E’ un fumetto tallonatore, questo nostro. Questo nostro che vorremmo. Un fumetto abituato agli urti: «uno che da piccolo, invece che a scuola, passava le mattine sugli autoscontri, che si innamora e quando scopre che la sua prima ragazza gli ha fatto le corna, corre ad affilarle a testate contro un albero come un giovane toro per usarle nella mischia*». Un fumetto che ha le corna, è anche, questo nostro. (Me la son cercata).
La fiducia che mai respirammo
Qui, per le new entries ci vuole un pezzo che parli di vivaio e vitalità, di impaccio iniziale e di fiducia, capì? Senza che ti suggerisca altro…
E’ una mail di Makkox. Lui mi dice sempre quello che devo scrivere. Vivaio e vitalità. Ma che vuoi ne sappia io di vivaio e vitalità – mi verrebbe da rispondergli, se non sapessi quanto è vendicativo. E invece di fiducia ne so a pacchi. La fiducia qui dentro – dico in Coreingrapho – è nell’aria, è tutto intorno, permea ogni singola riga di codice e pixel. E’ nell’aria, è tutto intorno, come ossigeno su Marte nei sogni più belli di Jules Verne. Come può essere solo l’ossigeno mai respirato. Come può essere solo una rivista che non c’è – che lievita giorno per giorno e mai si chiude.

(Moma Spritz. Trittico giallo dominante, solitario e pieno di fiducia)
Libera autoinferta ferita
La fiducia che non è fede, però – e abbisogna di conferme: prove e sacrifici. Coreingrapho nasce come dispensatore di fiducia, aspersorio sorridente di piccoli incendiari incensi in fumettata terra. E’ la voglia di mettersi in gioco, di sperimentare nuovi linguaggi – liberi liberissimi e quindi vulnerabili. Nel ventunesimo secolo libertà e vulnerabilità sono di fatto sinonimi, vanno a braccetto come coppia spocchiosa e indissolubile. E allora nient’altro si può se non un fumetto ch’è vulnus, ferita. Libera autoinferta ferita.
Nuovi coreographi: Biani, Lobo e Manlio
Tre nuovi amici ci provano, ci raggiungono in questa piccola avventura, e sono i primi, e ne siamo felici. Sono Mauro Biani, fumettaro satirico d’un certo curriculum e di matita incazzosa – con uno squarcetto stripparolo anomalo e surreale. E Giuseppe Lo Bocchiaro, anche noto come Lobo, dotato d’un ruvido siculo bianco e nero – con una storia scrollona (d’altronde si sa: dopo due scrollate è sega) di struzzi e fiancate. E Manlio3, con un racconto di formazione ghirigoro e scontorno. Benvenuti a loro, e al loro fiducioso impaccio (Mak, hai visto alla fine l’impaccio ce l’ho messo). Presto nuovi esordi. Pim pum pam: fuochi d’artificio, e non ci teniamo niente per un domani che chissà.
Mammiferi di fede
«Tutti i mammiferi provano un forte impulso ad esplorare, ma in alcuni questo impulso è più forte che in altri**». Se siete quel tipo di scimmie nude esploratrici, e sapete tenere in mano una matita, la email è sempre la stessa (e le regole pure), ed è – altro che fiducia! – roba di fede, sempre inutilissimo che troppo ci pensi: info@coreingrapho.com
* Marco Paolini in Spiro Zavos (a cura di), L’arte del rugby, Einaudi
** Desmond Morris, La scimmia nuda, Bompiani