post Pensiero laterale II

di makkox

marzo 1st, 2009

Archiviato in: Long TalesCommenti (45)


la prima parte, qui

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45 commenti »
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    Commento di eNZO — 1 marzo 2009 @ 11:09
  1. quando il ERO piccolo e pure Ulderico il signior FRANGESCO ci portava
    alla NATURA. La natura era una cosa un pò di BOSCO un pò di foglie sul sentiero.
    C’erano i sassi e i legnietti che se li lanci cadono e si sfrantumano e c’era i fiumi
    ma piccolissimi, dei RESPIRI d’acqua erano.
    Eppoi c’era la cosa più BELLA: la lucertola. Io (eNZO) e Ulderico ci mettevamo un di fronte all’altro.
    E come QUANDO aspetti la femmina che scende di casa che ci mette mezzora in più perché si cambia e si trucca e si strucca e si scambia e perde tempo e si vede in tutti gli angoli di RIFLESSO possibbile tipo: specchio, specchietto della borsetta, specchio dell’ascenzore, scarpe se SONO lucidine, collanine e pure PARCHE’ se abbita una casa INGIOIELLATA, ecco, come quando la FEMMINA perse tutto il tempo del mondo e a TE ti sale la NOIA (è MATEMATICA la noia, è il tempo CHE TI piega con la SUA pesantezza di angolatura DIVERSA), ecco che tra me (eNZO) e Ulderico compariva sempre la LUCERTOLA.
    Era BELLISSIMA. Era femmina. E mi VOLEVA bene. INFATTi la prendevo tra le mie mani eppoi ce la passavo a Ulderico. Ma in quel MOMENTO di tocco tutto DIVENTAVA di vetro, Murco. Hai presente la PELLE quando è GENTILE? Ecco. LA lucertola mi faceva sentire al MIO tocco il battito felice suo CUORE e la corsa INFINITA del sangue che cerca il SOLE.
    Questo era BELLO della campagnia e questo è il ricordo più TRASPARENTE che ho del tempo che si piegava INZIEME a me toccati dalla GRAZZIA della piccola lucertola gentile.
    ciao da eNZO

    [Rispondi]

  2. Commento di Ed! — 1 marzo 2009 @ 12:18
  3. sì vabbè, ciao enzo, ciao… vai a giocare col tombino sulla tangenziale dai su…

    ahssignur..

    comunque… Marcolì, veramente bello. Sinceramente un gran salto rispetto al primo episodio (SECONDO ME!) C’è più roba qua dentro, è bello pregno… inizia a prendere forma la storia ed è facile rivedercisi dentro, bravo. I disegni poi migliorano di giorno in giorno (ma te li ricordi i primi canemucchi?) Sono davvero una poesia e le cromie sono favolose. Sono forse la cosa che mi colpisce di più, anche perchè fanno parte della storia e sono al servizio di questa. Rendono l’atmosfera e non solo. Una volta non facevi quest’uso dei colori. Mi inchino. Che altro dovrei dirti? Se non continui sei un cornuto.

    [Rispondi]

  4. Commento di Giorgio — 1 marzo 2009 @ 12:30
  5. Ecco, QUESTE sono le cose che mi piacciono. Dense di significato. Non mi pare che tu abbia scritto una roba da Vanzina, semplicemente pur essendo molto “interiore” non hai dimenticato che dall’altra parte c’è qualcuno che legge.

    Compliments!

    E sono anche contento di vedere che Core si sta arricchendo, spuntano nuove cose di continuo…

    [Rispondi]

  6. Commento di Dirk — 1 marzo 2009 @ 13:14
  7. Ecco, ora comprendo perché spacchi le balle con il disegno, e metti la cera e leva la cera… per forza, tu tiri fuori queste cose così…. così…… nun me viene la parola… e poi uno che butta là due linee è chiaro che dice “ma ndò vado?” Cazzo, che disegno!! (ma ti devo aver così rotto le balle con le mie mail che il tuo subconscio deve aver assegnato il mio nome ad uno dei personaggi) :-)

    [Rispondi]

