Compito ingrapho
marzo 4th, 2009
Non avevo mai pubblicato su carta. Poi un giorno arriva Laura Scarpa e mi fa esordire su Blue. E’ un azzardo perché sono una pippa, ma lei vede potenzialità. Tante cose mi ha insegnato del fumetto da quel giorno.
D’altra parte lei non aveva mai pubblicato sul web. L’aiuto ad esordire con un suo Tlog. Non è un azzardo perché lei è un mostro e Caffè a Colazione si rivela da subito un gioiello.
Ora, dietro subdolo invito, ma, son sicuro, spinta soprattutto dalla sua enorme curiosità e voglia di sperimentare, arriva qui su Core.
Per me un tuffo, ar còre.
[Mak]








Splendida… toccante, un tuffo in core…
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Bello bello.
Da groppo nello stomaco, veramente.
Graficamente l’avrei addiritura preferito ancora più scarno, SENZA i colori a tavoletta aggiunti – poi – ma crudo e originario come un pompeo di apaz.
Poi continuo a non capire la(le) necessità delle chiuse finali, della frase sdrammatizzante o rassicurante.
Nel senso che per me poteva benissimo finire su una frase prima e sarebbe stata perfetta, quasi agghiacciante nella sua durezza e verità..
Però a questo punto mi sto rendendo conto che questo dev’essere proprio un problema mio. :)
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Ok, sono un coglione.
Ho letto solo ora che all’inizio stava scritto “versione allegra”.
Però però, rimango della mia idea comunque.
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Laura, Laura… che strizzone che c’ho dentro. Sono senza parole.
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Bella.
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@wallyci e viditu
ehi! che carini che siete!
@harlok, pure, e sui colori avevo il dubbio, cerco di metterne sempre pochi e poi mi sembrano ancora troppi… all’inizio funzionano più che dopo (anche sono due notti diverse…).
Sul finale io non ne metto di solito, ma questo è il problema-tormentone del fare questa storia e voi confermate: ho fallito il compito scozzariano… è poco allegra! eheh
@biani, grazie… ora leggo la tua, son curiosa.
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a me piace molto che sembri una cosa tirata via come a togliersi un peso senza riguardarla. senza ritorni ragionati sull’estetica o sui piccoli errori digitali di montaggio.
la rende ancora più emotiva (se non drammatica) e vera.
però tutto ciò può essere anche frutto di un lungo calcolo :)
fatto sta che non non toccherei una virgola anche se caratterialmente sarei portato a farlo.
molto nutriente.
sì. come fossi giovane pugile rampante e mi capitasse di veder tirare un esperto campione due colpi al sacco. così, tantoper. e capissi quante mazzate devo ancora prendere prima di.
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questo posto ti aspettava, e io con lui.
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A me quel “sentii tutta la retorica del momento” m’ha fatto fare uno scivolone di anni, di Grazie di Essere Venuti, Eh Sì Ha Smesso di Soffrire. E m’ha fatto balzare in avanti, quando accadrà di nuovo.
Mi piace che siano “fotografie” della pagina su cui hai dipinto.
Già, dipinto.
Oh, Laurè!
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@makkox, è QUASI tirata via, in due notti e senza riguardarla… dovevo togliermela dalle palle, eh sì, che poi non avrei avuto tempo (presente lana di ombelico?) e l’incollaggio sbagliato in rosso è puro errore! ma son cialtrona da sempre ;)
grazie dei grattini, mak… altro che rampante sei! (però vedi? io nn temo lo schrmo e allora tu non temere la carta), ma ora osservo che la vedo grande, la pensavo più ristretta… sta faccenda dei 700 pixel è da capire bene, per fortuna in altezze mi è andata di culo!
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lo sapevo che ti sarebbe sembrata un leggero ingrandimento di come l’avevi in testa.
a tal proposito voglio dire che 700px è il limite massimo.
io stesso alcune mie le creo più strette, ché 700 è troppo (per i miei equilibri intendo).
