e mentre c’è chi huuumma la mano sotto al mento, come un albertobevilacqua qualunque sul retro di un aborto di libro, e col filo a piombo e la squadretta pesa i chili di disegno e quelli di testo,
qui c’è una storia che è da prendere come tre gocce di collirio sull’occhio,
rarefatta ed ironica e odorosa come le asciugamani da motel troppo zuppe,
che scivola via che è un piacere, e sposta il sorriso veloce come il gioco delle tre carte confondendolo con la tristezza e la velocità di una polaroid.
Questa strip è la migliore della serie BFOM, a mio parere.
Disegni elegantissimi, testi che spiegano e non spiegano, ti dicono il giusto e nulla più (che t’interessa di pretende dalla storia di sapere il più, se non lo vuole la storia stessa?) e a volte anche con leggera ironia, di quella fine che ti strappa un sorriso sincero. Tutta lo storia è dosata poi in maniera perfetta.
Che dire? Veramente complimenti ad entrambi, per quanto possa valere la mia opinione, questo fumetto è uno dei migliori presenti su Coreingrapho
Direttore, e chi si rilassa. Ma che, scherza? Qua si sta sulle spine, eccome. Soprattutto lei. Tenga, un cactus. No, non è un cuscino, ma se insiste si sieda pure.
Esteban, grazie. Credo tra me e te ci sia bisogno di poche parole, mi sa. Che a dirne troppe è persino inutile.
SirCaliscetta, idem.
Cioè, tutti i complimenti fanno piacere. Anche le critiche. Entrambi, detti da professionisti -e professionali- eh. che dire. stozzitta, che è difficile. solo grazie.
Anche per me la migliore, finora, della serie BFOM. Al di là dei miei gusti personali sui disegni, che qui apprezzo ancora di più soprattutto nella scelta delle inquadrature e nel montaggio, in generale si respira un’aria di casuale e inevitabile necessità, di un obbligo leggero ed estemporaneo. Insomma, giusto per battere sul tormentone, mi dà l’idea che sia stato il cuore a cercare e usare i due autori e non viceversa. Complimenti davvero! ^__^
bello, decisamente.
anche se, non so se sono io o meno, lascia un vago velo di inquietudine; come se volesse mostrare il malessere della protagonista. o forse mostra solo il mio….
mi piace. Continuo a trovare qualche complicanza che mi fa sgrullare in su e in giù, dirmi “che devo capire? Quando questo? Chi?” con la prima non mi era successo. continua ad essere la preferita del mio core. Ma qui si vedono sviluppi… e certo, @Skiri, che anche se non ho ingoiato scarabeo… :) azz che fastidio ingollare ricordi! colpita e affondata.
Bella.
Voi due fate – in un certo senso – proprio il tipo di fumetto che vorrei fare/sto cercando di fare io (mak sa che intendo).
C’è un approccio alla narrazione molto simile, alle tematiche anche.
Ma soprattutto, ciò che sento affine è questo incedere “carveriano”, rarefatto, come se non stesse succedendo niente.
Questo raccontare anche in quello spazio che sta in mezzo, in quel “tra”, non saprei come altro dirlo.
Vabbé, la smetto che sennò m’incasino. :)
Bravi, sempre meglio.
mi stupisco -no, non mi stupisco: mi accorgo- dell’uomo.
cioè, anche voi provate la frenesia del non capire più nulla quando avete all’improvviso la istantaneità dell’incontrare una persona, quella persona? anche voi siete Calipso? anche voi amate chi aspettate per poi all’improvviso, per una cosa che non sapevate cinque secondi prima, tirate giù la serranda? Oppure Penelope, aspettate e aspettate?
@Laura
e certo che sei ciocca, figlia!
mò ti butto giù una roba tipo bonaventura colle didascalie sotto e in rima.
elamadonna ma l’è dura dentrilcranio sta donnina, ve’!
