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di Flaviano
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di makkox
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post Ma l’IKEA è un pretesto
- (ita/en)

di mauro biani

febbraio 18th, 2009

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post Cera Lacca I°

di Flaviano

febbraio 15th, 2009

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post Tutto è pubblicato. Ovvero il bello di chiappare lo straccino.

di Antonio S.

febbraio 12th, 2009

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Ci sono cose importanti, cose che a dirle stravolgerebbero le convinzioni pastello dei fumettari incalliti, il panorama conosciuto di un disegno che anche sul web s’abbiocca e non osa – che ronfa sui soporiferi allori del micro-consenso, degli applausi formichini, delle faccine emoticone. Che non osa la conquista del mondo – l’applauso scrosciante o la pernacchia. (Presenti esclusi, chiaro).

Ma non ora.
In fondo è solo una settimana che siamo online.
Poco più di una settimana è mica tanto (tuffati online senza prima cesellare, attendere, accumulare autori e tavole che permettessero a Coreingrapho di sopravvivere con agio, sdraiarsi spocchioso sul triclinio del webbe, scadenzare con sufficienza post programmati per almeno un semestre di pacchia).

Capo, i conti separati!

Alla fine, però, si fanno due conti:

  • Nove coreingraphi pubblicati
  • Decine di link e attestati di stima e fiducia
  • Centinaia di commenti
  • Un picco di mille e passa contatti giornalieri durante i primi giorni – e poi più o meno stiamo lì
  • Gli abbonati al feed crescono pian piano (ché quelli son più difficili)
  • E soprattutto: molti autori si sono lasciati infinocchiare e stanno producendo capolavori

Please gimme crap I can understand

Le vigne tradotte in inglese

Come se non bastasse, grazie allo splendido lavoro di JD, son già tre le vigne con traduzione in inglese. Fatemi il nome di altri fumetti italiani contemporanei tradotti in inglese. Su. Aspetto. Toccherà dare più evidenza a questo bilinguismo – ma ancora non abbiamo chiaro come.

Sìssì lasò colla testa

E’ vero quello che ha scritto Marco, e che – miracolo! – al contrario di altre cose sue (eh eh eh) non è diventata obsoleta una settimana dopo la sua pubblicazione. Mi disturba ammetterlo ma è così:

«CoreIngrapho, come tante altre cose nell’esperienza di molti, sembra nascere da una chiacchierata superficiale tra amici: invece pone radici in un’esigenza consistente e condivisa. CHE NON È (già vi vedevo che facevate sìssì lasò colla testa) quella di creare web-comics con la stessa potenza sanguigna della narrativa naïf che trabocca dalla blogosfera. A questo scopo tanti si son già aperti un blog per i cazzi loro e, bene o male, risponde alla bisogna».


Calcinculo, Firenze 2003

L’esigenza che muove Coreingrapho non è quella di pubblicare fumetti. Chi se ne frega di pubblicare. A pubblicare, son buoni tutti. Addirittura oggi tutti possono far da soli. Ti apri un blog e pubblichi – appunto. Mica, artista come sei, avrai bisogno di qualcuno ti tenga la manina! Ti pubblichi come dici tu, con i tuoi tempi, le tue paturnie, il tuo pubblico così a te simile da sembrare te da un altro IP. Pubblicare – il vecchio pubblicare tematico o esordiente – fa così tanto secolo scorso che, alla parola, sembra di sentir il tloc sordo della posta pneumatica e il fruscio del dittafonista. Ma oggi, ad alzare gli occhi: laddove prima il privato era pubblico, oggi è pubblicato. E’ già pubblicato. Pubblicare e basta – pubblicare come lo si è inteso finora – non serve più.