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si ma qualche parola ora la trovo da dire: ci sono due punti precisi (mamma-olimpiadi-televisore e papà-assegno) che ci vogliono due coglioni così per raccontarle. sei grande.
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e, su quello che ha espresso marco, penso questa storia non avrebbe neanche potuto essere raccontata senza lo scudo dell’impressione scelta e disegnata di “tirarla via”. il sottotono che diventa cifra di un intimo arrivato oltre il bisogno dei pugni e dei calci, delle grida e dell’assillo, delle asfissie di resoconto e di dettaglio: è una delle più preziose lezioni per me stessa che devo a laura.
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meraviglia. Non dico altro.
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@wallyci basta ricordarsi bene la realtà… io ho memoria (a parte per i nomi e chi mi conosce lo sa:))
@vale grazie, confesso che però tiro via da quando ho 6 anni… ma qui di più perché ha più senso… W il web! HA!
@ecc…
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Brrrr…mi ha messo un gelo addosso!!!
bello
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Compito: come far passare l’emozione attraverso il disegno e le parole. Svolgimento: Laura. IO sono un fan accanito del tuo Cafféacolazione, e questa storia lunga veramente si fa leggere in un fiato, senza perdere una parola, senza tralasciare un tarto, un colore. Non me ne vogliano gli altri: ma questa è la più bella storia che fino ad oggi sia finita su Core (e se me s’encazza er maestro, pazienza)
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*_*
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Sono semplicemente una curiosa..lettrice.
Seguo questo blog e Makkox, tanto da linkarlo nel mio blog che non tratta di fumetti..
Eppure rintraccio spesso assonanze, intendimenti, suoni e colori..
Eppure ricevo coordinate..
Eppure mi corrispondono emozioni..
pure forti, a volte..
come questa.
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A volte uno si fa delle remore a scrivere un commento che dica semplicemete “Bellissima, mi ha emozionato, grazie”.
In questo caso peró…se non lo scrivo mi sento peggio. Quindi grazie Laura, aspetto le prossime.
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For what I can say, beautiful!!!
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però è così.
doloroso ammetterlo, ma la morte di chi amiamo si fa in un attimo diapositiva tra le altre, colori più vividi e il CLIK della rondella che gira più forte e straziante, ma è così, anzi: è capitato anche a voi, da bambini, quando si spegnevano le luci e il proiettore coi piedini a vite sul tavolo di cucina sussurrava le immagini sul muro -(nelle case più piccole sullo sportello del frigorifero bianco)- che due diapositive si aggrappassero l’una all’altra, le cornicette incastrare, e la pellicole trasparenti per errore si appiccicassero, e sulla parete stupefatti -(oltre che dalla polvere nel fascio di luce)- appariva contemporaneamente la foto del nonno cieco morto da anni e il fulgore di una giostrina di paese con noi beati dentro un Dumbo coloratissimo?
ecco, questo mi è sembrato di vedermi scorrere sotto agli occhi leggendo il “compito” di laura: quel sorriso infantile della diapositva sotto e allo stesso tempo le orbite scure e morte del vecchio nonno sopra, e l’una non elimina né sovrasta l’altra.
semplicemente, dolorosallegramente si fondono.
bel racconto.
E.
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OH!
QUESTO è un bel fumetto! Ben scritto e ben disegnato e vissuto.
Cavolo… meno male… meno male che sei intervenuta tu Laura. Cominciavo a sudare freddo.
Stupendo. Sei meravigliosa.
P.S.: grazie per aver condiviso quest’intimità con noi. mi ha emozionato.
[Rispondi]
A far ridere no.
A emozionare sì – e a non far fare il conto delle tavole.
Lì sopra c’è una vita – o almeno una fetta di essa – raccontata forse non con allegria ma con ironia, questo sì.
(E con uno sguardo interno molto lucido, sembrerebbe).
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Molto molto bello. Entra e non esce più.
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Pork… che mazzata!