;)
A me invece sembra che, più si va avanti, più l’incertezza svanisce, anche se la storia continua a “dire e non dire”. In “Marta” il dubbio era – o poteva essere – su chi fosse in realtà l’oggetto della conversazione, in “Roberto” su chi parlasse in prima persona, ma qui i contorni sono più netti, la luce illumina impietosamente anche gambe mal rasate (eppure non lo fa, le mostra bianche e lisce, ma non è questo che importa). E’ vero, poi, che ognuno è infelice a modo suo, e questo emerge nelle diverse narrazioni.
(Lo metto tra parentesi, così come è posto lateralmente nella strip, ma mi piace molto l’evidenza della sinergia in questi lavori, non solo nello scambio di mail, ma persino nelle parole semicancellate dell’ultima tavola)
Riccio, non credo che un uomo -scusami Emanuele- saprebbe mai rendere una gamba mal rasata.
cadrebbe nell’effetto Maga Magò oppure 9 Settimane E Mezzo.
Credo che il pelo che ricresce sia un’esclusiva tutta femminile da capire e rendere.
Vabbè, allora te la dico tutta (e poi la chiudo qui, che finisce che si forumizza. E poi dalla lana d’ombelico si passa ai peli del polpaccio ;) )
Il mio accenno ai peli e alle parole cancellate è una metafora, ovviamente.
Noi, in effetti, siamo capaci di dannarci per dei peli malrasati (io, per esempio, lo faccio ogni volta che uso il silkepil, che mi sembra perfetto ma quando poi mi riguardo… lasciamo perdere) mentre magari gli altri non se ne accorgono.
E così, mentre si guarda le gambe, per me Anna pensa ad altro…
Ma quel che volevo dire è che quando lo sguardo è così analitico – lo spiffero, i peli, la sigaretta – vuol dire che il rapporto è morto.
(in questo senso, si vede quello che si vuole vedere; per certe cose ci vuole distanza).
E, visto che siamo in vena di particolari, ti dirò un paio di altre cose che non so se ho voluto vedere io: oltre alle parole cancellate – che mi sembrano tracce di discussioni eventualmente fatte e riportate così, in trasparenza, da Emanuele -
mi piacciono molto pure quelle tre caselle apparentemente fuori posto, che però possono essere lette come “B(e) me” e, anche, come le iniziali B(arbara) EM(anuele).
Be’, m’ha sempre stupito che l’altra metà del cielo si stupisse della repentinità con cui una donna riesce a calare la serranda (o la clerk, come dannazione dicono qua in lombardia).
Si stupiscono.
Wow. Beautiful.
I love the dialog. It sounds so natural (Jd did a good job here with the English translation). I love the fact that the story doesn’t need an introduction of events, it is just a moment in the life of Anna.
“Don’t worry no Monopoly, we’ll play scrabble”… priceless
Luis, thanks a lot. I thought about my dad, and his absolute sense of indifference to the rest of the world.
I also tried to give the sense of rush which grabs oursevels when we have something unexpected in love affairs to do.
And the sense of total stop when we decide. When someone decides.
I hope so.
i vostri pezzi mi lasciano senza parole, tanto che credo di non aver mai commentato. come diceva qualcuno, forse proprio rael, a volte una reazione è apprezzare ma non commentare.
faccio tutto questo giro perché sono senza parole anche adesso (capita spesso su coreingrappa). mi piace moltissimo il vostro scrivere pezzi tanto affilati e accompagnarli con disegni tanto leggeri.
la parte dei “pochi e fissi ricordi” è cattivissima.
ah, un altro problema è la memoria. quindi in realtà non ricordo se i commenti a storie precedenti li ho lasciati o li ho solo pensati. e mi viene il dubbio di essermi ripetuto un sacco di volte sul “non ho parole ma volevo dirti bravo”.
stavo dicendo?
[...] seconda di Luis Escorial, una storia di supereroi rivoltata come un calzino. Storie come quella di Mattia, la terza della serie “BFOM (Best Friend Of Mine)”, di Emanuele Simonelli e Barbara [...]
ieri sera ho iniziato a leggere ‘Malamore’ Esercizi di resitenza al dolore. La stirscia mi è sembrata una delle possibili storie contenute nel libro.
Molto bella, meno criptica della primissima. Ti arriva quasi un pungo allo stomaco (mi arriva in effetti).
