post DCCF [Domanda in Copia Con Forme]
- DCCF (untranslable)

di Harlock

febbraio 27th, 2009

Archiviato in: Lana d'OmbelicoCommenti (57)


Senza dubbio la stura ai post ombelicali, outingistici e confessionali, l’ho data io. Quindi non posso che far mea culpa se ora ne arrivano a valanga. Neanche mi dispiace ’sto granché: fungono da presentazione dell’autore. Come quando in classe arrivava uno nuovo e la maestra lo faceva alzare per imporgli autopresentazione e conseguente figura dimmerda fresca fresca. Ché quello era l’effetto, infine. Certe cose non cambiano mai (hehehe) SCHERZO.
Harlock (Matteo Bussola) è un mio pallino, da tempo. Di professione disegna, ha un blog coi buttafuori (perché poi?) [Update: ho linkato il blog sbagliato! Sorry mattè. Quello giusto è questo qui] ma la cosa che più mi piace è come scrive.

Ne avesse il tempo…

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57 commenti »
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    Commento di nikink — 27 febbraio 2009 @ 01:23
  1. leggo, rileggo, concordo, imparo e, in un cantuccio, applaudo – gente qui in giro sa perché – poi m’eclisso, ché mi son spiegato ABBASTANZA

    [Rispondi]

  2. Commento di manlio3 — 27 febbraio 2009 @ 01:23
  3. ho saltato delle parti dalla noia, non ce l’ ho fatta. un altro modo per dirlo è che i coglioni hanno preso a rotolare liberamente sotto la scrivania. era necessario ripetere per 32 volte lo stesso disegno (si si con qualche variazione…)? Se proprio non hai tempo, ti disegnavi una volta sola, un disegno onesto, e poi facevi un riassunto del pippone: un bignami andava bene. Ho esagerato? me l’ ha detto il capo di esagerare eh.

    [Rispondi]

  4. Commento di makkox — 27 febbraio 2009 @ 01:25
  5. secondo me la metà bastava. hehehee… SDADANG! mannò.
    comunque non mi riferisco al testo, che me lo son goduto, ma alla ripetizione del disegno.

    capisco bene fosse volutamente ossessiva e funzionale al discorso, però io avrei marcato le variazioni tra i vari TE.
    uno disegnato tipo south park, un’altro alla mignola (aridaje), uno alla boh. anche così sarebbe stato funzionale al discorso della ricerca d’una calligrafia propria, ma avrebbe alleviato quella sottile claustrofobia che… ma magari è voluta! (?)
    vavè, impossibile essere nella tua testa. nella mia funzionava meglio come dico io (hehehe… lo so, lo so)

    tu dici: te vojo dà retta marco, ma averci il tempo di fare come dici te…
    (lo dici, lo dici)

    penso che sta cosa del tempo sia un dramma comune.
    una volta Gipi ha scritto sul suo blog “Ho capito come finire una tavola al giorno: disegnare male”.
    ovviamente si riferiva allo scendere a compromessi con se stessi. a trovare quella grafia economica e sufficientemente espressiva da permetterci di portar finito quello che abbiamo in mente, nel tempo disponibile.

    un po’ significa buttarsi alla cieca. scarabocchiare e andare avanti confidando che gli equilibri di questo “disegno sintetico” verranno col tempo.

    ad avercelo…

    son felice tu sia qui su core.
    e TU?
    (hehehehe, scusami ma mi diverte troppo il battesimo der foco!)

    [Rispondi]

  6. Commento di laura — 27 febbraio 2009 @ 08:13
  7. la metà, o un terzo… anche nella vita vera. :)

    [Rispondi]

  8. Commento di Harlock — 27 febbraio 2009 @ 08:51
  9. Ehilà, che sorpresa mattutina!
    M’è quasi andato di traverso il caffè…

    E sì son contentissimo mak, le critiche fanno parte del gioco come si diceva:)

    Dunque ringrazio nikink per l’apprezzamento.
    Ma ringrazio ancor di più manlio perché ha colto un punto importante.

    Aldilà dei coglioni rotolanti, che lì è un problema tuo – se te leggi Guerra e Pace che fai? Muori essiccato prima di pagina dodici? Hehehe – il fatto è che questa cosa è nata di getto.
    Mak insisteva che voleva robe di verità.
    E mi spediva mail minatorie tipo “Allora? Stai a lavorà per core? EH?!”

    E io ero lì che mi struggevo perché volevo assolutamente fare una cosa, solo che era (è) una cosa elaborata e lunga (e la vedrete, spero) e tra il lavoro e le scadenze pressanti e tutto ho iniziato a pensare chissà quando la finirò.
    Ed ecco la folgorazione.
    Perché non fare una cosa che esprimesse PROPRIO la mia difficoltà e la frustrazione?
    Perché non dirlo, in maniera onesta?
    Per cui ecco.

    Era talmente onesta che all’inizio avevo pensato di non metterci manco un disegno, per dire.
    Oppure un disegno solo, come dice Manlio.
    Ma poi ho pensato che sarebbe stato forse un po’ troppo ossessivo.
    E all’improvviso m’è balzata invece l’idea contraria. Ovvero di metterci 32 (trentaDUE) disegni diversi, uno per ogni “paragrafo”.
    Solo che allora – ho pensato – sarebbe diventata forse troppo cervellotica e oltretutto incongruente rispetto al testo (e te sto a ddì ce non ho tempo e ti faccio 32 disegni differenti? E una fetta di culo no?)