Ci vuole coraggio per fare questo, per farlo così. E talento, naturalmente.
Direi che Coreingrapho può dirsi privilegiato, a pubblicare questa storia.
Complimenti a tutti.
[Rispondi]
A mio avviso un racconto scritto e disegnato molto bene, intenso, oltre alla storia personale descritta in maniera egregia anche l’atmosfera di quegli anni settanta.
[Rispondi]
a tutti, grazie.
Avrei voluto essere più ironica, in questo sono andata, come si dice a scuola, fuori tema… però non avete apprezzato abbastanza le ceneri che si rivoltano nella tomba, dai!
Ma coreingrapho lo devo ringraziare, perché sono due anni che mi ero ripromessa di fare il compito e questo è stato la spinta giusta e anche, ne sono sicura, lo spazio giusto. Perché ogni storia ha la sua forma… non è acqua (per citare camilleri). Ora mi assento per qualche giorno, chissà che nuovi cori troverò al mio ritorno, nuove storie, evviva!
[Rispondi]
Non so la tecnica. Non mi interessa, quello che so è che tutti i segni – disegnati e scritti – si adagiano tra i pensieri e lì rimangono, silenziosi.
Bello.:)
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fossi bravo con le parole, ma davvero bravo, comunque non lo sarei abbastanza per spiegare quanto mi è piaciuta.
[Rispondi]
Volevo scrivere così: Gran bella storia. Laura mi hai colpito nel profondo.
Ma, visto che siamo su Coreingrapho, e qualcuno se non vede gli schizzi (indipendentemente dalla materia schizzata) non è contento allora commenterò così:
Cazzo! Laura sei troppo brava e questa cosa mi rompe i coglioni!!! Ecchemminchia però…
:D
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Effettivamente, riprendendo un commento, Core e i coreographi devono esser grati per aver avuto la possibilità di vedere all’opera (lo so, è riduttiva ’sta cosa) una persona (occhio che non ho detto “donna”) che del fumetto ha fatto sua vita e credo da 35 anni.
Dico sempre che questo è un laboratorio. Beh, oggi c’è stata lezione. Anzi uno stage con Laura.
Spero che ne concedera (e se ne concederà) altri.
Ah, il motivo per cui scrivevo ’sto commento, era una sottolineatura tecnica che mi tornava utile a sostegno di discorsi fatti in precedenza.
E’ molto istruttivo (per me) notare come Laura abbia fatto di necessità virtù (un po’ come Lars Von Trier per il dogma 95).
Poco tempo e ricavato in momenti poco prevedibili diventano stile. Pennarellate che sembrano rubate dove e come capita (magari in pausa pranzo o tra due telefonate). Appunti di guerra. Moleskine e diario personale.
tutto si mescola in funzione dell’ottenere il miglior risultato nei giusti tempi con la giusta dose di impegno.
Quella che lei definisce cialtroneria (la sua scarsa attenzione al “rifinito”) non date retta: è scelta. Laura fa triage come sul campo di battaglia: sceglie cosa è possibile salvare e cosa no. Salva il meglio, ovvero la potenza espressiva del tratto (espresso anche nel lettering) e del narrato. Il nocciolo di un buon fumetto, insomma. Il core.
(hehehe, ce lo dovevo mette no?)
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ma chi è sta qua? cosa ci fa quà? cacciatela via! non è possibile che me la ritrovi dappertutto!
come il prezzemolo!
Prezzemolo a Colazione (da distinguere con quando a colazione mangi stupidi e appiccicosi dinosauri verdi da lunapark)
;P
belissima! ma non mi aspettavo di meno.
benvenuta!
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Io ho riso almeno in due punti: sul mezzobusto del preside verde che si ostina a non capire, e su Corto Maltese che c’ ha uno sguardo che sembra fare profferte amorose all’ omino davanti a lui, che ha una faccia che mi ricorda moltissimo il primo della classe in “Giallo Scolastico” di Pazienza, quello che si fa inculare da Colasanti.