  8. Commento di makkox — 1 marzo 2009 @ 13:36
  9. @giorgio
    hehehe
    no, no, confondi.
    guarda ho una simpatia profonda per te, ma nel senso letterale. Sento le tue stesse cose.
    E’ solo il caso a volere che io non abbia pensato a chi legge dall’altra parte: dall’altra parte ci son solo io che leggo e a me piacciono le cose lineari, quasi infantili.
    L’evoluzione della fiaba. (ma ancora non definisce bene).
    Il racconto che mi intrattiene. La narrativa popolare.
    che però ambisca (anche con risultati ingenui al limite del ridicolo, a volte) a dire di più in sottotraccia.

    vavè, me sa che ti sto inseguendo con sti commenti, e sai perché?
    Perché non ho mai pensato che tu amassi il cinema dei Vanzina e cagate così. Ho capito PERFETTAMENTE il tuo discorso perché è tanto mio. Mio personale, non regola assoluta.
    Io seguo quei principi. Ma non son validi sempre e per tutti.
    :)

    [Rispondi]

  10. Commento di manu — 1 marzo 2009 @ 14:04
  11. bene.

    [Rispondi]

  12. Commento di Giorgio — 1 marzo 2009 @ 14:19
  13. Sì, certo Mak… una delle “Regole” fondamentali che molti seguono è: scrivere qualcosa che mi piacerebbe leggere. E questo è comunque pensare al lettore, un lettore che hai dentro, ma che poi come per magia si rispecchia in tanti lettori. Se scrivo una cosa che poi mi rompo le palle io stesso a rileggere allora vuol dire che siamo a livello di fare la cacca e poi guardare dentro il cesso per vedere quanta era. Che va benissimo per il post di un blog, senz’altro. Ma appunto il fumetto è altro: è quello che hai pubblicato qui sopra.

    Vabbe’ direi che ormai ci siamo spiegati! Mo’ vado che mi manca ancora di vedere Vacanze sul Nilo, devo prendere nota del numero di scoregge e farne un’esegesi ragionata.

    [Rispondi]

  14. Commento di Antar — 1 marzo 2009 @ 15:16
  15. È bello anche “leggere qualcosa che mi piacerebbe scrivere”.
    E certe cose le avrei descritte nello stesso modo.
    E il pezzo della casa nel bosco mi ha anche ricordato Pazienza.
    Poi te puoi dire quanti te pare “ma checcazzo dici. A parte che magari, ma proprio non mi sembra, comunque”, ma io ce lo trovo dalle prime cose che ho letto [non SOLO, ovviamente]. E magari se non fosse stato così non sarei nememno andato oltre alle prime.
    Certo, te fai cose nuove, ma anche riannusare ogni tanto quei profumi una volta consueti e ora quasi scomparsi è bello.

    [Rispondi]

  16. Commento di Giorgio — 1 marzo 2009 @ 15:32
  17. Leggere qualcosa che mi piacerebbe scrivere… già, mi succede spesso. Anche con le cose che leggo di Makkox.

    [Rispondi]

  18. Commento di Harlock — 1 marzo 2009 @ 16:13
  19. Che tu disegni in maniera straordinaria è un fatto che non meravilglia più nessuno, a parte Ed.
    LA tua mano SA.
    Quanti segni mettere, quanti lasciarne, e anche quando sbagliare le prospettive (sì sì, son serio e so che hai capito).
    Detto questo, per quanto riguarda l’episodio in sé io ho preferito il primo – che detta così non vuol dire un cazzo ma non saprei come altro dirla.
    Questo è quasi troppo “denso” non so se mi spiego. Ci son talmente tante suggestioni e stradine laterali che si dipartono a ogni riga da dare quasi un senso di claustrofobia, di troppo pieno (a me).
    e poi, ma questo è un problema ssolutamente mio, il testo a lato continua a darmi un che di disturbante, di avulso dal resto (come posizione, dico. che poi magari è ESATTAMENTE il senso). Sarà che ho il cervello formattato su griglie di lettura più tradizionali – e capisco bene che a metterlo sopra poi te toccava de intitolallo “pensiero superiore” e non veniva bene uguale – ma, non so, te la butto lì. Che come dici te vale sempre uno. :)

    Ovviamente, s’è capito che sto parlando delle differenze che passano tra un Bordeaux beaujolais superdio dell’86 e un Chianti Classico Gallo nero del 90, vero?
    (come dire, siam sempre in Champions, sto a ffà le pulci perché giusto per dire qualche cosa che a dirti solo “bravo” non mi sento molto costruttivo…)

    [Rispondi]

