post matassa
- (ita/en)

di Estebans

marzo 5th, 2009

Archiviato in: StripCommenti (43)


Avevo in mente di scrivere due righe per introdurre l’esordio di Estebans su Core.
Invece sai che c’è?

tutte le matasse di estebans

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lanacore



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43 commenti »
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    Commento di Dirk — 6 marzo 2009 @ 08:43
  1. Non faccio il critico perché non lo sono quindi esprimo un parere personale, strettamente legato ai miei gusti: non mi piace. Non la storia…. vabbé…. non la storia, dicevo, ma la sua commistione con i disegni. Ve l’ho detto, è un fatto di gusto: io dal fumetto mi aspetto la magia della comunicazione disegnata, anche male, ovvero stilisticamente non conforme allo standard, ma che guidi la storia e non ne sia accessorio. Comunque è normale che in una rivista di fumetti non tutti quelli che ci trovi rispondano al tuo sentire, non per niente siamo tanti e sicuramente tanti altri troveranno questo fumetto bellissimo com’è giusto che sia.

    [Rispondi]

  2. Commento di makkox — 6 marzo 2009 @ 10:10
  3. Quando non si vede più lo sgraffio sulla carta, ma solo ciò che sinteticamente rappresenta: è scattato il miracolo.
    Io, e qui si può parlare solo per se stessi, l’omino seduto al bar lo percepivo e non “vedevo il disegno”.
    Parentesi.
    ‘Sta cosa del “non vedere più il disegno” è un’espressione di una mia vecchia (nel senso di tempo trascorso, che lei è sempre giovane) maestra. Cercava di spiegarmela con alcuni schizzi nero su bianco di Picasso. Non c’era bisogno di spiegar nulla: era percezione primitiva, come le pitture dei cavernicoli. Vedevo e sentivo i cavalli, il gallo, le femmine…
    Chiusa parentesi.
    Parlare di Picasso sembra fuori luogo. Allora Reiser o Wolinsky possono risultare citazioni meno sacrileghe.
    Ma siamo sempre lì. Segnetti che “evocano”, e tu la traccia d’inchiostro non la vedi più.
    Quando m’è arrivata questa storiella, immdiatamente ho “visto” l’omino al tavolo fuori del bar e ho visto anche quello che non c’era disegnato (la gente dietro il vetro, il ragazzo, il vecchio, il poliziotto…).
    Ogni espressione degli occhietti appallati e delle spallucce e… insomma: ero lì.
    Questo è il nocciolo del buon disegno. Almeno nel fumetto.
    Almeno per me.
    Ma io, al solito, conto uno come te Dirk.
    :)

    [Rispondi]

  4. Commento di [emo] — 6 marzo 2009 @ 10:22
  5. Estebans ha la capacità di guardare dentro le peggiori miserie umane e di portarle alla luce trasfigurandole graficamente.
    Non le distorce, le evidenzia, le sottolinea, le sbatte in faccia.
    Chi abbia frequentato Graphite, sa di cosa parlo (gli altri basta che gùglino “graphite forum”).
    La scelta della camera/inquadratura fissa è straordinaria: come il protagonista della storia rimane pietrificato di fronte al dramma del pestaggio (ma fuori campo per noi), noi rimaniamo pietrificati in quella fissità di sguardo sul protagonista.
    Da Estebans non m’aspettavo niente di più bello.

    [Rispondi]

  6. Commento di manlio3 — 6 marzo 2009 @ 10:43
  7. Bene esteban, mi pare che la storia tocchi le corde giuste nel modo giusto, in fondo scritta così è anche giusta disegnata così. Ma, e questo è anche un appunto a me stesso, basta meta-fumetto o meta-core o come lo vogliamo chiamare.

    [Rispondi]

  8. Commento di giulia — 6 marzo 2009 @ 10:48
  9. a me ha fatto stringere lo stomaco di tensione quindi, sì, mi è piaciuta.