Anche il titolo poi, che sia ‘Mattia’ e non ‘Karina’…
Piaciuta tanto.
Tutte le vigne o le tavole o i fumettelli o le cose scritte qui sopra sono opere d'ingegno pubblicate da Coreingrapho sotto una Licenza Creative Commons. I rispettivi autori mantengono tutti i diritti sulle loro opere – ché, come si sa, qualsiasi licenza è solo per capire cosa ci si può fare, delle cose d'ingegno. In questo caso la licenza Creative Commons che abbiamo scelto permette a te che leggi di copiare e distribuire la vigne o le tavole o i fumettelli o le cose scritte qui purché a) ne riconosca la paternità tramite un link a Coreingrapho.com e b) non le usi per fini commerciali. Non puoi modificarla. Se però vuoi tagliarla per farla meglio stare in un post, ok – ma vacci piano che son opere che sotto sotto hanno la loro sensibilità. Per qualsiasi dubbio scrivi a info@coreingrapho.com. Spread the love.
e mentre c’è chi huuumma la mano sotto al mento, come un albertobevilacqua qualunque sul retro di un aborto di libro, e col filo a piombo e la squadretta pesa i chili di disegno e quelli di testo,
qui c’è una storia che è da prendere come tre gocce di collirio sull’occhio,
rarefatta ed ironica e odorosa come le asciugamani da motel troppo zuppe,
che scivola via che è un piacere, e sposta il sorriso veloce come il gioco delle tre carte confondendolo con la tristezza e la velocità di una polaroid.
ma è solo la mia opinione.
bello.
E.
[Rispondi]
Questa strip è la migliore della serie BFOM, a mio parere.
Disegni elegantissimi, testi che spiegano e non spiegano, ti dicono il giusto e nulla più (che t’interessa di pretende dalla storia di sapere il più, se non lo vuole la storia stessa?) e a volte anche con leggera ironia, di quella fine che ti strappa un sorriso sincero. Tutta lo storia è dosata poi in maniera perfetta.
Che dire? Veramente complimenti ad entrambi, per quanto possa valere la mia opinione, questo fumetto è uno dei migliori presenti su Coreingrapho
[Rispondi]
graficamente e strutturalmente 10 passi avanti a Roberto, solo 5 a Marta.
hehehe
’sto commento sembra strega comanda color….
vavè, cazzate.
m’è piaciuta molto.
il dialogo email tra gli autori è davvero dosatissimo.
mò non fate che la prossima vi rilassate eh?!
[Rispondi]
Direttore, e chi si rilassa. Ma che, scherza? Qua si sta sulle spine, eccome. Soprattutto lei. Tenga, un cactus. No, non è un cuscino, ma se insiste si sieda pure.
Esteban, grazie. Credo tra me e te ci sia bisogno di poche parole, mi sa. Che a dirne troppe è persino inutile.
SirCaliscetta, idem.
Cioè, tutti i complimenti fanno piacere. Anche le critiche. Entrambi, detti da professionisti -e professionali- eh. che dire. stozzitta, che è difficile. solo grazie.
[Rispondi]
Bello bello.
Funziona e colpisce ed è poetico e crudo nello stesso tempo.
Bravi tutti e due e un applauso per l’intesa speciale trovata.
Non mancherà chi ci si immedesima, in qualche sua parte (son sicura che pure Mak, per dire, ingoiava le lettere dello Scarabeo, ma da grande).
;-)
[Rispondi]
Anche per me la migliore, finora, della serie BFOM. Al di là dei miei gusti personali sui disegni, che qui apprezzo ancora di più soprattutto nella scelta delle inquadrature e nel montaggio, in generale si respira un’aria di casuale e inevitabile necessità, di un obbligo leggero ed estemporaneo. Insomma, giusto per battere sul tormentone, mi dà l’idea che sia stato il cuore a cercare e usare i due autori e non viceversa. Complimenti davvero! ^__^
[Rispondi]
bello, decisamente.
anche se, non so se sono io o meno, lascia un vago velo di inquietudine; come se volesse mostrare il malessere della protagonista. o forse mostra solo il mio….
gian
[Rispondi]
Squallido e toccante… bello, davvero…
[Rispondi]
mi piace. Continuo a trovare qualche complicanza che mi fa sgrullare in su e in giù, dirmi “che devo capire? Quando questo? Chi?” con la prima non mi era successo. continua ad essere la preferita del mio core. Ma qui si vedono sviluppi… e certo, @Skiri, che anche se non ho ingoiato scarabeo… :) azz che fastidio ingollare ricordi! colpita e affondata.
