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ti arriverà il conto del mio oculista per la scelta scellerata di lasciare il testo a matita sotto.
mi disturba soltanto quel “vagina”, che poco ha a che fare con l’ambiente rustico narrato, tu mi dirai “ma dico già culo nella prima vignetta”, giusto ti dico io, proprio per questo quel vagina alla formalina stona un po’.
poi tu mi ribatti che a parlare adesso è il personaggino ormai adulto e inurbato, ed allora ok, va bene così.
la storia c’è.
E.
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Bello! Letto con un sorriso.
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però che io sappia per gli animali, forse una specie di rispetto per l’animale che dà cibo, usano proprio i termini medici. cioè, i contadini della mia infanzia usavano termini anche pittoreschi, per quanto possa essere pittoresco il piemontese, ma per gli animali mai. sembravano dei trattati di ginecologia.
questa mi piace di più delle altre, ma, mannaggia, il finale.
[Rispondi]
Io l’ho trovata perfetta, compreso e soprattutto il finale. Ma il testo “fantasma” è davvero una scelta come detto da Estebans?
[Rispondi]
Maledetto.
Mi avevi preso, giuro.
Bello l’inizio e poi pian piano lo svolgimento che si srotola come uno scrigno sulla tua infanzia agreste, “vera” o presunta non conta niente che è proprio questo il bello delle storie.
Ero lì che pendevo dalle tue labbra.
E m’è piaciuta anche la disciplina della griglia, senza più indulgere nel racconto fiume a libero scroll.
Però cazzo.
Il finale, manlio.
Aldilà che piaccia o meno (che ormai ho capito che il finto – finto? – cinismo è una tua precisa scelta e “cifra” narrativa), ma diosanto.
Il finale.
Faccio quasi fatica a perdonarti. :)
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A me piace lo stile di Manlio, più rustico rispetto a quello di altri, ma come già detto a me piace sia lo zighinì eritreo che la polenta valtellinese.
Inizialmente cominciavo a stufarmi dela solita lana d’ombelico, però il discorso della vita che nasce accostato al mattatoio, alla griglia… un contrasto curioso che in campagna è quotidiano. Mi è piaciuto pure il finale. Il tutto molto spontaneo, e onesto.
[Rispondi]
stabilito che esistono ’ste tre fette in un pezzo narrato: attacco, corpo e chiusa (e vi potete far venire l’ernia per negarle, sfumarle, capitombolarle, dissimularle etc), se Manlio riuscisse a far la chiusa all’altezza dell’attacco e del corpo, sarebbe un mostro sacro acclamato dalla nuova zelanda a frosinone.
Invece lui fa la chiosa, non la chiusa.
’stu scemo.
però per tre quarti di strada, si viaggia eccome, eh!?
(in effetti avrei potuto quotare harlock e avrei risparmiato tastiera)
altra metafora che oggi sto forte.
manlio è purosangue da trotto: parte forte, passa a condurre, nel finale rompe.
(rompe in senso ippico)
mò s’incazza però
:)
Spè, devo dire che quel Uh, scopa! salva parecchio.
[Rispondi]
rispondo in ordine sparso:
si, ho lasciato tutte le matite sotto per scelta, così per sperimentare. Anche la griglia è sperimentazione (ho disegnato tutto su foglietti 10×10) e lo stile “sporco” anche. Lo stesso vale per il disegno in genere meno curato e più rustico. Però questa volta a differenza di tutte le altre volte, sempre per sperimentare, ho prima buttato giù lo stotyboard, quadro per quadro, infilandoci il racconto che mi è venuto in mente, anche nel mio caso come con Luis, chiacchierando con Mak di cazzi vari. La vagina: no, un veterinario dice “vagina”, io ero piccolo, e Raffaele diceva vagina, non pucchiacca! La storia è vera, tranne il mio trascorso vegetariano, che invece è stato semplicemente un trascorso molto “animalista”.