    Per cui niente.
    L’ho fatta come m’è venuta e l’ho lasciata com’è venuta.
    Otto disegni (sia pur differenti di poco. E, sì. E’ voluto proprio per aumentare la sensazione di claustrofobia) li ho ritenuti sufficienti per esprimere la variazione sul tema e rendere comunque il senso di una serie e di una ricerca calligrafica.
    Proprio in nome di quella verità di cui si diceva.

    La MIA verità, ovviamente. :)

    [Rispondi]

  10. Commento di Patfumetto — 27 febbraio 2009 @ 09:02
  11. Secondo me funziona tutto, rapportato a quello che volevi esprimere: disegno ripetuto, riflessioni personali, dubbi, ecc.
    Personalmente mi sono ritrovata anche in molte espressioni da disegnatrice combattuta e dalle fondamenta instabili, nonostante la mia “carriera”. E il tempo è un fattore importante, davvero…

    [Rispondi]

  12. Commento di makkox — 27 febbraio 2009 @ 09:04
  13. @harlock
    ma infatti.
    sei rimasto aderente a quei principi non negoziabili e ortodossi che hanno alimentato nel dopoguerra fino ai 70′ (culmine) alcuni maestri della cinematografia dell’est europeo.
    ti faccio il film di 9 ore sull’alienazione dell’uomo che ha perso dio perché non è che te ne voglia parlare: ti VOGLIO PROPRIO alienare finché non chiedi anche tu DIO, DOVE SEI? FAMME USCI’ DA ‘STO CINEMA!
    hehehehe

    in quest’ottica, la prima attraverso cui l’ho letto e ho pensato “buono! efficace”, ci sta tutto.
    Poi, io son più ammerigano. O kubrickiano (che è una nazionalità a parte) e quindi anche se ti parlo di guerra e morte e violenza, ti devo dare un piacere estetico tale che tu dica WOW, ce voglio andà in guerra e morì!
    ;)

    vavè, ci siam capiti.
    mi zitto che qui poi dicono che ciò figli e figliasti.

    [Rispondi]

  14. Commento di Harlock — 27 febbraio 2009 @ 09:34
  15. @mak
    e con questo m’avresti dato dell’ANTICO.
    Sono un uomo dell’800, sempre detto.

    Il prossimo magari faccio un disegno solo, ripetuto sessanta volte, con un treno che esce dalla vignetta.
    Solo che se poi non v’alzate dalla sedia e fuggite abbandondando la sala non viene bene.
    :)

    Scherzi a parte, condivido la tua analisi.
    Mò mi cambio il nick in Eisenstein e morta lì.

    [Rispondi]

  16. Commento di Skiri — 27 febbraio 2009 @ 09:51
  17. Non si può dire, caro Matteo, che tu non abbia usato un disegno coerente con quello che hai scritto :-)
    Conoscendo un po’ le tue cose credo che se tu avessi voluto esprimere gli stessi concetti in uno dei tuoi brani che mi piacciono tanto avresti buttato giù le cose in un modo un po’ diverso. Trattandosi di una striscia l’hai ovviamente cadenzata e secondo me funziona. Sembra quasi che ci accompagni piano piano per mano per capire quel che vuoi dire.
    Forse sarebbe piaciuto anche a me vedere qualche espressione diversa nel tuo viso che ricorre ossessivo, ma sarebbe diventato didascalico e non avrebbe avuto molto senso, mi sa.
    :-)

    [Rispondi]

  18. Commento di makkox — 27 febbraio 2009 @ 10:06
  19. hehehehehe
    da morì ’sta cosa di Eisenstein!
    eravamo qui io e walicy che parlavamo di te, del mio commento e della corazzata potemkin (hehehe. nessuna relazione eh!).
    ce siamo ammazzati de risate!

    vavè. intermezzo divertente.
    ora riprende la proiezione.
    buio in sala…

    [Rispondi]

  20. Commento di Dirk — 27 febbraio 2009 @ 10:09
  21. Fosse stata scritta senza scroll e con una capuzzella…. vabbé, vediamo la prossima xché magari siamo male abituati dalle altre storie (ma se pò passà da un estremo all’altro con un disegno come quello di Cotus e Leon pieno di particolari a uno come questo che ripete sempre la stessa immagine con lievi variazioni? E qui il dubbio: come si fa a trovare un equilibrio accettabile tra la storia ed il disegno? Ho visto grandi storie tratteggiate con poche linee e banalità incredibili adornate da disegni iperbolici)

    [Rispondi]

  22. Commento di Paolo — 27 febbraio 2009 @ 10:23
  23. Aaargh!
    Dato che qui su core siamo tutti onesti e sinceri affermerò che concordo pienamente con malio3…. ‘na palla!

