A walk

Dudes, really proud of Luis Escorial here.
We just can listen to him:

“I am a Spaniard, I am a husband, I am a father, and a friend. I am an artist, I work as a graphic designer and I still have dreams. I just wasn’t brave enough to pursue them“.

Luis lives in California, but he comes from Spain. I like to think he talks about a homeward U.S. citizen and his European daddy.
Luis shows with little precious cameo differences between New World and Europe: one is about coffee. It could be hard for us to imagine something different from a good coffee. That’s the reason why in Italy Starbuck’s turns into a Mimmo’s Pizza after a while.


Ragazzi, siamo orgogliosi di avere Luis Escorial qui.
Può dirci lui direttamente chi sia:

“Sono uno spagnolo,  sono un marito, sono un padre, e un amico. Sono un creativo, e lavoro come designer grafico. E ho ancora dei sogni. Solo non sono abbastanza coraggioso da inseguirli”.

Luis vive in California ma è di origini spagnole. Ci piace pensare ci stia raccontando di uno statunitense che torna al paese di origine da suo padre in Europa.
Luis ci mostra con piccoli preziosi cameo alcune differenze tra il Nuovo Mondo e l’Europa: una di queste è il caffè. Può essere difficile per noi immaginare qualcosa differente da un  buon caffè. Ecco perché in Italia uno Starbuck’s cafè viene rimpiazzato da Pizzeria da Mimmo in un attimo.

Clicca qui per la versione in italiano ->


Info su Luis Escorial

I am a Spaniard, I am a husband, I am a father, and a friend. I am an artist, I work as a graphic designer and I still have dreams. I just wasn't brave enough to pursue them. [my comics blog]
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31 risposte a A walk

  1. jd scrive:

    sorry but…

    FIRST!!!

    :D

    a parte gli scherzi, sono molto contento della prima strip da switchare dall’inglese all’italiano.
    l’inizio di una lunga serie di autori da ovunque da conoscere, apprezzare, interpretare.

  2. nikink scrive:

    secondo!
    (ciò i miei canali… zut)
    emoSione per il primo ospite foresto e direi che, isso, di sintassi e giunture della scrolla ha capito tutto (nonché della sana cattiveria dell’ostello qui)

  3. Luis Escorial scrive:

    JD,
    beautiful translation. It reads better in “Italino”, I guess because it is closer to Spanish and it feels more real to me.
    Thanks so much for the opportunity and the great work to you and Marco.

    I’ll keep them coming.

  4. Roberto scrive:

    Sissi, e’ forse piu’ bella in italiano. Complimenti pure a JD.

  5. david.schwarm scrive:

    Luis, this is absolutely fantastic! Clever & funny–sitting on the verge of heartbreak–really first rate stuff. And it flows very well and quickly–almost to quickly–it was over way to soon.

    I look foreword to more of your work here.

    Thanks, David S

  6. makkox scrive:

    Non per sciosciarsi, ma voglio linkare un articolo di Luis in merito all’iniziativa Core che è interessante nel punto in cui parla di webcomics e scroll (il resto dell’articolo è abbastanza allucinato e nasconde oscene pulsioni verso maturi italiani ricciocriniti che parlano uno splendido inglese).

    Non for scioscing* ourselves, but I wanna link a Luis post about Core initiative that has an intresting part where he talks about webcomics and scroll (the rest of the post is a little weird and hides obscene drives toward curled, mature Italian men who speak a terrific english).

    http://comics.escorialdesign.com/2009/02/23/coreingrapho/

    *scioscing: to sciosch.
    Intraslable. A sort of…
    no. intraslable. May be something like… uff.
    sorry: it requires more room than comments allow.

  7. Dirk scrive:

    Che vuol dire, che quando mi faccio vecchio porto mia figlia in Floridiana e piglio a bastonate le zoccole per vendetta?

  8. laura scrive:

    ma xké se clicco non mi mette l’italiano, che sò gnorante? :(

  9. makkox scrive:

    perché devi andare da Massimiliano e dirgli di montarti Firefox come browser e non quella bara inchiodata di Safari.
    (comunicazione interna)

    cmq
    l’immagine è composta da due parti.
    la prima è qui:
    http://www.coreingrapho.com/wp-content/uploads/2009/02/final_trad_01.jpg

    e la seconda è qui
    http://www.coreingrapho.com/wp-content/uploads/2009/02/final_trad_02.jpg

    :)

  10. Leon scrive:

    Tra un caffè di StarSuck’s e un buon caffè c’è solo una piccola differenza: il caffè.

    Complimenti Luis, fila tutto liscio liscio!

    Leo

  11. laura scrive:

    @makkox, grazie, provvederò, ;) intanto ho letto! Bellloooo! ottimo. bene ben, qui si cominciano a leggere varie cose interessanti… monta monta!