  20. Commento di Willy — 1 marzo 2009 @ 16:19
  21. Molto molto bello, e concordo rispettosamente con il corollario di Ed riguardo l’eventualità di non proseguire la storia. ^__^
    A me era piaciuta molto anche la prima parte, la minaccia della deriva mucciniana c’era, ma del resto certi temi non devono diventare esclusiva di un certo immaginario italiota e sarebbe un peccato regalarglieli in segno di resa.
    Unico appunto: mi sono un po’ perso nelle didascalie in nero che a tratti rubano prepotentemente la scena e ’schiacciano’ le vignette a destra. Ti preferisco quando le ‘piroette semantiche’ riesci a renderle visivamente, integrandole perfettamente nell’equilibrio testo/immagini. Ma è anche una questione di gusti e opportunità.
    I disegni sono solo perfetti stavolta. :)

    [Rispondi]

  22. Commento di Mario U — 1 marzo 2009 @ 17:29
  23. Riguardo l’eventualità di non proseguire la storia, anch’io sono con Ed.
    E gli credo ciecamente pure sul resto, tanto più che sono molto pigro per andare a riguardarmi i canimucchi vecchi e vedere se davvero sei diventato così più bravo. Certo che per un vemme doppio terza parte & fin si passerebbe sopra anche la discontinuità stilistica(rotfl).

    [Rispondi]

  24. Commento di Paolo — 1 marzo 2009 @ 18:01
  25. …. la madonna…

    [Rispondi]

  26. Commento di makkox — 1 marzo 2009 @ 18:12
  27. devo ammettere che l’appunto sull’eccessiva “densità”, mosso da Harlock #10, lo colgo.
    la prima parte era più sintetica e scorreva meglio.
    questo secondo spezzone andava asciugato o realizzato in più tavole.
    purtroppo me ne accorgo ora quando me lo fai notare mattè.

    all’inizio provai a far le tavole con un grande bacchettone nero sotto, per la didascalia (chiamiamola così. oppure voce interiore, boh) ma non funzionava. rompeva proprio il cazzo perché sembrava imporre la lettura.
    poi l’ho provata di lato, proprio come una nota (a lato) che uno si può anche risparmiare.
    bah, esperimenti.
    vero è che non ci si può risparmiare di leggere quel bacchettone. le vigne da sole non funzionerebbero. non abbastanza almeno. non come vorrei, ecco.
    però mi sto divertendo.

    terrò in conto di sicuro il suggerimento sulla sintesi.
    quello sulle prospettive meno, hehehe, vedo che sai che c’è consapevolezza, mattè. tento solo di piegarle a mia necessità restando sul filo del rasoio. cercando di non risultare troppo disturbante all’occhio. ma mi fido della manella, per ora.
    se mi bacchetterai più forte in futuro, saprò mettermi correttamente in fuga.
    ;)

    [Rispondi]

  28. Commento di Luis Escorial — 1 marzo 2009 @ 18:31
  29. Marco,
    I can’t wait to see this one translated. I am totally impressed by the artwork of course. The way you frame each picture, the way you run the story. MAESTRO!!!!!

    Love it man.
    Technical question: how do you color the strips? photoshop? illustrator?. I would love to see your process.
    Please ask JD to translate this one.

    Cheers from Cali.

    [Rispondi]

  30. Commento di Rael — 1 marzo 2009 @ 18:33
  31. A me, soprattutto in questa, colpisce la televisionalità della storia. Già nella prima, ma era una sensazione indefinita.
    Mi pare di star a vede un film con Kevin Spacey. Non di essere nel film con Kevin, ma sul divano con vari ostacoli frammezzi, più importante di tutti lo schermo del televisore. Ho la stessa sensazione di un film di Kubrik: guardare ma non toccare. Io racconto, tu ascolti. Bellissimo, puro, irripetibile, capolavoro, ma tu da quella parte dello scermo e io da questa.
    Che forse non è un difetto, eh. Anzi, a volte è una componente importante di un racconto, e qui ci sta bene.
    Mi piace la normalità della storia. Era “ovvio” che Francesca sarebbe stata bellissima nel reincontrarla. Era ovvio che la casa sarebbe stata una fuga meravigliosa in cui trovare pian piano difetti e fatiche.
    Quest’ovvio a me piace, e molto.