    Che poi… in effetti… perchè il blog è ad invito? Uff…

    Tra l’altro, nonostante l’assonanza, tradire e tradurre hanno etimologie diverse:
    tradire -> dal latino “tradere”: dare, consegnare, mettere in mano (http://www.etimo.it/?term=tradire)
    tradurre -> dal latino “trans-ducere”: condurre al di là (http://www.etimo.it/?term=tradurre)

    [Rispondi]

  24. Commento di makkox — 27 febbraio 2009 @ 10:33
  25. @paolo

    Cioè, quando chiamo l’UPS je devo chiede
    “Hai tradito il pacco, o state ancora assieme? O TE LO STAI ANCORA A SCOPA’ TE?!!!”

    passo i guai coi corrieri. i guai, passo…

    [Rispondi]

  26. Commento di Harlock — 27 febbraio 2009 @ 10:47
  27. @Paolo
    Eh no, Paolo.

    Tradire e tradurre vengono entrambi originariamente dal latino “trado”.
    Che è formato da “trans”(attraverso)+ “do”(dare).
    Ovvero “portare verso” più o meno.
    Quindi consegnare, mettere in mano, come tu peraltro scrivi.
    Che infatti è sia ciò che fa un traditore quando ti “consegna” al nemico, sia ciò che fa un traduttore in senso figurato quando ci “consegna”, ci restituisce, a noi lettori, un testo.
    ;)

    @Dirk
    E come si fa, Dirk
    Se avessimo la risposta saremmo tutti Gipi (o tutti Makkox…hehe).
    Io in questo caso ho provato a risolvermi il problema in partenza, furbescamente lo ammetto, costruendo tutto il pezzo attorno al mio non-disegnare.
    Ed è buffo perché il sottotesto di almeno la metà dei commenti è “mi sarebbe piaciuto fosse stato disegnato di più e meglio”.
    Come dire a uno alto 1.60: “eh, sei intelligente e simpatico.
    Peccato perché se fossi pure 1 e 80 saresti un gran figo”
    :)

    Scherzi a parte, uno lavora con ciò che ha, secondo me.
    E a un certo punto ci si deve buttare.
    Che se aspettassimo tutti di essere impeccabili per dire cose tre quarti dell’umanità se ne starebbe zitta, no?

    (poi è chiaro, se uno parla senza essere impeccabile deve mette in conto pure le pomodorate, per l’appunto, sennò troppo comodo).

    P.S. che è una capuzzella?

    [Rispondi]

  28. Commento di Dirk — 27 febbraio 2009 @ 11:03
  29. @Harlock no, io dicevo esattamente il contrario: è che lo vedo molto testo e poco da disegnare e qui ponevo la domanda per Core, è fumetto tracciare una linea e raccontare la storia? Ma qui siamo in pura accademia.

    p.s.: capuzzella è una testa piccola, viene da “capa”, testa in dialetto napoletano, “tu tien’a capa tosta” (tu hai la testa dura) ovvero, ancor più adatto al contesto “ccà nisciuno fà e capuzzelle d’angelo” (nessuno fa teste di angelo) inteso nel senso che facciamo un lavoro onesto ma siamo tutti lontano da Michelangelo e Leonardo (il fare teste di angelo credo si riferisca al lavoro di quegli artigiani che adornavano le chiese, appunto, con quell “capuzzelle” che uscivano da ogni dove) ma mi rimetto a Paolo per l’ardua sentenza.

    [Rispondi]

  30. Commento di makkox — 27 febbraio 2009 @ 11:31
  31. trans (travestito) do (FARE)
    impara l’inglese, bestia.

    poi, essere gipi son buoni tutti. essere marco ci vuole un gipi e 4 dita d’uccello in più.

    infine per confermare che stiamo a parlà del nulla, ci metto ‘na cosa seria pe’ contrasto:

    la domanda che hai posto: tracciare una linea + testo, è fumetto?
    la risposta l’hanno data i Maestri di quest’arte quando si posero la stessa domanda tempo fa. In sintesi è: se a toglier la linea, o a toglier il testo, qualcosa si perde: è fumetto.

    io dico che le capuzzelle da sole, o il testo da solo, non avrebbero detto con la stessa completezza.
    quindi è fumetto.
    indi, con convizione e orgoglio, l’ho pubblicato.

    poi, la mia opinione su dettagli e revisioni in merito all’efficacia MECCANICA del pezzo non le risparmio.
    allo stesso tempo m’approprio d’un modus possibile per dir le cose (il suo).

    la cosa delle capuzzelle d’angelo non la sapevo ed è una… capata(!?)
    vedi: anche tu m’insegni.
    :)

    [Rispondi]

  32. Commento di Dirk — 27 febbraio 2009 @ 11:48
  33. @MAK: è quello che ancor mi stupisce è che tu dici che è una “capata” termine utilizzato da mia figlia quindicenne e che non sapevo fosse usato anche all’estero! :-)

    [Rispondi]

  34. Commento di manlio3 — 27 febbraio 2009 @ 12:15
  35. questi discorsi hanno un limite: rischiano sempre di finire nel vecchi adagio “de gustibus non est sputazzellam…” (!), che sì un poco è vero, però anche no, perchè in questo modo finiamo per “giustificare” tutto, dove anche ‘giustificare’ non è il termine più adatto, ma comnque. Per dire, se Hugo Pratt disegnava qualcosa su Coreingrasso, a me mi annoiava lo stesso, perchè Hugo Pratt non mi piace. Che a quanto pare è colpa mia, ho chiesto in giro, dice che è bravo.
    Ora, la verità che Harlock ha tirato fuori è un’ altra: mak che a sera a sera ti sbuca su msn o via mail e fa “Allora? Stai a lavorà per core? EH?!” quello si che è snervante e rischia di compromettere diverse cose, tra cui la sanità mentale, poi è ovvio che ti va in loop il cervello e allora ripeti per 32 volte il mezzobusto.

