Hamlet

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Info su manlio3

Una volta da piccolo vinsi una bicicletta al concorso "porte aperte alla Renault" disegnando una macchina, e quello rimane il mio più grosso successo artistico. Disegno da quando ho capito che a volte la penna fa più male dell' alabarda spaziale. Da allora la forza scorre possente in me, ma dice che se non pago le bollette me la staccano, o forse quella è la corrente... (il mio blog è qui)
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32 risposte a Hamlet

  1. manlio3 scrive:

    bah, questa te la potevi risparmiare…

  2. makkox scrive:

    ???
    hehehe
    che fai, la cura del veleno omeopatica?

  3. Giorgio scrive:

    Oh, questa mi è proprio piaciuta! Bravo!

    Sarà anche che Amleto è una delle mie opere preferite in assoluto…

    Ehi, ho recentemente scritto una tavola per Mono su Amleto, deve ancora uscire, non pensate poi che sia plagio!

  4. Skiri scrive:

    Bella, fila piuttosto bene sia come disegni che come testi.

    Ma non ho capito come va a finire, Danilo.
    Gliela dai su o continui con dai la cera-togli la cera?

  5. Dirk scrive:

    Che arrovello stò fatto dei disegni: e tutta la colpa di chi è?

  6. manu scrive:

    eheheheheh il teschio di papero…

  7. makkox scrive:

    a me non fa ride.
    ma proprio pegnente.

  8. Giorgio scrive:

    a noi sì però!

  9. Harlock scrive:

    Embé manlio, te lo devo dì.
    Vendetta tremenda vendetta. :)

    Scherzi a parte, dai.
    Diciamo che da te mi aspettavo di più.
    L’idea è carina.
    E intendiamoci, fila tutto per benino.
    Troppo.

    E la chiusura, francamente, è un po’ troppo debole (e facile).

    Mi ami lo stesso, sì?

  10. makkox scrive:

    per me manliio ha la fissa con la chiusa.
    purtroppo se si sceglie ‘sto schema, la chiusa dev’essere davvero forte, eiaculatoria!
    beh…
    stavolta…
    e vabè, succede eh, danì :)

    per il resto nel disegno e la composizione sei talmente TU che davvero non si può dir nulla.
    cioè, il disegno è in evoluzione, e vabè, ma lo stile è assai definito.

  11. manlio3 scrive:

    Spiego? Spiego. questa cosa di hamlet è stata disegnata di getto dopo Y.a.w.n. e il bailamme dei commenti. Ho sentito uno alla radio che diceva “in medio stat virtus”, mi sono guardato il dito medio, e mi è venuto da ridere. Quindi è partito dal finale, che sì alla fine è moscino, ma insomma tutto sto pippone era un giochino per prendere per il culo mak e chi nei commente precedenti mi aveva suggerito come fare. Amleto ci è entrato in mezzo non mi ricordo più come. Che poi, io i suggerimenti ho provato a seguirli: Flaviano mi diceva di buttare fuori disegni a caso, e ho fatto così. Esteban mi diceva di andarci meno per il sottile con il tratto e la precisione, e ho provato a fare anche questo. Poi ho provato la storia verticale alla mak, per vedere di nascosto l’ effetto che fa, ma per farlo bene devi essere mak, o almeno farlo da un paio di anni, senò è impossibile che viene buona la prima, e soprattutto sembra copiare lo stile quellolà del canemucco. Insomma questa strip verticale è stato un gioco, laboratorio come dice mak, che sicuramente poteva funzionare di più se messo su appena dopo Yawn. Ok, adesso però basta giocare eh, recepito l’ antifona, anche perche mi so cacat’ u’ cazz’, e poi ce l’ ho troppo il vizio dell’ autoreferenzialità ed è bene che lo domi. E comunque vaffanculo.

    p.s. si Harlok, ci si ama sempre.

  12. Gas scrive:

    Bene, arrivo dopo quindi il “vaffanculo” non me lo prendo!
    Magari bastasse dormire, tocca dannarsi l’anima purtroppo… o per fortuna?
    Con l’anima dannata si è molto più ispirati. (tocca fa na vita DEMMERDA, pe’ capisse.)