[Rispondi]
Bella.
Voi due fate – in un certo senso – proprio il tipo di fumetto che vorrei fare/sto cercando di fare io (mak sa che intendo).
C’è un approccio alla narrazione molto simile, alle tematiche anche.
Ma soprattutto, ciò che sento affine è questo incedere “carveriano”, rarefatto, come se non stesse succedendo niente.
Questo raccontare anche in quello spazio che sta in mezzo, in quel “tra”, non saprei come altro dirlo.
Vabbé, la smetto che sennò m’incasino. :)
Bravi, sempre meglio.
[Rispondi]
mi stupisco -no, non mi stupisco: mi accorgo- dell’uomo.
cioè, anche voi provate la frenesia del non capire più nulla quando avete all’improvviso la istantaneità dell’incontrare una persona, quella persona? anche voi siete Calipso? anche voi amate chi aspettate per poi all’improvviso, per una cosa che non sapevate cinque secondi prima, tirate giù la serranda? Oppure Penelope, aspettate e aspettate?
[Rispondi]
è bello.
e mi piace lo stile del disegno.
e mi ha messo addosso una cazzo di malinconia del cazzo.
ecco.
uff.
[Rispondi]
@Laura
e certo che sei ciocca, figlia!
mò ti butto giù una roba tipo bonaventura colle didascalie sotto e in rima.
elamadonna ma l’è dura dentrilcranio sta donnina, ve’!
;)
[Rispondi]
makkox, stai dicendo che i maschietti han capito tutto mentre le femminucce son al palo?
vado ad allertare la mia comunità lgbt per portare l’ago della bilancia in pari.
[Rispondi]
molto bella l’immagine delle sigarette fumate a vuoto.
bravi raelesi.
[Rispondi]
(skiri c’ha le lamp’è cretineria)
[Rispondi]
A me invece sembra che, più si va avanti, più l’incertezza svanisce, anche se la storia continua a “dire e non dire”. In “Marta” il dubbio era – o poteva essere – su chi fosse in realtà l’oggetto della conversazione, in “Roberto” su chi parlasse in prima persona, ma qui i contorni sono più netti, la luce illumina impietosamente anche gambe mal rasate (eppure non lo fa, le mostra bianche e lisce, ma non è questo che importa). E’ vero, poi, che ognuno è infelice a modo suo, e questo emerge nelle diverse narrazioni.
(Lo metto tra parentesi, così come è posto lateralmente nella strip, ma mi piace molto l’evidenza della sinergia in questi lavori, non solo nello scambio di mail, ma persino nelle parole semicancellate dell’ultima tavola)
[Rispondi]
riccio, pensavo non si vedesse.
cioè, un po’ temevo si vedesse, un po’ lo speravo.
[Rispondi]
Si vede ciò che si vuole vedere.
Vale per le parole (ma anche per i peli).
[Rispondi]
Riccio, non credo che un uomo -scusami Emanuele- saprebbe mai rendere una gamba mal rasata.
cadrebbe nell’effetto Maga Magò oppure 9 Settimane E Mezzo.
Credo che il pelo che ricresce sia un’esclusiva tutta femminile da capire e rendere.
[Rispondi]
Vabbè, allora te la dico tutta (e poi la chiudo qui, che finisce che si forumizza. E poi dalla lana d’ombelico si passa ai peli del polpaccio ;) )
Il mio accenno ai peli e alle parole cancellate è una metafora, ovviamente.
Noi, in effetti, siamo capaci di dannarci per dei peli malrasati (io, per esempio, lo faccio ogni volta che uso il silkepil, che mi sembra perfetto ma quando poi mi riguardo… lasciamo perdere) mentre magari gli altri non se ne accorgono.
