BFOM (Best Friend Of Mine): Marta - BFOM -Marta (ita/en)
febbraio 27th, 2009
Questa non posso evitare di giocarmela con un certo orgoglio.
Tempo fa si parlava con Skiribilla (chi non la conosce?) che attivamente collabora con Core nella composizione di coppie creative, quanto sia difficile trovare disegnatori in par numero degli sceneggiatori.
Laura Scarpa (e CHI non la conosce?) (inizia a sembrare un numero di Gianni e Pinotto o il subliminale richiamo al payoff del blog di un amico mio) dicevo: Laura in una discussione simile, tempo fa, nei commenti a un post nel Blog di Blue (sigh! che bei ricordi), sosteneva che sceneggiatore e disegnatore si devono trovare da soli, annusare come cani, mordersi, rispettarsi, accoppiarsi (artisticamente).
Io dico che ’ste copule, avendo la giusta sensibilità, possono anche esser combinate. Non forzate, ma combinate.
Be,’ in questo caso specifico, aveva ragione Laura (e si sa quanto mi pesi dirlo!).
Rael (Barbara Delfino) una scrittrice e Emanuelesi (Emanuele Simonelli) un illustratore, s’incontrano e non ho idea di come sia successo, visto che non sembra esistere altro agente che il web, il caso, il desiderio e l’intuito.
Considerando che una vive vicino Torino e l’altro a New York e non si conoscevano prima…
be’, la tesi di Laura mi fa un culo così.
Conoscevo già la Delfino, mi piace come scrive, asciutto, misurato. Non conoscevo Emanuelesi e m’è cascata la mascella quando ho visto le sue cose.
Ora sono entrambi al lavoro su questa serie di brevi istantanee narrative (Carveriane aggiungo coraggiosamente io) che si intitola BFOM (Best Friend Of Mine).
La prima è questa a seguire: Marta.
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Tutta le tavole della serie BFOM – All BFOM strips






c’avevo ragioneeee, c’avevo ragiooooneeee! mi piace, conosco solo perweb laei, mai visto lui e mi piace ’sta coppia! :D per fare un piacere a Mak dirò HA! (e lui lo sa).
qui sembra che non si graffi, invece sotto sotto…
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p.s.
uno è che mi piace l’insieme, non bei testi o bei disegni, il racconto per come fila come corpo unico.
due ma magari c’avrai ragione anche tu, mak, e riesci a fare accoppiare due teste giuste… le vie del fumetto sono infinite ;)
[Rispondi]
avere come primo commento LaLaura e pure in positivo, be’, ora lo stampo e lo attacco al muro.
(era positivo, vero? vero? qualcuno mi rassicuri)
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Io l’ho letta in anteprima, senza introduzione e senza sapere di chi fosse, e me la sono “goduta”…
“è di una donna, ve’?”
“perchè si vede tanto?”
“vedere, no! ma c’è una sensibilità diversa”
Scoprire che questa donna fossi tu, è stata una bella sorpresa… sono contenta
e sono sicura che non ti “azzanneranno”, non perchè sia tu, ma perchè c’è poco da azzannare qui.
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certo! :))
[Rispondi]
Elia, che rispondere ai complimenti? Colpiscono al cuore, quello sì -e mettono strizza per la prossima strip-
forse è più facile ribattere alle critiche, alle considerazioni mizz ‘e mizz. Più “comodo”.
Qui, ate soprattutto, ci può stare solo un grazie. anzi, IL grazie.
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Braviii!
E occhio, chi azzanna Rael lo mordo.
[Rispondi]
Questi due assieme fanno paura.
(Emanuele Simonelli non lo conoscevo, ma così, sul momento proporrei di mozzargli le mani per evitare che possa continuare a indurre crisi di scoramento e di ‘questo gioca su un altro livello’ a chi s’accosta alle sue immagini, ecco.)
[Rispondi]
Eh, ma che tremenda questa striscia.
Bella da matti, con la scena finale che è una enorme strizzata allo stomaco.
Brava Bà, davvero. E bravo Simonelli che ha interpretato il tutto con grande sensibilità e attenzione ai particolari.
(Ohi, ma lo so pur’io che è meglio che sceneggiatore e disegnatore si scelgano per i fatti loro contando su empatie, simpatie a pelle anche solo per due parole scambiate, lavori già visti di entrambi e quant’altro, come no. Meglio ancora sarebbe poter fare tutto da sé. Ma le variabili esistono e il mondo dei fumetti ne permette una quantità infinita. Per quello credo che per Core ci stia anche il formare coppie “improbabili”. Senza fretta, eh.)
:-)
[Rispondi]
Qui, come nella strip di Harlock (poi faccio copia/incolla e lo scrivo anche di là), ho trovato una notevole qualità nei testi e una qualità meno notevole nell’estetica. Eppure il signor Emanuelesi è un grandissimo artista, come pure il signo Harlock. Ma le loro illustrazioni in questi due casi sembrano ammiccamenti completamente fagocitati dai testi eccellenti.
Che cavolo, persino gli editoriali di Sofi sono accompagnati da immagini bellissime!
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Un’istantanea di istantanee.
M’è piaciuta moltissimo, complimenti. :)
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@tosto
che poi simonelli, se posso permettermi, è un grandissimo esempio da seguire, perché è molto più avanti di testa che di mano.
La mano s’adda ancora fa, si notano nei suoi disegni delle approssimazioni, delle “rigidità” e dei topoi grafici (da stili diversi) che sicuramente perderà nel tempo per divenire totalmente Sè.
Quel che deve essere di stimolo per tutti è l’ambizione della mente. Lui con la testa è già al pari con i grandi dell’illustrazione a cui si riferisce e non ha timore di giocare a quel livello.
In una parola: un predestinato alla grandezza.
come? non era una parola, erano quattro?
“topoi” l’ho letta sul sito di Rrobe?
e vabè, ma se ogni volta che uno inizia un discoso serio, voi rompete i coglioni…
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Madò… sono qui che mi arrovello se sia il caso di dire quello che vorrei dire o no. Eppure Mak l’altra volta ha dato una scossa e ora non so perché ma ho delle remore nel non unirmi al coro. La storia, no è bella… è solo perché sono tardo che la prima frase, anche se letta e riletta nel contesto, mi porta fuori strada e infatti la prima volta non avevo capito, alla seconda si ma con uno pò di sforzo. Poi interpreto: forse vuol dire che lei è talmente dipendente dal lui che ancora adesso regola i suoi tempi su quelli dell’uomo e quindi dice “ti devo lasciare, è l’ora in cui torna e io devo cucinare”? Va bene ma…
Posso anche dire una cosa sul disegno? Ma in generale, vé: le matite sembrano mal adattarsi al web ma questa è una considerazione tecnica… sulla carta si ma sullo schermo sembrano fuori posto. Insomma se devo dì che me piace nun lo dico… però sò gusti eh! E si sa “de gustibus non est sputazzellam”
[Rispondi]
@dirk
mi dai occasione di esprimere una considerazione che avevo confidato a Rael e che poi m’è sfuggita di mente quando ho scritto il commento.
l’ambiguità utilizzata benissimo in due punti precisi del racconto (quello di cui parli tu, dove lei nota si sia fatta l’ora del rientro di Lui, e l’altro: “lavori tutto il giorno, fai la spesa…” dove sembra parlare di se stessa impersonalmente invece è un vero TU rivolto all’amica. o almeno io l’ho letto così) funziona meglio in inglese che in italiano. Soprattutto al punto uno: lui che sta per rincasare.
mò lo dico, occhio che vado:
secondo me in italiano è tradotto male (nel caso il racconto nasca in inglese) oppure rende peggio (ARGH!).
la differenza è tutta nell’about che in inglese suggerisce un ipotesi, una probabilità, un circa boh. In italiano manca quel pizzico subliminale di dubbio.
Capitato anche a me che a leggermi tradotto, poi corregga l’italiano.
posso sbagliare eh! (ma è davvero difficile)
come l’avrei scitto io?
male.
io ti faccio vedere dov’è il forellino nella ruota che fa quel psssssss quasi inudibile ma fastidioso, ma non so aggiustarlo.
[Rispondi]
ma io forse riscontro un’altra cosa: hai ragione sul passaggio da inglese a italiano perché forse (dico forse) poteva essere “Si, più o meno è l’ora in cui torna a casa” ma soprattutto (e qui entra in ballo credo il fatto puramente tecnico dell’espressione attraverso il fumetto) ci voleva il punto (affinché la considerazione del ritorno restasse a se per poi stupire nel finale) e forse, senza nuocere al racconto, poteva essere “ora devo lasciarti” che avrebbe lasciato il dubbio del perché. Comunque lo dico a tutti, io sono l’ultima ruota del carro e queste considerazione le faccio più per mia scuola che per critica… sono qui per imparare! :-)
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Io l’ho letto subito in italiano, e l’ho trovato perfetto proprio grazie all’ultima frase, spiazzante e rivelatrice; è una “follia” tipica che colpisce spesso le donne adulte abbandonate da un marito dopo anni di matrimonio, e che le fa vivere per lungo tempo come se lui fosse ancora in casa, mantenendo le stesse abitudini e riti.
Si potrebbe definire “continuare ad accender ceri davanti a un altarino vuoto” ;-D
Mi è piaciuto molto, tutto; sia il testo che il tratto. Sono molto fiera di Rael, e complimenti a Emanuele. E un bacio a Makk.
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io l’ ho letta in italiano, e mentre leggevo purtroppo avevo sgamato l’ imbroglio o il quiproquo o l’ equivoco o come lo vogliamo chiamare, che a me accanito lettore di gialli, m’ è sembrato poggiare su basi instabili. e quindi con me non ha funzionato…
[Rispondi]
vabbè commento di qua e non di là, anche perché di là non commenta mai nessuno… comunque non ho capito, mi spieghi?
[Rispondi]
Grandissimi!. Il riferimento a Carver è più che meritato…
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Anche se non si “dovrebbe”, mi spiace se rovina la magia, o la propria interpretazione, ma nessun noir, nessun giallo. Anzi.
Per la traduzione, nasce in inglese, per rispetto a Emanuele che vive a Ny. Jd ha fatto il possibile, ma probabile che abbia, come tutti noi, interpretato. A me va bene. Si impara sempre.
[Rispondi]
Carina la strip, ma Rael sa essere molto più graffiante e incisiva, e senza dubbio lo sarà
[Rispondi]
Rael mi piace troppo come scrive e quindi ogni commento da parte mia su di lei stavolta risulterebbe davvero superfluo perché… lei già sa!
Però siccome mi piace un casino essere superfluo – e soprattutto SCRIVERE cose superflue – prima di andarmene da qui non posso fare a meno di dire… BRAVISSIMI! Ad entrambi. ;-)
[Rispondi]
io non ho (voluto) interpretare perchè m’ha preso lo stomaco da subito e non l’ha mollato fino alla fine.
anzi, ce l’ha ancora.
se qualcuno gli dicesse di restituirmelo, mi farebbe un gran favore…
[Rispondi]
ehm vabbè non mi spieghi allora provo a interpretare io… lei è la mamma?
[Rispondi]
Abt, io non ti capisco. È questo che insegnano alla Holden? Avere, pretendere una spiegazione di cosa si legge? Come le pecore in prima elementare? Non fai prima ad ascoltare cosa senti tu, invece di volerlo sapere da me? No, non è la madre. Io non ho inteso fosse la madre, ma se a te fa piacere sia la madre l’interlocutrice (anche se il dialogo cozza pesantemente con ’sta interpretazione) allora che la madre sia. Mitì Vigliero ha dato l’interpretazione più vicina possibile alle mie intenzioni, e Makkox ha esemplificato il dialogo azzeccandoci molto se non parecchio, ma qua non c’è la gara a chi la indovina prima. No, non è un noir o un giallo, ma se vi piace giocare a Indovina Chi? nessuno lo impedisce. Parla con la madre? No, non ci parla, ma se a te fa piacere, allora che lo sia. Parla del proprio uomo andato via ma non vi viene il sospetto con CHI se ne sia andato? Non è un problema, non è fondamentale. Non a caso sto notando che le lettrici non han fatto mezza piega, al contrario di alcuni lettori. Un uomo anche a 50-60 anni, se mollato, generalmente si ripiglia. Di solito “ce la fa”, anzi. Una donna invece è quansi sempre un quadro complesso, un andare dal trasformarsi in puttanone vestito da sedicenne al diventare una suora di clausura con l’unica compagnia del cilicio.
In tutti questi anni non ho mai dato mezza spiegazione di cosa abbia scritto, se non in privato e durante discussioni personali: di certo non comincio ora. Se non capisci, se non ti entra dentro non so cosa farci. Eccetto non dare spiegazioni o mie interpretazioni. Scusa se son stata brusca, ma me l’hai proprio tirata fuori. Sarà che tanti anni d’amicizia mi fan sentire autorizzata a farlo, boh.
[Rispondi]
finalmente mi sono svegliato,
capirete i miei problemi di fusorario…
tanto per cominciare,
grazie belli.
anche per gli appunti sul disegno,
che effettivamente fanno un po’ male, but sono sinceramente azzeccati,
poi, devo ammetterlo.
non sono un gran patito di disegni in serie… come dite voi… fumetti!
voi direte ma che cazzo stai a fa qua.
effettivamente sono qua per provare.