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  10. Commento di Dirk — 6 marzo 2009 @ 11:01
  11. L’hai detto: Reiser e Wolinsky! Alla lettura dei Linus quello era il punto dove mi si fermava il gozzo in gola perché quel disegno era (ed è) così differente dal resto. Però poi c’erano i dialoghi, gli scambi veloci, tagliati con la lametta senza badare agli schizzi di sangue. Qui noto una distanza con il fumetto… è un racconto illustrato. Ora fermo restando che se tu conti uno io conto un millesimo e nel rispetto di ciò che fa Esteban in quanto quello è il modo in cui ha sentito di esprimersi, se la storia invece di “raccontarla” l’avesse “parlata” quel segno secco e acido che in se stesso non mi dispiace (poi ci ho fatto la faccia a Reiser o Wolinsky) sarebbe diventato “fumetto” e allora, credo, quel segno secco e acido sarebbe divenuto funzionale.

    p.s.: sempre accademia, sempre accademia, perché come ben sappiamo, dà buoni consigli chi non può dare cattivo esempio :-)

    [Rispondi]

  12. Commento di Flaviano — 6 marzo 2009 @ 12:15
  13. a me ha ricordato l’Omino Bufo di Castelli, con la differenza che pur non sapendo disegnare, Castelli dava ai suoi tratti un energia ed una vita che solo a vederli veniva da ridere, vabbè poi i testi erano geniali.

    io credo che non bisogna accontentarsi e proprio in questo posto, il guardarsi attorno dovrebbe essere uno stimolo a fare o cercare di più.
    quando ho visto la seconda parte di pensiero laterale ho realizzato che dovevo impegnarmi di più nel fare le mie storie, per rispetto ad un artista che si sta impegnando per dare il massimo, no anzi di più, perchè io da quelle tavole imparo molto e questo non ha prezzo.
    lo stesso si può dire per il racconto di Laura.

    [Rispondi]

  14. Commento di wallyci — 6 marzo 2009 @ 12:47
  15. questa è una delle più belle storie che ho letto qui.
    giusto l’accostamento a Reiser, me l’ha evocato da subito.

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  16. Commento di makkox — 6 marzo 2009 @ 13:01
  17. però n’appunto glielo faccio a este, che sennò son solo pmpini (cit.). L’omino doveva uscire da dx.
    non farmi spiegare perché etse, che mi deluderesti!

    @flaviano
    l’omino bufo.
    hehehe
    vero vero.
    ma te sei ragazzino. finché se lo ricorda laura che ha inchiostrato yellow kid, ma tu….
    (mo senti a quella appena legge!)

    [Rispondi]

  18. Commento di Skiri — 6 marzo 2009 @ 14:00
  19. Non m’ha fatto pensare a nessuno, ero troppo presa dalla storia.

    Esteban lo aggiungo alla mia (esigua) lista di quegli autori che secondo me sanno raccontare sul serio nel modo più completo.

    [Rispondi]

  20. Commento di viadellaviola — 6 marzo 2009 @ 15:02
  21. makkox.
    “L’omino doveva uscire da dx.”
    era sembrato strano anche a me. ma perché?
    perché il vecchio ferito stava a sinistra? perché i fatti sono accaduti a sinistra?
    e allora lui per uscire veramente da questa storia dovrebbe andare nella direzione opposta?
    io tanto non deludo nessuno se non conosco la risposta esatta.
    voglio essere spiegata.
    che io qua sto a scuola.

    [Rispondi]

  22. Commento di Dirk — 6 marzo 2009 @ 15:06
  23. L’mino è uscito da dx… la sua :-)

    [Rispondi]

  24. Commento di manlio3 — 6 marzo 2009 @ 15:26
  25. Trattasi di sintassi registica spicciola. Credo. Una specie di legge di campo e controcampo solo che qua c’è un’ unica inquadratura. Unita al senso che perrvade tutta la storia: succedono cose qui a sinistra, cose becere, e io faccio finta di niente. Chiudo andando via dalla parte opposta, per sottolineare il fatto che “cazzi suoi”. Ho detto bene chepo?