    [Rispondi]

  36. Commento di Harlock — 27 febbraio 2009 @ 12:34
  37. Manlio,
    la verità è che la cosa di cui sopra il mak l’ha fatta una volta sola (o due? Boh.) e l’ha fatta su mia richiesta (di spronarmi a muovere il culo, che mi conosco).
    La mia era poco più di una battuta, dunque.
    Son io che mi imparanoio facile quando ci stan di mezzo le promesse.
    E le aspettative, soprattutto.
    Comunque mak sa, e tanto mi basta.

    LA ripetizione del mezzobusto poi non c’entra, è solo funzionale a QUESTA storia.
    E’ una storia che parla (anche) del tempo che manca, ci potevo disegnare 32 volte un orologio invece del mio faccione e veniva bene (o male) uguale.

    E ti ringrazio per aver citato Pratt e me nella stessa frase.
    Che se non ti piaccio come non ti piace lui lo prendo come un complimento. ;)

    [Rispondi]

  38. Commento di manlio3 — 27 febbraio 2009 @ 13:06
  39. quella sui 32 mezzibusti era una battuta.
    quella su hugo pratt no. Non posso dire se mi piace quello che disegni basandomi solo su questa storia, ma mi piace la capatosta che hai, bravo!

    [Rispondi]

  40. Commento di Gas — 27 febbraio 2009 @ 13:35
  41. Si, il disegno ripetuto 40 volte potrebbe risultare vagamente noioso e claustrofobico ma mi sembra di capire che fosse il risultato che harlock cercava, quindi OK!
    Il testo mi è piaciuto

    PS: se mi accostassero a Hugo Pratt, probabilmente organizzerei un party x festeggiare!

    [Rispondi]

  42. Commento di Leon — 27 febbraio 2009 @ 14:05
  43. @ Harlock: devo essere sincero. A me che il Signore mi ha insegnato a disegnare con la destra e poi mi ha fatto due fottutissime mani sinistre, è piaciuta. Ma a parte gli scherzi. Le 1478 raffigurazioni della tua persona, mi hanno trasmesso quel senso di “stasi” (no Alberto, quello di Garlasco), di un cervello che vuole trasmettere alla matita qualcosa, ma non riesce. E mi piace anche il contrasto del testo, a mio parere notevole, che invece va dritto nel senso opposto, proprio come un fiume in piena, spazia padrone in un ambito noto, spavaldo e consapevole delle sue capacità. Insomma, per me, ottimo lavoro.

    @ Gas: ti ho detto che io sono il tuo moderatore, chette sei ‘gnurante come na motozappa in disuso.
    E poi ricorda due cose:
    1) se un giorno ti accostano a uno che si chiama Hugo Pratt, probabilmente tu starai a 90° e con le braghe alle ginocchia. E a un certo punto, quell’accostamento ti farà male. Ma sò che festeggierai uguale, porco.
    2) mentre si diverte alle tue spalle (non in senso figurato), sul più bello ti tirerà uno sculaccione, si toglierà la maschera e ti confesserà che Hugo in realtà non si sentiva proprio benissimo, ma è venuto lui, per farti pagare tutte le tavole che gli hai ricalcato. Sappi che quel lui è Mike. QUEL Mike.

    E voglio chiudere questo lungo post con una citazione di uno dei cervelli più fini e arguti degli ultimi secoli:

    “Per molti versi la professione del critico è facile: rischiamo molto poco pur approfittando del grande potere che abbiamo su coloro che sottopongono il proprio lavoro al nostro giudizio. Prosperiamo grazie alle recensioni negative che sono uno spasso da scrivere e da leggere. Ma la triste realtà, cui ci dobbiamo rassegnare, è che nel grande disegno delle cose, anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale.”
    (Recensione sul ristorante “da Gusteau” di Anton Ego, critico culinario, tratto dal film Ratatouille)

    [Rispondi]

  44. Commento di Rael — 27 febbraio 2009 @ 14:06
  45. sarà che io son sociopatica e maniacale ma a me è piaciuta un fracco. la lunghezza è proprio la sua forza, per me. mi ha fatto pensare a una suite in otto tempi, o un cantautorato. Anche DeAndrè o Guccini scrivevano delle palle lunghissime e noiosissime per chi apprezzava la canzone secca ed immediata.
    Forse perché è nelle vostre corde di autori vedere il disegno, mentre io vedo la scrittura, accompagnata da disegni, boh, sarà un mio limite. :)

    [Rispondi]

  46. Commento di Leon — 27 febbraio 2009 @ 14:23
  47. @ Harlock: comunque, poi, mo ci penso, sta “cosa” fa cagare. Scusa, ma per me è così. (Non è vero, ma visto che per il nostro primo intervento creativo metto ancora la pasta Fissan mattina, sera e alla bisogna, un pò sta cosa che azzecchi il primo colpo mi scoccia).