… e imparare che le matite cosi’ crude fanno un po’ ‘mpressione.
ma ormai le ho comprate,
percui anche la prossima storia avra’ sto tono da diario delle medie de’ mi sorella.
o magari riesco a piegarle ai miei voleri…
poi ripensare a sto rapporto testa / mano / testa,
a cercando la giusta sintesi,
a divertirmi,
vedremo, vedremo
e ancora grazie
[Rispondi]
… e imparare che le matite cosi’ crude fanno un po’ ‘mpressione.
ma ormai le ho comprate,
percui anche la prossima storia avra’ sto tono da diario delle medie de’ mi sorella.
o magari riesco a piegarle ai miei voleri…
ennò vabbè se le pieghi col cazzo che le usi: ti fotti la mina. Poi hai voglia a temperare…!
Tsè
[Rispondi]
Che poi io le matite una volte ci ho provato a metterle nel forno una mezz’oretta,
e non e’ che poi facessero meno impressione.
Anzi.
[Rispondi]
@emanuelesi
hehehe, sei cazzuto emanuè, hai resistito 6 righe prima di dire che sticazzi e disegno come mi pare!
SCHERZO!
ho già vatificato sul tuo destino (non toccarti lì, non ti tiro sfiga: sei bravo e acuto e meriti il successo che ne avrai).
sullo stile del disegno non ho nulla da obiettare. mi riferivo al tuo tratto di cui è visibile la curva di maturazione in atto.
poi matite, pennellessa, un savoiardo intinto nel caffè: puoi usare tutto, tu.
grazie per averci (ed esserti) regalato ’sta perla.
@aibteliunsk
non ci credo che non hai capito. o alla scuola holden sei entrato dalla finestra e il bidello non t’ha ancorra sgamato.
scelgo l’ipotesi per cui tu sia dotato d’intelligenza e acume, e devo dispiacermi per averti visto fare il troll.
mi spiace ancor più constatare che rael è meno intelligente di te, visto che è cascata nel tranello come una cazzona.
:)
sempre con simpatia eh!
[Rispondi]
OK, ora cerco di essere serio, giusto per un attimo.
(pero’ qui mi si provoca…).
Comunque, 1) la storia si capisce eccome, ma anch’io ho avuto la pulsione di dover tornare all’inizio.
A controllare se avevo capito giusto (siam mica tutti geni come il manlio).
E a una seconda lettura, ho pensato che alcune sfumature potevano essere poste in maniera
piu’ ambigua, meno fuorviante (io ad esempio avrei messo una pausa fra it’s about the time he comes back home e I have to cook).
Ma sono sfumature, eh – mo’ non m’azzanna’ pureamme’, Rael :-)
Poi io non ci capisco molto, di disegno, ma i disegni li trovo bellissimi (e, Emanuele, sono venuto a sbirciare da te, e ti trovo proprio bravo, sai).
Continuate, please.
P.S.: dimenticavo, mak, lascia stare i topoi, che i paperi a te ti riescono meglio, sient’amme’.
[Rispondi]
tranello? probabile. forse sono una di quelle “i figli so’ piezz ‘e core”. forse son rimasta delusa da abteilung, oppure scherzava e io non ho capito. tutto è possibile. non mi pare di aver detto chissà cosa di strambo o di rivelatore.
[Rispondi]
edpuntoesclamativo e roberto,
non mi e’ sfuggita la vostra ironia tipicamente italiana…
appena mi capita sotto tiro un vostro ritratto v’infilo nelle storie di R. e vi faccio maltrattare a dovere dalle sue Marte. tie’
makkox
troppo buono,
te ti uso per la prossima vignetta con le cose di sesso…
[Rispondi]
ecco, ci siamo quasi. è un po’ che mi stavo chiedendo: ma quando arrivano le ragazze?
tutti uomini alle matite, si belli e bravi, ma le figliole?
oggi rael, ma non disegna, racconta. bene. son contenta.
non è una critica eh, che qui chi vi scrive, con le matite al massimo ci si lega i capelli.
non è che lo frequenti tanto questo fantastico mondo dei fumetti, ma insomma, sto imparando. stiamo facendo amicizia.
ma perché siete tutti uomini?
è una cosa seria che vi chiedo. dieci storie su dieci e nemmeno una signorina alle matite.
non lo so se è un problema mio che poi non ne conosco tante di disegnatrici (illustratrici? fumettiste? fumettare? come vi intitolate?), o se davvero ce ne sono poche.
e ripeto, non è una critica, è solo una riflessione.
(che io ci ho tema di voi)
[Rispondi]
Rael,
stanotte ho letto tutti i commenti e stamattina mi sono svegliata con una consapevolezza:
oltre a JD che traduce in inglese, dovresti trovare qualcuno che sottotitoli per “non femmine”, chiamarli maschi potrebbe risultare poliicamente scoretto.
;)
[Rispondi]
@vudivù
lo sai che me lo son chiesto anch’io?
autrici di fumetti ce ne sono. anche solo appassionate di fumetto ce n’è in giro per il web. e disegnatrici: haivoglia!
però gli uomini son di più. almeno questa è l’iimpressione che ne ho ricavato da due anni di frequenza web.
spè: gli uomini che si espongono ed espongono le loro robe, son di più.
Invece, ad esempio, tra i lettori mi senbra ci siano più donne che uomini, quasi. O le ricordo meglio ché sono più fetenti e appassionate nei commenti.
Sinceramente non so dirti perché su Core ci siano più autori uomini. Timidezza femminile nel proporsi? boh.
Di sicuro quella scema di Tostoini, per dirne una, è ‘na timidona insicura che invece ne avrebbe da dire e farci leggere (hehehe)
Vavè, scherzavo con ’sta storia della timidezza, o meglio: è una cosa vera ma sottilmente diversa.
Quando arriva un autrice (vedi Rael, ed altre ne arriveranno che sono già al lavoro) non si presenta co’ ‘na coppia di sette in mano, ma cala un full.
Non voglio sembrarti sessista, ma tra donne e uomini la differenza in quest’ambito c’è: le donne non rischiano di sbagliare o cazzeggiare. Vogliono presentarsi bene, con qualcosa di solido. Di valido.
Mò che ci penso devo dire che questo l’ho verificato in ogni ambiente minimamente competitivo.
Tanto per esser chiari, a me piace lavorare e confrontarmi con le donne, ma questo era superfluo dirlo, ve’?
[Rispondi]
è vero. bella osservazione. Le donne sono disabili da questo punto di vista: non sanno “cazzeggiare”.
Che a volte è un bene… ma anche no. Limita la creatività.
Una cosa che mi tormenta da anni (e che spesso viene scambiata per maschilismo) è l’idea, la sensazione che, a parte rarissime eccezioni (che appunto in quanto eccezioni confermano solo la regola) che le donne siano meno creative, MA in compenso hanno una maggior precisione e accuratezza di esecuzione. Prendo l’esempio dell’ambito grafico/pubblicitario… è più facile che i creativi più originali e innovatori siano maschi mentre le donne siano “esecutiviste”. Sanno rifinire meglio, curare il lavoro finale in maniera determinata. Non so… ho quest’impressione e nessuno è mai riuscito a convincermi del contrario. Qualcuno sa dirmi la sua in proposito o la risposta a tutto ciò? (che non sia una risposta “gentile” e leccata come quelle di Makkox. Mak, non è che bisogna sempre essere galanti e paraculo con le donne, eh. Sennò la parità dei sessi se ne va a fare in culo. imho)
[Rispondi]
è vero ed: l’ho verificato anch’io. almeno in ambito pubblicitario, sì.
ma non solo.
anche in banca, nelle aziende con cui lavoro, etc.
non è che le donne siano SOLO segretarie o la manovalanza, cioè puramente esecutive, no. è diverso. ed è SEMPRE come sto per dirti.
le donne sono enzimatiche.
risolvono le cose. fanno in modo che il meccanismo giri.
e non è MAI qualcosa di meccanico, ripetitivo, che richieda attenzione al dettaglio e bon.
E’ sempre un’attività creativa. Spesso riconosciuta nei fatti e non nei compensi o nella scala gerarchica.
Mi ricorda l’ambiente militare (almeno quello di cui ho avuto esperienza).
L’ufficiale decide una roba (non parlo di querra, ma di logistica) e poi il sott’ufficiale SI INVENTA come cazzo far funzionare la direttiva ricevuta (il più delle volte una immane cazzata priva di senso pratico e miope della miriade di conseguenze che comporta).
Ho conosciuto e conosco tante donne “sott’ufficiali” in tante realtà lavorative (come ti dicevo prima) e sono quelle che sempre ci troviamo a dire (noi soci quando ci capita di parlarne) “Se se ne va quella, questi chiudono in due giorni”.
Però detta così conferma lla tua tesi che le donne siano ottimi operativi privi di creatività.
No, a parte la difficoltà doppia che hanno a farsi strada in certe realtà dove assumere una donna ci si pensa tre volte rispetto ad un uomo, c’è il fatto (che non è una mia idea: è un FATTO) che una donna deve dimostrare il suo valore 2 volte rispetto ad un uomo. Cioè: se mette nel suo CV “art director” deve portare una valanga di referenze in più rispetto a un uomo.
Se una donna “cazzeggia” è giudicata con severità doppia rispetto ad un uomo.
Non sono luoghi comuni. E’ così.
La mia azienda ha 5 soci. Tre uomini e due donne. La fanno girare loro due, in tutti i sensi.
L’amministratore è un uomo.
L’amministratore ha il terrore di firmare anche solo il conto del bar senza aver chiesto “posso” a quelle due donne.
Capisci ora perché devo scrivere questo commento sotto dettatura?
Infine, io non dò risposte leccate o edulcorate, solo non mi metto a tirare calcinculo alla cecata per dimostrarmi uomo. Se fai così hai un problema, Eddino mio, che lo sai che ti voglio bene, e sei così ddooolce che una volta ti vengo a trovare e allora sì.
Saro duro.
[Rispondi]
@ed e mak:
Potrei smentirvi facilmente, regà.
Ma temo che soprattutto ed la farebbe reintrare nelle sue eccezioni che confermano la regola.
:)
[Rispondi]
IL CAPO DI HARLOZ E’ UNA DONNAA!!!!!!
IL CAPO DI HARLOX E’ UNA DONNAAAAAA!!!!
CHE FIGUREMMER…
hehehe
ok ok
decisamente i maschi cazzeggiano di più.
lo ammetto.
[Rispondi]
eheheh, dai, lo sai che mi piace provocarti ;)
È che te sei sempre così galante…
cooomunque… tornando al discorso della creatività… vero vero vero… sono d’accordo con quello che dici. Ho capito. Ma non si tratta comunque solo di quello.
Premessa: questo discorso per me è un tarlo perchè da sempre ho il pallino della psicologia e di tutto ciò che di scientifico esiste sullo studio del cervello (biologicamente parlando proprio).
Però io non direi che le donne siano “completamente prive” di creatività. Ma che la conformazione del loro cervello sia meno predisposta. Meglio… che sia DIVERSAMENTE predisposta.
Tra l’altro, piccola parentesi: prima che qualcuno mi tacci (stupidamente) di maschilismo… vorrei precisare che la mia osservazione non è un’opinione maschilista. Lo sarebbe se affermassi che la mancanza di creatività è una carenza e un segno di inferiorità. Ma non è così. Chi non è creativo non è inferiore. La maggior parte degli esseri umani non è creativo. Attenzione: io per “Creatività” intendo quella con la “C” maiuscola… non quella di cui siamo forniti tutti e con cui risolviamo inconsapevolmente le milioni di piccole cose nella vita di tutti i giorni… ma la Creatività in ambito artistico che porta a creare qualcosa di veramente Nuovo, Unico e Originale. Quella che ti permette di creare un precedente e di entrare nella storia insomma.
Siamo 7 miliardi di esseri umani… ma non è che si può essere tutti Van Gogh. Chiusa la parentesi
Comunque, tornando a noi… ripeto, confermo quanto dice Mak, Ma non è tutto lì.
Faccio un esempio che spiega meglio quello che intendevo dire con il primo intervento:
mettiamo che venga scoperto un nuovo cantante, bravissimo, originale… che magari si inventa un nuovo genere musicale, un nuovo modo di cantare. Bene, ovviamente entrerà nella storia, com’è giusto che sia. Ovvio, a questo punto, quest’innovazione creerà un sacco di altri interpreti influenzati da questo cantante e creeranno una nuova corrente, una nuova generazione di musicisti che si rifà a questo nuovo genere. Bene… a questo punto è facile che tra questi nuovi cantanti spicchi (e passi alla storia) un’interprete femminile, che magari canta MEGLIO di quel primo cantante originale a cui si ispira. Capite ora che intendo? L’uomo magari ha CREATO la musica… ma è la donna a cantarla meglio.
Magari con questo esempio sono stato più chiaro.
Ecco… secondo me tutto ciò ha una spiegazione scientifica.
Comunque… questa tendenza anch’io l’ho notata non solo in ambito grafico/pubblicitario. Ovviamente. Ma in tutti i campi artistici.
Ora… lasciamo perdere il discorso sulla società maschile che purtroppo in passato ha impedito alle donne di dedicarsi all’arte (un tempo esclusiva solo degli uomini). Probabilmente questo ha creato più danni che altro. Non lo sapremo mai… Ma oggi giorno… le cose stanno cambiando e questa scusa non regge più. Eppure… le donne sono comunque in minoranza.