Il finale: questa volta, conscio che nei finali calo (sotto al titolo volevo scrivere “un’ altra storia col finale fioco di manlio3 “!) ho provato a scrivere qualcosa in cui il finale non fosse la cosa più importante, e inoltre ho provato a spostarlo sulla partita a scopa in parallelo, che io alla fine faccio scopa ed è quello il finale. Se poi voi c’ avete questa ansia da finale col botto (che ce l’ ho anche io, ma mi sto curando) vabè pazienza. La prossima cerco di stare ancora più attento.
Colgo l’ occasione per: ringraziarvi. Perchè il laboratorio funziona. Perchè i commenti danno lo stimolo giusto e io mi metto a pensare in modi diversi, la qual cosa è bene. Ok, voi direte tanto fai cacare lo stesso, ma comunque io so a me, e vi dico che il laboratorio funziona.
[Rispondi]
Invece a me va bene il finale, forse perché da piccola mi ricordo ancora la cotura di un maialino da latte… lo sento più vicino così che se faceva il romantico. Non sono sempre concorde con manlio, ma qui la leggerezza ci vuole, mica prima ha tagliato il core. È stato leggero e mentre vi sentivate i soliti ricordo ricordo romanticismo del’infanzia e natura, tiè!
e mi sa che le critiche boh, a volte mi chiedo se non sarebbe meglio…
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mak, baciamo il culo
laura, confermo che le critiche servono.
[Rispondi]
AH! LAURA!
le critiche e i commenti t’insegnano una grande verità nel loro insieme: non potrai mai piacere a tutti.
ehhh (pensa che me lo disse Eriadan quando iniziai a pubblicare nel web).
stranamente questo dà maggiorn sicurezza nei propri mezzi rispetto alla critica isolata che potresti ricevere dal singolo amico o dal guru a cui hai portato i tuoi scarabocchi.
certo, se 9 su 10 ti dicono che spesso canni il finale…
hehehe
però, magari mi son dimenticato prima, voglio dire che in ’sta storia hai fatto passi avanti da paura, manlio.
(aridaje co’ sti passi!)
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Aspé, chiarisco.
Quando ho detto il finale non ne facevo un discorso di romanticismo o meno. Infatti ho scritto non a caso “che piaccia o meno”.
Non ne facevo un discorso di sostanza.
MA un discorso di forma.
E’ come se l’avessi buttato lì (e lo so che non è così eh, è che la dico come mi viene), come se arrivasse troppo presto.
O con troppo poco preavviso.
Non so se riesco a spiegarmi.
Se utilizzando lo STESSO finale, pari pari, ma tu l’avessi preso come scusa per – chessò – rompere la griglia quadrata, un po’ come fa mak quando l’ultima frase la scrive su sfondo tutto nero separata dal resto a distanza di un paio di scroll.
O se quel “uh, scopa” si fosse meritato una vigna tutta per sé, un piccolo cambio di registro, per rafforzarlo, dargli più peso. Più dignità.
Te invece l’hai fatto passare quasi sotto silenzio, tanto che quando ho finito di leggerla ero lì che pensavo “cazzo mak s’è scordato di caricare l’ultima pagina..”
Per dirla tutta e meglio:” la scorsa volta avevi un finale un po’ debole e l’hai messo in risalto pure troppo (quello del medio).
Stavolta che te ne potevi uscì col botto, invece…
Ma oh, manlio, il lavoro è comunque bello.
E qua si parla di impressioni a caldo.
E poi se la scarpa ti dice tutto bene e il sottoscritto meno io non mi farei certo venire il dubbio di a chi dare retta, se fossi in te..:)
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A me è piaciuta parecchio questa storia, poi il quarto disegno del bimbetto che infila il braccio con quella facciottina tutta contenta me lo stampo e l’appendo, ché mi fa troppa tenerezza. E poi c’è la mucca di cui si completa la parte dietro metà in una vignetta e metà sotto e poi c’è metà manlio e metà nonna poco sopra e insomma ci si legge un bel po’ di attenzione e lavoro e di pensata, dietro, il tutto ben adatto a questa storia.
E’ fatta con uno stile meno preciso delle altre cose e la trovo efficace e incisiva, sìsì.