    Lo so regà, io sono così. Non riesco a non cazzeggiare.

    scusate.

    addio.

    per sempre.

    gas chi legge.

    addio.

    scusate.

    [Rispondi]

  48. Commento di Harlock — 27 febbraio 2009 @ 15:01
  49. Ragazzi, vorrei chiarire un equivoco, e spero che ciò che sto per dire non suoni in alcun modo presuntuoso (e se sarà pazienza, voglio correre il rischio).

    Quel senso di “stasi” che dice Leon e la mano che non si parla con la testa era proprio ciò che intendevo trasmettere. Vabbé, che speravo dai.
    L’indecisione grafica.
    Non dico che ho disegnato male “apposta”, non ho ancora questo controllo sulle mie capacità, ne devo mangiare ancora di biada.
    Ma io sono così, sono un irrequieto.
    Dico solo che se avessi voluto disegnare “bene” AVREI disegnato bene, mi sarei preso il tempo (hehehe).
    Io so disegnare, ok? E scusatemi, è che su questo tasto m’avete un po’ ferito l’orgoglio.
    Campo disegnando, e mi pagano per farlo, e non lavoro esattamente per Antonino Cirillo editore (se esiste un Antonino Cirillo editore mi scuso in anticipo, non era mia intenzione).

    Ma il punto è proprio lì, se ho tempo e tutto riesco a fare un bel disegno, funzionale a una storia, conosco tutti i trucchi (diciamo molti, và. Anzi, alcuni. Vabbé ne conosco un paio ma funzionano, VA BENE?:))

    Ma non avendo tempo, è quello il guaio.

    Mi manca (e mi servirebbe) quella spontaneità che ha mak o che hanno certi qua sopra di prendere in mano la matita o la tavoletta e di dire buona la prima.
    Io invece per fare un disegno che sia a posto lo devo rifare minimo sette volte.

    Sento la mancanza di una calligrafia autenticamente istintiva.
    Ma ciò non deve impedirmi di provare a fare cose, di mettermi in gioco.

    Questo era il senso.

    Di quest’esperienza poi mi interessava soprattutto vedere se riuscivo a mettere un testo in relazione a un disegno e far filare il tutto, e mi serviva mak per farlo.
    Perché mi ha salvato dalla mia pigrizia dandomi delle motivazioni.
    E solo per questa cosa gli sarò grato molto, molto a lungo.

    Comunque il commento di Leon è uno dei più belli che abbia mai ricevuto, in generale.
    E pure quello di Rael.
    Ringrazio commosso entrambi, davvero.

    [Rispondi]

  50. Commento di Dirk — 27 febbraio 2009 @ 15:23
  51. @Leon: ma dai, qui nessuno fa il “critico” (io poi sarei proprio l’ultimo che nello specifico descritto da Harlock potrei parlare) ma partecipiamo.
    Magari si strafà (come il mio commento sui punti e le virgole) ma è per contribuire e virtualmente il rischio è di apparire prolissi e presuntuosi.
    Pensa se stessimo tutti nella casa del grande fratello: ma sai i bicchieri e le bottiglie che volavano insieme ai sacramenti?

    :-D è che siamo tutti de Core…. ;-)

    [Rispondi]

  52. Commento di Antonino Cirillo — 27 febbraio 2009 @ 15:29
  53. Ualiò, ch’ sfaccimm’ vulissi ‘ri? Ca’song’ nu bucchin’ re’ editor’?
    Uainott, buttuner, abbuttunat’ a frachètt, stu scupin’i'ciess’asciutt.
    Mannacc’o pataturc, mannach.

    cordiali saluti.
    Antonino Cirillo

    [Rispondi]

  54. Commento di Harlock — 27 febbraio 2009 @ 15:39
  55. HAHAHAHAHA.

    Oddio, mi sento male, c’ho le lacrime.

    Dott. Cirillo, non era mia intenzione, hehehe.
    Mi scuso se l’ho offesa, mi sono lasciato trascinare dall’enfasi della discussione.

    La realtà è che la stimo e che spero di lavorare presto per lei, era solo l’invidia a parlare.
    Conosce la favola della volpe e l’uva, no?
    Mi scusi ancora.