Rispondendo a Harlock…. Matteo, no in questo caso non parlerei propriamente di eccezione alla regola. La Creatività di cui parlo io è altra. È un gradino un po’ più su. Io parlo di gente che crea qualcosa di Nuovo e non di (seppure) ottimi artigiani che si limitano a proseguire quello che altri hanno già fatto. Io so (se non erro) a chi ti riferisci tu. Faccio un esempio. Prendiamo il caso di una sceneggiatrice di fumetti che scrive… che so… Dylan Dog (tra l’altro io la A-D-O-R-O da morire! Non potrebbe essere altrimenti). Ecco… lei fa ottimamente il suo lavoro artistico (o artigiano secondo alcuni) inventandosi ogni volta una storia nuova, ok… c’è della creatività anche lì, certo… ma il massimo di QUELLA creatività consiste nel creare di volta in volta delle varianti, delle VARIAZIONI SUL TEMA… un tema creato però da Tiziano Sclavi. Inarrivabile. Tiziano Sclavi era un uomo.
Capisci che intendo? In realtà poi… sììì, ok, anche lei rientra in quelle eccezioni di cui parlo, ok ok, lo ammetto… ma fino ad un certo punto.
Lei è sicuramente una Grande.
Ma io sto parlando di Grandissimi. E quelli si contano sulle dita di una mano. E son quasi tutti uomini (a dire il vero, al momento non mi viene in mente manco un nome femminile, ma è perchè sono un ignorantone. Ah no aspè… posso citare il nome di una delle mie pittrici preferite. La Tamara de Lempicka).
[buffa coincidenza: proprio in questo istante la Littizzetto in radio, sta parlando della "perseveranza" che hanno le donne, e soltanto le donne hehehe]
[Rispondi]
mi sto chiedendo in quale momento della storia lavorare con scrupolo e metodo mantenendo sempre gli impegni presi sia sinonimo di mancanza di estro.
non sarà che evitare la fatica si mimetizza facilmente come conseguenza diretta della creatività?
[Rispondi]
quando ho scritto non avevo letto l’ultimo Ed! ma vale lo stesso, anzi.
ah, Ed! parliamo di diabolik e non di quella cagata colossale di dylan dog.
[Rispondi]
amo la donna del commento #42.
[Rispondi]
Che tra l’altro wlllicy estro, ed estrogeni, non son parenti?
Vabbé, non mi avventuro. :)
@ed: e vabbé, se parli di GRANDISSIMI/E, ok. MA allora di cosa stiamo parlando?
Livello Einstein? Frida Kahlo?
Non so, forse bisognerebbe intendersi.
Te parlavi di creatività tuou court, all’inizio.
Ebbene io ho portato i miei dicei cents in base al mio (limitato, ma come quello di tutti) campione statistico.
E, no.
Non mi riferivo solo a tu-sai-chi.
Anche se, pure lei, è MOLTO più brava e creativa di quanto si possa immaginare.
DD è solo la punta di un iceberg molto grosso e sfaccettato.
Io, t’assicuro, sono letteralmente impressionato dalle sue capacità creative e soprattutto dalle condizioni (estreme, estremissime) in cui riesce a tirarle fuori.
E non so se sia (anche) perché è donna.
Ma devo prendere atto che, sì, lo è. Mica è un armadillo.
Anche se a me non piace mai parlare di uomini e di donne ma tuttalpiù di PERSONE.
E vabbé, ho smerdato tutto con lo scivolone retorico proprio alla fine, eh?
[Rispondi]
nun me toccà Dilandogghe che me te magno intera!
;)
P.S.: wallycina “mancanza di estro” suona negativo. L’hai presa come una critica. Ma non lo è.
E comunque sì, l’ESTRO è una cosa, il lavorare con scrupolo e metodo è un’altra. Possono coincidere (in rari casi), ma sono due cose distinte. Quindi PUO’ essere sinonimo di mancanza di estro.
P.P.S.: SKIRIBILLA! Ti ho vista! Hai chiaramente cazzeggiato. Ciò dimostra che sei uomo! Fai outing! dai! XD
[Rispondi]
Non aprirei qui una discussione su DD in quanto è fortemente OT.
Qui si parla solo di lavori originali e non di scopiazzature e smembramenti e rubacchiamenti vari da scrittori anglofoni di genere, misconosciuti ai più, e rivendute come Fumetto.
:)
sempre con ironia e simpatia eh!
[Rispondi]
quindi tu mi confermi che fare una cosa a cazzo di cane è tanto estro, mentre farla bene è poco estro.
e vorrei puntualizzare:
Lemma: ESTROGENO
Definizione agg. e s. m. (biol.) si dice di sostanza che provoca l’estro | ormoni estrogeni, ormoni sessuali, prodotti soprattutto dai follicoli dell’ovaio, che sono responsabili dei caratteri sessuali secondari femminili e del ciclo mestruale.
[Rispondi]
@Wallycina: mmmm scei coshì donnnna!
@ Harlock:
sì, stavo parlando di Einstein, Frida Kahlo ecc. portati come esempi estremi, per semplificare e rendere più palese quello che intendo.
Ma ANCHE di creatività tout court. Ovvio che quando si parla di creatività tout court , più in generale, le eccezioni di cui parlavo si fanno più numerose (ed ecco che vi rientra la nostra sceneggiatrice di DD).
Poi ci sarebbe da portare avanti il discorso che accenna Mak sulle scopiazzature dylandoghiane fatte passare per citazioni, ecc ecc… che altro non farebbero che confermare che più che di creatività, in quel caso si parla di buon artigianato soltanto… ma vabbè, lasciamo perdere. Sennò veramente andiamo troppo OT.
P.S.: comunque con il commento precedente ti sei dimostrato orgogliosissimo. Molto romantico. Non puoi farne a meno di dirlo eh? È bellissimo, sai? :))) ahhhh l’amour…
Vabbè mo vi lascio che devo andare a fare il bucato e la spesa e poi devo pulì casa… e poi shopping. PAAAAAAZZZAAAAAA!
[Rispondi]
Sempre con ironia e simpatia io non parlavo minimanente di DD, infatti.
Solo che ci son cose che non posso dire e altre che non voglio dire.
E comunque mak, scrivilo te DD se sei capace. :)
Non è che basta leggersi i primi tre numeri e applicare tre o quattro cliché rubacchiati qua e là e bon.
E’ un lavoro duro, durissimo.
E anche fosse, non è creatività anche la capacità di (e non è comunque il caso di chi parlo io) prendere, fare proprie e rimescolare suggestioni filmiche e/o visive e/o letterarie per creare un’opera?
E tarantino che fa, per dire?
Poi regà, ve lo ridico, qua bisogna intendersi di COSA stiamo parlando.
Perché “creatività” è come dire “genere umano”, ce sta dentro di tutto.
[Rispondi]
posso dire? Io di lavoro faccio il clown, e nel mondo il rapporto clown uomini clown donne è tipo 1000 a 1, e questo per una serie di motivi che, magari diluiti, possono valere anche per le altre cose, compreso il fumetto, perchè in cui alcuni aspetti fondamentali so gli stessi. Mettendo alla base un bel fattore socioculturale per cui le donne ancora hanno sto problema ad affrontare dei lavori genericamente detti “da uomo”, per lo stesso motivo socioculturale non sanno gestire bene l’ autoironia. Fare il clown vuol dire prendersi per il culo completamente, senza preoccuparsi minimamente di cosa può pensare il “pubblico” (che comprende nella fattispecie anche amici familiari persone a cui “dar conto”) e insomma mettersi completamente in gioco, senza tenere barriere alzate. Ecco, questa cosa, le donne, non la sanno fare, o ci riesce una su mille (sempre nel mondo dell’ arte di strada parlo eh!).
Ora io credo che lo stesso, anche se rivisitato e corretto, accada anche nel fumetto, come in tanti altri campi, e soprattutto in quei campi che in qualche modo sono meno “usuali”, in cui magari c’è più bisogno di tuffarsi alla ceca. Un aspetto della creatività di cui si è parlato fino ad ora, è sicuramente saper sciogliere i propri freni inibitori, mentalmente, e le donne ci riescono ancora male.
[Rispondi]
ehi, testa di cazzo! a chi hai detto che non ho autoironia? vieni da ’ste parti e chiedi in giro cosa è successo all’ultimo che ha detto una cosa del genere.
;-)
[Rispondi]
come volevasi: ce l’ hai, ma non la sai gestire. Già me le vuoi dare!
[Rispondi]
vabbè non posso fare a meno di dare ancora una rispostina.
Harlock, ma che dici! Guarda che Mak non si è letto i primi tre numeri di DD.
Quello ne ha letto uno solo!
Nun ce parlà co’ quello… che tiene la capa tosta. Lascia stare.
XD
Comunque sì, è vero, sono d’accordo… è creatività anche il sapere prendere, fare proprie e rimescolare suggestioni filmiche e/o visive e/o letterarie per creare un’opera [ahahah quanto amo il copia in colla... vedi? sono artista!]
Alt. Tarantino è un cretino [toh, guarda, una rima. So' pure poeta. Ma quante ne soooo!]
Tarantino di buono e creativo (neanche poi tanto) ha fatto PULP FICTION… tutto il resto… no! Tutto il resto è sopravvalutato. E francamente ha rotto il cazzo. Io odio quegli artisti che si adagiano sugli allori e fanno i furbetti… che dopo aver creato una prima opera buona, si permettono di metterla in culo ai fruitori, forti (gli artisti) del nome che si sono fatti.
Tarantino è un Grande… non un Grandissimo. Kubrick era un Grandissimo. Kubrick je fa il culo a Tarantino. Vorrei vederli fare a pugni. Tipo Celebrity Death Match. Sangue! ahhh … ops… sto degenerando. ok. ok smetto… pillole… dove sono le mie pillole… noooo, la camicia con le cinghie noooo no giuro non lo faccio più, noooo la cella noooooo!!!
@Manlio:
Manlio… fai il pagliaccio? IL PAGLIACCIO? ahhhh ma allora si spiega tutto. Sai che sto rivalutando i tuoi fumetti adesso? potresti divenire il mio idolo! Pratt? chi era Pratt?
AH!
scherzi a parte (che trasmissione di merda) Manlio sei un grande: HAI CENTRATO IL PUNTO!
Mi ero dimenticato di parlare dell’autoironia… mi togli le parole di bocca (se c’avevi fame potevi dirlo eh? ti offrivo una pizza…mattuvvedi!).
Quello che dici è verissimo (altra trasmissione di merda). Condivido tutto. È una questione di freni inibitori (e quelle poche donne che ne sono fortunatamente sprovviste fanno grandi cose. Vedi l’amata Littizzetto).
[Rispondi]
se parlate ancora di creatività femminile e maschile appena c’è una donna a scrivere vi inculo tutti, maschi e femmine senza distinzuione… si può dire o il web cenura?
Ho 52 anni, NON NE POSSO PIùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùù di sentirlo, di rispondere a domande sul tema, di vedere mostre del fumetto “in rosa” ecc.
andate a farvi impalare!
ma ci pensate che fanno froci, lesbiche trans bisex ma che avete ancora nel cervello?
accc!
[Rispondi]
ufff :)
mi sono sfogata
pardòn
[Rispondi]
figo lo sfogo Laura… ma non ho capito un’acca di quello che hai scritto XD
scusa.
[Rispondi]
eccola la suffragetta!
[Rispondi]
Laura, e non siamo ancora all’8 marzo, giorno per elezione in cui si sentono le peggio stupidaggini/cattiverie/cazzate.
Speravo che quelli più giovani di noi ci sarebbero arrivati facilmente a non fare più certi discorsi.
Macché. Niente.
[Rispondi]
e le suffragette diventano. chi altro si unisce?
[Rispondi]
e io lo sapevo che a dire ar nano che è basso questo saltava su com’an tappo di sciambagn’!
Lascio perdere il discorso DD. tutto è fatica. ma mica che la fatica vuol dir automaticamente qualità.
dice: ieri ho spalato una tonnellata di merda, mi son fatto un culo così.
Minchia, perché non ce lo rifai alla Biennale?
hehehe
io non ci provo a scrivere DD perché non son capace.
ma non è che non son capace a scrivere.
non son capace a scrivere DD.
dice: un professionista è capace a far tutto.
e non sono un professionista, allora.
ma mica giudico male chi lo è. anzi lo invidio. gli invidio una certa capacità che a me manca.
anzi, sai cosa: molto di quello che dico nasce dall’invidia e dall’insoddisfazione. è fiele, non calcolarlo. abbine solo pena.
neanche inizio la difesa di tarantino che non ne ha bisogno.
ed è un cretino.
a parte quando parla di K.
in quel momento ha un lampo di lucidità
ma è solo un lampo.
cmq, laura, far finta che non ci sia qualche differenza uomo/donna nei fatti e non nella sostanza (e quindi non so dirti a cosa siano dovuti i fatti: biologia, cultura, il cazzo che mi fulmini) significa negare la realtà.
Poi, che la realtà sia un po’ una merda, è n’altra storia.
[Rispondi]
Donne e uomini sono diversi. POCHI CAZZI! (”pochi cazzi” è tutto dire… ahahha)
Siamo biologicamente diversi. Io di questo volevo parlare. Di cervelli. Non di diritti e cazzi e mazzi… Vaffanculo i sessismi e soprattutto le femministe e i sostenitori del femminismo e chi fa le mostre per le autrici. Sì quello fa incazzare pure me. è sessismo…
Vedi quello che ha scritto Mak.
@Mak:
neanche inizio la difesa di tarantino che non ne ha bisogno.
ed è un cretino.
a parte quando parla di K.
in quel momento ha un lampo di lucidità
ma è solo un lampo.
Sì un lampo. Spero te prenda in pieno. Per aiutarti mettiti nudo fuori dal balcone durante il temporale. Punta l’ombrello al cielo. Sarò lì
XD
Tarantino è sopravvalutato. A me piace eh! Ma è sopravvalutato.