    Mi sembra buono anche se i disegni mi ricordano un pò troppo quelli del grande Antonino Cirillo.

  13. wallyci scrive:

    bella questa, manlio! il teschio di papero m’ha fatto morì. e mi è piaciuta anche la chiusa.
    vorrei fare un’osservazione “meccanica”, che non è rivolta solo a te, infatti mi è capitato di notare la cosa altre volte nelle storie a scroll: può essere fastidioso se tutta la scena relativa a una parte di testo non è completamente visibile nel monitor, allora devi fare su e giù per vederla tutta. si perde la fluidità del racconto (a mio parere).

  14. viadellaviola scrive:

    invece il fatto che nella schermata non si risolva tutta l’immagine, è una cosa che a me piace un sacco.

    già dalle robe di makkox (che io non la so usare la parola scroll) avevo iniziato a riflettere.
    che: manca il colpo d’occhio. quando hai di fronte un quadro, una pagina di fumetto, una schermata intera con l’immagine completa, hai il colpo d’occhio, anche se la storia ha una sua direzione, una sua narrazione, tu che guardi puoi dare una sbirciata generale, puoi decidere dove guardare, in che direzione andare. anche se la storia esiste già, tu puoi scegliere in che modo scoprirla. rischiando di perderla anche…
    qui no. in verticale.
    tu sei solo lettore osservatore. è la storia che porta te. e si fa scoprire piano piano.
    siamo troppo abituati alla narrazione sinistra destra del libro, anche i fumetti su carta sono così. pagina dopo pagina. esistono fiumi di studi di semiotica su come un lettore-osservatore fruisce (si è una brutta parola lo so) una storia.
    siamo troppo padroni del testo. conosciamo troppi meccanismi e non riusciamo -io almeno non riesco più- a pormi pulita di fronte ad una pagina nuova.

    ma così in verticale, no.
    io che leggo, che osservo, non comando più niente. non so niente. non ho i mezzi per sapere e prevedere niente.
    mi lascia la sorpresa, non mi viene voglia di scorrere fino alla fine, se anche lo facessi non capirei nulla. non c’è colpo d’occhio, non ci può essere!
    le righe del testo: una alla volta, così non posso sbirciare con la coda dell’occhio, ‘chè insieme al testo c’è anche l’immagine che fa capolino.
    mi piace questo farmi portare. in verticale.
    poi se la storia è brutta è faticosissimo arrivare alla fine. ma ci arrivi lo stesso! perché non puoi comunque prevedere cosa accadrà, magari speri nel colpo di scena. ma non puoi sbirciare comunque! non puoi fare altro che andare fino in fondo. è sempre la storia che comanda.
    e questo, ripeto, a me piace.

  15. Ciuppy scrive:

    Il finale moscio? Evvabbè … con l’età succede (quello che dice Makk … e non infieriamo …) però …
    … però a me piace.

    Cioè, piace proprio perchè è moscio. Tipo un “vaffanculo” detto sorridente alla fine di una discussione fra amici, tipo il birrozzo nel bicchiere di carta a chiudere i Progetti Per Cambiare Il Mondo (che vengono sempre nel bar del quartiere, chissà perchè poi), tipo … ci siam capiti no?

    Che? Dico cazzate? Vabbè … ed io vi cito Manlio: in medio stat virtus (chè a farvi vedere il dito con la tastiera non sono capace … ma vi assicuro che ‘sta frase l’ho scritta solo con i due mitici diti …)

  16. wallyci scrive:

    VdV, è un punto di vista interessante il tuo. ma secondo me a volte il risultato è troppo casuale per suggerire un percorso premeditato. sarà che il mio occhio è troppo schiavo delle visioni consuete, la mia lettura ha sempre bisogno di una regola per seguire una logica.
    di sicuro è un mio difetto che presuppone scarsa immaginazione, ma forse faccio parte della categoria del lettore medio e magari anche altri lettori medi trovano le stesse difficoltà.