Pure la fine è buona secondo me. L’agnello alla brace l’adoro e far scopa con settebello è una soddisfazione :-)
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Harlock, ti dirò: all’ inizio era così, avevo un quadratino 10×10 dove c’ era scritto solo “uh, scopa!”, però ho pensato che era troppo voler fare il fico, o il fenomeno, o boh, non so spiegare, insomma era troppo. Invece mettendolo lì quasi nascosto, nelle mie intenzioni, voleva semplicemente accentuare un nonsocchè di leggera ironia nascosta. Se vuoi ti faccio un quadratino apposta per te e te lo regalo!
[Rispondi]
Manlio, ma và chei miei erano esempi un po’ a braccio (o alla cazzo).
Era solo per spiegare la sensazione.
Comunque grazie per l’offerta.
In effetti un quadratino 10×10 con su scritto “uh, scopa!” può fare sempre comodo.
Che dici, magari è pure benaugurale?
;)
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oh, a me il finale è piaciuto. ma proprio assai!
e poi quel vitello sparato in fronte m’ha fatto fare TU-TUM.
che bella storia, manlio. le matite che hai lasciato danno profondità, mi piacciono.
[Rispondi]
@harlokc e manlio
azz, è vero, concordo: Uh, Scopa! in vignetta isolata chiudeva perfetto!!! (a gusto mio)
mi sa che l’ho anche detto a manlio (in sede prepubblicazione) che quel uh scopa mi piaceva molto.
@skiri
e mancava dicessi che la pecorina allio spiedo e la scopa col settebello etc…
certo che ciai una boccuccia tu!
che a me basta dica Buongiono, mi rispondono -Volgare!-
e lei invece…
questione di stile, è proprio vero.
:)
[Rispondi]
@ sir Mak in 11: il 9 a 10 da te considerato si riferiva alla serie storica di manlio, ma per amor di cronaca (sportiva) ho contato i commenti che si sono espressi sul finale di questa storia, e il parziale è di 5 a 3 pro finale. Spero che non si pareggi perchè poi non so come considerare i commenti fuori casa che valgono doppio.
[Rispondi]
bella!
bravo!
dovevi chiamarla “Quattro e Tre, Sette”
(però il tratteggio incrociato in sensi opposti non me lo fare più che mi prende un tonfo al cuore)
[Rispondi]
Beautiful,
love when he talks about how the experience of touching the “unborn” calf helped him to see nature in a different way. What a fresh experience. Maybe everybody should try it so we respect nature more than we do.
Awesome :)
[Rispondi]
Manlio,
a me questa mi è piaciuta. La vedo che fila liscia liscia, e non fa una piega. I disegni sono fluidi e i testi pure. Anzi, proprio i testi sono quelli che mi hanno distratto e mi hanno in prima battuto impedito di accorgermi che…Manlio porcaputtana tu quando giochi a scopa RUBI! Cinque e tre nove…a disgraziato! Mi nonna pe nacose der genere te tajava na recchia! E proprio questo mi ha fatto dare alla storia un’interpretazione tutta mia a questa storia: tu parli solo per vincere. Tu ‘mbriachi l’avversario! gli parli di culi di vacche, di tua nonna, del fatto che sei vegetariano, e quello tira le carte a cazzo. E allora, il finale con “UH! Scopa!” quasi distratto, che inizialmente avevo giudicato di poco effetto, è diventato una mina!!!!
Poi magari sei una capra in matematica e io so uno che ce coje, ma che ce coje tanto, che coje parecchio. Un cojone, insomma. Ma comunque, per me, bravo Manlio.
Leon
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A proposito, e non mi rompete le palle, perchè a me mi si può dire, è stato legalizzato.
E tu, voce del cazzo nella mia testa, smettila di rompermi le palle, non lo so che cazzo di soprannome è Makkox!
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uffi, manliù. m’è piaciuta. è BELLA. si LEGGE. il finale di tutte le sezioni è quella che m’è piaciuta di meno. ma questo non significa che sia brutta o che, per me. UFFI.
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per me va bene così, la matita sotto la china è uno sfizio, dà l’idea di flashback, se così si scrive.
:)
bravo manlio!