È sopravvalutato ad esempio quando esce il film di un cretino qualsiasi e ti sparano a caratteri cubitali TARANTINO… e poi piccolo piccolo sopra c’è scritto “prodotto da”
[Rispondi]
@mak
Mak, per me non è la merda che è squalificante in sé.
Anche quella dipende da come la usi e per farne cosa.
L’importante è che anche dietro alla merda ci sia un’idea.
Infatti Manzoni l’ha portata la merda alla Biennale.
Solo che siccome era uno che non aveva tempo pure lui
invece di spalarne una tonnellata ha cagato in un barattolo.
Per dire.
;)
[Rispondi]
a voler essere precisi ha cagato in ben 90 barattoli.
È risultato positivo al test del lassativo.
[Rispondi]
@ harlo
ma guarda che son d’accordo.
l’importante è che dietro la merda ci sia un’idea.
tua.
———————————————————————————————————-
hehehe
ripeto: è solo tanta invidia per esser fuori dal giro e non essere capace del coraggio che ci vuole per rendere una passione, scelta di vita e quindi lavoro. con tutti i pro e i compro-messi che comporta.
dai che scherzo. faccio il talebano in poltrona perché so che ti pizzico sugli affetti.
tutto vale, tutto ha dignità se fatto onestamente, e non ho dubbi sull’onestà del 90% di chi fa fumetto per mangiare e dar da mangiare alle sue creature.
anzi mi inchino.
ho esagerato come al solito.
intendevo giocare e son scivolato nell’offesa.
se può servire a qualcosa sappi che me ne sono appena reso conto.
[Rispondi]
@mak
ma va a cagare, và…:)
Che offesa e offesa.
si parla e ognuno dice la sua.
e poi non era che ogni opinione vale solo uno?
e allora.
(e poi non fare così che mi pari fonzie quando diceva “ho sb…..” e mi viene il magone. ;))
seriamente: il problema è solo uno, per me
Che in questo caso, SOLO in questo eh, io SO di cosa sto parlando.
Lo vedo accadere tutti i giorni, vedo come nasce un’idea originale (originale, sì. e ti prego di credermi sulla parola), come gli viene data una forma, in quanto tempo e con quale qualità.
Ovvio, stiamo parlando sempre di un certo tipo di prodotto, non di kubrick.
Ma ti assicuro che chi lo fa, MENTRE lo fa, non sta pensando che sta a ffà na roba pop, o alta o bassa, o merda o cultura.
Pensa solo a dare il massimo.
Come diceva apaz, mentre faccio non penso mai al soldo o a che sta roba si possa rivendere di su o di giù. Casomai ci penso subito prima, o subito dopo, mai DURANTE.
E, sì, ci cuole professionalità, anche.
Ma quella ci vuole in tutte le cose.
Quello che fa la differenza però sono le idee, o i propri temi, insomma avere delle cose da dire.
E quello lo puoi fare, con tutti i limiti del caso, con un opera alla pollock o con una canzone pop, o con un fumetto.
Anzi, avendo tutti i limiti del caso è pure (molto) più difficile.
Credimi.
:)
[Rispondi]
makké suffraggetta, e credo che siamo diversi, ma tutti, e ci sono cose che sono più femminili, ma avevo un amico che le aveva tutte e altre no e le sfumature son tante e non lo dite mai degli uomini… questo è… mai che dite: questo cuoco fa i piatti così perché è un uomo, questo scrittore è di scrittura virile. questo è il punto. Che ci sia un “segno” femminile e uno maschile e uno giovane e uno vecchio è vero e non sempre corrisponde agli ormoni, però. è che saltate su con queste storie quando una cosa la fa una donna. e io il senso dell’ironia non ce l’ho (per rispondere al clown) ma molte altre sì… viva la differenza, ma non quella, la differenza tra tutti.
mi spiace, non nego l’evidenza quanto meno storica, oltreché biologica, ma chi sia il punto di raffronto lo decidete voi, azz!
uffi, come siete noiosi! :P
ciao sky, ci vediamo a bo l’8 marzo? ;)
[Rispondi]
@harlo
il triste, per me, è che ti credo.
le altre son balle che mi racconto per farmi tornare i conti.
detta de core e non per fare il melò.
dimmi, ’sta cosa della rapina a man bassa di trame, e non suggestioni, da letteratura di nicchia che effettuerebbe il fumetto popolare e in particolare DD (con le eccezioni del caso) è una roba che dico io per primo, o è questione antica e masticata?
no, perché almeno la palma dell’originalità nell’aver partorito ’sta stronzata, la vorrei!
(chiedo sul serio perché non seguo forum dedicati o letteratura critica del settore).
io ho letto… uhm…
un 80/90 DD.
su quel numero limitato ho esclamato almeno (sincero) 20 volte A-HA! e molte meno (son sincero, tipo 5 o 6) MANNO’: NUN SE PO’ ROVINA’ COSI’ QUEL RACCONTO DI….!
(che devo dire m’è scappato anche in qualche Ken Parker)
:)
@laura
dio, come diventi isterica su certe cose!
[Rispondi]
ok, ti manca l’ autoironia. Se mak aveva fatto una sezione “per fumettiste donne che sisà non ce la fanno troppo allora bidogna aiutarle” magari avevi ragione. Ma qua una donna si è chiesta come mai c’ erano soprattutto fumettisti maschi su core, e ognuno ha detto la sua, cazzata, ma sua. E poi che centra il “segno” femminile con l’ ironia: io conosco un sacco di clown froci. e sono bravi. Per dire nel campo del fumetto, pure Mak è gaio, ma è bravo…
[Rispondi]
Marò, mi piacerebbe che qualcuno mi facesse il riassunto delle puntate precedenti ma se si dibatte sulle fumettare donne (ho capito?) la questione è bella che è risolta: noi maschi (si insomma, quelli con il pisello a prescindere perché Manlio dice che Mak è gaio e non lo vorrei escludere) c’avemo un cazzo da fà e allora sfoghiamo con i fumetti, il calcio e la gnocca, le donne, che sono serie e cianno le palle, non perdono tempo, almeno la maggior parte di loro, in futilità da regressione infantile quale mettersi a fare fumetti e così via. Ecco spiegato!
[Rispondi]
@mak
non appena donna e pargola s’addormono provo a risponderti.
Che se per caso s’accorge de sta discusione son tutti cazzi tua..
:)
[Rispondi]
@Dirk: OTTIMO! Gran bella verità da prendere seriamente in considerazione. Anzi…
@Harlock:
Che se per caso s’accorge de sta discusione son tutti cazzi tua..
XD ahah! Posso cominciare a ridere già da adesso? Aspè aspè aspè…. ecco vai comincia pure (dovevo prendere i pop-corn e regolare la poltrona)
[Rispondi]
ma io non volevo scatenare il dibattito maschi contro femmine.
però me lo potevo aspettare.
posso dire che a parte qualcuno, non ho letto risposte illuminanti? scusate.
ma sono una donna, certe frasi le conosco a memoria.
e come al solito le donne non mi hanno risposto, anche perché mi sa che pure loro queste frasi le hanno sentite mille volte e si sono stufate di rispondere.
ho scritto il mio primo commento solo perché sento la mancanza di donne che disegnano.
io pure come lettrice, osservatrice…? sono in ritardo. come non ci sono molte donne che disegnano, ce ne sono ancora meno, forse, che leggono guardano fumetti. è anche questo il problema, credo.
se sapessi disegnare, proverei. conosco molte ragazze che disegnano e scrivono, ma mai le due cose insieme. mi chiedo se le donne in genere scelgono stili narrativi diversi da quelli degli uomini, se osano meno il fumetto per paura del giudizio visto che il fumetto è più cosa da uomo. per paura dimostrarsi troppo?
il fumetto ti espone di più. è più esigente. hai poco spazio, poche linee poche parole a disposizione, ma devi dire tutto quello che hai da dire. e dirlo bene. forse le donne hanno bisogno di più tela? di più pagine?
non lo so, sono solo riflessioni che mi stanno uscendo ora mentre scrivo.
forse ci vuole solo più tempo. quanti anni ha il fumetto? un centinaio? poco.
lavoro in una libreria e c’è una bambina che mi chiede sempre fumetti, libri illustrati “da grandi” così dice, e la mamma il padre: ma come sei una bimba e leggi i fumetti?
e io m’incazzo tutte le volte. se esistono ancora favole per femmine e favole per maschi…abbiamo voglia di chiacchierare sul fumetto….
di sicuro il “fatto culturale” pesa ancora tantissimo, le donne sono strane se leggono fumetti o peggio, se li fanno. e non tutte sono così forti da fregarsene. nemmeno tanti uomini sono così bravi eh…vedi tutti i commenti con le critiche che ho letto qui dentro dove gli autori sono stati messi in croce e non sempre sono stati in grado di…fregarsene…
però vero, disegnate lo stesso e due o tre commenti dopo già state a sfottervi. noi donne non so mica se poi sapremmo farlo. una donna direbbe: è che prendiamo le cose a core…. un uomo direbbe: siete troppo rigide.
punti di vista. o verità da considerare allo stesso modo.
come dice manlio, e sono d’accordo, è un problema d’ironia. ma io dico, non di mancanza, ma solo di gestione. noi donne non sappiamo ancora farlo. non sappiamo ancora che farcene della nostra ironia. io stessa faccio una gran fatica. a trent’anni forse sto scoprendo di averla l’ironia. ma vabbè, questi sono problemi miei.
comunque, vogliatevi bene.
poi volevo dire anche, che insomma, troppi uomini a disegnare,
il che significa che si parla sempre e solo di figa.
ebbast’ mò!
direi: cambiamo anche argomento…
[Rispondi]
Ma pensa, e io che ricevo mail da donne straconvinte io sia un uomo per la mia “creatività” e “fantasia”. Che se non mi si conosce più o meno di persona la maggior parte crede io sia un maschietto.
Sarà mica che invece di una questione di creatività sia semplicemente che un uomo, mediamente, ha molto ma molto più tempo libero per fare l’artista?
Facciamo così, signori artisti: il prossimo mese, non giorno, MESE, seguite questa tabellina di marcia. Sia che siate quarantenni addivanati che ragazzetti ancora con la cameretta a casa di mamma e papà.
Sveglia alle sei. Piccole faccende di casa, doccia, prepararsi. Evitiamo il trucco. Andare al lavoro. Lavorare. Pausa pranzo: fare la spesa o commissioni, tipo banca, bollette. Pomeriggio al lavoro. Ore 18, uscire dal lavoro. A casa, preparare cena, ma non per la sera, ennò: ragù per tot porzioni, arrosto, roba da surgelare. In alternativa, lavatrice e stirare. Pulire il bagno. Dopo cena, lavare i piatti oppure lavastoviglie. Sistemare la roba stirata. Pulire qualcosa in casa. Moltiplicate questa cosa per cinque giorni, alternando le attività. Il sabato: pulizie di fino e spesa grossa. La sera spesso e volentieri si vedono gli amici e se li si ospita significa preparare la cena e, la domenica, sistemare casa. Il tutto con l’opzione “senza figli” attivata. E senza donna delle pulizie quotidiana. Ovviamente non aggiungo eventuali genitori da accudire.
Prego, signori artisti: alla fine del mese fateci vedere cosa avete prodotto. Quanto siete stati creativi.
;)
[Rispondi]
@vudivù: E C’HAI RAGIONE C’HAI! BASTA PARLARE DI FIGA.
Parliamo di tette.
No, dai… scherzo.
parliamo di culi.
(che vuoi di più? il culo è pure par condicio. EH!)
@Rael: Ma … ma come… TU SEI UNA DONNA???? E quelle foto che mi hai mandato in cui portavi i baffi? Ma… ma… balbetto perplesso.
Comunque… oh, INCREDIBILE!!! HAI DESCRITTO ALLA PERFEZIONE LA MIA GIORNATA TIPO PER TUTTA LA SETTIMANA!!!
Il che significa che: 1) o sono donna (e infatti non c’ho mai un cazzo di tempo per disegnare e mi pare di averlo dimostrato ampiamente)… oppure 2) che hai detto un sacco di fregnacce che manco il peggiore dei comici di ColoradoCaffè è capace di dire. ‘Ndo vivi? Nel medioevo?
E comunque io sono creativo pure quando lavo, stiro e quando cucino soprattutto. E non ti dico quando mi vengono male i primi piatti: divento creativo pure al cesso!
:D
Comunque Rael, io ti stimo molto. Il prezzo però fallo te che magari si va al ribasso poi.
[Rispondi]
@ Ed!: te me farai morì dal ride. ehehehehehe.
Hai risposto a una caterva di luoghi comuni con altrettanti luoghi comuni. Ci sei cascaaaaaatooo!!!
Apparte gli scherzi, la battuta del Medioevo è una stupidaggine: non so cosa tu faccia o meno, ed è irrilevante, perché o tu hai la casa dei Pronipoti oppure sei un ricercatore universitario alla facoltà di degrado dei materiali.
Perché ci sono meno donne a far fumetti? Boh. Perché, forse, il fumetto è visto una cosa per maschietti anche alla fonte, come ha giustamente esemplificato viadellaviola. Non credo sia una questione di apertura mentale femminile o maschile, anzi, e i commenti qui in giro non fanno onore ai fiocchi azzurri. Penso sia solo una questione di statistica e di coraggio. Forse molte donne se sanno di essere dei ciocchi di legno hanno la dignità di smettere, mentre parecchi uomini son convinti che il disegnino sole-casa-prato-cane sia accademia di brera, e se gli dici che fa cagare sei tu che non capisci, non loro che son delle bestie. Boh.
Forse se si iniziasse a pensare al disegnatore in sé invece che al disegnatore uomo oppure donna la faccenda sarebbe molto più semplice. Boh.