    [Rispondi]

  32. Commento di manlio3 — 1 marzo 2009 @ 18:34
  33. Ecco, sono queste le cose che mi fanno incazzare. Perchè qui si perdono di vista le cose davvero importanti di una storia per dare spazio alla trama, come se la vita avesse davvero una trama, come se le nostre storie, quelle di ognuno di noi, avessero davvero un filo da seguire. Invece sono altre le cose che arricchiscono ogni momento della nostra esistenza, ogni attimo, perchè le nostre vite sono dei fotogrammi, messe in sequenza temporale solo per puro caso. I particolari, sono i particolare ciò di cui ci stiamo dimenticando: la parmigiana! Porca miseria! Quel ruoto di parmigiana, per la piega che ha preso ’sta storia, rischia di rimanere intonso, e questo è il più grosso crimine che un autore possa fare.
    Poi per il resto meravigliose forse più del solito, puttana eva!

    [Rispondi]

  34. Commento di jd — 1 marzo 2009 @ 18:38
  35. Dear Luis, here you can find first part: http://www.coreingrapho.com/2009/01/10/pensiero_laterale_prima_parte/

    Jd’s Team is working on the new entries, but I’ll try to find time to please you. Stay tuned, Surf Boy ;)

    [Rispondi]

  36. Commento di Willy — 1 marzo 2009 @ 18:41
  37. Io lo dico, eh?
    Occhio alle pippe mentali sul senso della vita. Io qui la trama la vedo molto centellinata e le istantanee sui dettagli ci sono.
    Il ‘puro caso’ delle sequenze temporali è l’obiettivo di una storia, altrimenti la parmigiana non si riesce a impiattare.

    [Rispondi]

  38. Commento di Gas — 1 marzo 2009 @ 19:21
  39. Bello… Colori, disegni, inquadrature e testi.
    Nulla da aggiungere dopo sta bella leccata, COMPLIMENTI!

    [Rispondi]

  40. Commento di wallyci — 1 marzo 2009 @ 19:36
  41. che dire? bella, capo. sembra però che tu voglia sfidare il destino prevedendo (almeno) una terza parte. ;-)
    e poi ha ragione Ed!, rispetto ai primi lavori (a parte la vignetta di batman) sei migliorato di brutto.

    [Rispondi]

  42. Commento di makkox — 1 marzo 2009 @ 20:12
  43. @luis
    I work inks (chine? artwork? pencils and ink-strokes, anyway…) in illustrator cs 4. Then I copy and paste everything in a template image CMYK in PS cs4 (but 72 dpi only, 700×438) in a layer. Then I give color on many layers behind.
    Why CMYK if the output will be the screen? Because this cuts out any too-vibrant RGB tonalities from my palette.
    Well, a very good thing in PS cs4 is that copy’n-pasting artwork from AI preserve it as editable vector object (in PS I mean! great, because scaling it, it’s always perfect).

    that’s all.
    AH! I never work (in PS) on a white background. I prefer apply white as specific color.

    [Rispondi]

  44. Commento di makkox — 1 marzo 2009 @ 20:39
  45. @rael
    ma me stai a dà dell’OVVIO???!!!
    ma pensa te!

    dell’ovvio e del TELEVISIVO!

    e dilla tutta no?
    di’: io so’ femmina e so’ meglio. io ciò avuto ducento commenti ettu no!
    dì: da me la gente nun cià capito ‘ncazzo e da te invece tutti baaaahhh a bocc’aperta che mandano giù la pappetta.

    va bene.
    va bene.
    poi dice che non cià ragione cosa lì, quando dice Rael…
    vavè, ’sciamo perde che poi si scatena ‘na guerra.

    [Rispondi]

  46. Commento di Estebans — 1 marzo 2009 @ 20:53
  47. uh, la novità.
    che magari c’è sempre stata, ma qui si appalesa come un’epifania a goccia d’acqua, di quelle che scivolano giù dal rubinetto in bagno e poi si fanno racconto, ineluttabilmente.

    il sonoro.

    il sonoro furicampo, ad esempio, che quel racconto fatto a sinistra nel nero, parallelo, non può che avere i toni smagati e la voce sovrapposta del morto f. amendola in carlitos way, presente alla fine, disteso in barella e in procinto di morte? bene, quella, la voce del pensiero senza briglia che sovrasta la scena come una un doppio 8mm che scorre per i fatti propri, ma necessario.

    e l’inudibile sussurrìo al citofono, noi tagliati fuori come spettatori dall’altra parte del marciapide, la domenica mattina.

    ta/pa/ta tataumpa m’ha sgorgato una risata nel cannarozzo.