Questo per dire che ho -anche- riso. Per il resto, il racconto, ommamma! Quando leggo storie così toccanti penso sempre alla percentuale di verità che c’è nel racconto. non mi interessa saperlo davvero quanto c’è di vero e quanto c’è d’ inventato, ma me lo chiedo. E anche in questo caso me lo sono chiesto, però alla fine ho pensato: ommamma! Ah, ommamma nel senso di bello eh!
I disegni: è successa una cosa: ho letto il racconto 3 volte, e ogni volta ho saltato una parte di testo, “l’ andavo a trovare alla domenica, ma con l’ influenza…” credo perchè ero troppo attratto dal disegno successivo, c’ avevo la foga di guardarlo (ecco perchè alla fine non mi tornava il fatto che la tv entrò in casa con le olimpiadi e la morte della mamma). insomma, la foga. Eppure, a me in generale non piace molto questo stile “schizzo su taccuino”, infatti su caffèacolazione m’è venuta parecchia invidia quando hai postato quei disegni un po’ più curati, quelli rifiniti, quelli che io ignorante del mondo fumettare pensai “allora questa qui è un flipper!”.
Anche i colori funzionano, come in “caffèacolazione”, anche se in certi punti, soffermandosi, ci si rende contro troppo che sono stati messi al computer (tagli netti, sfumati improbabili, pennelli strani).
Evviva! Bis!
[Rispondi]
“Corto Maltese che c’ ha uno sguardo che sembra fare profferte amorose all’ omino davanti a lui, che ha una faccia che mi ricorda moltissimo il primo della classe in “Giallo Scolastico” di Pazienza, quello che si fa inculare da Colasanti”.
(cit.manlio3)
in effetti H.P. quest’incubo deve averlo avuto, qualche volta.
E.
[Rispondi]
ok, l’ ho capito adesso, l’ omino è Hogo Pratt…
[Rispondi]
Esticazzi.
Ed è pure un crescendo incredibile.
Lascio ancora uno spazio e poi aggiungo che per me solo una cosa ha stonato e mi dispiace che sia alla fine. Cioè, proprio la parola fine, unica non disegnata. Non voglio fare lo spaccapalle, l’ho scritto solo per onestà sulla sensazione a prima lettura, anche perché la storia è core&sugna, altro che compito non riuscito.
Ecco, mi tolgo uno sfizio e approfitto per commentare in un colpo solo tutto l’incommentabile “caffè a colazione”: grazie!
ps: a me la comparsa a scroll dello scheletro ha fatto sbellicare!
[Rispondi]
cito dal #32 di makkox (sto leggendo solo ora i commenti a ritroso):
“Dico sempre che questo è un laboratorio. Beh, oggi c’è stata lezione. Anzi uno stage con Laura.”
Vuoi dire uno STRAGE con Laura. Ché, a voi, vi ha messi in riga tutti.
[Rispondi]
a me ha fatto venir su un sorriso, anche se amaro, la parte dello scheletro al telefono. ma alla terza volta che la rileggevo, quando ormai avevo smaltito la tensione, diciamo. mi è piaciuta molto.
[Rispondi]
cito dal #38 di jiwaki: “Vuoi dire uno STRAGE con Laura. Ché, a voi, vi ha messi in riga tutti”
Questo ovviamente è opinabile.
Secondo i miei gusti ci sono 3 cose su Coreingravido che mi sono piaciute di più. Ma se ricominciamo a parlare di gusti e a dire igustimiei so meglio deigustituoi si fa venerdì.
[Rispondi]
eh vabè, mò non famola lunga però.
che con ’sti argomenti ci vai sempre sul sicuro.
son carte emotive d’alto valore.
certo te le devi saper giocare bene.
laura se l’è giocate bene.
s’è scelta il compito facile, per assurdo.
gli altri compiti di Scòzzari io l’ho letti:
“descrivi la tua ciabatta”
“quella volta che sversò tutto il latte di fuori”
“parla di tua nonna che russa”
“descrivi l’odore dei capelli del tuo salumiere”
bah
facce commuove con uno di quelli -LAURA-
poi parliamo…
poi veniamo qui a fare i Maestri.
ma pensa te…
[Rispondi]
Pensavo di scrivere robe dimmerda.