Un calcinculo alla pubblicazione e spingi che si chiappa lo straccino

Eppure in un mondo dove tutti i fumettari pubblicano già e comunque sé stessi ci vuole un luogo d’incontro. Un posto dove tutti questi pubblicatori in solitaria possano andare quando escono di casa. Per rendersi conto che, toh!, ci sono anche altri pubblicatori solitari. Una cosa tipo:

  • Un parco giochi attrezzato per bambini.
  • Una casa di riposo per anziani.
  • Una festa di carnevale permanente, con tanto di maschera e anonimato
  • Un calcinculo che gira a chiappar inutile straccino (che soddisfazione però! e vale un altro giro!)
  • Un circolo con lap dance cui esibirsi soprattutto per far vedere come si fa bene la spaccata alle colleghe
  • Un centro di pub-rehab dove disintossicarsi. Dalla pubblicazione. Dal dover pubblicare le cose che piacciono ad altri.

Ci siamo capiti, essù.

La email è sempre la stessa (e le regole pure), è roba di fede, è inutile che troppo ci pensi: info@coreingrapho.com





post fumo
- (ita/en)

di makkox

febbraio 12th, 2009

Archiviato in: Long TalesCommenti (32)


fumo
fumo

Appendice granulare
Come,  a mio parere, dovrebbe essere per ogni buona fiction:  la storia è inventata, i piccoli dettagli son autentici.
Questo per mettermi al riparo da chi si fosse eventualmente riconosciuto.

Poi, curiosità tecnica, e se non interessa si può tornare subito in home.
Tanti anni fa, in una galassia lontana… c’era un programma vettoriale che si chiamava Aldus Freehand (non linko perché lo linko dopo e ciò un perché).
Girava solo su Mac.
Su pc non  ci girava manc’o cazz, all’epoca.

Poco tempo dopo il periodo descritto nella storia (roba di settimane), iniziai a far pratica* in serigrafia e conobbi appunto Aldus Freehand. Non che mi facessero mettere mano al computer, macchè. Era roba delicata che costava un botto, tzè!
Però Freehand mi rimase impresso.
Curiosità: l’addetto all’APPLE MACINTOSH (ohhh) e a Freehand era ’sto ragazzino qui. Ma vabe’, non c’entra nulla.

In questi ultimi anni Freehand è stato rilevato dalla Adobe e smesso a favore di un loro software concorrente: Illustrator.
Gran programma quest’ultimo, ma, mannatem’affanculo miei cari amiki grafiki, Freehand era meglio.
Tralasciando i vari dettagli a supporto di tale affermazione, che qui non hanno motivo d’esser discussi, ne lascio uno fondamentale: il segno ottenuto con la tavoletta grafica.
(non ditemi che nun so’ bono io, perché in sta materia vi metto prima in fila e poi a pecora).
Illustrator  ammorbidisce e abbellisce automaticamente il tratto (anche se si imposta questa funzione a zero) mentre Freehand restituisce la minima esitazione e variazione della penna. Proprio come un pennino reale.

Freehand è un imitazione più vera.
Forse la sua crepa è solo questa: rende meno produttivi *in bella*.
Ma è anche il suo punto di fascino.

Io uso Illustrator per i miei disegni (necessità di funzioni moderne che non approfondisco), ma, dovendo casualmente riaprire un vecchio lavoro in Freehand, mi son ritrovato in questo programma dopo tantissimo tempo che non lo usavo.
Ho iniziato dallo schizzo del tizio che squaglia il fumo e, come tirando su una lenza, è venuto via tutto il resto.
Ho lasciato tutto com’era uscito in fase di schizzo e bonanotte. Buona la prima.

Non credo che tornerò indietro dalle molte, ottime, moderne funzioni di Illustrator, però ho montato Freehand anche sul computer di casa dove lavoro abitualmente (questa  storia l’ho disegnata in ufficio).

In questa riscoperta dell’antico artigianato, un giorno, lo so, mi ritroverò casualmente di fronte un foglio di carta, con matita, china e pennino e…
minimo ricomincio a bere e fumare.

*schizzavo in giro alle più astruse richieste del boss della serigrafia. che comandava. e chiedeva anche, sì. bei tempi però.





post On the couch /02

di Flaviano

febbraio 9th, 2009

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mostra tutte le strip On The Couch





post DEATHWISH /03/04
- Deathwish /03/04 (ita/en)

di makkox

febbraio 4th, 2009

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