    E.

    [Rispondi]

  48. Commento di Rael — 1 marzo 2009 @ 20:55
  49. Ovviamente non CI stai dando dei boccaloni, ve’?
    Ovviamente stai chiedendo perdono alla foto di Stanley che ciai sopra il televisore per aver detto “televisivo”, ve’?
    Ovviamente non vedi l’ora che arrivi il D’Orrico de noartri così puoi spiattellare tutta una tua tesi cosmica sul perché e percome del fumetto, ve’?
    MA SOPRATTUTTO:
    Ovviamente non vedi l’ora che ce menamo tutti assieme appassionatamente che così arrivi a 130, ve’?
    :D

    [Rispondi]

  50. Commento di giulia — 1 marzo 2009 @ 21:02
  51. piaciuta molto. delle volte leggere cose tue è come mettersi vestiti davanti allo specchio e vedersi nudi. un giochetto che di solito si fa da soli, diamine.

    [Rispondi]

  52. Commento di makkox — 1 marzo 2009 @ 21:04
  53. @este
    ecco a che mi serve ammè core.
    a farmi raccontare da voi più svegli di me un’intuizione che fin’ora era fumosa (oltre a rilevare le cazzatone).
    la banda sonora che corre parallela alle iimagini sulla pellicola. Sia in senso fisico che figurato.
    minchia che lampo.
    ora avrò più consapevolezza.

    carlitos way, poi. un brivido.

    grazie este.

    [Rispondi]

  54. Commento di Giorgio — 1 marzo 2009 @ 23:25
  55. Certo che Luca va a trovare l’ex moglie, Marta parla dell’ex marito… per un attimo viene da chiedersi se in cima a quelle scale non comparirà Marta…

    [Rispondi]

  56. Commento di makkox — 2 marzo 2009 @ 08:25
  57. hehehe
    in effetti sembra la fiera dell’EX.
    sembra un tema piuttosto comune (non su core) nella fiction sentimentale (che questo sono sia la mia storia che BOFT: Marta).

    ma non solo. questo elemento lo si ritrova spesso nelle vite dei protagonisti di polizieschi, commedie, legal thriller, etc. nessun genere esente.
    non credo sia una mera questione di realismo, di segno dei tempi. c’è una specie di uhm aura che avvolge chi ha avuto una “prima vita” e non ancora una seconda. l’attuale condizione di ex rende il personaggio simile a un reduce dal vietnam (vavè, meno estremo dai).
    cmq segnato e… boh, saggio, o forse solo un pelo più cinico. comunque c’è sempre una piega visibile di dolore e solitudine volontaria. disperato e affascinante.

    ecco: l’ex che non se rifatto (ancora) una vita sentimentale è un ronin.
    spiegare la figura del ronin senza approssimare (e quindi rovinare) è oltre le possibilità di un commento a un post.

    vabè, questo lo aggiungo che ’sta sintesi è efficace:
    Da Wikipedia: Rōnin, letteralmente “uomo alla deriva” o “persona che impara a diventare samurai”, è un termine giapponese che designava il samurai rimasto senza padrone o per la morte di quest’ultimo o per averne perso la fiducia.

    [Rispondi]

  58. Commento di Harlock — 2 marzo 2009 @ 08:51
  59. Come dicevano il latini:

    “Dura ex sed ex.”

    (e mò speriamo che nn arrivi paolo a farmi le pulci sulla declinazione…:))

    In effetti mak tieni ragione da vendere, sull’argomento.
    Ed è ovvio che sai, non fosse altro che per la tua età (haha)

    L’argomento è affascinante perché dove c’è dolore c’è sempre fascino, e pure verità.
    Per quanto possa sembrare retorico dirlo, credo che esistano poche cose al mondo in grado di annientarti come la fine di una relazione (vera) o essere lasciati da qualcuno che si ama (ancora).
    Rimettersi in piedi da una batosta seria è una roba che altro che reduce del vietnam.
    Ricostruirsi, un pezzettino per volta. Riacquisire certezze, autostima, controllo, capacità di aprirsi al prossimo.

    Tutto questo per poi riallacciare una identica relazione con un partner del tutto simile al precedente, per quanto diversa possa sembrare all’inizio.
    E’ questa la tragedia vera.