    [Rispondi]

  26. Commento di [emo] — 6 marzo 2009 @ 15:35
  27. oppure per semplice senso di lettura. da sinistra a destra

    [Rispondi]

  28. Commento di viadellaviola — 6 marzo 2009 @ 15:37
  29. vabbè ma io più o meno quello ho detto. o no?
    mo mi pari il primo della classe manliotrè ;)

    [Rispondi]

  30. Commento di manlio3 — 6 marzo 2009 @ 15:40
  31. eheh, maquannmai!

    [Rispondi]

  32. Commento di mALAUSSENE — 6 marzo 2009 @ 15:49
  33. dopo le prime due tavole stavo per chiudere tutto, forse per la scrittura che mi obbligava a sforzarmi di leggere; poi mi ha preso come una pinza ai testicoli e costretto a finire: bello!!!

    [Rispondi]

  34. Commento di Giorgio — 6 marzo 2009 @ 16:05
  35. Non lo so… secondo me Estebans può fare di meglio.

    [Rispondi]

  36. Commento di Giorgio — 6 marzo 2009 @ 16:08
  37. Il fatto è che in alcuni pezzi che ho letto su Core mi sembra di percepire lo sforzo di scrivere qualcosa PER COREINGRAPHO. E allora sforzati di trovare qualcosa da scrivere e da fare… queste cose succedono già nel lavoro.
    Invece qui ci dovrebbero stare le cose che si ha URGENZA di comunicare, almeno questa è la mia impressione. In alcuni pezzi leggo sotto sotto la molla del “voglio a tutti i costi pubblicare qualcosa su Coreingrapho che è così figo e quindi devo trovare un’idea a tutti i costi”, mentre quando leggo uno scroll di Makkox ho l’impressione: “devo assolutamente raccontare questa cosa, la metto su Core perché lì è il posto giusto”. Non so se mi spiego.

    [Rispondi]

  38. Commento di manlio3 — 6 marzo 2009 @ 16:10
  39. si, sono un bel pò daccordo con Giorgio

    [Rispondi]

  40. Commento di Dirk — 6 marzo 2009 @ 16:18
  41. Spezzo una lancia per il direttore: testimonio che non è così, quello se non è convinto qua nun ce lo mette (e me potete crede)

    [Rispondi]

  42. Commento di eNZO — 6 marzo 2009 @ 16:35
  43. L’omino DOVEVA uscire a DESTRA del foglio PERCHé ha negato tutta la STORIA e se ci va eccome se la CONFERMA, secondo me (eNZO).
    Però io una cosa ho avuto la MANCANZA nella storiella. Il CAFFE’. Ecco. M’è MANCATO.
    ciao da eNZO

    [Rispondi]

  44. Commento di harlock71@libero.it — 6 marzo 2009 @ 17:09
  45. Io con este ho un problema.
    Perché io, a este, gli ho visto fare cose che voi umani eccetera.
    E’ stato uno dei pochi, su graphite (quando graphite era ancora un forum vero, un laboratorio, insomma un po’ quello che vorrebbe essere core ora) a intraprendere una ricerca segnica suicida quando la più parte si limitava alle fighetterie (io per primo) o alle “cover” grafiche.
    Io a este gli ho visto fare delle cose che le guardavi e rimanevi tre giorni a chiederti che cazzo avrà voluto dire (un po’ come il biani di adesso..hehehe), e il quarto giorno comprendevi all’improvviso che non c’era un cazzo da capire, che dovevi solo metterti in ascolto e goderti una dolorosa epifania.

    Ora, i fatti sono due.
    Che dopo aver conosciuto quell’estebans là questo qua non può NON sembrarmi in qualche modo “troppo poco”.
    E’ come vedere tom cruise recitare a una recita scolastica.
    Sempre bravo eh, ma dopo che l’hai visto al cine in collaretal o in magnolia pensi beh, nella parte del funghetto nel prato del mago di oz, ‘nsomma..
    Poi penso che invece magari este ha intrapreso – consapevolmente – un’altra strada, un’altra volta, una nuova ricerca segnica – meglio, linguistca . E ciò che a prima vista affrettato o furbesco (parlo io, poi) in realtà non lo è affatto.
    Less is more, diceva qualcuno.
    Forse este ha solo sbagliato il tempismo, perché su una rivista “classica” con una roba così avrebbe spaccato (e spiccato).
    Qua su core, invece, dopo una sfilza di ultimi lavori forse un po’ troppo sintetici, sembra l’ennesimo. pagando pure il prezzo di essere il più sintetico di tutti. Un paradigma, quasi.
    (che ho detto?)