Ora ne sono sicuro.
E per questo, complimentandomi, affogo. Ecchefava!
Mi ricorda come quando da ragazzino giocavi a pallone e il padrone della sfera, che diosolosàperchè era sempre una gambadisuino, si portava il fuoriclasse di 10 anni più grande per vincere comodo.
Per i non attivi: Makkox=gambadisuino e Laura=fuoriclasse.
Leon=robedimmerda
[Rispondi]
Leon: tu
vai in porta.
e zitto.
[Rispondi]
Bene, cercavo qualcosa da leggere prima di dormire e adesso non ho più sonno :-))
A parte gli scherzi, la bravura sta nella storia personale che riesce a toccare l’universale. Anche a me ha riportato indietro alla morte e la mia parte preferita è quella dello scheletro al telefono col filo tagliato. Una cosa che ho spesso immaginato anche io. Detto questo, uno dei migliori fumetti che mi è capitato di leggere ultimamente. Grazie per il contributo, a leggerne più spesso di cose così.
[Rispondi]
Oh, ma me la sono riletta per la terza volta…
Ma che cavolo…
è proprio bella.
Però tu Makkox basta essere così positivo, non ti riconosco più!
eheh
[Rispondi]
Comunque quando dicevo che Core deve sentirsi privilegiato ovviamente non intendevo che la Scarpa è Dio e gli altri son merda, ovviamente… di commenti positivi ne ho fatti parecchi. Però questa storia è stata come una specie di “sigillo qualità”, una cosa che fa dire: ci saranno numeri 10 e panchinari, gol in rovesciata, falli a gamba tesa e autogol ma oh… stiamo giocando in Serie A.
[Rispondi]
Mi pento, mi pento per ogni stage saltato dopo cena, mi facci recuperare, Siòra Maestra… nel mio piccolissimo!
Mentre ti leggevo ho cambiato almeno cinque facce: mi hai fatto incantare sui ricordi, immaginare te adolescente e scoprire che lo sei ancora, soffrire vedendo tua mamma “svenuta sul tuo braccio”, incupire alla luce fredda del televisore sulla “morte disegnata”, e ridere, per il preside cretino (non so perché, ma se fosse stato una donna avrebbe capito) e per lo scheletro al telefono. Sono sicura che le ceneri di tua mamma si rivolteranno eccome, saranno un mulinello di orgoglio per cotanta figlia.
PraFa!
[Rispondi]
io ho pianto in un punto. e non mi era ancora mai successo.
[Rispondi]
lo scrivo a un manlio di quassù. mi ha fatto tornare addosso la precisione con cui mi ha logorato proprio quel dover svolgere la traccia, l’urgenza di stemperare.
quarta tavola. l’hai vista, scòzzari? “in una tavola, ti racconto perché non potrebbero bastarne mai manco infinite altre per questo compito (troppo) ingrapho.”
[Rispondi]
…e pensare che io avevo sempre letto Scozz-à-ri…. certo che qui non si finisce mai di imparare!
p.s.: Mak, certo di essere l’unico ignorante in questo consesso di eletti :-D, famme risparmià tempo, ma che dé il dogma 95??????
[Rispondi]
@dirk
http://it.wikipedia.org/wiki/Dogma_95
leggi e non farti fottere però. il decalogo nacque più dalla scarsità di mezzi che da una visione ideale del fare cinema.
però ha dato luogo a una corrente stilistica che ha detto la sua. anzi: ha dato la sua.
Prima che molti che hanno i genitori vivi come me, comincino a maneggiare veleno per topi in cucina per poter fare anche loro il compito di Scòtz, voglio dire un paio di cose che li riportino alla ragione.
