizzoso, tutto qua, procuratemi una bella infermiera che mi coccoli e io mi calmo… ;-)
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bella. bravo.
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@dirk, ero io quella col bastone, egocenrico ke sei! pensa che abbiamo scritto contemporaneamente e manco ti avevo letto, mi hai battuta di un soffio… uffff
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ma tò chi ti ritrovo!
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Letto al momento giusto, proprio quando pensavo a queste cose e alla natura umana. Mi piace il tono lieve ma intimo con cui affronti l’argomento, trovo sia l’ideale per interrogarsi su argomenti che, a seconda dei casi, hanno fin troppe risposte o troppo poche.
Che c’è? Anch’io ho pensieri profondi. Oggi, per esempio, mi domandavo perché i pirla mi circondano. Poi ho capito che mi annusano per sentire se sono dei loro. Per fortuna poi se ne vanno. Fiu!, non mi hanno riconosciuto.
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Bello. Piaciuto molto.
Mo’ m’invento ‘na cazzata per fare lo shplendido con l’occhio analitico… mmmh… ah sì. Avrei aperto e chiuso con il testo immerso nel nero pieno tipo struttura circolare con i tum tum finali che sfumavano in dissolvenza.
La cazzata l’ho detta, i complimenti pure.
Ciao!
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due commenti trovo interessanti, o diciamo che condivido: quest’ultimo di willy e giorgio (19). Il finale n+andava pensato meglio, perché sciupa il resto, bello, e il disegno, molto bello e ben raccontante… uff come sono pedante, sarà perché ci tengo a Cius.
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ecco, mi mancava quello sciamprato di iscariota tersicoreo! ;-)
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Molto interessante. Mi piace l’uso del B/N, dosato a pennello per quello che è il testo narrato. E anche per il narrato voglio farti i miei complimenti. Davvero interessante e coinvolgente.
Bravo.
Leon
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l’ho detto che è interessante?
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BELLO!!!… Aggiungo altro?… No non serve :)
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[...] il momento di un nuovo compagno di viaggio: Cius, che abbandona le sue strip colorate per una storia infelice (nel senso del tema) e sottile e spelacchiato, un bianco e nero vaporoso come i pensieri non detti. [...]
A costo di fare la voce fuori dal coro, ma questa storia davvero non mi ha convinto. C’è tutto, c’è il tratto, c’è il testo, però manca..boh, non so come dire, l’anima. O meglio, l’anima c’è, ma è come se fosse separata dai disegni da una membrana. C’è il nero, le nuvole giapponiste, le inquadrature e tutto il resto, eppure..
Non so, l’impressione che mi dà è che pur padroneggiando bene questo stile tecnicamente, Cius non riesca davvero a dire in questo modo quello che vorrebbe dire. E’ un po’ come uno strumento musicale in quella fase in cui chi suona padroneggia la tecnica, ma non riesca ancora a metterci del suo.
Almeno, a me dà questa sensazione, che allo stesso tempo è la sensazione che sia a un passo dal metterci del suo, in questi disegni, e che sia solo questione di un altro poco di tempo.
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