    Superata forse per l’appunto solo dal miraggio del “ritrovarsi” con l’ex.
    Infatti tendenzialmente se la prima volta è finita male, la seconda è ancora peggio.

    Buon lunedì mattina, eh.
    :)

    [Rispondi]

  60. Commento di makkox — 2 marzo 2009 @ 09:46
  61. @harlo
    non solo vedo, ma rilancio!
    (nel famose male, intendo)

    la mia ormai quatant’ennale -limortè- esperienza di vita, mi ha mostrato che il vuoto lo lascia più la mancanza della routine (la liturgia della vita a due) che la persona con cui non si condivide più il quotidiano.
    routine ch’era vuota a sua volta (perché quando ci si separa s’è già divisi da tempo) e probabilmente è causa (concausa) della separazione definitiva delle vite.
    Insomma, ovvietà di cui direttamente o indirettamente si ha esperienza.
    E che scrivi affà, allora? (dice quello) per aumentare i commenti?

    no, no
    era per sottolineare questa sfumatura del “prete spretato” che non ha più i suoi appuntamenti quotidiani (o periodici) con le messe, le celebrazioni, etc etc.
    e, ripeto, ancor più valido è il parallelo con il ronin (soprattutto applicabile a quell’elemento della coppia che s’occupava “praticamnete” dell’altro ). Ché il ronin soffre non tanto per la perdita emotiva d’un padrone (sì, vabè, anche), ma perché vien meno la propria funzione pratica.
    A ’sto punto il ronin o diventa una merda rancorosa al servizio di partner occasionali (facile), o rinasce in una folgorante consapevolezza del sè (mai nella vita, scordatevelo!) o si cerca n’altro padrone (9 su dieci. puntate i vostri soldi su st’ultima possibilità).

    sai cosa: c’esce ‘na storiella
    uhmm…

    [Rispondi]

  62. Commento di Harlock — 2 marzo 2009 @ 09:58
  63. Ecciài ragione di nuovo, ecciài.

    No, non è esatto, meglio dire che con-divido il tuo punto di vista sulla faccenda (esperienze simili..?)

    E se sulla funziona dei commenti divenisse (anche) quella di suscitare nuove storie, e sti cazzi.
    Alla faccia del laboratorio, eh?

    Comunque io le pochissime volte che son riuscito a rifulgere nella folgorante consapevolezza del sè poi è arrivata una a grattarmelo via con l’unghia, un pezzetino per volta.
    TUTTE le volte.
    E c’ho pure un sè bello grosso, eh? (niente doppi sensi, please).
    M’avrà detto sfiga ammé per carità, ma a sto punto son più portato a pensare a qualche imperscrutabile e universale legge cosmica…

    [Rispondi]

  64. Pingback di Coreingrapho » Pensiero laterale I — 2 marzo 2009 @ 10:16
  65. [...] la seconda parte, qui Scrolla a inizio post Gravatar. [...]

  66. Commento di laura — 2 marzo 2009 @ 12:36
  67. la terza, presto!

    ps questa storia x me è + da carta. Mo’ te l’ho detto…
    pps ma mettila dove vuoi, xò continua e NON tra due mesi… ;)

    [Rispondi]

  68. Commento di makkox — 2 marzo 2009 @ 13:01
  69. @laura
    sincero?
    pure per me è (anche) da carta.
    infatti è un tentativo di conciliare i due media, per questo la tavola è orizzontale.
    non che l’abbia realizzata in previsione di qualcosa. solo una possibilità esplorata.

    a monitor però necessita di un pelo di larghezza in più, noto.
    anche solo 800px invece di 700.
    però ‘na fetta di spazio me la son fottuta con quella spalletta nera.
    bon, pippe mentali mie.

    devo anche ammettere che privarmi dello scroll nel linguaggio è un limite che soffro molto.
    immaginavo, mentre disegnavo, quanto mi sarebbe piaciuto fare una lunga carrellata lungo tutto il sentiero boscoso fino a giungere al punto in cui lui sbuca sulla strada principale (tav 6).
    Spezzato in tavole non averbbe avuto senso, o comunque avrei dovuto tradurre dal volo d’uccello (ininterrotto, su cui fantasticavo) ad una serie d’inquadrature, di particolari TUTTE con quella cazzo di Volvo (piccola, grande, un pezzetto, ‘na rota…) che disegnarla rompe i coglioni.
    Vabbuò, stamo a parlà del nulla.

    grazie Laura.
    lo so che m’hai fatto un complimento MaximO!