    E dopo avervi mostrato che quando voglio so essere più contorto di uno del circo cinese concludo dicendo:
    il minimalismo penna biro blu su carta giallina stile post it mi è sembrato, ancorché voluto, quasi eccessivo. Anche se capisco lo spirito cronachistico e “da presa diretta” che vorrebbe evocare. E’ un mio limite, diciamo.
    E ho trovato superfluo il “vaffanculo” finale (ma và? Ok, ho un problema con le chiusure, ora è ufficiale).
    A parte queste due cose: è il mio terzo lavoro (no aspé il quarto, ma di pocopoco, quasi un parimerito) preferito finora qua sopra.
    (Dice “e se ti faceva cagare invece che scrivevi?”)

    E per me è per-fet-to che l’omino esca in quinta a sinistra.
    E se non l’avete capito è perché siete tutti schiavi del mak-pensiero imperante. HA!
    ;)

    [Rispondi]

  46. Commento di makkox — 6 marzo 2009 @ 17:17
  47. ha a che fare con il senso di lettura che diventa cronologia.
    regole che un fumettista mi sputa, che son abc.
    però si possono anche negare eh!
    cmq, non avevo in mente una regola sterile e ottusa. è che vederlo PRIMA andar via e DOPO leggere il suo pensiero che si conclude con l’andar via, be’, è stato discordante.
    ma davvero stamo a parlà del pelo delle pulci.
    este è davvero bravo. non bisogna confondere il fatto che magari lui ha buttato giù sto pezzo in 10 min con il valore intrinseco di ’sto fumettello. forse per arrivare a fare una cosa così in 10 min ti devi esser scassato il culo per 10 anni.

    A eNZO lo ringrazio che m’ha dato una spiegazione più vera di quella vera, cazzo.
    :)

    [Rispondi]

  48. Commento di Giorgio — 6 marzo 2009 @ 17:45
  49. Però non sono d’accordissimo con Mak sul discorso dell’uscita. L’abc di andare verso destra è ovvio, ma qui c’è qualcosa in più. Andando verso sinistra il personaggio è come se tornasse indietro rispetto alla direzione di lettura, e infatti parla di tornare alla riflessione iniziale. Secondo me ha un senso che lui vada verso sinistra.

    [Rispondi]

  50. Commento di makkox — 6 marzo 2009 @ 18:05
  51. in effetti son rimasto molto in superficie con ’sta cosa dell’uscita dell’omino, che in definitiva era ‘na cazzata buttata lì per dire che non potevo solo allisciarlo st’autore. lo sfottevo. e voi baccalà…. hehehe, vavè. ci sto a mette ‘na pezza.
    devo anche ammettere che non conoscevo Esteban in precedenza e che questa pubblicata non è la prima cosa che mi ha inviato. E’ però la cosa più adatta all’esordio su core (per me) e così è andata (e non mi pento).
    Esteban sa che lo stimo così tanto che qui non sarebbe neanche opportuno ammettere.
    La vigna era a biro su fondo bianco, in origine. Siccome son ignorantello gli ho chiesto se potevo renderla su un fondo simile a quello di core. Lui ha detto NO. Io ho capito che scherzava e ho fatto a cazzi miei.
    Prendetevela con me :)

    cmq. roba buona che rovinarla è davvero difficile, per mia fortuna.

    [Rispondi]

  52. Commento di Leon — 6 marzo 2009 @ 18:09
  53. A me piace. Fa sorridere e pensare a tanta gente che conosco.
    checcazzo ma siete tutti cintura nera terzo dan in questo postodimmerda? (nel senso buono,eh?)
    E’ chiaro che poi C&L, che hanno solo la pretesa di farvi estraneare un minimo e magari (magari!) strapparvi una risata o anche solo un sorriso, prendono mazzate!

    ciao animali!

    [Rispondi]

  54. Commento di makkox — 6 marzo 2009 @ 18:34
  55. a me la seconda strip di C&L m’ha fatto ride bene. mica carezze perché sei scemo.

    cioè, non sei scemo, era solo un modo di dire e non voleva signific…

    a me la seconda strip di C&L m’ha fatto ride bene. punto.