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anche per me fila bene Manlio, da cima a fondo. bravo.
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A me il finale è piaciuto mica poco…
Il cinquettrennove l’avevo notato pure io, ma credevo fosse per rafforzare il concetto dalla capraggine in matematica. Non era così?..
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cinque e tre nove me l’ero perso! geniale! lasciato cadere così. degno di Eduardo. azz (troppo? e che io m’entusiasmo per piccole cose, chevuoifà).
POI
scrivevo questa mia
perché la cosa del tratteggio incrociato l’ho notata pur’io flavià!
hehehe
marò, mi ricordo che me lo trovavo pure in Jeff Hawke (che amavo) e mi veniva sulle balle.
o su certi diabolik.
vabbuò, qui è a matita e si sopporta.
:)
cazzate, va
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Cinque e tre nove: sì è fatto apposta. ciuco in matematica, cinque e tre nove, come volevasi dimostrare e l’ altro che dice “si, capisco…”.
Il tratteggio incrociato: boh, io non ho fatto le scole avete di disegno, ma cmq le matite sono fatte apposta con la zappa, estremucce, pesanti, sanguigne. comunque vabbene Flavià, mò faccio 10 paginette di chiaroscuro e poi te ne regalo una pure a te. vabbuò? Però, se questa cosa del tratteggio me la spieghi bene, mi fa piacere. Fai finta che io sono un ignorante… anzi, senza “fai finta”.
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@mak: Totò, questa è comicità alla Totò, di cui sono un esperto di fama internazionale come voi siete esperti di dylan dog, martin mistero e coso là… come si chiama… sì, Ugo Prato
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Io ho fatto le scole di disegno quindi, nel mio piccolo, posso dire la mia.
Il tratteggio incrociato di per sé non è malvagio, solo che per utilizzarlo a dovere ci vuole una bella padronanza del mezzo, perchè come tecnica cade molto facilmente nel caos (come l’acquarello da questo punto di vista), ce la si finisce che non si capisce più ‘na fava del chiaroscuro che si voleva/è voluto dare e nel foglio è presenete solo una brutta macchia nera, un “pasticcio” senza senso.
Ora, visto che tu hai scritto “cmq le matite sono fatte apposta con la zappa, estremucce, pesanti, sanguigne”, cioè puro livello da bozza (poi dillo se ho detto una vaccata e non intendevi quello), non vedo nessun problema nel tratteggio incrociato fatto come viene, viene.
Ok, adesso potete dirmi “mavàcagare!”.
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l’ho riletto ancora perchè è proprio bella la tua storia. hai descritto qualcosa che non ho mai compreso fino in fondo. cioè quanto rispetto ci vuole per allevare e macellare un animale. perchè la sua morte è una parte essenziale della sopravvivenza comune.
io non ne sarei capace. ho delle formiche nello zucchero e sto cercando di dirottarle altrove per non ammazzarle. eppure la carne la mangio e mi piace, perchè adagiata in una vaschetta di polistirolo non somiglia per niente a un tenero vitello.
[Rispondi]
wally, io da piccolo, al paese di mia nonna, quello della storia,dove per mia scelto abito da 5 anni perhè mi strapiace, imparai ad uccidere e scuoiare i conigli. ci vogliono 2 minuti a coniglio quando ci hai preso un poco la mano. Quando avevo 17 anni e andavo a scuola (in città) ero profondamente animalista, e anche io chiedevo alle mosche di uscire dalla finestra piuttosto che schiacciarle con lo scacciamosche. Poi da quando abito qui vedo di nuovo la natura in maniera più disincantata, e se un gatto mi piscia sull’ insalata io provo a colpirlo con la fionda. Non lo ucciderei mai, ma se impara che è meglio non pisciare sulla mia insalata, viviamo meglio entrambi. Credo che se iniziassi a vivere con certi ritmi, e a relazionarti con certi modi di pensare, saresti capace di fare quello che fa qualsiasi contadino.