    (e c’ha pure la mail acirillo@wind.it, ho controllato.
    Fosse mai che esiste davero?:))

    [Rispondi]

  56. Commento di Leon — 27 febbraio 2009 @ 15:44
  57. @ Harlock: “Comunque il commento di Leon è uno dei più belli che abbia mai ricevuto, in generale.”
    Di quale commento parli, maschio? Del #22 o del #24? ;-)
    Minimo mi devi invitare al tuo blog (segna Leon+1)

    @ Dirk: lo so amico, capisco quello che intendi, ma mi fra-intendi. Se io personalmente sono qui è proprio per le critiche. Perchè si migliora un pò, e poi sono sempre un buon motivo per abbottare di mazzate Gas, anche se è più bravo di me (perchè lui c’ha l’arte in mano, io no). Non mi rivolgo neanche a nessuno in particolare, dico solo che se questa è una palestra, come dice Mak (a leccare il capo non sbagli mai eh? che detto tra noi sta cosa della palestra è pure na cazzata per me…), se prendo un pugno e uno mi dice “aò sei un coglione, i pugni non li devi prendere, che fanno pure male” mi serve a poco. Se uno invece mi dice “aò sei un coglione, i pugni non li devi prendere. Quando arrivano piega le gambe, alza i pugni, schiva, esci a sinistra, ruota il piede d’appoggio e scarica un gancio”, forse la prossima volta, se mi ricordo, cerco di applicare e non ripetere l’errore. Magari lo prendo lo stesso, ma magari il 100° lo schivo. Tutto qui. La critica è il core di tutto per me e qualsiasi critica è valida, purchè sia motivata bene, così da offrire a chi la riceve qualcosa in più, per poi farne (se lo si vuole) tesoro.

    PS: Antonino Cirillo ero io. Lo sò regà, non sò che divve…

    [Rispondi]

  58. Commento di Harlock — 27 febbraio 2009 @ 15:50
  59. Leon, sei il mio nuovo personalissimo idolo, sappilo.

    E non per Antonino Cirillo.
    (che un po’ ce sò rimasto pure male…:))

    [Rispondi]

  60. Commento di Estebans — 27 febbraio 2009 @ 16:27
  61. e no.

    io m’aspetto questa tua predispozione alla scrittura ti salti fuori dal naso o dalla bocca, si metta in ginocchio sulla scrivania e morda senza pietà la tua mano.

    quella che disegna.

    le imponga non solo la sperimentazione abbreviante della riproduzione warholiana, ma anche lo studio e il sacrificio.
    e che ogni accenno al semplice moccismo narrativo venga allontanato dall’anticamera del cervello non appena accenni a spinervi dentro la punta del naso.

    e no.

    il sobbollimento narrativo deve anche mettersi ad angolo di strada e *non* tirare su, per un passaggio, la voglia di disegnare, se questa non si è presentata all’appuntamento col gratuito autostop con i controcoglioni nello zaino ed un elastico di spugna intorno alla fronte per succhiare il sudore e lo sforzo.

    in pratica, questa libera riserva -coreingrapho- dovrebbe indurre a diventare eccellenti indiani dalle frecciate infallibili, non toriseduti che dicono “m’impegnerò domani”.

    poi però ci rifletto, e il fastidio per un disegno forse tirato via s’annacqua un po’ e vado di scroll a ritroso, ad applicare una maggiore disponibilità ad una seconda lettura.

    e penso: forse era questo il senso e la reazione che volevi provocare.

    sì?

    E.

    [Rispondi]

  62. Commento di Harlock — 27 febbraio 2009 @ 16:54
  63. Este, sinceramente.
    No. :)

    Non sono così bravo né così arguto da causare scroll a ritroso o che so io.
    Ho solo cercato di fare la mia cosa.
    Senza nemmeno stare a pensarci troppo, ti dirò.
    Però se a te fa questo effetto, ben venga, vuoldire che m’è riuscito di prendere due piccioni con una fava senza manco usare la fava. ;)

    Che poi, sai.
    Stare a discutere sulle intenzioni, a posteriori, è sempre una cosa utile fino a un certo punto, secondo me.
    E’ il nostro lavoro che dovrebbe parlare.
    Poi c’è a chi piacerà (com’è successo) e chi ne coglierà determinati significati perché ha una sensibilità più vicina a quella dell’autore.
    E a chi non piacerà (com’è successo) perché ha un tipo di sensibilità diversa o apprezza semplicemente un altro tipo di.

    Il fatto dello scroll a ritroso infatti, e del tornare indietro e applicare una maggiore disponibilità non dipende da me, son sicuro.
    Dipende da te.
    Depone a favore della tua attenzione come lettore e della volontà di approfondire e dare una possibilità onesta ed attenta ad una cosa prima di esprimere un giudizio.
    E’ una tua qualità, che probabilmente deriva anche dal tuo essere autore.

    Io non centro niente.

    [Rispondi]

  64. Commento di [emo] — 27 febbraio 2009 @ 18:05
  65. E’ la prima cosa disegnataescritta di Matteo che leggo ed è la prima che mi piace.
    Però devo ammettere che mi piace perchè conosco Matteo (un poco, non tanto) e di lui conosco l’onestà intellettuale e l’urgenza espressiva, sia grafica che verbale.
    Ora quest’urgenza s’è fatta graficoverbale, fumettistica e ne sono contento.
    Sono un po’ meno contento di come si disegna bello :asd:

    [Rispondi]

  66. Commento di Harlock — 27 febbraio 2009 @ 20:42
  67. @emo
    ’stardo.
    Si vede così tanto..?:)

    [Rispondi]

  68. Commento di makkox — 27 febbraio 2009 @ 22:40
  69. Ci sono due tipi di commento espressi qui su Core, noto.
    Entrambi vengono definiti “critica”. Questo è un errore.