E così, mentre si guarda le gambe, per me Anna pensa ad altro…
Ma quel che volevo dire è che quando lo sguardo è così analitico – lo spiffero, i peli, la sigaretta – vuol dire che il rapporto è morto.
(in questo senso, si vede quello che si vuole vedere; per certe cose ci vuole distanza).
E, visto che siamo in vena di particolari, ti dirò un paio di altre cose che non so se ho voluto vedere io: oltre alle parole cancellate – che mi sembrano tracce di discussioni eventualmente fatte e riportate così, in trasparenza, da Emanuele -
mi piacciono molto pure quelle tre caselle apparentemente fuori posto, che però possono essere lette come “B(e) me” e, anche, come le iniziali B(arbara) EM(anuele).
(Mo’ basta; lo so, l’ho detto e lo ridico)
[Rispondi]
Be’, m’ha sempre stupito che l’altra metà del cielo si stupisse della repentinità con cui una donna riesce a calare la serranda (o la clerk, come dannazione dicono qua in lombardia).
Si stupiscono.
[Rispondi]
Wow. Beautiful.
I love the dialog. It sounds so natural (Jd did a good job here with the English translation). I love the fact that the story doesn’t need an introduction of events, it is just a moment in the life of Anna.
“Don’t worry no Monopoly, we’ll play scrabble”… priceless
[Rispondi]
Luis, thanks a lot. I thought about my dad, and his absolute sense of indifference to the rest of the world.
I also tried to give the sense of rush which grabs oursevels when we have something unexpected in love affairs to do.
And the sense of total stop when we decide. When someone decides.
I hope so.
[Rispondi]
piaciuta molto. bravi
[Rispondi]
@Rael,
I think you did a great job. I thought about my dad and grandpa to :)
[Rispondi]
the mine doesn’t love pigeons’ soup
;D
[Rispondi]
:)))))))))
[Rispondi]
i vostri pezzi mi lasciano senza parole, tanto che credo di non aver mai commentato. come diceva qualcuno, forse proprio rael, a volte una reazione è apprezzare ma non commentare.
faccio tutto questo giro perché sono senza parole anche adesso (capita spesso su coreingrappa). mi piace moltissimo il vostro scrivere pezzi tanto affilati e accompagnarli con disegni tanto leggeri.
la parte dei “pochi e fissi ricordi” è cattivissima.
[Rispondi]
ah, un altro problema è la memoria. quindi in realtà non ricordo se i commenti a storie precedenti li ho lasciati o li ho solo pensati. e mi viene il dubbio di essermi ripetuto un sacco di volte sul “non ho parole ma volevo dirti bravo”.
stavo dicendo?
[Rispondi]
io invece stavo pensando “dove cribbio è finito Emanuele” che a dire grazie grazie mi piglia vergognia e timidezza.
ecco.
:)
[Rispondi]
io comunque volevo fare un referendum tutto femminile sugli avatar – gravatar.
[Rispondi]
eccoci,
sto fusorario…
che dire apparte grazie…
se per caso eravate proccupati per la mia ossessione della settimana,
tranquilli,
ho smesso…
[Rispondi]
bellissima questa storia.
e bellissime le ossessioni.
(quasi sempre)
(quasi mai)
[Rispondi]
[...] seconda di Luis Escorial, una storia di supereroi rivoltata come un calzino. Storie come quella di Mattia, la terza della serie “BFOM (Best Friend Of Mine)”, di Emanuele Simonelli e Barbara [...]
ieri sera ho iniziato a leggere ‘Malamore’ Esercizi di resitenza al dolore. La stirscia mi è sembrata una delle possibili storie contenute nel libro.
Molto bella, meno criptica della primissima. Ti arriva quasi un pungo allo stomaco (mi arriva in effetti).
Anche il titolo poi, che sia ‘Mattia’ e non ‘Karina’…
Piaciuta tanto.
[Rispondi]
rael Risposta:
maggio 29th, 2009 alle 21:24
grazie Valeria. è sempre un piacere ritrovare voi “vecchi” amici qua.
[Rispondi]