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forse è come dici tu, ma non ne sarei troppo sicura. ho l’anima della pesciabbroda, come si dice qua :-)
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hehe ma va che la cosa del tratteggio è una cacatella, scherzavo che qua è l’ultimo posto dove fare i tecnici.
oddio un fondo di verità cellà nel senso che il tratteggio incrociato si fa, incrociato in modo perpendicolare è da ergastolo multiplo (ho detto ergastolo non orgasmo) a meno che tu non lo faccia in modo perfetto tipo così
in alternativa è preferibile incrociare tratteggi che abbiano una differenza di angolazione minima tipo così o seguire sempre lo stesso verso, magari spezzandolo in tanti piccoli tratti un po curvi, messi a random ma sempre nello stesso senso.
anche perchè il tratteggio incrociato mi ti annulla quel dinamismo nelle ombre che invece può essere un’arma in più tipo così
poi se vuoi farti na bevuta tutta assieme di tratteggi, bianchi e neri, retini, composizioni ecc c’è solo una persona alla quale rivolgersi
essa
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@fla, e hai detto una fava qualunque…
[Rispondi]
@flaviano
la prima non è visibile. ho letto moebius nella url. azz.
Alex Toth poi.
minchia.
hai postato un commento di grandissima utilità.
e un po’ di reminders tecnici fanno sempre bene a tutti, me per primo che Alex Toth me lo devo sparare come la vitamina B ogni primavera. cazzo.
grazie
[Rispondi]
COME SEMO RIDOTTI MALE. MANCO LI SORDI PE’ COMPRASSE LE GOMME!
E mo il mio di oculista chi CAZZO lo paga, eh?! che io so già 2 settimane che uso l’ultimo residuo di gomma colle pinzette x le ciglia…
Bravo, mi è piaciuta e, cazzate a parte, ho apprezzato la matita di fondo testi fantasma compresi, da un che di rustico e si sposa bene con la storia.
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Flaviano, cavolo, grazie del contributo, ho preso nota pur’io.
In poche righe hai riassunto una roba enorme facendoti pure capire.
Non è mica da tutti.
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Un fumetto invece di un racconto illustrato. Anch’io sono inciampato sul finale tant’è che sono risalito un pò per vedere cosa mi ero perso ma va bene.
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ho messo a posto la url, si era moebius e uno dice sticazzi quelli so maestri però nel tratteggio come per tante altre cose che riguardano il disegno è si la bravura ma anche la pazienza di dedicarsi al disegno, curarlo, fargli prendere vita, ed è una cosa difficile che neanche io ho imparato ad amministrare.
ci vuol pazienza a fare tutti quei trattini uno dietro l’altro tutti messi al posto giusto, pazienza e disponibiltà massiva di droghe.
[Rispondi]
ho visto l’immagine di moebius e io me lo scordo a moebius certe volte.
che poi ce l’ho nel midollo e vavè.
che quando sento certi (Laura) che dicono “Oh, ma a me quel moebiunz lì, non mi dice mica…”
ma non ti dice mica CHE?
MICA CHE?!
ma silenzio giu a terra e 20 flessioni sulle orecchie!
“nonmidicemica”
tzè…
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a me Laura mi ricorda la scienziata del film gli Incredibili.
[Rispondi]
ok, mi metto a studiare tratteggio…
[Rispondi]
sì, come dici tu ci vuol pazienza per fare un bel disegno curato, ma la stessa pazienza io la colgo nell’aver provato e riprovato fino al pianto quel zakkete singolo-segno finché non t’esce come ‘na firma, e basta quello fatto in un secondo (gli anni ce l’hai persi prima a provarlo e riprovarlo. come affondo di katana).
O NO?
(almeno così m’ha detto Laura degli Incredibili. hehehehe… TROPPO azzeccata!)
[Rispondi]
eh ma quello è perchè “quel” tratto ce l’hai già negli occhi, impresso nella retina, o in quel tubicino che collega il cervello alla mano.
[Rispondi]
mi correggo, non è un “ce l’hai già negli occhi” è un “ti si costruisce negli occhi” che guardi il foglio bianco e a mo di lucido vedi già in trasparenza i tratti da fare.