    Quando si dice: la storia fa cagare o m’è piaciuta da morire, noi si esprime un’opinione e le opinioni valgono tutte uno.
    A mio parere non mettono e non tolgono. Almeno il più delle volte è così.

    La critica è roba diversa. E’ oggettività e la si applica alla parte meno artistica: quella più artigiana. Ovvero quella parte che determina l’efficacia del lavoro.
    Fatta salva l’intenzione dell’autore di comunicare il cazzo che gli pare (e ognuno giù con la propria legittima opinione su quel “cazzo” e alla fine l’autore ci si può pulire il culo con le opinioni e non c’è nulla di male) la critica è un’analisi di quanto il metodo (disegno+scritto) abbia funzionato MECCANICAMENTE.
    Ecco: quest’ultima accezione di critica, quando onesta (non sincera, che a esser sinceri, a dire “a me mi stai sul cazzo e non mi piaci” ci vuol poco) quando onesta, dicevo, la critica è un dono prezioso.

    Prendersela di culo come ha fatto harlock è proprio da cretini!
    (hehehehehe… scherzo. mejo dirlo va…)

    [Rispondi]

  70. Commento di manlio3 — 27 febbraio 2009 @ 23:05
  71. mak, io non credo di essere capace di fare una critica, perchè io di femetto e della sua meccanica ne capisco poco: io sono istintivo quando disegno, figurati quando devo dire se una cosa mi piace di più o di meno. In questo modo, è ovvio, cambio parere facilmente, perchè magari ripenso a cose, rivedo, capisco (o non capisco) e quindi l’ oggettività dove me la infilo? dimmelo? dammi anche solo un indizio… quindi, avviso tutti, continuerò a sparare cazzate free.

    [Rispondi]

  72. Commento di Harlock — 27 febbraio 2009 @ 23:09
  73. Comcordo su tutta la linea, capo.

    E infatti io non me la son presa di culo, t’assicuro.
    T’ho detto prue che mi son divertito, ’stardo..:)

    Mi son lasciato trascinare da una sana partecipazione, questo sì, ma perché mi sembrava che la discussione, a un certo punto, diventasse interessante sul serio.
    E ho cercato di fornire le MIE motivazioni sulla “meccanica” o sulle intenzioni, tutto lì (anche perché me ne sono state attribuite alcune che mai avrei pensato, soprattutto belle).
    Quindi vuoi sincerità?
    L’unico commento che mi è stato sul culo è stato il n. 2 perché lì per lì non vi ho letto né critica né opinione, ma solo provocazione fine a sé stessa, e con quella ho qualche problema, lo confesso (sì, ci casco sempre come un pirla).
    Poi ho capito come funziona il giochino e soprattutto ho visto che il Manlio è uno che sa anche prenderle con la stessa onestà con cui le dà.
    Per cui altro che prendersela di culo.

    Quand’è che lo rifamo?
    ;)

    [Rispondi]

  74. Commento di manlio3 — 27 febbraio 2009 @ 23:12
  75. harlock, segretamente t’ ho sempre amato.

    [Rispondi]

  76. Commento di Harlock — 27 febbraio 2009 @ 23:18
  77. Dillo piano, Manlio.
    Che poi qua è capace che scattan le gelosie.

    [Rispondi]

    jd Risposta:

    per voi due mi metterò in modalità gaia on.
    promesso.

    ;)

    [Rispondi]

  78. Commento di makkox — 27 febbraio 2009 @ 23:22
  79. occhio harlock
    mò ti frega con la promessa di verze.

    bastardo… lo fa con tutti…
    tutti…

    [Rispondi]

  80. Commento di Harlock — 27 febbraio 2009 @ 23:23
  81. No, ma.
    Bella la critica costruttiva, eh?

    MA andate a cagare, và..:)

    [Rispondi]

  82. Commento di Skiri — 28 febbraio 2009 @ 08:26
  83. E’ proprio vero che ad Harlock viene più facile scrivere che disegnare.
    Usando lo stesso tempo in cui è stato a commentare qua, un altro avrebbe disegnato una striscia verticale di due metri.

    ;-)

    (nota per le ragazze: Harlock, dal vivo, è più bello che nei disegni)

    [Rispondi]

  84. Commento di makkox — 28 febbraio 2009 @ 08:44
  85. Mi meraviglia come non abbia ancora aperto un Privée questa quissù.
    bah
    ;)

    Tornando alle tue capuzzelle, matteo, che me le stavo riguardando, volevo dirti che tra i vari stili mi piace decisamente quello della numero 4 dall’inizio.
    Così. Come m’è venuta te l’ho scritta.
    Non serve a nulla come indicazione, ma un dato in più è meglio di un dato in meno.

    [Rispondi]

  86. Commento di Harlock — 28 febbraio 2009 @ 09:18
  87. @skiri: in effetti, a dir la verità…quando devo fare una cosa e ho 24ore di tempo per farla passo 23 a struggermi e a rimandare e a pensare a come.
    Poi negli ultimi dieci minuti prendo il foglio e ZAC!
    Faccio tutto.
    Scoprendo che bastavano dieci minuti e mi son struggiuto( strutto..?) per niente.

