La rivista fuzzy che si fa comunità. Nuovi coreographi: Laura Scarpa e Estebans

E’ una rivista molto fuzzy, la nostra: lanuginosa, polisemica, chiaroscura. Che non ha in tasca una verità dicotomica, bivalente: bianco o nero, testa o croce, tutto o niente. Sappiamo bene che le cose cambiano. Che tutto è una questione di misura. Che quasi tutte le verità sono grigie, parziali, funzionali, sfumate.

«Tutt’intorno a noi le cose mutano la loro identità. Gli atomi che costituiscono l’universo turbinano e collidono e continuano a turbinare e a collidere. [...] Le cose trapassano fluidamente in cose che sono non-cose rispetto a prima. Gli atomi delle punte delle nostre dita si avvolgono agli atomi dell’aria. Ci sono atomi di dita e atomi di non-dita; ma ci sono anche atomi intermedi, vale a dire atomi che appartengono in certa misura sia alle dita che all’aria e allo stesso tempo né alle une né alle altre. Una rosa è una rosa che è una non-rosa quando le molecole cambiano. [...] Su tutte queste cose possiamo anche apporre etichette precise, bianche o nere. Ma le etichette si tramutano da accurate in imprecise a mano a mano che le cose cambiano*».

Che c’è sempre uno spettro infinito di possibilità nelle scelte di còre – invece che solo due. E che alla richiesta di rispondere solo sì o no, l’unica risposta veramente saggia è fanculo.


Rosso-rabbia velocissimo. Taxi a New York + Compleanno a Pontassieve, 2008

Nuovi coreographi: Laura Scarpa e Estebans

La scorsa settimana è stato il momento di due nuovi compagni di viaggio, che portano a 13 il numero totale dei coreographi che ci hanno finora raggiunto in questa impresa (tra disegnatori e scribacchini). La prima è Laura Scarpa, un fuoriclasse del fumetto davanti e dietro il foglio bianco che non credo abbia bisogno di presentazioni. E che dopo il seguitissimo tumblr Caffe a Colazione ha “esordito” su web con un compito ingrapho che arriva dentro le viscere con la violenza gentile dei pensieri bombi e svolazzi, quelli intimi profondissimi e insieme così sinceri da riuscire a volare a dispetto di ogni legge della narrativa. Una prova superba, che ha reso istantaneamente carta straccia molte tavole in produzione di altri artisti – (cor)rosi dall’ammirazione. E poi c’è stato Estebans, che ha approfittato a man bassa della dispensa esordienti con una storiella giocosa di bar – e che un bel dibattito ha scatenato nei suoi e in altrui commenti.

Ha completato la settimana la seconda puntata di BFOM (Best Friend Of Mine), la serie multisemantica di Emanuele Simonelli e Barbara Delfino che costringe chi legge a mille pensamenti e ripensamenti, a intorcinarsi nelle spiegazioni come budella. E la prima parte di una storia ad episodi di Cotus e Leon, già alla loro terza apparizione su Coreingrapho.

Comunità in terraformazione

A proposito di momenti. C’è sempre un momento, nell’evoluzione di una comunità online, in cui la luna di miele dell’inizio implode in un piccolo grande scazzo. Questioni di parole dette o non dette, capite o non capite, di ironia espressa alla cazzo di cane, di un patto comunicativo magari poco chiaro all’origine, di nervi tesi e scoperti – spesso di pretesti della tipologia tavolette-non-alzate e tubetto-di-dentifricio-spremuto-dal-centro. Esso (il momento dello scazzo) è inevitabile – tocca farsene una ragione. Esso (il momento dello scazzo) è anche il segnale positivo di una comunità viva e in movimento. Di una comunità in terraformazione che si assesta – che attrae persone che non hanno pensieri omologati, che non provengono da una sola coerentissima cricca. E che all’inizio si guarda in diffidente cagnesco. Ecco perché al primo piatto lanciato ho stappato lo champagne, e al di là dei dettagli che non conosco – perché esso (sempre il primo scazzo) serve a chiarirsi meglio, a tarare meglio le regole della reciproca convivenza, a conoscersi. A conoscere come funzionano le cose.

  • C’è che il senso primigenio, e le regolette conseguenti sempre quelle sono: la voglia insieme di far rivista, palestra, laboratorio. La voglia – non un dettagliatissimo piano quinquennale: ergo non esenti da inciampi ed errori.
  • C’è un “bonus esordio” che abbiamo introdotto, che una tantum concede agli autori che inaugurano la loro partecipazione a Coreingrapho di farla come vogliono, anche fuori dal vasetto – tanto poi c’è il confronto dentro i commenti. E che qualcuno si è giocato.
  • C’è una categoria lanuginosa che abbiamo introdotto strada facendo, e che ha raccolto finora gli interventi meno “narrativi”.
  • C’è che ci sono stati dei “no” che abbiamo detto, anche se ovviamente non tutti si “vedono” online.
  • C’è che ci sono molteplici segnali di una attenzione crescente verso Coreingrapho, ma che Coreingrapho non è in vendita (questo giusto per esser chiari).
  • C’è che Coreingrapho ha senso se tocca mille corde, se non si fossilizza in un’estetica o un linguaggio o una narrativa univoca, scientifica e precisissima: se esplora tutti le esplose possibilità del fumetto online, se ispira l’apertura al bello che non ci somiglia.
  • C’è che Coreingrapho funziona appunto se a turno ognuno dice: questa tavola qui fa schifo, questa qui accanto invece sì che è un capolavoro. E ogni volta le tavole son diverse, e diverse sono le persone che dicono questa o quella cosa – in tutte le possibili gradazioni.
  • C’è infine, buon ultimo, che il còre che c’è dentro un qualsiasi fumetto pubblicato qui lo decidiamo noi prima – e voi dopo; ché non c’è niente di peggio che vivere con il còre altrui – o con i commenti chiusi.