    [Rispondi]

  70. Commento di Skiri — 2 marzo 2009 @ 13:16
  71. Tema: Spiega in 50 parole perché ti piace o meno Pensiero laterale II.

    Questa storia mi piace esattamente così com’è perché nella barra laterale ci sono i pensieri sia di quando andiamo a ruota libera, raccontandocene di ogni e credendoci, sia di quando siamo onesti con noi stessi. E poi nel disegno c’è la realtà che supera la fantasia della realtà.

    [Rispondi]

  72. Commento di giulia — 2 marzo 2009 @ 13:49
  73. a proposito di larghezze, posso dire una cosa? no, non quello. hehe. niente, a me il carattere che usi, in questa dimensione, risulta un po’ faticoso da leggere. e rifatti gli occhiali, dirai tu! e poi te l’avevo già detto, vero? va beh, te lo ridico :) forse lo fa solo a me questo effetto, ma spesso sono tentata di andare a vedere se cliccandoci sopra si apre l’immagine più gande, per dire…
    non che sia piccolo ma, soprattutto su fondo nero perde definizione, come. boh. forse davvero devo rifarmi gli occhiali.

    [Rispondi]

  74. Commento di Dirk — 2 marzo 2009 @ 14:04
  75. Domanda tecnica: quanto ti sono costate in termini di tempo queste tavole? Più le guardo e più resto ammirato dai particolari. 2: ma scrivi prima la sceneggiatura? Cioé, ogni tavola la costruisci prima o vai dove te porta er Core?

    [Rispondi]

  76. Commento di laura — 2 marzo 2009 @ 14:15
  77. sulla larghezza, sì, appena un po’ di più, per gli occhi. soprattutto sul nero, grazie :) come giulia mi vien da cliccare per allargare… =!

    @mak, complimento? sì, ma anche solo un distinguo. Come ritmo e densità la godrei più su carta e altre volte invece lo so che son soprattutto o solo per lo schermo.
    anche la scrittura laterale che mi piace e mi ricorda il più bell’erotico letto, shulteiss (talk dirty), è bella e densa, forse più faticosa qui del tuo scrollare a nastro così intrigante o geniale. Però è bella e separa e allunga e fa rileggere.
    accidenti alla misura! :)
    ps a tal proposito volevo segnalare che, al contrario, alcune storie mi invadono troppo gli occhi con parole gigantesche. difficili equilibri eh?

    [Rispondi]

  78. Commento di Skiri — 2 marzo 2009 @ 15:03
  79. Oh, LAURA, portati l’occorrente che usi per i tuoi bellissimi disegni su caffèacolazione a Bologna, eh, ché a Lucca ti ho lasciata in pace perché eri circondata dal caos ma qua c’è più calma e non posso, proprio non posso, tornare a casa senza un tuo segno :-)

    ah, ragazze… mettete lo zoom a 125, ché aiuta.

    ;o)

    [Rispondi]