    [Rispondi]

  56. Commento di Dirk — 6 marzo 2009 @ 19:45
  57. @Leon: in ufficio facciamo il caffé, a turno. Il problema era che lo facevo io e tutti dicevano “bbuono stù café, uanema pare na crema”, lo faceva un altro e giù a dire: “chi cazz’ l’ha fatto stù café? Marò e quanne fa schifo”. Ovviamente le cose si invertivano senza alcuna regola scientifica e così dopo due giorni lo facevo di nuovo io e a sorpresa il caffé diventava veleno. Decidemmo allora di smettere di giudicare, il caffé diventò figlio di NN e tutti ci astenemmo dal commentare.
    Da allora in ufficio si sorseggia il caffé senza problemi e incazzature ma volete sapere la verità?
    Mi pare che il sapore non sia più lo stesso da quando, dopo il primo sorso, non posso più dire: “guagliò, chisto è o’ café c’a schiuvat’a crist’ a vicin’a croce!*”

    * letteralmente “questo è il caffé che ha schiodato cristo dalla croce” e lo si usa per indicare qualcosa (non necessariamente il caffé) che fa veramente schifo.

    [Rispondi]

  58. Commento di Willy — 6 marzo 2009 @ 19:58
  59. Solo una riflessione. Estebans riesce a slegarsi dalle necessità di catalogare e inquadrare il come, il cosa e il perché di una storia. E ci riesce proprio perché finge di fallire, nel suo finto avvitarsi sul suo ombelico. Uso il termine ‘finto’ nel senso di finzione, finzione teatrale o fumettistica (isempre con segni e simboli abbiamo a che fare in entrambi i casi) attraverso il quale ci disvela ciò che vogliamo camuffare con le nostre finte verità su noi stessi. In quest’ottica, che sia voluto o meno, mi sta anche benissimo che ‘fallisca’ nell’uscire a destra.
    Ultimo appunto. Per me il vaffanculo finale è fondamentale, togli quello e la struttura non è più solida come prima.

    S’è capito che mi è piaciuto, sì?

    [Rispondi]

  60. Commento di [emo] — 6 marzo 2009 @ 20:07
  61. Willy non poteva dire meglio ciò che ha detto benissimo, che corrisponde perfettamente a ciò che io penso malissimo

    [Rispondi]

  62. Commento di Leon — 6 marzo 2009 @ 20:37
  63. @ makkox: ne sono felice. Significa che quello che abbiamo fatto ha raggiunto il suo obiettivo. Siamo troppo due coglioni per fare cose serie. Giuro che lo so, non ci riusciremmo mai.

    @ Dirk: messaggio ricevuto e apprezzato. Adesso so che se mi inviti a prendere un caffè, mi devo inventare qualche cazzata (nonna morente, macchina rotta, operazione a un testicolo).

    Comunque che si sappia: a me e a quell’altro debosciato che mi porto dietro, è difficile difficile farci offendere. Se solo sentiste cosa mi URLA (per urla intendo il massimo dei Db producibili, sul serio) dalla finestra quando glil citofono, capireste che razza di gente siamo. Vi dico solo che la gente per bene chiude le finestre e abbassa le serrande (sul serio).

    E poi ribadisco: a me sto “corecoso” me piace troppo.

    Ciao maschi da riproduzione.

    [Rispondi]

  64. Commento di riccionascosto — 7 marzo 2009 @ 09:41
  65. Io, da perfetta ignorante di tecniche e di abc del fumetto, questa storia me la sono goduta (si fa per dire, che non è che mi abbia fatto ridere) così per com’è, senza pensare al “giallino post-it” (che poi invece pensavo – e vedo – come un begiolino carta/pane, tipo le tovagliette dei bar, per intenderci. Come fosse stato scritto proprio su quel tavolino da bar, in itinere) o al senso dell’uscita (che, a dirla tutta, viene “dopo” aver letto il vaffanculo; almeno io, oltre che da sinistra a destra, leggo pure dall’alto in basso).

    Se poi devo dire qualcosa – non è un obbligo, ma visto che ci siamo do anch’io il mio mezzo cent, che di più non ne vale – l’uscire da sinistra, passando “sopra” il sangue (che sappiamo c’è, perché è rimasto sulle suole del poliziotto) con tanto di vaffanculo, mi sembra una negazione più forte di quella del semplice voltare le spalle a una scena che ci ha disturbato. E’ proprio far finta che non sia esistita, ecco.