[Rispondi]
poi sticazzi, l’avete letta la biografia di Moebius?
a me la mamma da piccolo mi lasciava dalla nonna che mi dava le cri-cri
a lui la mamma lo lasciava in mezzo a branchi di sporchi messicani che lo imbottivano di pejote.
[Rispondi]
ma tu ti leggi PURE la biografia di moebius?
io son anni che progetto di ucciderlo, di scoprire che copia, che ricalca.
:)
di renderlo umano.
ah, però ho letto i numeri 1-2-3 di blueberry e c’è diventato parecchio umano, quasi scimmia.
che era disegnato brutto forte, eh!
[Rispondi]
mò è da scoprire cosa fa più danni. a occhio le cri-cri.
[Rispondi]
@wally: dipende come le assumi
@mak: va che è bello quel libro eh “il mio doppio io” corto ma bello. heheh vero blueberry a volte era bruttarello. mo facciamo il thread di moebius, che tanto manlio non se l’incula nessuno XD
ma tu ce l’hai l’artbook quello lungo a striscia con tutti gli schizzetti e gli acquerelli di blueberry? eh celai?
[Rispondi]
guarda quel pennello cazzo!
(t’ha copiato il cowboy della tua strip di brokbackmounain ;P )
[Rispondi]
@flaviano
io uso il pennino.
ma questo una SINGOLA VIGNETTA la fa così grossa?
e ‘na tavola che je ce vo?
il mio cowboy è meglio del suo!
vafanculo va…
NON CIO’ GNENTE CAPITO?!
NESSUNA STRISCIA NESSUN CAZZO DI NULLA.
e comunque basta con ’sta cosa del disegnare, da domani uncinetto.
che quella sì che è robetta tosta.
[Rispondi]
io sto per andare in libreria a comprare “chiaroscuro for dummies” così fra un paio di storie che mi esercito, altro che moebius, bisognerà resuscitare caravaggio, che quello sì che… vabbè ho detto tutto.
[Rispondi]
OT
no vabbé mak.
“Il mio doppio Io” lo DEVI leggere.
Fidati.
Non so se si trovi ancora, perché ormai ha qualche anno e la casa editrice non era esattamente la mondadori,
(aspé, ma la casa non era Derive Approdi? E non era sempre di Coniglio? Prova a chiedere a Laura…)
Che sennò alla peggio te lo fotocopio e alla prima te lo porto, giuro.
[Rispondi]
caravaggio, quella merda… spè…
leggi qui
mò chiedo a Laura, magari lo regalo a Manlio.
ché IO non lo leggo!
azz…
e vediamo
[Rispondi]
vabbè tracopiava, dai ci sta, chi non l’ha fatto. quantomeno non copiava dai fumetti bonelli.
chi in vita sua non ha prodotto almeno una volta una speciale polvere ricavata schiacciando le lucciole…..
io una volta ne ho schiacciata una, poi ho datto gas e me la sono filata.
[Rispondi]
E vabbé, niente di nuovo.
quasi tutti i pittori, tutti i grandi dal 500 in poi usavano “macchine ottiche”, soprattutto per le prospettive, e soprattutto i vedutisti.
Che poi, la stessa tecnica dello “spolvero” che si usava negli affreschi era una tecnica di ricalco, per dire.
Ci sono anche parecchi fumettari che lavorano su base fotografica – anche io lo faccio a volte – ma non è che questo toglie qualcosa all’opera finita.
Come sempre, dipende dall’uso che se ne fa, dipende dalla consapevolezza.
Ci sono autori come Ausonia che fanno addirittura i “fotofumetti” usando direttamente le foto, lavorate opportunamente.
MA cazzo, il risultato è qualcosa di strepitoso.
Ehm, credo di essermi appena reso conto che in realtà mak stava prendendoci per il culo con una provocazione.
E io ho abboccato come al solito.
Te pareva. :)
[Rispondi]
Ho parlato al telefono con Gustavo Dorè, dice che me lo fa lui un corso di tratteggio.
d.
[Rispondi]
Meglio telefonare ad Albrecht Dürer per un corso di tratteggio.
[Rispondi]
se Manlio tratteggia “come si deve”
non sarà più Manlio
ma la copia di qualcun altro.
no?