  12. makkox scrive:

    Ora voglio dire una roba sulla storia di Luis.
    I testi, la storia, mi piace. No, meglio, il rapporto padre/figlio mi rende bene. Mi evoca cose mie.
    Quindi è roba bona. de Core e non PER Core.

    I disegni invece… cioè, belli eh! bella la scelta di ‘sto smatitato acquoso un po’ esitante…
    Però, a mio parere (e qui mi faccio un nemico oltreoceano), Luis s’è voluto spingere troppo lontano dal suo regno. S’è avventurato nel territorio del realistico, almeno per quanto riguarda il personaggio “figlio”.
    Il padre rimane molto maschera e conserva l’efficacia delle icone (così come l’icona dello smile è molto efficace nel comunicare un soriso sciocco pur non essendo il disegno realistico d’un volto).
    In alcuni (non tutti) disegni del volto del figlio, invece, la tensione alla rappresentazione realistica (realizzata imperfettamente), bum! ti fa uscire fuori dal “sistema maschera” e ci si ritrova davanti a dei segni su “carta” che non comunicano efficacemente: sembrano solo ritratti un po’ sbagliati, storti, esitanti. Insomma: rompono l’incanto.
    OCCHIO: parlo a titolo personale! non ho sufficiente cultura artistica per dare un giudizio valido in senso assoluto.

    Quindi, appunto PERSONALMENTE ne traggo qualche insegnamento:
    Uno: scegli un registro e stacci dentro. con tutto. personaggi, scenari, dialoghi.
    Armonia, insomma.
    Due: esplorare non solo è cosa buona e necessaria, ma devo espandere il mio territorio espressivo, non abbandonarlo e perdermi in luoghi sconosciuti in cui non ho idea di come sopravvivere.
    Tre: devo essere coraggioso come Luis, a rischio di prendere qualche pomodoro assieme alle rose.
    Quattro: lezioni d’inglese, non google translator.

    —————————————————————————————————
    English (“english!” hahahahahaha) version.

    Now I want to say some about “A Walk”.
    The dialogues, the story, I like it. No, rather, the father/son relaction is well represented. It evoke things in my experience.
    So it is good stuff. from-core and not for-core.

    The drawings, however … ie, beautiful eh! nice choice of pencil and water sketch style.
    But, in my opinion (and now I’ll turn a friend in an enemy in california), Luis has pushed himself a little too far from the his kingdom. He is ventured himself into the territory of the realistic drawing, at least for the character “son.”
    (The father instead, remains “mask” and retains the effectiveness of the icons (as well as the icon of the smile is very effective in communicating a -silly happiness- without being a realistic drawing of a face)).
    In some drawings of the face of the “son”, indeed, the tension toward a realistic representation (imperfectly realized), bum! makes you go out from the “mask system”, and it putted us in front of simple “signs on paper” that doesn’t communicate effectively. They seems only just a little ‘imperfect, twisted, hesitant realistic portraits. In short: they risks to breaking the spell.
    WARNING: I speak personally! I do not have enough artistic culture to give a valid opinion in the absolute sense.

    So, just personally, I draw some lessons for myself:
    Step One: Choose a style and sieves inside. with everything: characters, scenes, dialogues.
    Harmony, in short.
    Two: “to explore” it is usefull and necessary, but I need to expand my expressive territory avoiding to lose myself in unknown places where I have no idea how to survive.
    Three: I must be brave as Luis, taking the risk tath someone throws me some tomatoes, along with roses, on the stage.
    Four: english lessons, not google translator.

    Remember Luis
    I ALWAYS LOVE YOU.
    I never forgot those summer days on the mountains, guarding sheeps…

  13. Leon scrive:

    AAAAAAAAAAAARRRRRRRRRRGGGGGGGGGHHH!

    Remember Luis
    I ALWAYS LOVE YOU.
    I never forgot those summer days on the mountains, guarding sheeps…

    Mo si dice guarding…na vorta era fucking…Ricchioni e pervertiti!
    ma tanto dei bravi ragazzi…
    ;-)

  14. Andrea V. scrive:

    Muy lindo! ahora tienes che siguir trabajando asì. Gracias para esta historieta, espero las otras, hasta pronto

    A.

  15. jd scrive:

    grazie da parte di Jd.
    a me ha fatto -e fa- specie un’espressione del figlio: quando chiede al padre da quanto tempo sia incontinente e rovescia la testa all’indietro in pura rassegnazione disperata.
    Ho pensato a quante volte ho avuto la stessa espressione.

  16. Skiri scrive:

    Mi son quasi strozzata dal ridere quando il padre prende a bastonate i piccioni, ché mio nonno Dante faceva uguale.

    (a volte mancano le pupille, è inquietante).

  17. Skiri scrive:

    Marco, dove scrivo una roba che ho bisogno di dirti e che riguarda in generale il blog?