[Rispondi]
gli uomini hanno il pene, le donne hanno la vagina.
[Rispondi]
La posso dire una cosa romantica (ma non nel senso di rose rosse e cioccolatini a forma di cuore)? Ha ragione Rael sulla questione femminile, ma stiamo parlando di creatività, con la c minuscola, la Creatività, quella vera, è una febbre, una malattia debilitante, sia a livello psicologico che sociale, perchè se il nostro c’ha un sacco di cose da fare, o un sacco di gente da vedere, semplicemente non lo fa, perchè deve creare, come un drogato per il quale la roba viene prima di tutto, e come un tossico, il Creativo spesso finisce male… molte volte si tratta di depressione, altre volte no, o non solo…
[Rispondi]
Marò.
Abbiate pietà.
Skiri aiutami tu e passami un ombrello che qui piovono stronzate.
Sì, siamo poche, è vero e l’ho notato anch’io che sul core le donne latitano( sì lo so che latito pure io ma datemi un attimo^^).
E me ne dispiace, ché alcune avrebbero veramente tanto da dire.
Sul perché ci siano poche donne nel fumetto si potrebbe scrivere un trattato.
I motivi sono molto complessi e non c’entra la conformazione del cervello… -____-°
No, dico, state ricacciando la frenologia…
Ah, Manlio3, non so di dove sei ma ti consiglio un giro a Roma, troverai un sacco di donne divertenti e ironiche.
Te lo dice un clown che si prende per il culo ogni santo giorno e che non disdegna i lavori da uomini, ma se vuoi venire a spaccare la legna al posto mio accomodati che un aiutino mica mi fa male, la mia sciatica ringrazia;)
Ora, se salta fuori che sei di Roma dimmi dove vivi che ti prelevo e ti porto ai Castelli.
Quello della creatività è un discorso che mi tocca molto da vicino.
E’ da più di 10 anni che lavoro su properties preesistenti.
Ho adattato la mia mano, il mio segno e la mia sensibilità a decine di progetti…
Sono camaleontica, cambio colore, cambio pelle ma certe volte non ricordo più quale sia il mio colore originale, quello con cui sono nata insomma.
Sono una professionista ma di sicuro non un’artista, ché per me gli artisti sono altri e questo termine viene troppo spesso abusato.
E sì, mi considero anche creativa, in un certo qual modo, senza esagerare eh!
Faccio questo lavoro perché mi piace raccontare storie, perché non so stare un giorno senza prendere in mano quella cazzo di matita e perché ho così tanto dentro che da qualche parte ’sta roba deve pur uscire, sennò esplodo…e già che ci sono unisco l’utile al dilettevole e mi ci pago le bollette.
Ecco, mi sono dilungata troppo.
Ora vado a lavorare:)
Buon proseguimento.
[Rispondi]
Cacchio allora ci sono cascato anche io…
[Rispondi]
Tsunami, gran donna! :-D
Comunque, il quesito era: perché ci sono poche donne su Core?
Risposta: ce ne sono poche PER ORA, perché Core è un progetto giovane, appena nato. E Mak non è che fosse conosciuto a livello planetario per cui appena è comparso su canemucca l’annuncio di ’sta cosa tutti si son precipitati a fare un lavoro inedito in preda al sacro fuoco creativo, a parte ovviamente qualcuno che lo sapeva da prima e l’aveva preparato in anticipo.
Ci vuole tempo e pazienza, tutto qui. Ognuno ha i suoi tempi.
O questo è uno di quei posti dove si brucia tutto in dieci minuti e poi si chiude e si fa altro?
[Rispondi]
sono d’accordo con barabba. chi disegna lo fa per necessità.
se voglio davvero fare una cosa, mi prendo pure le ore della notte, e me ne frego della vita sociale e della lavatrice.
poi certo, non ci ho famiglia a cui badare.
vabbè basta, che il luogo comune è in agguato.
[Rispondi]
skiribilla: e me lo dici solo mò?
se lo dicevi prima li zittivamo subito a sti maschi abili allo scarabocchio.
;)
[Rispondi]
Ohi, viadellaviola, non ero mica al piccì, stavo disegnando delle mani :-D
[Rispondi]
@mak:
allora,
non mi ci metto neanche, ovvio.
Non intendo minimamente mettermi a parlare delle citazioni e/o furti e/o scopiazzature e delle ispirazioni e delle fonti e del confine, a volte sottilissimo, tra omaggio e spunto e plagio.
Perché non voglio parlare di cose che non conosco o che non conosco bene.
E perché tra i lettori di questo – ehm -(sito?) ce n’è chi ne sa a pacchi e ha sviscerato la questione da tutti i possibili punti di vista. Solo che in questo preciso momento se ne sta probabilmente a Mantova a fare la rockstar. :)
Infatti la discussione era partita dal discorso donne e creatività, eio lì mi son fermato. Ho parlato del pane mio.
Per cui ora ti risponderò parlando solo di ciò che VEDO io:
nel caso in questione la risposta è: no.
Niente rapina a man bassa di trame, e nemmeno suggestioni e nemmeno “ispirazioni” particolari.
Solo idee.
A volte naif, magari, e a volte sono IO che magari faccio notare “occhio, che sta cosa somiglia un po’ a quel libro là” oppure “Alan Moore ha fatto una roba simile nel n.16 della Lega degli Straordinari Gentlemen”.
Questo per una ragione, che la persona di cui stiamo parlando, a livello filmico e letterario è sostanzialmente IGNORANTE (dio mio, se scopre sta discussione son finito).
Ed è il suo bello, perché (quasi) ogni idea che le viene ha sempre questo retrogusto, questo carattere oserei dire ORIGINARIO, quasi.
Ed è emozionante vedere come poi la sviluppa, la adatta al personaggio, perché ovviamente il personaggio – essendo un’icona- ha delle caratteristiche e delle cose che può o non può fare e alcune che nn farebbe mai.
Ecco, il rispetto del personaggio è un’altra caratteristica importante, per dire.
Insomma mettere insieme tutti sti pezzi, muovendosi tra i rigidissimi vincoli (dovendo spesso suggerire per metafore perché ci sono certi temi che nn si possono trattare), aggirando con intelligenza gli ostacoli di una supervisione ferrea, non snaturando il personaggio anzi aggiundendogli se possibile una nuova sfaccettatura, e mettendo in campo un’idea inedita è una roba DIFFICILISSIMA.
E la devi fare ogni volta.
Oltretutto, il discorso lascia pure il tempo che trova. Perché oramai fare qualche cosa di completamente originale è praticamente impossibile. Per cui ciò che fa la differenza spesso è proprio il taglio, il punto di vista (personale) sulla faccenda, il ritmo, la scelta del linguaggio. in una parola la FORMA.
Poi i nerd spesso sono una razza sciocca e col paraocchi. E per questo ce l’ho su tanto coi commenti caustici tanto per.
Te fai una roba che ti porta via tre mesi di vita, impegnandoti anche quando scrivi la storia più banale, perché ovviamente ste robe qua non son mai solo lavoro, e magari il tenore dei comemnti sui forum è tipo “Sì ma cazzo una storia con una torre l’aveva già fatta Tolkien.”
Per dire.
Oltretutto io c’è una cosa che faccio salva sempre, esattamente come te, ed è la buona fede.
Io quella, parlando di lei, la vedo sempre.
Sempre.
Non ho mai visto un’idea tirata via o buttata lì tanto per.
Poi è chiaro, non tutte le ciambelle riescono col buco eccetera.
E quando sei in debito di ossigeno (e capita) sopperisci con la proverbiale professionalità alle carenze del momento.
Però l’anima c’è sempre, ce la vedo sempre.
E questo perché sì, probabilmente è vero – qualcuno prima l’aveva scritto:
le donne hanno questa sorta di integrità di fondo, di codice etico, di volontà di non mollare, che a noi maschietti ogni tanto manca.
Quella roba che ogni tanto a me mi fa dire “e vabbé. ma vafanculo”
la mia donna non ce l’ha, non le riesce di mollare.
Mai, cazzo.
No, scusa, ma de che è che stavamo a parlà?
[Rispondi]
@Rael: Barbara Barbara Barbara…pure tu mi fai morire. Sei una donna esplosiva (te la devo spiegare?)
Però il “ci sei cascato” nooo. dai. eh sù. Nun ce prendi in giro più nessuno col “ci sei cascato” ogni giorno.
Comunque no, non abito nella casa dei pronipoti e nemmeno sono universitario ecc ecc. Ho la mia bella casetta e mi faccio il culo tanto per tenerla in ordine e pulita e trovo pure il tempo per nutrirmi (e da vegano, ci impiego pure di più in cucina). Insomma… mi sbatto parecchio (e qualche signorina qua dentro te lo può pure confermare). E da quando vado in palestra la sera, ho ancora meno tempo.
E difatti il problema mio è proprio quello: il tempo. Ma AVERE TEMPO e AVERE CREATIVITA’ son due cose distinte. Una non esclude l’altra. Io il tempo per sfogare la mia creatività me lo vado a ritagliare, me lo trovo. Perchè appunto come diceva l’amico qua sopra, è una malattia. Piuttosto salto una notte di sonno o semplicemente dormo 4 ore a notte. Non esco la sera, sacrifico i week-end… un modo lo trovo insomma. Ma fidati: se sei creativo, il modo e il tempo per creare lo trovi. Il resto sono tutte scuse.
@Tsunami: tu proprio non puoi parlare. Non fai testo. Elisabè, tu sei un uomo! UN UOMO. U – O – M – O.
E lo sai bene pure tu.
[Rispondi]
@ Rael: per dirti… stamattina mi sono svegliato alle 7 e tra un commento e l’altro ho: fatto colazione, doccia, stirato, fatto una lavatrice, lavato a mano il resto, steso, passato all’ufficio postale, fatto la spesa e preparato il pranzo, e lavato qualche quintale di stoviglie e riordinato lo studio. Ecco magari se non perdevo tempo coi commenti riuscivo pure a disegnare qualcosina. Un’ora buona la tiravo fuori. Tu che dici?
[Rispondi]
skiribilla: eh brava, poche chiacchiere e più matite!
[Rispondi]
Poche donne eh? Sì, mi sento tirata in causa. Va anche detto che le bambine leggono poco i fumetti rispetto ai coetanei maschi, per tanti condizionamenti, sociali e purtroppo familiari, che non sto ad elencare. Quindi da adulte devono recuperare anche questo gap. A me è successo questo e quindi l’immaginario nutrito di fretta invece che lentamente fa un po’ più fatica a “parlare fumetto”. Ma aspettate che poi arriviamo ;)
[Rispondi]
Tsunami, sto per far di te una mia nuova nemica.
Abito in Campania, provincia di Caserta. Per spaccare la legna o pulire i saraghi al banco dei surgelati non c’è bisogno di essere autoironici, o almeno non in quel senso. L’ autoironia e la capacità di mettersi in gioco e togliere i freni, è un altra cosa. E ho fatto l’ esempio dei clown perchè conosco il settore, ho i mezzi per fare di quel mondo una critica oggettiva, e i clown donna bravi che sono davvero bravi io li conto sulle dita di una mano e poco più. E penso che per motivi simili, il discorso, rivisitato e corretto, possa essere adattato anche al mondo del fumetto.
Poi: la creatività e le properties preesistenti, qualsiasi cosa esse siano: mi sembra che anche tu sei daccordo sul fatto che disegnare le tavole della bonelli (per dire eh, ma non ne so) non è il massimo della creatività. Sicuramente è una professionalità, ma secondo me sono due mondi completamente diversi, il disegnatore di tavole è all’ incirca un emanuense, che più o meno disegna come gli dicono di disegnare (e in questo più o meno mettici tutto quanto di personale puoi metterci in una tavola di DD). Io non lo saprei fare, ma manco mi piacerebbe farlo. Anche se quel tipo di fumetto è quello più tradizionale, quello che ha fatto la storia, a me mi fa cacare (a me!).
Su Coreinculo sono invitati disegnatori creativi e non macchine fotocopiatrici, e si parlava di creatività e non di perfetta professionalità. Appena avrai pubblicato su Coreingrasso qualcosa di tuo, poi ti dico il resto.
[Rispondi]
@manlio #76
commento di wallyci:
Manlio, si dice CAZZO e FIGA.
[Rispondi]
@ED #86
eddino, e lo potevi di’ subito qual’era il tuo vero talento. Tu non devi disegnà, che ti fa fatica, tu devi fa er MAGGIORDOMO.
hehehe
ciai la fortuna nella mano ciao, e non la sfrutti.
arrivo e mò e ciò ‘na risposta per tutti.
[Rispondi]
@harlock 84
ma guarda che mai mi sognerei di mettere in dubbio in primis la tua parola, secondo la buona fede che mi dici di riscontrare nel lavoro che hai occasione di vedere da vicino.
il tizio che sta a mantova a rockestareggiare GIURO non so chi sia, nè cosa abbia detto sull’argomento. chi è di mantova?
(quando ho chiesto se qualcuno aveva sollevato la questione in precedenza, ero anch’io in buona fede. prova a credermi, ti prego. io giro praticamente zero per blog. non per snobbismo, solo perché come ho un momento di tempo, disegno. e immagino ’sta cosa si noti anche troppo!)
ho parlato per quel che ho visto e letto, non facevo illazioni sull’amore tuo.
probabilmente il plagio è una tentazione alla quale, per stanchezza, necessità, ossessione, fame, insomma: umanità; si rischia di cedere.
Ah, nonostante riconosca l’umanità del fallo, lo comprendo ma non lo perdono.