  17. viadellaviola scrive:

    poi pensavo ancora, che le storie verticali sono un po’ come dei totem.

  18. makkox scrive:

    dico la mia, che ne ho titolo (hehehe)
    lo scroll spiazza e consente di sperimentare qualcosa si nuovo, a chi legge e a chi scrive.
    bon.
    però una certa struttura quantistica (elamadonna!) del narrato, va conservata.
    i pacchetti, a mio parere vanno organizzati. lo scroll dev’essere ritmato e non continuo tipo titoli di coda.
    un po’ tocca adare a occhio (che i monitor non son tutti uguali e non tutti i lettori dimensionano la finestra del browser a tutto schermo). tante variabili insomma, ma una specie di altezza giusta per il pacchetto, la cellula narrativa, ANZI: la Perla della Collana, la si trova.
    POI
    c’è il momento in cui usi DAVVERO lo scroll come elemento del linguaggio, e crei una specie di carrellata dolly che svela lentamente, o mostra un percorso (grafico, ma non solo) fino ad una meta.

    in breve, se st’effetto scroll lo usi consapevolmente ai fini narrativi: bene, se t’esce accazzo, allora vai a culo (figa, le ho dette tutte meno tette!) e ci sarà chi apprezza e chi meno.
    Uff, son così prolisso. potevo dirla in due parole, che palle!
    (pensavate mi sfuggissero eh?!)

    :)

    PS
    manlio ha detto che stavolta voleva provare lo scroll invece delle sue solite tavole.
    Giuro: non ci avevo fatto caso all’inizio. me la son letta e basta.
    vuol dire che l’ha usato bene.
    abbastanza bene va.
    che poi si gasa.

  19. manlio3 scrive:

    io quando disegno disegno per tavole. Mi piace che ci sia il colpo d’ occhio della tavola, mi piace che la composizione della tavola sia come dico io, mi piace, che il lettore veda “la bellezza” della tavola per intero perchè io l’ ho pensata così. Mi piace l’ idea della suggestione che può dare la tavola intera, e scoprire poi le suggestioni date dalla narrazione di quella tavola. L’ altra storia Marco me l’ aveva pubblicata con le tavole unite all’ inizio, e a me sembrava diversa, mi mancava la cadenza e il ritmo che io avevo inteso e che volevo che passasse, quindi ho chiesto di dividerle.

    Mak disegna in verticale (perloppiù). E non ci stanno santi da appendere, lui pensa in verticale, quel modo di disegnare ha un senso compiuto solo in verticale, e la sensazione di lasciarsi trasportare dal fluire della narrazione è spettacolare, senza dubbi. Se la stessa storia volesse metterla in tavole, dovrebbe sicuramente cambiarla.

    Insomma, sono due cose molto diverse, e se ha senso dire mi piace più questo o quel modo, non ha molto senso invece investigare le ragioni, quando le ragioni alla base sono così diverse.

    E poi a me la storia in verticale mi fa venì in mente la carta iggienica.

  20. makkox scrive:

    @manlio
    pezzemmè.
    a me le tue storie fanno venire NECESSITA’ di carta igienica.

    oh!

    ma pensa te.
    carta igienica. ammè.
    gl’insegni du’ cose e partono a Spartacus la rivorta deji shkiavi.
    bah

  21. Skiri scrive:

    Sì sì, tutto giusto.
    Comunque.

    @Wally – Son d’accordo con te. In effetti alcune storie hanno la dimensione del disegno più grande di quello a cui siamo abituate con Mak, con scritte che a volte son davvero giganti, ora che ci penso.
    E infatti l’astuto Marco cosa fa? Usa una dimensione inferiore al massimo consentito quando fa i suoi canemucchi, con il risultato che ogni singolo disegno lo vedi bene senza che però sveli quello che viene dopo (discorso a parte sono ovviamente le sue prospettive lungheinfinitefantastichemagnifiche). E usa invece tutto lo spazio orizzontale quando fa i riquadri, come in Pensiero laterale.
    Personalmente preferisco quando lo scroll è un po’ più stretto.