  18. makkox scrive:

    @skiri
    Puoi scriverla nei commenti della pagina FAD (Fatece A’ Domanda)
    http://www.coreingrapho.com/pekkessi/fad/

  19. Dirk scrive:

    Faccio un’osservazione giusto pecché tu hai cazziato chi come me usa google translator: F.A.D. deve essere correttamente tradotto in “Facitece A Domanda” e non “Fatece”.
    L’etimologia della parola sicuramente è latina (il verbo facere) e quindi la t segue la c.

    Esempio: “Ma facitece o’ piacere”, “Ma nun ce facite ridere” (questo è il caso in cui il “ce” vien preposto al verbo) ovvero il suo contrario “Facitece ridere”.

    Sfaccimmo no? :-)

    p.s.: “ridere” seppur scritto come si scrive in italiano si pronuncia “rirere” ovvero, ancora più rigorosamente in napoletano, “rir-r” pronunciando due volte di seguito, a stretto giro, la r.

    Della serie: “Non è mai troppo tardi”

  20. makkox scrive:

    ma anch’io uso google translator!
    :)
    Tu dici che “Fatece er piacere de annà a gioca da n’antra parte, regazzì” usa erroneamente il “Fatece”?
    “fatece dormì!”
    “fatece ride!”
    “fatece a’ proposta dottò, poi noi valutamo se ve pubblicamo o meno. Artrimenti c’è feisbuk e stamo tutti pubblicati e contenti”

    nahh… secondo me “fatece” nun jela faccio mica a fajelo cambià a ‘sti burini.

    hehehe
    si’ nnu cacacazzi wuagliò. m’hai fatt’ rir-r
    ;)

  21. Skiri scrive:

    Ok, scritto su Fateceacosa, lì.

  22. makkox scrive:

    @jd
    comments from 17 to 21 are pure OT chatting.
    nothing so interesting to translate.
    :)

  23. Leon scrive:

    @ makkox
    ti ha scritto Gaston in pvt. Cose serie.
    Ciao
    Leon

  24. Luis Escorial scrive:

    @makkox
    Marco, you got it totally right, and I really appreciate your comments and suggestions (by the way, sending me your Cintiq would make it better).
    You pointed out some excellent issues and I would like to expand a bit on what you said.

    About the Story:
    I conceived the story at the beginning with a deeper theme. I wanted to use an internal voice (the son thinking) that would make the story flow, supporting the scrolling concept, but continuously interrupted by a more vain, “realistic” dialog. It was almost two different dialogs running in parallel, getting in and out of the story’s flow…

    Of course soon I realize this was just way over my head. The story was getting too complicated and I didn’t think I could pull it out at this moment. So I decided to cut it down, simplify and still keeping part of the charm and emotion, add some comedy to it. I am not sure that was the best decision.

    I am happy with the dialogue, but interestingly it sound better in Italian, closer to what my mind was thinking in Spanish. A dialogue between father and son (two Spaniards) looses big part of the charm when it is in a “cold” language as English. I think JD did an awesome job with the translation.

    About the Art:
    You are right on the spot. Although the theme of the story seemed to me needed a more “realistic” approach for the art; this is not an style I am used to (if I am used to any). I am testing and trying, I am experimenting for the first time in my life and I wanted to give it a chance, but it was hard since it didn’t feel very natural to me. As you pointed out, the graphical inconsistencies are obvious.

    The figure of the father is closer to what comes out naturally from my fingers but still had to push it a bit, I just wasn’t sure other style but “realistic” could serve the theme of the story (although it has comedy, my initial intention was to create something more emotional, deep from my heart, based on my own experience).

    It is now at 41 that I’ve decided to take as hobbies something that has been a dream all my life; storytelling with comics. I have a long way to go and I am not on a rush. I want to learn to enjoy the process instead of the end product (and that is really difficult for me). I am willing to jump into unknown waters and swallow the salty seas, and reading your comments and advice is a luxury that not everybody has.

    This is a learning process and as such, comments, critics and suggestions are big part of the deal. I just wished I knew Italian so I could answer everybody.

    Thanks guys.

    —————————————————————————————————

    Marco, ci hai preso in pieno, e apprezzo molto il tuoi commenti e suggerimenti (certo: se mi mandassi la tua Cintiq sarebbe meglio).
    Hai sottolineato alcuni argomenti interessanti e vorrei approfondire quanto hai osservato.

    In merito alla storia:
    All’inizio avevo concepito la storia con una tematica più profonda. Volevo usare una voce interiore (i pensieri del figlio) per guidare il flusso narrativo, supportando il concetto di scrolling, interrompendola però continuamente con dialoghi più casuali e “realistici”. Si sarebbero avuti due flussi narrativi in parallelo, in un continuo partecipare e osservare a distanza il procedere della storia.