:)
non era nulla di personale.
so che lo capisci perché sei uomo.
[Rispondi]
@mak:
oi, ma io non l’ho presa sul personale.
Ho PARLATO di qualcosa di personale, perché quello conosco (come potrebbe essere altrimenti?) e non volevo addentrarmi nel campo delle opinioni.
Volevo cercare di porgere uan testimonianza di prima mano.
Poi se questa testimonianza sia ecccezionale (nel senso che-fa-eccezione) rispetto ad uan regola che nn conosco, non ti so dire.
Allo stesso tempo: non è che voglio fare l’ingenuo a tutti i costi.
Ho ben chiaro che intendi quando dici il plagio e le “ispirazioni” e bla bla, soprattutto (o anche) riguardo a DD.
Ma è storia vecchia, e come tutte le storie vecchie la leggenda metropolitana si è mescolata con la realtà a tal punto che adesso te vai a capire..
E il tizio che sta a mantova e che ne ha scritto a pacchi sulla questione e che ci ha fatto sopra gran riflessioni (e che ci ha pure strutturato una serie da edicola sopra) non sta a Mantova perché abita lì, ma perché fino a Domenica ci sta MantovaComics.
E non rockeggia in senso stretto, ma in senso lato.
E lo conosci pure.
Eddai, mak. ;)
[Rispondi]
hey Bluezy, pensavo pur’io una cosa el genere.
se il fumetto non fosse gia’ una cosa codificata chissa’ come lo farebbe la donna creativa media…
(a dire il vero lo pensavo del porno, ma anche visto che ci siamo…)
[Rispondi]
@ harlock #93
uazz! giuro che ho capito al secondo commento (e mentre skiri mi dava uno scapaccione in chat!)
Roberto Recchioni, non solo lo conosco, mi spaccio a sua insaputa per amico suo, hehehe.
non ci arrivavo perché non sapevo nulla di mantova. ma proprio come esistenza della città, intendo.
hehehe
cmq, pensavo e m’ero fissato che intendessi Gipi che faceva uno dei suoi reading lì e avesse rilasciato qualche dichiarazione sul fumetto pop. (rockstar pensavo perché s’era fatto un giro su tutti i canali TV e… vavè, invidie mie che prendono forma).
cmq, non ho idea della questione a cui ti riferisci e… cazzo se m’interessa! mò mi vado a spulciare il blog suo. che mi vede presente solo quando mi pinga (non so se… ma lui lo sa che je vojo bene. è CHE NON HO TEMPO. come TSUNAMI, che giiustamente lei deve lavorà, mica cazzeggià come noi).
hehehe
me li sto a cercà stasera. ho il barattolo dei vaffanculo vuoto.
[Rispondi]
@mak:
hehehe.
ma guarda che di ste robe non è che ne ha parlato sul blog suo.
o almeno non in un post specifico.
E’ un discorso di cui si occupa in generale, da anni, e di cui ho letto qua e là su vari forum e interventi suoi.
Insomma in Italia ogni volta che viene tirato in ballo il postmodernismo nei fumetti e le citazioni ecc lui ce sta sempre in mezzo.
E, davvero, ne sa a pacchi. è uno che s’è studiato Sclavi e l’ha smontato e rimontato e lo stesso JD è per certi versi un omaggio ai primi DD.
E la sua opinione ANCHE su DD potrebbe esssere molto interessante.
Visto che da qualche tempo lo scrive pure lui. :)
[Rispondi]
@Mak:
eddino, e lo potevi di’ subito qual’era il tuo vero talento. Tu non devi disegnà, che ti fa fatica, tu devi fa er MAGGIORDOMO.
hehehe
ciai la fortuna nella mano ciao, e non la sfrutti.
e che non lo so? Devi vedere come passo lo straccio della polvere. Movimenti veloci ma precisi. Tutta questione di polso più che di mano (e con questa, da buon aspirante maggiordomo, t’ho appena servito una battuta su un vassoio d’argento).
;D
[Rispondi]
@Manlio3
Dovrai fare di meglio per inimicarmiti (’mazza come suona male ’sta parola…)
E comunque, da ciò che hai scritto deduco che non hai capito un accidente del senso del mio discorso.
Poi, che spaccare la legna c’entri poco con l’essere ironici lo so pure io, la mia era una provocazione in merito a ciò che avevi scritto:
“Mettendo alla base un bel fattore socioculturale per cui le donne ancora hanno sto problema ad affrontare dei lavori genericamente detti “da uomo”, per lo stesso motivo socioculturale non sanno gestire bene l’ autoironia”
Mi sembra che sia tu ad essere poco ironico…
E ripeto, fatti un giro da queste parti.
Secondo, scusa ma non credo che la differenza tra professionalità e creatività debba spiegarmela tu dato che sono nel settore da più di 10 anni.
Io per prima, come ti dicevo mi faccio molte domande in merito alla mia creatività, proprio perché ho passato molto tempo a studiare e modulare il segno per riprodurre personaggi non miei.
La mia creatività la tiro fuori quando lavoro come character designer e quando disegno PER ME.
E ti dirò, alle volte anche quando lavoro sui personaggi degli altri, visto che spesso la gabbia è libera e posso sbizzarrirmi a trovare soluzioni narrative interessanti.
Non ho mai pubblicato un fumetto tutto mio ma non per questo, scusami, mi considero meno creativa.
So essere una macchina fotocopiatrice ma posso essere anche dell’altro.
Non sempre una cosa esclude l’altra.
MI sono fatta il culo, ho studiato, ho imparato, ho fatto una vita di merda sotto molto aspetti, che fidati, non è facile la vita per una donna fumettista.
Non sono un genio.
Di geniacci ne ho visti e sono rimasta a bocca aperta.
Alcuni nascono con un dono, altri si fanno un mazzo tanto per raggiungere dei buoni livelli.
Lavoro seguendo delle regole compositive ed espressive i “DO” e i “DON’T”, come dicono da noi…XD
Ma proprio perchè le conosco le posso consapevolmente infrangere.
@Ed!
-_____-°
‘mbecille
[Rispondi]
@Harlock: per quanto riguarda il discorso delle citazioni/plagi/ecc su DD… peccato poi che anche Roberto abbia sfruttato ampiamente l’espediente per “Il modulo A38″. Per fortuna in quel caso ne ha fatto sapientemente buon uso e la storia è venuta una figata… però da una parte un po’ ci son rimasto male. Voglio dire… era proprio necessario? Inventarsi qualcosa di assolutamente nuovo partendo completamente da zero è davvero così impossibile? Bah…
Scusate l’OT.
[Rispondi]
@Mak
No, dico, stai cercando di farmi sentire in colpa?
Non ci riesci nemmeno un pò U_U
Nono.
Anche perché sono troppo occupata a scappare da quella folla che mi rincorre con le mannaie minacciando di linciarmi se non consegno in tempo;)
[Rispondi]
macheccosè una gara a chi è più autoironico. tu avevi detto che ti serviva l’ ombrello per le stronzate che piovevano, ma a me non sembrava ci fossero tutte ste stronzate. Che la storia ha fatto si che le donne affrontino in maniera diversa, e spesso meno efficace tutta una serie di cose, tra cui l’ esternazione della propria autoironia, mi sembra un dato di fatto. Ma dicevo in generale, mica di te. se poi TU sei la figlia di Chaplin beh va benissimo, piacere! io Gidio mi chiamo.
Poi, il fatto che eri più professionale che creativa l’ avevi messo in mezzo tu, ma noi, ripeto, si parlava di creatività, quindi che tu sia nel mondo del fumetto da 10 anni centra fino a un centro punto. Io disegno storielle a fumetti da 4 o 5 mesi, quindi sono una cacchina, ma il punto continua a non essere questo. La domanda iniziale era: perchè ci sono poche donne in Core? che per me fa il paio con: perchè ci sono poche donne creative? Se la domanda fosse stata: perchè ci sono poche donne nel mondo del fumetto? allora forse si, l’ ombrello serviva
[Rispondi]
Uff…
Allora, se dove vivi tu l’ironia femminile latita ti consiglio di emigrare.
Io sarò pure la figlia di Chaplin ma ti assicuro che ne conosco molte di donne con un bello spirito e nessuna ha problemi a manifestare la sua ironia, anzi (in effetti Chaplin ha figliato un casino…).
Quindi tutto ’sto dato di fatto lo vedi solo te.
Quando parlo del tempo investito in questo lavoro non è per dire che sono più figa di te che hai cominciato da poco, ma solo per farti capire che ho avuto modo di vedere tanto e di conoscere tante persone, indubbiamente più uomini che donne con cui mi sono confrontata anche su questi argomenti.
Per rispondere alla domanda:
Ci sono poche donne in core perché in proporzione le donne disegnatrici sono di molto numericamente inferiori agli uomini.
Se conti poi che la maggior parte si dedica al settore dei libri per bambini, togli da questo contesto un’altra bella fetta.
La creatività femminile si palesa per lo più in altri campi.
Conosco tante donne che creano delle cose meravigliose utilizzando tutto ciò che gli capita a tiro.
E che quella non è creatività?
Ed è vero che le bambine sono meno avvezze a leggere fumetti, se escludi gli shojo insomma.
E’ un fatto culturale, senza dubbio.
Che se leggi fumetti sei strana, se in più disegni allora i tuoi insegnanti ti mettono il sostegno e i tuoi chiamano la neuro.
QUINDI:
di donne creative ce ne sono a bizzeffe, di donne che usano il disegno sequenziale ce ne sono pochine ergo, su Core non se ne vedono ancora.
Sono stata chiara stavolta?
Te prego dimme de sì perché se no c’aveva ragione papà quando voleva chiamà la neuro.
[Rispondi]
@tus-tus & manlio
mi sembra un’analisi lucida. di entrambi. uno dice “storia” e l’altra pure.
l’imprinting culturale ha gran responsabilità nel determinare lo squilibrio del dato in discussione.
l’elemento biologico lo vedo influente solo nel modus. continuo a credere che mente e corpo siano una cosa unica. uomini e donne sono diversi nel corpo: sono diversi nella mente. sfumature.
come disse cartman in south park: non mi fido di una cosa che ogni mese sanguina per cinque giorni e non muore.
:)
Tu Snami, per il resto già sai che quando vuoi ci sei. a meno che non ti presenti con una cagata da femminucce.
HA!
vavè, non te devo di’ gnente.
[Rispondi]
si, chiarissima, possiamo essere amici.
MA. Essere di spirito e avere dell’ ironia non è esattamente quello che intendevo io quando parlavo di clown. Sono sicuro che pure Letiziamoratti (la prima faccia da cane che mi è venuta in mente) si fa una risatella ogni tanto, ma non potrà fare mai il clown perchè si prende troppo sul serio. parlavo della figlia di Chaplin, Victoria, che è uno dei migliori clown in circolazione, ma c’è quasi solo lei come donna, a quei livelli almeno.
Ecco, nella mia esperienza decennale di saltimbanco, giuro che sono pochissime le donne che in scena riescono a sciogliersi completamente, perdendo i pudori, slegandosi completamente dalla quotidianità, diventando COMPLETEMENTE altro da se. Gli uomini ci riescono molto più facilmente. Ha probabilmente a che fare con il fanciullino interiore o cazzate del genere, ma preciso ce lo facciamo spiegare da uno psicologo.
Ora io penso che questa cosa, anche se diversamente, può influire anche in altri tipi di esternazione della creatività, come per esempio il fumetto diciamo così d’ autore (ma non so come si chiama il fumetto non classico alla diabolik). Vabbuò?
[Rispondi]
Pfui…
Meno male!
Avevo già tirato fuori l’elenco telefonico^^
Ho capito quello che vuoi dire.
Facciamo così, ci penso mentre vado al cinema, tutta vita stasera!
@Mak
In effetti al 5 giorno sono un pò provata eh…
Se ti porto una cagata da femminucce sei autorizzato a bacchettarmi le nocche con un cespo di rovi.
No, davvero, fallo!
;)
[Rispondi]
Per dire: a me i clown mi fanno ridere manco per un cazzo, anzi.
[Rispondi]
A parte il commento di prima, tutta questa cosa mi sa di “parlo secondo i miei orizzonti, quelli che conosco, che magari sono pure piccolissimi, uno sputo, ma li amplifico a livello della popolazione mondiale intera.”
Tsunami dice una cosa, manlio un’altra e io dico che di donne che “riescono a sciogliersi completamente, perdendo i pudori” ne conosco parecchie e fuori da qualsiasi tipo di scena e senza nessun trucco in faccia o nessuna “scusa” d’interpretare altri personaggi e quindi “diventando COMPLETEMENTE altro da se” (nessuna fa il clown), quindi nella cosiddetta “Vita Quotidiana”. A dirla tutta, conosco molti più uomini con si frenano e non poco.
Adesso prendo questa mia esperienza assolutamente personale e la faccio diventare come se fosse un dato di fatto e che sono, oggettivamente parlando, le percentuali mondiali e quindi punto.
E quindi, come la mettiamo? Chi ha ragione?
[Rispondi]
cazzo volevo commentare la strip ma mi sa che sono arrivato tardi! vabbè la prossima va’…
[Rispondi]
uh per carità recaliscetta, hai ragione tu, perlamordiddio!
[Rispondi]
Mi è piaciuto parecchio, però devo dire che anch’io a una prima lettura non l’ho capito molto… Lo so, sono un maschio, che ci posso fare?
Solo leggendo i commenti mi sono fatto un’idea più chiara. Forse se fosse stato meno criptico avrei “goduto” di più l’interessante vicenda di due donne che si sono “passate” lo stesso uomo viziato e relative rotture… la protagonista che quasi si scusa con l’amica per averlo viziato… almeno così l’ho letto io, ma mi ci è voluto un bel po’. Magari mi sono pure sbagliato. Sono un maschio, che ci volete fare!