Ipnosi

Se poi sei uno che ha una qualche idea di che voglia dire fumetto la mail è sempre la stessa, ed è – altro che scazzo! – roba di fede, sempre inutilissimo che troppo ci pensi: info@coreingrapho.com

*Bart Kosko, Il fuzzy-pensiero, Baldini & Castoldi, 1995

Info su Antonio S.

Scrive, consuma, crepa. Qui è una specie di editore farlocco che fa il bastian contrario per contratto e indole. Innamorato del fumetto da sempre (ma non sa disegnare nemmeno una linea storta) e del web da pure. Editor di Webgol.it (suo blog principale) e Spindoc.it.
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8 risposte a La rivista fuzzy che si fa comunità. Nuovi coreographi: Laura Scarpa e Estebans

  1. makkox scrive:

    secondo me Este non se l’è giocato il bonus con la prima.
    :)
    per dire quanto anche noi non ci si uniformi sul pensiero unico.

  2. giulia scrive:

    Sono belli e divertenti questi insight. e poi una parola per le opere in bianco e nero e rosso che li accompagnano la vogliamo spendere? niente a che vedere con l’immaginetta scaricata dalla rete messa lì tanto per fare colore nel post.

  3. makkox scrive:

    Che poi Antonio mette sempre delle citazioni d’un colto…
    ma io davvero non me lo immagino a leggere quelle robe!
    BART KOSKO?

    secondo me usa un qualche motore di ricerca tipo ipse dixit o robe così.

    bah, o è solo invidia la mia.
    cmq bart kosko ho cercato su youtube e non c’è.
    e se non c’è su youtube…

  4. as scrive:

    Grazie Giulia, troppo buona, pensa che Marco mi diceva “mettici un po’ di colore in quei tuoi post, prendi pure qualche foto da internet, che ti frega”

    Marco, non svelare i trucchi del mestiere, ecchecazzo, ipse dixit lo uso per scrivere tutto il resto del pezzo

  5. Estebans scrive:

    “E poi c’è stato Estebans, che ha approfittato a man bassa della dispensa esordienti”
    (cit. a. sofi)

    l’ho letta adesso.

    ohibò, non so come ve la raccontate li nelle stanze dei rocchetti e dei bottoni, ma mak m’ha preso seduta stante, senza se e senza ma, senza rimandi a settembre né “bene grazie, la richiamiamo noi”.
    inviato, accettato.
    detto fatto.

    ha opzionato tutto l’opzionabile, tanto per dire.

    e la “storiella da bar” ha scavalcato -per infatuazione makkosa che ancora mi stupisce- un’altra tavola che- al pari di questa, è stata presa al volo.

    tanto dovevo, dopo le baruffette che indebitamente hanno invaso l’altra sezione, giusto per amor di cronaca.

    con immutato core

    E

  6. as scrive:

    Este, ce la raccontiamo che se qualcuno si infatua, è fatta, salta il tavolo delle trattative e tutti i carrarmatini che ci stavano sopra :)

    Scherzi a parte, il bonus esordienti non è mica un giudizio negativo, se è passato questo vuol dire che io, come al solito, mi sono spiegato di merda. E’ il piacere liberatorio dell’eccezione, della libertà scazzona e un po’ provocatoria, di dispensarci dalla costrizione imposta o auto-imposta – tipo levarsi le mutande e farsi tutto il campo con il coso penzoloni. In questo senso la tua storiella “giocosa” (ci tengo, perché m’è molto piaciuta) è rubricabile (per me) nel bonus.

    T’abbraccio :)

  7. Estebans scrive:

    “tipo levarsi le mutande e farsi tutto il campo con il coso penzoloni”.
    (cit. a. sofi)

    eh?

    aspè, mi stai dicendo che non è nel contratto di tutti?
    perchè m’ha detto il makko “fatti un giro per il corridoio col coso penzoloni, che io scatto le foto per il badge”.

    dici che devo aspettarmi le foto su novella300?

    argh.

    E.

  8. makkox scrive:

    Anche per la pubblicazione delle foto col penzolone, c’è una selezione da superare.
    Sorry Este, non può andare sempre bene.

    hehehe
    come gli piace all’antonio quando gli s’inzozza l’elegiaco post con sta trippaglia.

    AH!
    OT:
    Sora Lella ha aperto anche a NY. Chissà se quelle snobbone tikkettikke di Carrie e compagne andranno all’inaugurazione a spizzicar pajata.

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