  22. Skiri scrive:

    Marco, cacchio, te l’avevo due mesi dopo averti conosciuto di portare le tue storie stampate su carta igienica alla Biennale di Venezia, appese a giusta altezza tramite fili d’acciaio, ché ancora niuno faceva ‘ste cose. E tu niente. A quest’ora eri a cazzeggiare in Polinesia.
    Fai, fai pure di testa tua.

  23. wallyci scrive:

    è vero! sono testimone auricolare: SKIRI L’HA DETTA SUBITO STA COSA DELLA SCOTTEX!

  24. makkox scrive:

    “testimone auricolare”

    sei unica, guà.
    testimone auricolare…

    mò se non ve la piantate co’ sta storia della harta da hulo…

  25. manlio3 scrive:

    ma scusate, io pensavo che fosse normale pensare alla cartigienica (con rispetto parlando marchetiè), io c’ ho pensato subito appena ho letto il primo canemucco un paio di anni fa, pensavo che l’ associazione di idee fosse istantanea per tutti, o forse è il mio immaginario collettivo ad essere contorto. Anzi, quando ne pubblicava uno nuovo mi chiedevo “chissà questo quanti strappi è! Sarà doppio velo o triplo velo (i livelli di phs su cui disegnava)!” e simili altre facezie…

  26. wallyci scrive:

    SDRADANG!
    ahahahahah

  27. makkox scrive:

    I commenti sono chiusi.
    [l'Ammnistratore di Sistema]
    ————————————————————————————————————————————————-

  28. Leon scrive:

    Hai capito er sor Manlio? Jè partita la cavalla e via, a rota libera! Me piace Manlio, roba uscita fuori dar Core come uno sbocco de sangue. Però vorrei esporre qualche piccolo appunto, ma giusto un neo, eh. Che poi oh, io non ci capisco una sega di disegno, eh? Io sono l’ultima ruota del ca_ _o (dove _ non sono r).
    Io avrei aggiunto un pò di colore. Avrei tolto un pò di frasi. Avrei aggiunto una vigna in cui partivi de capoccia al teskio di mak, frantumandolo. Avrei anche aggiunto un orecchino all’altro orecchio, che uno solo fa nespola. E poi, scusa eh, ma non assomiglia a nessun disegnatore famoso. Lo avrei fatto un pò più mbè e leggermente, ma solo leggermente, meno nsò. E poi Manlio3, 3 cosa? 3 ciabatte? E’ un messaggio subliminale per farci sapere come sei messo sotto? Amici, amici, e poi ti ciulano la bici.

    Oh, Manlio, scherzo è? A parte per il fatto che mi piace davvero. Proprio così com’è.
    Bravo.

  29. Ed! scrive:

    “amici amici e poi ti ciulano la bici” non l’avevo mai sentita. Sghignazzerò per tutte l’ora di pranzo XD

  30. elia_pippi scrive:

    1 marzo ore 09:34
    Hamlet “0 commenti”
    elia_pippi scrive nella sezione FAD:
    “Va bene la sezione Lana d’Ombelico, ma se una manda ‘na “fetecchia” di lana mettetela come commento disegnato alla lana di quacun’altro e non come qualcosa da leggere con tanto di copertina.
    Questo è il mio modesto parere, ovviamente…
    il terreno è vostro e potete piantarci pure il merluzzo.”

    Ti devo delle scuse Manlio,
    l’unica a cui è sembrata ‘na fetecchia sono io…
    e se vedo che tutti vanno contromano, mi viene il dubbio che quella ad andare contromano sia io!

  31. manlio3 scrive:

    PP io l’ avevo letto subito il commento della sezione FAD e ho subito pensato che un pò avevi ragione. Questa striscia era venuta fuori proprio come reazione a Yawn, quindi esattamente un commento ad altra lana. Ecco perchè per me aveva più senso pubblicarla subito dopo (temporalmente subito) alla striscia di Mak. Però boh, come diceva il maestro “rigore c’è quando arbitro fischia”, che può significare niente o anche tutto. Insomma, io sono più daccordo con te che con gli altri, ma rimanga fra noi.

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