Laura ci mostra il gap che esiste tra web-comic e fumetto “d’autore” (che brutto termine). Non è tanto la scelta dell’argomento pesante ed emotivamente potente (quello è davvero un dettaglio insignificante), ma l’approccio alla scrittura.
Si può anche parlare di quella volta che s’è sgusciato piselli per due ore SU MARTE, l’importante è farlo senza attingere dal luogo comune o cercando di essere plausibili.
Il primo passo (e il più facile, io lo so) per un narratore in erba è raccontare un ricordo (è così che ci si riconosce narratori!).
Il secondo passo è raccontare ciò che si è immaginato.
Immaginare e ricordare son quasi la stessa cosa.
Immaginare è come ricordare una cosa mai successa.
Se ciò che immaginiamo (e raccontiamo) non ha la potenza del ricordo, diamo vita ad una semplice fredda ipotesi.
E ancor più freddi e anonimi si diventa quando il frutto del nostro immaginario è corrotto è annacquato da una (veramente stupida stupida stupida e ingenua) razionalità normalizzatrice. Razionalità che ci sussurra domande così: “lo capiranno tutti questo passaggio?”, “è plausibile che questo personaggio si esprima in questo modo?”, “è credibile che succeda questa cosa?”.
E’ plausibile che un barone si arrampichi su un albero per non scenderne più a causa d’un piatto di lumache?
Quindi non vorrei che Core si riempisse adesso di emulazioni emotive (e tematiche) del bellissimo pezzo di Laura, quanto piuttosto di emulazioni stilistiche. La cosa da imitare, anzi no, da RUBARE a Laura (di cui appropriarsi) è l’approccio alla scrittura.
hai detto cazzi.
:)
[Rispondi]
Lamadonna!!! Puri e duri!
[Rispondi]
Questo racconto mi è piaciuto tantissimo, neanche a dirlo.
Fra l’altro le prime due tavole m’han fatto l’effetto di una mia biografia a quell’età ed è stato straniante.
Detto questo vorrei aggiungere che l’esperienza di Laura è tale per cui sa benissimo quali corde toccare e che parole e immagini usare per coinvolgere ed emozionare.
Non sto dicendo che abbia fatto un lavoro furbo, eh! Dico che lei ha sicuramente la consapevolezza di quello che è e di quello che vuol dire e l’ha fatto nella sua maniera migliore.
Consapevolezza che ti viene e si rafforza con gli anni, c’è poco da fare. Quando poi, come nel caso di Laura, non si perde mai entusiasmo, voglia di sperimentare e provare e curiosità a tutti i livelli, allora si raggiungono vette davvero notevoli. E fa sì che chi legge assorba emozioni e vita come poche volte capita.
[Rispondi]
“E’ plausibile che un barone si arrampichi su un albero per non scenderne più a causa d’un piatto di lumache?”
(cit. mak)
lo è.
siamo tutti cosimi calviniani, e il ripiego del racconto facile fatto di ombelichi propri dovremmo rifuggerlo.
anzi, dirò di più: proprio quell’ombelico nostro dovrebbe essere la nostra lumaca terrorizzante, e dovrebbe spingerci a salire e scendere dal ramo della narrazione (disegnata).
raccontatori rampanti, ecco.
poi, dopo (e la storia professionale di laura è il suo “dopo”), possiamo raccontare -anche- le nostre frattaglie.
E.
[Rispondi]
oddio ma dov’era ’sta laura prima???
non c’è da dire niente…o ci sarebbe da dire troppo…
[Rispondi]
conosco Laura da tanto (per i suoi lavori, non personalmente)
e vederla qui è un gran bel regalo.
Laura e Mak hanno una cosa in comune, da come la vedo io.
rispetto a chi legge sono entrambi dei gran seduttori.
