La rivista strappacòre che si edita dopo (and we all benefit). Nuovi coreographi: Cotus/Leon e Luis Escorial
febbraio 25th, 2009
E’ un fumetto commentato, questo nostro. Con le chiose a piè di pagina. E’ anche la parte di Core di cui siamo più soddisfatti: i commenti fuori dai denti. Meglio se strappacòre (in tutti i sensi del termine). C’è un adagio che riguarda l’informazione online che dice più o meno: «nel giornalismo tradizionale l’editing si fa prima, in quello online l’editing si fa dopo». Nei commenti. C’è una selezione all’ingresso, come da regolette: cui teniamo molto molto, pur con qualche eccezione per gli esordi (vuoi mettere la sottile ritardata imbiancata vendetta di dire, per una volta: “No, non sei in lista”?). Ma poi, se c’è un errore, ci freghiamo le mani. Altro che correggerlo. Un errore, una sbavatura di racconto o di pennello, una volta finito online, dentro i commenti, è come la ferita sanguinolenta del bagnante nei film di squali, piranha, e altri mostri marini coi denti puntuti. Ciccia da trama (o da trauma). Che produce cose – come questa, per dire. Whoa.
Through that sharing, we all benefit
C’è anche un altro adagio (questo è di Gillmor, del 2004 addirittura*):
«My readers know more than I do, sometimes individually on specific topics, but always collettively. […] And having readers’ feedback and partecipation presents a great opportunity and not a threat, because when we ask our readers for help and knowledge they are willing to share it – and, through that sharing, we all benefit»
«I miei lettori ne sanno più di me, a volte individualmente su temi specifici, ma sempre collettivamente.[...] E avere feedback e partecipazione dai lettori costituisce una grande opportunità e non una minaccia, perché quando chiediamo ai nostri lettori aiuto e conoscenza troviamo in loro volontà di condividere – e, attraverso questa condivisione, tutti ne ricaviamo un beneficio »
We all benefit. Chi smista, chi disegna, chi scrive, chi legge.

Bifido danzante. Tre palle in pista da ballo, più volto di donna
Un controllo sereno del tempo che scivola
Poi nei commenti ci stanno anche cose così
C’è TUTTA una generazzione che se ci chiedi: qualè il RICORDO di tua madre, quel ricordo è LA LACCA.
hai presente quando eri BIMBINo e c’era la festa che tutte le MADRI venivano a prendere i FIGLI che c’era la stanza che ESPLODEVA di LACCA?
Ecco. La LACCA è MATERNA, come le CALZE di donna frantumate ad altezza di GINOCCHIO. O come la TOPPA che la madre ti metteva nei pantaloni dove ci avevi fatto il BUCO. Era bella la toppa. Era il SEGNIO che ti impegnavi nel GIOCO della vita e che BACIARE la terra coi ginocchi non era UMILIAZZIONE ma era un controllo sereno del tempo che scivola.
Se c’è qualcuno che lo conosce di persona, gli dia un bacio sulla fronte da parte mia.
In senso sartriano, beninteso
E’ anche un fumetto vischioso il nostro. Se una cosa è vischiosa quando credo di possederla – “per uno strano rovesciamento”, scrive quel depressone di Jean-Paul in L’Essere e il nulla** – è lei che mi possiede. Se l’oggetto è solido, toh, posso lasciarlo cadere quando mi pare e piace. Né di solito si teme ciò che è liquido (il mare, la vasca con le paperelle, l’utero che fu): ci si lascia sommergere senza paura di perdersi in esso, rimanendo in controllo delle proprie maestrie e dei propri sotterfugi. Ma entrare in contatto con il vischioso significa rischiare di dissolversi in esso, incatramarsi, inchiostrarsi, diventare resina e melassa.
E’ vischiosa la passione, l’incontro vero con l’altro, con lo straniero, con chi è distante da noi, diverso, inesplorato. Non so cosa c’entra, ma forse sì: questo è un fumetto vischioso.
Nuovi coreographi: Cotus/Leon e Luis Escorial
Due nuovi amici ci raggiungono in questa avventura incatramata – dopo i tre della scorsa settimana. E ne siamo, sempre più, felici (sì, io faccio il poliziotto buono). Sono Cotus e Leon, la più classica delle coppie fumettare, testi e matite in buon ordine, di piglio e cipiglio ed empatia animalista e pecoreccia: due storie per loro. E Luis Escorial, il nostro primo straniero (ma poco vischioso), un coreografo nato per natura e pensiero, con una storia di babbi incazzosi e piccioni poco poviani (anzi sì: perché passibili di finire in padella). Lo presenta meglio JD, cui si deve la traduzione di questa tavola e di altre (clicca qui per leggerle tutte).