    Ovviamente ho subito realizzato che era fuori portata. Il tutto era troppo complesso e ho capito che non avrei potuto dargli vita in questo momento. Così ho deciso di tagliare, semplificare e mantenere parte del fascino e del potere emozionale della storia, aggiungendo anche un pizzico di commedia. Non sono sicuro d’aver deciso per il meglio però.

    Sono contento dei dialoghi, ma la cosa interessante è che suonano meglio in italiano, che è più vicino allo spagnolo del mio pensare. Il dialogo tra padre e figlio (due spagnoli) perde fascino quando è reso in una ligua sintetica come l’inglese. Credo che JD sia un vero coglione [NdT hehehe... nevvero: dice che Jd ha fatto un gran lavoro di traduzione!]

    In merito al disegno:
    Hai centrato il punto. Sebbene il mood della storia mi sembrava necessitasse un approccio più realistico al disegno, purtroppo non è uno stile per me abituale (se pure ce ne fosse uno che lo sia!). Lo sto provando e testando. Lo sto sperimentando per la prima volta in vita mia e voglio dargli una possibilità, ma è dura perché non me lo sento nelle mani. Come hai rilevato, le incongruenze grafiche sono evidenti.

    La figura del padre è più vicina al mio tratto istintivo, ma comunque ho dovuto sforzarmi un po’, perché ero certo che uno stile non “realistico” non avrebbe reso l’atmosfera della storia (anche se ha parti comiche, la mia intenzione iniziale era di creare qualcosa di emotivamente più intenso, che venisse dal profondo del cuore, basato sulle mie esperienze).

    E ora son qui, a 41 anni, ancora giovane che sisà che fino a 46/47 si è nel fiore degli anni [NdT la parte in corsivo l'ho aggiunta io ma so che lui intendeva questo] che ho deciso di fare per hobbie qualcosa che per tutta la mia vita è stato un sogno: narrare con il fumetto. Ho tanta strada da fare ma non mi corre appresso nessuno. Voglio imparare a godermi il processo creativo più che il prodotto finale (e questo è davvero difficile per me). Voglio tuffarmi in oceani sconosciuti e assaggiare l’acqua salata, e leggere i vostri commenti e suggerimenti come un privilegio riservato a pochi.

    Questo è un percorso di apprendimento e così, commenti, critiche e consigli fanno parte del pacchetto. Avrei voluto solamente conoscere meglio l’italiano per rispondere a tutti.

    Grazie ragazzi.

    [Grazie a te Luis]

  25. Dirk scrive:

    M’inchino al Maestro: magara “Fatece er piacere de annà a gioca da n’antra parte, regazzì” l’avrei detto “Fatece er piacere d’annà a giocà da n’antra parte, a regà” ma queste son raffinatezze linguistiche che potrebbero, se reiterate, portare alla metafora VAPNC (vattela a piglià n’der c…) rivolta a chi dovesse insistere troppo. :-))

    p.s. x Luis: also this comment is pure OT chatting.
    nothing so interesting to translate.

  26. makkox scrive:

    ho tradotto il commento di Luis qui sopra, per chi fosse angloleso.
    la traduzione è molto libera e tende a interpretare più il senso che le parole.
    almeno così dice l’avvertenza su google translator.

  27. manlio3 scrive:

    più o meno quello che ha detto maaaaak. Che io ero già tifoso di Luis Escorial, però questo racconto mi pare moscino. Veramente anche come storia eh, ma soprattutto come disegni. Non lo so l’ avrei voluto più… si insomma più… ma forse anche più… e poi soprattutto più… ecco. Più.

  28. elia_pippi scrive:

    Io di disegni non discuto (ci so’ troppi mostri sacri in giro per di qua e non mi sento in grado di argomentare), ma la storia… quella mi ha emozionato!

  29. Ciuppy scrive:

    Vabbè … ed i disegni, e va bene … e le storie, e va bene (fa eccezzione Makkox, ma, sisà, l’età …) …

    Ma che ANCHE qui i commenti possano diventare parte integrante dell’interessantume … eh no, eh?!

    Ah, piccolo OT. Makkox … pezzo di paracu… “it is in a “cold” language as English” vuo dire che i sassoni parlano un idioma che oltre che barbarico (cosa che aggiungo io) è FREDDO, non SINTETICO! Che fai? cedi al buonismo ed ala politicamente corretto?????

  30. makkox scrive:

    @ciuppy

    sì, mò qualcuno si farà ‘na risatella ché sa che io ciò la fissa del valore assoluto dei commenti, slegati dall’oggetto del comentare.

    poi, la traduzione è davvero molto molto poco letterale. mi son preso libertà, cercando non di cambiare (come sembrerebbe) ma di conservare. quel “cold” in inglese lo sento un filo diverso dal senso in italiano. mea culpa.
    :)

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