    [Rispondi]

  66. Commento di Lele Corvi — 8 marzo 2009 @ 18:21
  67. Questa è bellissima! L’arte del sottrarre all’ennesima potenza. Ogni disegno in più sarebbe stato superfluo. Bellissima

    [Rispondi]

  68. Commento di wallyci — 9 marzo 2009 @ 09:20
  69. @DIRK senti, a me UANEMA m’ha fatto crepà, non l’avevo mai visto scritto.
    io di solito dico UAMMAMIAZIOSTE, che secondo me tu lo sai chi lo dice.

    [Rispondi]

  70. Commento di laura — 9 marzo 2009 @ 13:58
  71. bella.
    cazz
    uscita a destra corretta e fluida, a sinistra o scorretta e sbagliata o giusta e destabilizzante, in quel senso lì, di riccionascosto.
    ho sempre un po’ paura del testo troppo.
    spesso, me compresa, qui vedo i testi troppo grandi (a parte quelli su nero di mak), credosia più quello….
    cari miei, anche voi giovinotti siete abituati alla carta, noi che si inchiostrava max e moritz ci siamo adeguati in fretta quanto voi allo schermo! ;)
    bella
    ma è vero che il disegno mi ricorda di più l’omino bufo che reiser e invece non fa ridere (reiser faceva ridere e graffiava)
    e chi l’ha detto che deve? forse però… limare, bisogna limare ancora e far lame sottili, taglienti, zac zac!

    [Rispondi]

  72. Commento di laura — 9 marzo 2009 @ 15:40
  73. devo aggiungere che forse non ero chiara: ma questa è una delle storie più toste e amare, anche nelle sue imperfezioni (forse, chissà) batte e piglia il core, pulire si fa sempre in tempo, ma il sangue è qui che si muove, fuori dagli ombelichi..

    [Rispondi]

  74. Commento di Rael — 9 marzo 2009 @ 22:09
  75. a me fa ride un casino, però. tristamara, ma mi fa ridere un casino.

    [Rispondi]

  76. Commento di Ed! — 10 marzo 2009 @ 12:01
  77. Quoto Rael. Anche a me Esteban fa ridere un casino. Quasi più dei commenti.

    [Rispondi]

  78. Commento di Rael — 10 marzo 2009 @ 12:13
  79. Ed, hai dimenticato di mettere la classificazione al tuo commento.
    SS: Sono Sincero.
    SS: Sono Sarcastico.
    SS: Sono Stupito.
    SS: Sono Simpatico.
    SS: Sono S

    [Rispondi]

  80. Commento di Ed! — 10 marzo 2009 @ 12:15
  81. Sono Stupito.

    …o Sono Stronzo.

    Non so… devo ancora decidere.

    Anzi no… Sono Sincero. Decisamente Sincero, sì.

    [Rispondi]

  82. Commento di Kappa — 13 marzo 2009 @ 23:09
  83. Di Estebans posso solo dire cose belle, a parte il fatto che sto ancora digerendo i cannoli che mangiai a casa sua quasi tre anni fa.
    Concordo pienamente con l’analisi di emo (ciao!) e apprezzo molto l’analisi di harlock (ciao!), anche se in parte non la condivido. Credo che la genialità dei suoi lavori (ora come ai tempi di Graphite) stia nel saper “evocare dei mondi” dalle miserie che descrive, a prescindere dallo stile o dal linguaggio utilizzato. Quelli sono strumenti. Il cervello che c’è dietro è sempre quello, con il suo impietoso, melanconico cinismo, il suo sguardo disincantato eppure pensosamente partecipe.

    [Rispondi]

  84. Pingback di Coreingrapho » La rivista fuzzy che si fa comunità. Nuovi coreographi: Laura Scarpa e Estebans — 16 marzo 2009 @ 16:22
  85. [...] E poi c’è stato Estebans, che ha approfittato a man bassa della dispensa esordienti con una storiella giocosa di bar – e che un bel dibattito ha scatenato nei suoi e in altrui [...]

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