[Rispondi]
è da stamattina che ci penso. tanto bello ma mi manca qualcosa.
e poco fa ho capito cosa.
la storia è bella, i disegni anche. ma sai cosa? mi manca la carta. sai quando vedi una cosa bella e ti viene voglia di toccarla? io lavoro con i libri, e quando in libreria arriva un libro con una bella copertina quasi che gli faccio una carezza, alla copertina. no quasi, gliela faccio davvero.
il tatto. ho bisogno del tatto come ulteriore strumento per conoscerla, una cosa.
e anche con questi disegni che hai fatto.
avrei voluto vederli su carta. quella carta un po’ ruvida, che si impregna di colore. il tratto della matita. il foglio sporco sui bordi. mi è mancato questo.
e mi sono chiesta quanto cambia un disegno. dalla carta allo schermo del pc. cambia anche il mio modo di guardare. e di accogliere.
la mano sullo schermo non posso metterla. ma quasi che stavo per farlo. talmente forte è l’abitudine.
in certi musei faccio scattare l’allarme…
forse è un processo diverso a monte.
un disegno pensato per il web e uno invece che si innesta nella carta.
con gli altri disegni-fumetti postati qui, non ho avvertito questo bisogno fisico. di conoscenza.
poi non ho capito se questa cosa che ho pensato può essere una cosa bella o brutta per chi questo disegno l’ha fatto.
spero venga accolta solo come una riflessione.
poi volevo dire anche che mi hai ricordato tanto, per questi tuoi tratti, Luzzati.
e questa è una cosa bella.
[Rispondi]
grosso grossissimo mago, alias magone
[Rispondi]
@vudi-vù
in effetti il tratto di laura è così contaminato dalla carta (le striature, la ruvidezza del supporto di cui si ha traccia nei segni) che della carta si sente la mancanza. O meglio: sìintuisce che il suo media naturale (e originario) sia la carta.
Anche secondo me stampato renderebbe meglio che a monitor.
Idem per il tumblr “caffè a colazione”.
Io dico che tutto questo troverà la via della carta (parlo delle robe di Laura), lei ci avrà già pensato e magari te la ritroverai in libreria.
Nel caso ne daremo notizia anche noi.
[Rispondi]
makkox: ecco, fareste cosa buona e giusta. a dare notizia.
e la fareste ancora più giusta, oh voi fighi delle vignette, se mi segnalaste roba bella da tenere in libreria.
non so quasi niente di fumetto, ma sto studiando…
ci sono bambini che non sanno nemmeno chi sia topolino.
topolino. dico.
e la pimpa.
vabè passi la pimpa. ma topolino.
[Rispondi]
@Vudivù:
mi manca la carta. sai quando vedi una cosa bella e ti viene voglia di toccarla? io lavoro con i libri, e quando in libreria arriva un libro con una bella copertina quasi che gli faccio una carezza, alla copertina. no quasi, gliela faccio davvero.
Che bella cosa che hai scritto :)
Succede anche a me a volte di accarezzare un bel libro. A volte di sentire ad occhi chiusi il loro profumo. In alcuni casi li ho avvicinati alla guancia, come per abbracciarli. Come un amante :)
ciau
[Rispondi]
brava Laura.
[Rispondi]
[...] qualche giorno fa, leggendo i commenti ad un intervento di Laura Scarpa su Coreingrapho (se non sapete cos’è, correte subito ad informarvi), mi è [...]
@dirk, solo grazie, eh!
E anche a@franca, tanoka, ed! emo ecc ecc davvero a tanti di voi grazie…
@luis se hablamos en face, me gusta mucho conoscerte, espero la proxima historia…
@estebans credo che proprio la vita sia così, doppia sempre, anche in modo meno crudele della tua storia (che segue).
@giorgio e lobo e ecc., sì, hai ragione, ci vogliono palle, o coraggio. Questo credo di avercelo messo, cerando di non andare su quello che ci si dice sempre ma cercando dentro le cose vere e squadernandosi un po’.