  80. Commento di makkox — 2 marzo 2009 @ 16:26
  81. @dirk
    è un calcolo difficile per me che ci lavoro nei ritagli di tempo. Ci provo in diretta
    (hehehe, quanto me piace ammè fa sti pezzi da Artista… che pena… vavè).
    Per colorarle ho impiegato sabato e parte della domenica (mi pare) quindi 15-16 ore ci vogliono (colorare son veloce secondo me).
    Per la parte testuale e dialoghi son stranamente (oppure è per tutti così, boh) ancor più rapido. ricordo che l’ho buttata giù tutta in una volta in ufficio. metti 3 ore, 4 con le revisioni. (non conto il tempo che l’ho lavorata in mente in precedenza, però).
    Le matite mi rompono il cazzo di brutto (nel senso che portano via tempo ammorte), più per decidere COSA disegnare che per metterlo giù. ovviamente non calcolerò il tempo passato nel boschetto accanto all’ufficio a capire come “buttano” quei cazzo di rami. hehehe, vavè, scherzo ma è vero. poi per l’auto il sito volvo è una manna (ma non solo quel sito) con la galleria fotografica che è di grande aiuto, sennò bonanotte (preciso che uso le foto solamente come modello, e si vede, che a ricalcare veniva meglio DioPantone).
    AH! Per i palazzi e le strade e la gente e i semafori e le edicole e mille cazzi vari: GOOGLE STREET VIEW (santo santo santo) dico in genere, non per ’sta storia che ciavevo tutto qua attorno dal vero.
    insomma per le matite due tavole al giorno (in media). almeno 4 ore a tavola (eh, son lento lo so, ma tanto tempo lo passo colla grip pen in bocca).
    Poi le chine le faccio veloce, ché le matite son già molto “definitive”. Calcola che a volte prendo le matite e le faccio solo diventar nere, che vanno bene senza bisogno di ripassarle (la scena nel boschetto). In mezza giornata inchiostro tutto: 5 ore.
    Quant’è?
    61 ore.
    metti che qui ho fatto lo spacconciello e ci ho messo un giorno in più. Altre 8-9 ore.
    70 ore.
    è molto. è troppo.
    Considerando che per una tavola di fumetto cartaceo ci vogliono due delle mie tavolette orizzontali, ho impiegato 70 ore per 4 tavole e mezza.
    15,5 ore per una tavola di fumetto cartaceo. Due giorni.
    Troppo. Dovrei impiegarne la metà.
    E’ anche vero che se facessi ’sta cosa dalla mattina, quando son fresco, e senza interruzioni fino a sera (che interrompere è micidiale per la concentrazione e la scioltezza) probabilmente ce la farei in 10 ore. boh.
    non frega un cazzo a nessuno, ma ti ringrazio per avermi fatto razionalizzare un processo che non mi sono mai dato pena di “misurare”. (cosa che invece in ambito lavorativo son abituato a fare per stilare preventivi e tempistiche).
    SPE’, però in quelle tempistiche è inclusa la scenggiatura EH! eccheccazzo. e diciamolo.

    @laura
    azz… shulteiss. cazzo. vedi che ti fa il subliminale? e son contento! perché vuol dire che non mi sono ispirato (non ci ho pensato manco mezza volta) ma l’ho assimilato!
    grande quel fumetto. ma tu già sapevi che lo adoravo.

    @giulia
    no, hai ragione tu.
    a 800px di larghezza si leggerebbe perfettamente (ho provato).
    così, a 700, no: si fa fatica non poco, soprattutto al negativo.
    un po’ m’ha fottuto che io lavoro su un monitor molto grande e dimentico ’sta cosa.
    però ne dovrò tener conto.
    ormai la terza parte la devo finire così, non ho scelta.
    mi servirà d’insegnamento per le prossime.
    mi dispiace tantissimo (sic!)

    @claudia
    “l’occorrente che usi…”
    e che usa? poche cose, io le so: il manuale di disegno di Hugo Pratt, ‘na punta feltro e du’ acquarelli.
    hehehe

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  82. Commento di Dirk — 2 marzo 2009 @ 20:00
  83. Leggo adesso, a fronte i miei due giorni sono un’eternità visto quel che ne esce fuori ma evidentemente qui vale la logica socialista: da ognuno secondo le sue capacità e ad ognuno secondo i suoi bisogni.

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  84. Commento di Leon — 4 marzo 2009 @ 21:09
  85. Ho aspettato per dire qualcosa. Ho voluto metabolizzare.
    E’ davvero bello. Tutto. Non credo che nessuno possa dire il contrario.
    Eccezion fatta per la prima parte, che potrebbe essere un pò incazzata per non essere così bella (malgrado pure a lei puzzi pesantemente il culo…).
    Dio ti benedica ragazzo.
    Leon

    [Rispondi]

  86. Commento di caramella — 5 marzo 2009 @ 11:44
  87. ci si potrebbe fare un bignamino con certe frasi.

    i ricordi belli son più pesanti di quelli brutti.
    la vertigine della svolta che riconduca alla routine.
    la nostalgia è un’emozione innescata sotto la pelle del cuore.

    (oddio, lette così per conto loro fanno un altro effetto, meno d’effetto)

    i disegni sono stupendi.

    [Rispondi]

  88. Commento di Giorgio — 5 marzo 2009 @ 14:13
  89. Stavo pensando che il finale mi ha ricordato il finale di una storia uscita più di 15 anni fa su “Zona X”, un bello spin-off di Martin Mystère… parlava di un gruppo di astronauti su un’astronave alla ricerca della fine dell’universo, e uno di loro ripeteva di continuo “La madonna!”…

    [Rispondi]

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