Se poi la brava autrice (e lo dico con convinzione) pensa che chissenefrega e che potevo anche non capirci niente non sono d’accordo, perché un’opera creativa (parlare d’Arte è sempre ingombrante) è sempre una comunicazione, per quanto distorta sia un’opera è un vetro, uno schermo, non uno specchio.
Anche perché questa storiella (come si può chiamarla? tavola? strip? uff… bisognerà trovare una definizione per questo nuovo formato da scroll) questa breve storia, dicevo, ha il pregio di far trasparire attraverso pochissime parole e immagini tutta una vita intera, anzi, tre. Una cosa estremamente stimolante che dà il turbo boost all’immaginazione del lettore e dà grande appagamento. Un po’ come la famosa idea dei racconti in 6 parole di Hemingway…
Insomma, la direzione è quella giusta, idea ottima, bei disegni, se solo fosse stato leggermente meno criptico l’avrei goduto molto di più.
[Rispondi]
@giorgio
mi dai occasione di dire una cosa che mi torna su ogni tanto, soprattutto quando guardo certe produzioni di fiction italiana.
ma non solo.
e ’sta cosa non è diretta a te. quello che voglio rispondere a te personalmente lo metto alla fine.
credo che gli autori di fiction pop (e il fumetto è in questa categoria) ci stiano abituando a non masticare. ché masticare è fatica. penso che il continuo servirci morbidi hamburger invece che bistecca, e bastoncini di merluzzo invece che un dentice da spinare con attenzione, e omogeneizzato alla mela invece che un paio di scrocchianti annurche da maorZicare; ci abbiano fatto perdere i denti.
Ma Perché?! (cazzo!) (cioè, lo so il perché, era solo frustrazione la domanda).
Perché meno fatica richiedi al tuo lettore/spettatore e meno fai filtro. O meglio: il filtro lo fai, ma ti perdi solo quelli a cui masticare piace, quelli che la fatica sanno che si trasforma (e li trasforma) in meglio. Una minoranza trascurabile.
Tutto questo, però, ha un po’ a che fare col marketing, dove il fine del prodotto non sono IO che lo creo ma TU che DEVI fruirlo e il marketing con l’arte c’entra poco, si potrebbe obiettare.
Ma l’arte ha a che fare con la comunicazione, dici tu, e anche questo è vero. Se uno scrive, disegna, pubblica: pochi cazzi, è per essere letto o guardato.
Allora ti do uno spunto di riflessione: può essere che questo tipo di prodotti (togliamo l’etichetta “arte”) abbiano non come fine ma come conseguenza e valore intrinseco e nessario l’educazione? anzi la crescita? di entrambi eh! autore e fruitore.
Immagino che a un coro unanime di “non s’è capito un cazzo” dovrebbe conseguire una presa di coscienza da parte dell’autore della sua incapacità di trasmettere al meglio quello che ha in testa (ripeto: potrebbe fottersene e bon, l’Artista) e quindi stimolarlo a rivedere il suo linguaggio o la sua grammatica. Educazione. Crescita.
MA, quando il coro non è unanime e anzi l’arco voltaico tra opera e fruitore s’è innescato con più lettori che dicono bello, grande, ottimo. La presa di coscienza dovrebbe attivarsi in quei lettori che son rimasti coll’occhio appallato della mucca quando passa La Squadra 5 su mediaset premium e stimolarli ad assimilare schemi d’espressione meno lineari ed espliciti. Educazione. Crescita.
Tu te lo vedi uno che va dall’Autore e gli fa: senti a’ Samuè, famme capì, ma ’sto Godò, ariva o nun ariva? E no, perché me stai a mette n’ansia e sti due che parléno parléno… ma quanno entra bonolis co’ la sorca?
Ovviamente è un esempio grottesco e non fa riferimento (ripeto) alle tue parole :). Era pe’ ride.
Tu chiedevi solo un testo un po’ meno criptico. Io, che l’ho goduto così e reso anche un pelo più morbido e ammiccante, non l’avrei apprezzato, non son d’accordo con te.
Mastica meglio :)
oh, sempre con ironia e sorriso eh! che certe volte sembra io voglia essere sarcastico e non è, giorgio (che ti curo, sa?).
[Rispondi]
Guarda Mak, in realtà sono abbastanza d’accordo con te. Nel senso che io detesto quei prodotti omogeneizzati e pre-digeriti. Mi piacciono sia i prodotti popolari ma con intelligenti, ma anche quelli più profondi e che richiedono interpretazione.
Mi piace Topolino (per forza!) e Dylan Dog, ma anche Alan Moore, Spiegelman, Schulz, Frank DIckens, Watterson, Quino… tutti autori in cui c’è un primo livello di facile lettura, ma poi ce n’è un altro, e poi un altro, e un altro ancora… Dipende dall’età e dall’intelligenza di ognuno. Ma con Sandman comincio a sentire l’autoreferenzialità, il “ma quanto sono bravo e colto, non ti preoccupare che se non capisci che cavolo sta succedendo sei tu che sei scemo”. Senza dire che questo è il caso di Rael, ma per parlare in astratto.
Mi piacciono sia Bud Spencer che Kubrick, ma vomito con le Vacanze di Natale, come tendo a impiccarmi con Kiarostami… ecco, poi penso a “Tempi moderni” e mi dico che questa è la vera Arte, una superficie comprensibile e poi mille livelli di lettura. Ti fa riflettere, anche se non sei tanto sveglio. La perfezione, nel cinema, era già arrivata, nel ‘36.
Adoro sia AC/DC che gli Area… non vedo perché uno debba apprezzare solo le cose facili o solo le cose difficili. Ma poi quando si va su certo free jazz fatto praticamente solo di rumori dopo un po’ mi girano e dico “ma dove cazzo sta la canzone?”. Perché è questo il punto: può essere distorta e incasinata quanto vuoi, ma quello che m’interessa è la canzone. E quelle degli Area sono Canzoni.
Quindi, quello che m’interessa è la storia. Si può decostruire e mettere un sacco di cose criptiche e gargarismi intellettuali e interiori… ma se riesci a fare tutto questo DENTRO una storia, allora ecco che si vede l’Artista. Qui Rael la Storia me l’ha volutamente nascosta, ed è un bello scoprire, quando la scopri… ma occhio a non nasconderla troppo, se no non ci guadagna nessuno.
Non mi intendo quasi per nulla di arte figurativa, però mi piacciono artisti come Dalì, Magritte, ma anche Boccioni, Carrà… non è detto che mi debba piacere solo il disegno di Paperino. Però davanti a Paul Klee, Picasso, Pollock comincio a dire: “Boh?”… e quando mi trovo davanti a “Concetto spaziale” se fosse per me lo butterei dalla finestra. Ci ho fatto delle litigate con mio fratello. Dice: dentro al concetto spaziale c’è più roba che in un trattato di filosofia. E io dico: ma cazzo allora perché non ha scritto un trattato di filosofia invece di farmi vedere una cazzo di tela tagliata? Ci sono certi artisti che guardi-leggi le loro opere e ti viene da dire: “ehi… ci sono anch’io, eh?”
Questo ovviamente facendo un discorso generico ed esulando dallo scroll di Rael.
[Rispondi]
@mak, quello che dici è in parte vero, ma nel mio piccolo ho maturato questa idea: che il lettore ha sempre ragione. ora, su 100 lettori ognuno avrà un parere diverso: bello, fa schifo, nun se capisce, ammazza ho visto la luce e via dicendo. quindi? chi ha ragione? tutti. ovvio che per un racconto, fumetto, film o libro ognuno ricaverà una sensazione diversa, ma sta all’autore tenere conto di tutte le impressioni, di tutte le reazioni e usarle per capire se rientrano nella normale e fisiologica varietà umana oppure se c’è qualcosa che forse non funziona come dovrebbe. quello che non dovrebbe mai fare, sempre secondo me, è pensare che il difetto sia in chi riceve. non perché non sia vero, ma perché non è utile. più utile invece chiedersi il perché, e poi rispondersi anche “è lui che non ci arriva”. ma la domanda tocca farsela, sempre. IMO.
@real: tornando a noi, io condivido il parere di giorgio per questa storia. bellissima nei contenuti, che effettivamente dischiudono intere storie nella mente di chi legge, gradevole nei disegni e soprattutto nell’insieme delle due cose, che si amalgamano senza strappi. però ho dovuto rileggerla piu’ volte per essere certa di aver capito quello che intendevi. sono un po’ tarda io? ci sono dei passaggi troppo ambigui? non so, e per me non cambia nemmeno molto. se vorrai ne terrai conto tu, nel modo che preferisci.
ciao :)
[Rispondi]
Oh, allora non solo i maschi hanno avuto qualche difficoltà! Questo mi fa sentire un po’ meno scemo.
[Rispondi]
Giorgio, direi che mi trovi completamente d’accordo.
Io spesso mi sento come la moglie di Sordi alla Biennale di Venezia: che si siede e arrivano i sapientoni a destrutturarla e collocarla artisticamente. E loro tornano a casa con la gondola da mettere sul televisore, con centrino d’ordinanza.
Vedi, io non mi son posta il problema del tranello scatologico, dell’escamotage: l’ho visto dopo, a conti fatti, e ho preferito lasciarlo. Per un mio gusto estetico, non per fare il Baricco di turno che ci trova l’archetipo, il topos e pure il gattos di sua sorella. :)
L’unico “ciclo” scrittorio che ho è difficile da spiegare, se vuoi ne parliamo in privato -senza escludere nessuno, eh! è solo questione di timidezza- ma, in questo caso l’ho completamente ignorato.
Grazie, Giorgio, e grazie anche a tutti, sia che sia piaciuto che no, capito o meno.
[Rispondi]
@giulia
hai confessatoil vero: nel tuo piccolo.
nel mio grande ho maturato l’idea opposta: ho ragione io e non il lettore.
hehehe
scherzo, ma resta un concetto da cui seriamente non mi schiodo: esistono sfumature e varietà. non tutto è immediatamente afferrabile e comprensibile per tutti. pensa che a me il wiskey mi faceva schifo all’inizio (sapore, gusto? quale cazzo di gusto ha sta roba?! però, se molti dicono che è così, magari è questione di farci la bocca) ora lo apprezzo (è l’unico alcoolico che mi concedo in quantità omeopatiche).
L’Autore non deve tener conto di nulla: deve fare il suo. Deve produrre quello che piacerebbe leggere a lui. Ascoltare tutte le critiche motivate, le opinioni accorate, e poi assimilare quel che crede e tralasciare il resto.
Il pericolo maggiore per un autore, secondo me, è la voglia di prendere sempre più pesce con la sua rete. Qualsiasi pesce, fottendosene della qualità (del pesce. inteso come TIPO, SPECIE, non se buono o cattivo).
Personalmente io scrivo per i guarracini di scoglio. Voglio prender solo quelli. Anche se son piccoli e immangiabili.
Gli altri pesci troveranno chi se li pesca.
@giorgio
casualmente, e non per calcolo o Regola Prima, io amo la scrittura (o quel che è: fumetto, cinema… l’arte che racconta) esattamente come la intendi tu.
(’sta cosa è stata oggetto di discussione proprio con rael più e più volte).
A me piace leggere pop con sottotesto multiplo e via via più sottile ed evocativo, riflessivo, “alto”.
Ovviamente quando produco CERCO di produrre cose così. Pop con qualche eco elevata.
Questa è la mia misura ideale del raccontare: la stessa tua.
Ma, ecco il ma, non penso che il mio metro sia l’unico valido. Non considero uno che misura a yarde o nodi, uno che si complica la vita (cazzo, è così semplice il sistema metrico decimale! cosa cazzo conti tre libre e mezzo gallone e una pinta?!!).
Anzi, cerco di entrare nel ritmo di queste misure altre che recano in se armoie e ritmi e relazioni che al metrico sfuggono.
A volte riesco a cogliere, a volte no. Limite mio. Oppure semplicemente gusti.
Ei, ma tu mi leggi giò. Fammi una domanda su Paperino (quello di Barks). So’ granitico su ’sta materia. Per me resta la cosa più bella e meglio scritta che abbia mai letto.
e non è un’iperbole.
son serio.
capì?
[Rispondi]
se ci son voluti 116 commenti per, più o meno sforando, dover ripetere le stesse cose, che a me fa piacere che il lettore faccia suo e non che debba avere il libretto d’istruzioni, allora non posso che darti ragione, Giula.
e no, scusami, non ne terrò conto minimamente, perché ho rispetto del lettore e non mi piace dare una struttura alla Dan Brown o alla Harold Robbins. Qui accade questo, qua fanno quello, prologo, testa, corpo, finale, epilogo.
[Rispondi]
Mak, ne sono certo che sai tutto di Barks! Ovvio che non penso che il mio non sia l’unico metro valido. Dovrebbe essere praticamente implicito in questi commenti internettiani che il proprio parere è un’opinione e non un dato di fatto. Son mica Sgarbi. E’ ovvio anche che quando si parla di Arte non si parla di biochimica… che anche lì ci sono fatti opinabili, figuriamoci nell’arte.
Per quanto riguarda il discorso che fa Giulia sono d’accordo a metà. Nel senso che sì bisogna pensare al fatto che si sta comunicando con qualcuno nel momento in cui si crea un’opera. Ed è anche utile dare un ascolto alle critiche, purché siano costruttive (come quelle che cerco di fare). Però non bisogna esagerare. Non bisogna ascoltare TUTTO, bisogna selezionare ciò che è utile da ciò che è smania di protagonismo di un lettore frustrato. Lo dico con cognizione di causa. Perché se no ti perdi completamente, senti pareri che sono tutto e il contrario di tutto, e finisci per non sapere più nemmeno tu che cosa è giusto scrivere e cosa non lo è.