[Rispondi]
ganzo.
pure il finale, sissì…
[Rispondi]
se copia qualcun altro sicuramente si
se si esercita per i cazzi suoi magari diventa manlio superpiù o maenlius 3 o Manliaccio da Sciacca o Amalio chi lo sa……
[Rispondi]
non è che deve cominciare a fare le mani squadrate invece che affusolate e oblunghe, però se sotto ci mettessa na nticchia di struttura il tutto risulterebbe più bello e solido e armonioso e flaviàairottoer’cazzo losò!
[Rispondi]
flaviano, ti sei spiegato alla grande, grazie.
mi vien da darti ragione.
[Rispondi]
Ammazza le cazzate che scrivete!
Bravi! Me piace (a me)!
Gas è pazzo regà!
PAZZO!
[Rispondi]
ok lo ammetto, sono pigra e tutti i commenti non li ho letti, mi focalizzo sui primi, indignati per il finale.
Ora, magari non ho saputo cogliere un accidente, ma io ho percepito proprio quel sano “animalismo” di campagna che non esiste più nella coscienza attuale. Che poi “sano”. Magari è tutto da rivedere e tutto da criticare, fate voi. Ma se siete cittadini e in campagna non ci avete passato l’infanzia non capirete mai l’amore smisurato verso gli animali, quell’incredibile sentirsi tutt’uno con la natura circostante, il non percepire come un problema (odiose categorizzazioni tipicamente umane di un’umanità disumanizzata che non coglie più dove comincia e dove finisce, iperdivinità artificiale) l’infilare la mano nella vagina di una mucca per toccare con mano la vita. Da piccoli era uno spettacolo, avevamo la nostra panchina e ci facevano sedere là, con le bici inzaccherate lasciate a terra, ad assistere alla nascita. E non aspettatevi romanticherie bucoliche, quella disgraziata di vacca si vedeva (sentiva) braccia e corde infilarsi tutte lì per strattonar fuori un piccolo enorme tutto bagnato.
E la carne si mangiava. Ed era la stessa del piccolo che vedevi nascere. O dei conigli accarezzati prima e visti scuoiare poi.
Io cresciuta nella società attuale non ho più lo stomaco (nè le capacità) per farle queste cose. Abbiamo perso il legame con la terra.
Ma credo sia ben più delittuoso azzannare un pezzo di carne rosa plastificata che si sa esser carne solo perchè ci hanno insegnato che non è verde. Quella verde cresce nella terra e si dice “verdura”. E invece la mucca viola è di cioccolato, ma quella si toglie subito la pelle e la carne è marrone, sì, cioccolato si dice.
[Rispondi]
non ho ancora mai lasciato commenti, quindi non so se riesco a capire come si fa “la prima volta”….se vi arriva e volete leggerlo è questo:
Perchè ve la prendete col finale? il finale è “uh scopa” ed è perfetto visto che di partita a scopa (scopone) si tratta ;) ….con tutti i “tempi comici” al punto giusto e il racconto (MOLTO ben fatto) a distrarre l’avversario da perfetto baro ;)
carina anche la sperimentazione della matita, ma io l’avrei lasciata solo nelle vignette del racconto e non in quelle nel presente per creare un po’ più di movimento tra i 2 tempi narrativi (come la penultima vignetta=forse è li che gli si è spezzata la gomma:sul bordo del tavolo)
forse si, solo il tratto incrociato in certi punti toglie qualcosa ai disegni ma flaviano ha spiegato già bene il percome
cmq. grande manlio
[Rispondi]
massì
i tratteggi, + ancora che brutti (e brutti sono, ma per fortuna quasi invisibili) sono inutili, vabbè
[Rispondi]
[...] e di chat, e di una storia che si costruisce – ed è d’amore e di scrittura. Storie come Illuminazioni di Manlio, fin dentro le viscere degli istinti e dei propri talenti, che spesso si vedono in [...]
Danilo, bellissimo. un piccolo capolavorino. dovremo scrivere qualche striscia insieme che dici? compra exodus
[Rispondi]