@manlio grazie dele risate: ma ho disegnato così da culo Pratt? ;)
@jiwaki, grazie per il caffè,
@viola a me la carta qui non è mancata, è un materiale che ho, ma capisco che si sente che c’è, capisco che a te e a ed o ad altri si faccia notae, ma sono convinta che se faccio pe qua è per qua. Ance i caffè, piuttosto li appenderei a dei ganci, ma forse il libretto si farà…
Volevo dire che quest’esperienza è stata bella e così, sur dentona che sono, la rifaccio!
@mak
«s’è scelta il compito facile, per assurdo.
gli altri compiti di Scòzzari io l’ho letti:
“descrivi la tua ciabatta”»
e proprio di ciabatte parlerò @casaizzo, che poi mi chiamo scarpa! :) la vedrai che sfida, ma questa volta non sarà bella e non piangerete, ma colgo il guanto. Xké il mak c’ha ragione, che con le morti e i drammi è più facile, non farle, ma comunicare.
«gap che esiste tra web-comic e fumetto “d’autore” (che brutto termine). Non è tanto la scelta dell’argomento pesante ed emotivamente potente (quello è davvero un dettaglio insignificante), ma l’approccio alla scrittura.» d’accordo anche su questo, quel che conta è come lo dici, ma non concordo sul gap.
Ogni mezzo è pieno di possibilità, e fa fiorire storie e linguaggi diversi. Solo che l’autore in ogni mezzo si deve trovare, voi che lo cercate e lui a se stesso.
L’ho già fatto altre volte e anche in alcune vignette dove alici passano porticine, ma se anche a Marco dovrei legnarlo di brutto, lo devo pure ringraziare per avermi aperta al web (prima caffè, dovuto a vari stimoli e ora core).
E la cosa bella è che questi commenti alla storia, mi hanno dato suggestioni. Le coccole son coccole e cazzo, quando poi senti core o intelligenza sono super.
Sui colori o le tecniche o quella parola fine che non c’andava perché tanto nel web si vede che è finita (anche se certi bastardi fan pure qui le puntate… :(), stimoli, da non obbedire ma da condividere.
Ma la cosa intrigante sono le idee che vengono così.
La gratuità del dare storie.
Rischiosa, però.
Ma questa cosa del gratis, questi modi di leggersi diversi è bello, porta che la testa si ferma e guarda e dice: mi hai beccato lì, oppure non mi hai capita…
Ecco. Grazie di questo e ci scanniamo alla prossima. Pronta a deludervi.
Ma sempre pensiamo che è gratis, noi che leggiamo.
Sempre pensiamo che non lo facciamo per danaro, noi che scriviamo e disegnamo. Allora la fretta, l’approssimazione di idee non ci deve essere, perché è un dono, un laboratorio, ma da giocarsi la pelle, o le palle :)
[Rispondi]
Laura, la historia es realmente conmovedora y llega directamente al corazón. Qué intenso todo y qué bien lo has plasmado en el papel. Desconocía tu sensibilidad para expresar con el pincel y la pluma esos sentimientos tan profundos. Un abrazo desde España.
[Rispondi]
[...] E che dopo il seguitissimo tumblr Caffe a Colazione ha “esordito” su web con un compito ingrapho che arriva dentro le viscere con la violenza gentile dei pensieri bombi e svolazzi, quelli intimi [...]
[...] così commentavo assai spiritoso, io, la precedente storia di Laura Scarpa. Ovviamente, con questa storia m’arriva la tremenda mazzata sul coppino che [...]
Come ti dissi per Come la vita e Amori lontani……………TI ODIOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!! perchè sei la più brava di tutti…..SGRUNT!!!
[Rispondi]
laura Risposta:
aprile 10th, 2009 alle 10:59
ma va là…
[Rispondi]
ned Risposta:
aprile 10th, 2009 alle 11:28
Vado, vado….ma resta quello che ho detto….:):):)
[Rispondi]
[...] “Fumo” di Makkox “Marta” della serie BFOM di Emanuelesi e Rael “Compito ingrapho” di Laura Scarpa “La solitudine olfattiva del cambusiere” di Estebans [...]