    Sono molto zen in questo.
    Sono zen con la rincorsa, diciamo.

    (e sì, è vero, son più bello.
    Ma tanto non c’avrei tempo…HA!)

    @mak:
    ecchelo là.
    Tra tutti gli stili mi va a beccà l’unico fatto con PS col filtro “timbro”. :)

    (scherzo, eh?
    Però, adesso che lo guardo bene….in effetti sembra proprio….azz…!!
    Potevo farlo col filtro timbro sul serio e me risparmiavo un altro disegno….ma pork..!)

    [Rispondi]

  88. Commento di eNZO — 28 febbraio 2009 @ 14:05
  89. allora io PENZO che il disegnietto è cosa di RACCONTO come le parole ma a LINEETTE.
    Una lineetta che trema è perché il cuore ha la febbre. E si APRE tutto un mondo addolorato.
    Poi le parole possono DIRE di mondi di FATE o di BUTTANE ma non importa, è l’occhio che legge
    i SEGNI. Ulderico m’ha spiegato che pure LE parole sono segni.
    Ecco. secondo me (eNZO).
    DI un ALBERELLO ogni FOGLIOLINA ha la sua NECESSITA’ perché è tutto un UNICO respiro. Ecco perchè mi piace l’albero. E’ il suono del MONDO che canta INTONATO.
    ciao da eNZO

    [Rispondi]

  90. Commento di Harlock — 28 febbraio 2009 @ 14:49
  91. Cazzo, Enzo.

    M’hai commosso, ci credi?

    [Rispondi]

  92. Commento di Skiri — 28 febbraio 2009 @ 16:12
  93. Va bene, non sono famosa per prenderci sempre.
    Con eNZO non recepivo.
    Ora invece sì.

    [Rispondi]

  94. Commento di maria — 28 febbraio 2009 @ 16:33
  95. …ma chi è quella meraviglia di eNZO?
    sei tu, MAKKOX?
    è qualcuno di voi?
    …mammamia…

    [Rispondi]

  96. Commento di makkox — 28 febbraio 2009 @ 17:11
  97. no, non sono io.
    eNZO è eNZO.
    e son contento che esista.
    davvero, non tantoper.

    [Rispondi]

  98. Commento di Leon — 28 febbraio 2009 @ 21:35
  99. eNZO, nel mio immaginario ce lo hai lungo poco meno di un metro e con la punta a forma di penna stilografica.
    Se disgraziatamente non è così, ti prego, non distruggere i miei sogni. Non cacciarlo mai fuori in mia presenza e lasciami sognare. Bravo. Davvero.

    [Rispondi]

  100. Commento di manu — 1 marzo 2009 @ 00:40
  101. @ Harlock, A me è piaciuto il monologo, la ripetitività ossessiva del mezzobusto un po’ meno, sinceramente non so quanto sia funzionale al monologo stesso, forse avresti potuto dare un ritmo migliore anche con meno disegni, o forse sarebbe stato interessante fare vedere il disegno che si forma, un po’ alla volta strato dopo strato.
    manu

    [Rispondi]

  102. Commento di Giorgio — 1 marzo 2009 @ 01:35
  103. Senza voler offendere nessuno, ma questo non mi è piaciuto granché. Vengo qui aspettandomi comunque di trovare del fumetto, non un post da blog corredato di un disegno ripetuto.

    Ma sono sicuro che Harlock saprà fare di meglio, perché se Makkox ha fiducia in lui ce l’ho anch’io. Però che ci disegni qualcosa, insieme alle riflessioni personali… e se proprio avanza, anche una storiella, magari…

    L’unica parte che mi ha interessato è quella della lunghezza del tavolo. Lì stavi iniziando a raccontare qualcosa. E’ durato poco.

    Non so cosa darei per saper disegnare… tu che lo sai fare, fallo.

    [Rispondi]

  104. Commento di makkox — 1 marzo 2009 @ 07:23
  105. Son d’accordo con giorgio su una cosa che voglio rendere esortazione: Ora Produciamo Qualche Storia e i cazzi nostri cerchiamo di farli uscire di là! attraverso le storie, intendo.

    St’esortazione la rivolgo in primis a me stesso, eh!
    che poi harlock dice che lo martello.

    [Rispondi]

  106. Commento di Harlock — 1 marzo 2009 @ 08:57
  107. Concordo e sottoscrivo.

    Questo era poco più di un aperitivo, e per certi versi un esperimento.

    E per quanto riguarda le storie.
    Makkox SA.

    @manu: interessantissima la tua idea! Però potevi telefonarmi prima invece di tenertela tutta per te e adesso venire a fare il figo nel commento, eh?
    :)

    [Rispondi]

  108. Commento di manu — 1 marzo 2009 @ 14:05
  109. ;P

    [Rispondi]

  110. Pingback di Coreingrapho » La rivista che sarsa e procrastina. Nuovi coreographi: Emanuelesi/Rael e Harlock — 4 marzo 2009 @ 14:22
  111. [...] fumetto, arte, varie ed eventuali che vale, da sola, il prezzo del biglietto. Harlock, invece, è entrato a gamba tesa nella fuffa ombelicale, facendo reiterato scompiglio scompiglo scomppiglio [...]

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