E… prego, Rael, è senz’altro un piacere. Ah, ho dato uno sguardo al tuo sito. Non ci ho capito quasi un accidente. Ma fa niente. Imparerò, col tempo. Mi piacciono le sfide. Ora vado che devo ritentare per l’ennesima volta di leggere le storie di Scarry… non ho mica capito il ruolo archetipico di Zigozago. Roba troppo intellettuale. Ma a me le sfide piacciono.
[Rispondi]
“testa, corpo, finale”… quanto aristotelismo in ciò!
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@rael: tener conto dell’opinione di chi legge (non di tutti, ok Giorgio) non significa per forza cambiare stile, o “peggiorare” per adattarsi a quelli più zucconi. ci mancherebbe altro! non era questo che intendevo, ma non è facile capirsi con questo mezzo, quindi niente, rinnovo i complimenti per la storia che, non si fosse capito, a me è piaciuta. :) ciao!
@mak: era proprio quello che intendevo. assimilare le critiche. a volte ci vogliono anni, per dire. :)
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@giulia
non è che qui nei commenti non ci si capisca.
è solo che è più facile equivocare il tono. già sai.
io ti scherzavo eh?
cioè, esagerando e spacconeggiando dicevo anche quel che penso.
ma avevo quel tono lì, che sai.
divertito.
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Buon ultimo, vediamo di scrivere due parole sensate (che se non mi tengo di solito al secondo paragrafo sbrocco completamente).
Mi pare di capire che taluni/e abbiano avuto problemi a capire il nudo fluire della storia (cioè, “qual’è il racconto?”). Incredibilmente, pur essendo masculo e grezzo quando basta, il racconto mi è stato chiaro sin dalla prima scorsa.
Epperò l’ho riletto, più volte, a distanza di un po’ di tempo… perché quello che qualcuno ha definito “cripticità” altro non è che significato compresso e concentrato, distillato superalcolico. La storia si sarebbe potuta raccontarla in 20 tavole di Dylan Dog (e quanto ha ragione mak sulla questione del masticare), “sprecando” parole, suoni e matite e colori… come quegli scrittori di fantascienza che scrivono un racconto breve e poi per esigenze varie ne cavano un romanzo di 800 pagine: operazione utile al consumo, non ad aggiungere significati.
O, al contrario, la poesia. Che toglie, riduce, concentra… cerca le parole giuste, su cui addensa significati… e non ha bisogno di spiegare alcunché perché il lavoro di decodifica fa parte del processo poetico (vedi Troisi nel “postino” quando rivendica come sua una poesia di Neruda).
E non parlo solo dei testi: anche i disegni (di cui mi pare si sia parlato poco: chiedo venia, non ho letto tutti i 121 commenti) parlano la stessa lingua. Forse… ma forsissimo, eh… sono un po’ troppo “morbidi” per la disperazione che raccontano… forse (forsissimo) avrei messo la “macchina da presa” più lontana da Marta.
Comunque (per chiudere, che qui si fa tardi) mi ha lasciato un po’ perplesso il fatto che si sia discusso di questa… uhm… tavola (mak, come hai detto di volerli chiamare gli scrolloni?) solo in termini tecnici o quasi e che, a parte Skiri, mi pare che nessuno abbia detto che è una storia che strappa il cuore.
Mi ha strappato il cuore (ma forse non faccio testo… e qualcuno sa perché)
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@xarface
non si fa e non sta bene: uso personale dei commenti. ma chi se ne fotte. c’è un uso migliore?
son contento di trovari quassù, ciccio, che te ciai ‘na bella testa.
uhm, detta così sembra che dia del deficiente a tutti gli altri. hehehe
no, no, il riferimento è a me che come un coglione ho dimenticato di esprimere che sapore amaro m’abbia lasciato ’sto raccontino gioiello.
;)
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Cazzo! 123 commenti? Che invidia mostruosa!!! Ma al prox fumettino vi faccio vedere io! :D
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Lobo… spero che il tuo fosse sarcasmo.
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@xarface: son contenta si riporti un po’ il discorso anche sui disegni. Perché Emanuele ha una dote incredibile: l’umiltà.
Quando gli ho mandato il testo ha preso ciò che vedeva dentro di sé e ha tradotto in segni. Non ha fatto mezza piega, mezzo appunto, nulla. Aveva da me una scenografia ben precisa e ha estrapolato ciò che il disegnatore in lui sentiva. Questo mi ha fatto capire che, appunto, già lì avevo consegnato al lettore, due entità separate e complementari. Il lettore non viene a insegnare nulla a me, io non impongo nulla al lettore.
Su un social network una persona che stimo molto ha detto, a proposito di Marta: “Ma cambia naso a ogni tavola?”
Un po’ ridacchiando un po’ pensandoci, sì. Se proviamo a vedere foto proprie con inquadrature diverse cambiamo faccia, espressione. Abbiamo il nostro lato migliore, oppure un profilo che con la luce appare diverso. Emanuele ha reso Marta viva e sola. Credo sia il mio regalo del 2009 averlo incontrato.
@Mak: penso che sia normale e consuetudine parlare di cosa si prova solo e specialmente se si ha apprezzato. Di solito si commenta quando c’è qualcosa che ci perplime. Certo, fa piacere ricevere complimenti e anche farli, però io son della sponda del SilenzioAssenso. Questo non toglie un ringraziamento a tutti quelli che han voluto dire la loro, sia nel bene che nel male. Molti commenti m’han fatto riflettere, altri semplicemente ridere. Come hai detto tu in Pensieri Laterali “mo’ ci esce una storiella”. Non una storiella fatta con certi suggerimenti, ma un assimilare altri punti di vista.
@Lobo: parti dal principio che molti tacciono quando apprezzano. Non sempre si ha necessità di dire bene-bravo-bis. Almeno, non tutti lo fanno. Non è indifferenza, è solo godere della lettura. Quando leggiamo un buon libro non ci precipitiamo a scrivere all’autore, se vediamo un buon film non inseguiamo il regista o l’attore. Almeno, non sempre. Quindi 124 commenti posson dire tutto e dire nulla. Fan piacere, però :D
@Ed!: era sarcastico? Ah. Vabè, io l’ho inteso come battuta allegra, non ci ho visto niente di cattivo, dietro. Ma, se vuole, spiega Lobo. Boh.
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@Ed!: non mi riferivo al tono di alcuni dei commenti ma al fatto che se una storia genera una discussione accesa vuol dire che quella storia vale. E tanto.
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@Lobo: ma anche no.
(SPERAVO fossi sarcastico)
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spe’ che mi ci ficco anch’io nell’ultima celia di ed!
e la rendo più seria, non seriosa.
e la CONFUTO!
un lavoro ogettivamente brutto genera imbarazzo nel parlarrne e basta.
imbarazzo per l’autore, imbarazzo per doverlo mettere di fronte ai suoi limiti, etc
quindi, un lavoro che non dice nulla, non fa dire nulla. al massimo un bah.
parlo per esperienza personale, eh!
ho postato diverse cagate in giro (luoghi frequentati) e quello che me l’ha sbattute sul muso non sono stati i commenti, ma l’assenza di questi. Dico proprio zero o al massimo due (il famoso “bah” e la mia risposta. conto due, appunto).
Se un’opera qualcosa dice: Dice. bon. poi ci s’accapiglia su cosa e come l’ha detto.
Se non dice nulla… al silenzio non si replica.
Ma ’ste perle ve le state trascrivendo, o no?!
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@Rael: parti dal principio che molti tacciono quando apprezzano. Non sempre si ha necessità di dire bene-bravo-bis. Almeno, non tutti lo fanno. Non è indifferenza, è solo godere della lettura. Quando leggiamo un buon libro non ci precipitiamo a scrivere all’autore, se vediamo un buon film non inseguiamo il regista o l’attore. Almeno, non sempre.
Detta così… sì, parti da un principio esatto, ma più esatto è dire che ancora di più sono quelli che non apprezzano o che rimangono indifferenti e tacciono. Non solo perchè numericamente più probabile, ma per una questione di educazione e non solo.
Cerco di spiegarmi. Non tutti sono ad esempio cafoni e rompicazzo come me e sentono l’irrefrenabile pulsione ad esprimere la propria opinione negativa nei confronti di un’opera che non è piaciuta. È invece molto più probabile che si senta il bisogno di congratularsi sinceramente con l’autore di un’opera che ci ha emozionato. Quando questo non avviene, è perchè nella maggior parte dei casi non ne abbiamo la possibilità. Ma sfido io a non andare a stringere la mano e lasciarsi andare ad un complimento se ci si ritrova davanti l’autore di un libro che ci è piaicuto, o un bravo attore, o il nostro regista preferito. È una cosa gratificante e soddisfacente in un certo senso. Mentre al contrario è meno probabile che si senta il bisogno di andare ad insultare o svilire un autore. Perchè la cosa in sè non porta a nulla (se non ad un inutile scontro… con la possibilità di ritrovarsi tutti contro). A quel punto subentra una sana e sincera indifferenza.
Altrimenti a quest’ora i Vanzina (se avessero un pizzico di pudore e onestà) avrebbero smesso di fare cinema da un pezzo. Vabbè, come esempio non è nemmeno un granchè, visto che in questo caso i complimenti hanno un equivalente monetario. Per cui…
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sì, Ed, ci sta eccome quel che dici. Però così pare che io, non commentando praticamente da nessuno, allora disprezzi le storie pubblicate sino adesso, e non è vero. Semplicemente ho letto, apprezzato e stop.
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Infatti… bravo Mak (leggo solo ora il commento). Condivido il concetto espresso.
Spero che Lobo ne tragga la morale (non sarebbe male poi se si leggesse tutti i commenti per capire di cosa si è parlato prevalentemente, tanto da raggiungere i 100 e passa commenti).
Ho visto blog con post che raggiungevano i 200 commenti. Si parlava dei massimi sistemi, filosofia Hegeliana e Nietzsche. Ma i commentatori erano solo 3.
Il post era semplicemente una ricetta per la parmigiana.
Qua stiamo facendo un po’ di confusione. Mi si rizzano i capelli!
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Okkei ho capito. La prossima volta che mi viene voglia di commentare mi chiudo prima una mano nella portiera della macchina, così mi passa.
Io volevo solo fare i complimenti agli autori… eccheppalle!
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@Rael
Eh, un po’ un messaggio di puzza al naso e culoritto, passa.
OH! mica che uno si debba forzare a far quel che non gli viene! Il mio era solo un dato statistico.
Poi c’è chi è portato a commentare (i bravi) e chi no (le merde come te e biani che viaggiate in cieli troppo alti per noi pollame di bassa quota).
hehehe
SCHERZO!!!
(e oggi gira così. è ‘na cosa isterica per non piangere. tranquì)
@ed!
Conosco quella ricetta. è difficilissima in quanto, in ultima analisi, inconoscibile.
(amore che sei. ma che forum frequenti? pure di cucina mò? e dillo che ti vuoi far assumere. o sposare :)
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@LOBO
ancora co’ ’sta cazzo de PORTIERA?!!!
eccheccazz…
hehehehe
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come sarebbe a dire culoritto? eh? eh? spe’ che vado a schiacciare la mano all’altra portiera assieme a Lobo così scendo tra voi mortali fatti di carnessangue!
cmq, guarda che Ed! ha ragione. i commenti “veri” son meno della metà. Che siano partiti qui a raffica è solo fortuna. Anzi. È colpa di Manlio. Per forza.
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Scusate ero di là a mangiare la parmigiana di melanzane. Che è successo?
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Me so’ rotta il dito medio nella portiera. Fa quacchecosa.
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È sempre colpa di Manlio ©
;)
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Quando ho letto questa striscia non c’erano commenti.
Ho detto a Rael che era terribile, nel senso che mi aveva fatto un male cane, e la trovavo “quasi” perfetta nell’unione tra testo e disegni.
Bon.
Devo dire però che leggersi tutti ’sti 139 commenti è “quasi” meglio :P
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Dimenticavo.
Come consulente di Edizioni del Vento ho contribuito a pubblicare un libro tre mesi fa: Mozziconi.
Mozziconi sono sei storie di Monica Nardozi fumettate da Eugenia Monti.
Monica ed Eugenia sono bravissime, ma il fatto che siano entrambe donne è irrilevante.
Nel senso: se continuiamo a pensare al sesso di Monica ed Eugenia non ne usciremo mai.
Come scriveva Simone de Beauvoir: “Ciò che manca essenzialmente alla donna d’oggi per fare delle grandi cose è l’oblio di se stessa. Ma per dimenticarsi bisogna prima essere sicuri di essersi definitivamente trovati”.
Chiudo qui.
Eccheccazzo :D
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Voglio vedere quando e non “se” ci onori!
Tu sai…
vojovedè.
Illustratrici ne hai nel cassetto, lo so. (o illustraTori)
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[...] ti sconquassa da dentro con un sbuffo colorato e apparentemente innocuo. Una storia che ha generato una discussione su genere, fumetto, arte, varie ed eventuali che vale, da sola, il prezzo del biglietto. Harlock, [...]
rael c’è tutto il tuo stile!
buh che dico? geniale.
Io di fronte a queste cose rimango senza parole, mi sembrano roba di un altro pianeta.
InZomma vah, molto terra terra, bravi entrambi.
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BELLISSIMA!
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