Appena ho tempo, te lo trovo. Il tempo
«In effetti è per tutti così. Qual è la cosa che sento ripetere più spesso? Appena trovo il tempo, mi ci metto. Ritagli. E con quei ritagli vengono stracci».
La frase è di Mak, da questo fumetto. E’ che sono costretto a metterci almeno un suo pensiero – mai sentito così umiliato. Ma se siete quel tipo di gente che il tempo sa trovarlo, e sapete tenere in mano una matita, la email è sempre la stessa (e le regole pure), ed è – altro che spreco! – roba di fede, sempre inutilissimo che troppo ci pensi: info@coreingrapho.com
* David Gillmor, We the Media, O’ Reilly Press, 2004
** J. P. Sartre, L’essere e il nulla, Mondadori, 1954





Riguardo il commento di eNZO, magari dico una cosa nota, ma tanto lo faccio di professione: per chi volesse seguirlo, può trovarlo anche sul blog di Matteo Bordone, http://www.freddynietzsche.com
Anche là sparge pillole di saggezza.
(Non ho nessun legame con MB, sia chiaro)
[Rispondi]
eNZO è un piccolo ciottolo che risplende mille volte più di tanti gioielli che si bullano del proprio splendore.
[Rispondi]
sì, ma eNZO è MIO non di BORDONE che sisà, è sbruffonciello milanese e si crede che sta una spanna sopra astocatso.
almeno cosei m’ha detto eNZO. in sintesi.
confermato da Ulderico.
;)
grazie effemmeffe che e. è troppo un piacere da passarsi.
[Rispondi]
Anche sul blog della Soncini, quando scriveva (la soncini intendo). E comunque eNZO è di tutti. Ecco. Non vi permettete. Ecco.
[Rispondi]
eNZO è l’evoluzione del “primo” per definire un blog di successo.
[Rispondi]
MUrco,
NON ho capito una cosa. Cosa è L’EVOLUZZIONE del “primo”?
Io una volta HO evoluto un primo. Era la PASTA col forno. La pasta col forno si fa con: la pasta, il RAGU’ a carne, la carne, la salsa tutta stretta, i piselli, il formaggio, l’uovo, il forno. Così si fa. Io però UNA VOLTA a me e Ulderico ci avanzava il salame e ce l’ABBIAMO messo dentro. Ecco. QUESTA è stata evoluzzione del primo. CHe è diventato PASTA col FORNO più EVOLUZZIONE a salama.
Diceva QUESTO il tuo amico BARBUTO?
ciao MUrco,
qui piove ma NON è acqua pulita, infatti NON c’è chiarità nelle goccioline che SPIOVONO giù
è il DOLORE della pozzanghera INDIFESA
che le PIOVE addosso tutto lo schifo del mondo
e lei NON ci può fare niente, mischina,
sempre che si bagnia e tutta che IL PIEDE la calpesta e ci si arrabbia pure
ma non è la POZZANGHERA che ha colpa
è il buco di STRADA che la forma
anche la strada si sente sola, che credi? che solo perché TU avvolte non ci hai carne CHE ti respira vicino
solo tu ci hai il DIRITTO alla tristezza buia come le TONACHE delle MONACHE?
ecco.
Se capisci che TU sei un pò la POZZANGHERA del tuo mondo
risce allora a sentire la VOCe di ogni singola gocciolina
e capisci che è sei Tu che ATTRAVERSI la pioggia, mica l’INCONTRARIO.
ma TANTO questo non IMPORTA, perché è l’occhio che si ARRABBIA
mentre il PIEDE ha la pietà di CHI sa che la pungiuta di SPINA può essere
una PUNGIUTA d’amore
ora ciao, mi devo PREPARARE che devo uscire di LAVORO
ciao da eNZO
[Rispondi]
hehehe, non l’ho capito neanch’io benissimo il concetto di evoluzione del primo.
ma mi capita spesso di non cogliere cose e per non far figure mi riservo di ripensarci in seguito.
poi mi scordo :)
[Rispondi]
Ecco, non conosco gli autori, ma secondo me sarebbe interessante vedere qualcosa su Core di questi:
http://beccogiallo.it/?pagina=pagina_generica.php&id=97
[Rispondi]
Senza dubbio, meglio eNZO che un “primo!” – con tanto di punto esclamativo – tra i commenti (se ho capito bene il concetto espresso da effemmeffe).
Ma non parlerei di evoluzione; piuttosto un salto quantico, posto che “primo!” non ha contenuti, mentre sono rimasta affascinata dalla solitudine della strada (forse perché quelle di Roma, con la pioggia, si riempiono di buche e pozzanghere, e col motorino non è certo una goduria… proverò a guardarle con più indulgenza, ma non so se il mio sedere sarà d’accordo).
[Rispondi]
[...] alla discussione, la scrivevo già la settimana scorsa, la passione e la soddisfazione nostra per “i commenti fuori dai denti. Meglio se [...]