post La rivista che lievita e non si chiude. Nuovi coreographi: Biani, Lobo, Manlio3

di Antonio S.

febbraio 18th, 2009

Archiviato in: InsightCommenti (11)


E’ un fumetto tallonatore, questo nostro. Questo nostro che vorremmo. Un fumetto abituato agli urti: «uno che da piccolo, invece che a scuola, passava le mattine sugli autoscontri, che si innamora e quando scopre che la sua prima ragazza gli ha fatto le corna, corre ad affilarle a testate contro un albero come un giovane toro per usarle nella mischia*». Un fumetto che ha le corna, è anche, questo nostro. (Me la son cercata).

La fiducia che mai respirammo

Qui, per le new entries ci vuole un pezzo che parli di vivaio e vitalità, di impaccio iniziale e di fiducia, capì? Senza che ti suggerisca altro…

E’ una mail di Makkox. Lui mi dice sempre quello che devo scrivere. Vivaio e vitalità. Ma che vuoi ne sappia io di vivaio e vitalità – mi verrebbe da rispondergli, se non sapessi quanto è vendicativo. E invece di fiducia ne so a pacchi. La fiducia qui dentro – dico in Coreingrapho – è nell’aria, è tutto intorno, permea ogni singola riga di codice e pixel. E’ nell’aria, è tutto intorno, come ossigeno su Marte nei sogni più belli di Jules Verne. Come può essere solo l’ossigeno mai respirato. Come può essere solo una rivista che non c’è – che lievita giorno per giorno e mai si chiude.


(Moma Spritz. Trittico giallo dominante, solitario e pieno di fiducia)

Libera autoinferta ferita

La fiducia che non è fede, però – e abbisogna di conferme: prove e sacrifici. Coreingrapho nasce come dispensatore di fiducia, aspersorio sorridente di piccoli incendiari incensi in fumettata terra. E’ la voglia di mettersi in gioco, di sperimentare nuovi linguaggi – liberi liberissimi e quindi vulnerabili. Nel ventunesimo secolo libertà e vulnerabilità sono di fatto sinonimi, vanno a braccetto come coppia spocchiosa e indissolubile. E allora nient’altro si può se non un fumetto ch’è vulnus, ferita. Libera autoinferta ferita.

Nuovi coreographi: Biani, Lobo e Manlio

Tre nuovi amici ci provano, ci raggiungono in questa piccola avventura, e sono i primi, e ne siamo felici. Sono Mauro Biani, fumettaro satirico d’un certo curriculum e di matita incazzosa – con uno squarcetto stripparolo anomalo e surreale. E Giuseppe Lo Bocchiaro, anche noto come Lobo, dotato d’un ruvido siculo bianco e nero – con una storia scrollona (d’altronde si sa: dopo due scrollate è sega) di struzzi e fiancate. E Manlio3, con un racconto di formazione ghirigoro e scontorno. Benvenuti a loro, e al loro fiducioso impaccio (Mak, hai visto alla fine l’impaccio ce l’ho messo). Presto nuovi esordi. Pim pum pam: fuochi d’artificio, e non ci teniamo niente per un domani che chissà.

Mammiferi di fede

«Tutti i mammiferi provano un forte impulso ad esplorare, ma in alcuni questo impulso è più forte che in altri**». Se siete quel tipo di scimmie nude esploratrici, e sapete tenere in mano una matita, la email è sempre la stessa (e le regole pure), ed è – altro che fiducia! – roba di fede, sempre inutilissimo che troppo ci pensi: info@coreingrapho.com

* Marco Paolini in Spiro Zavos (a cura di), L’arte del rugby, Einaudi
** Desmond Morris, La scimmia nuda, Bompiani



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11 commenti »
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    Commento di laura — 18 febbraio 2009 @ 09:42
  1. esplorare, sì, ma col corengrapho in mano, anche le palle… ancora vedo giochini dietro mezzi, a cose che sono vita, ma io io non mi ci gioco il core e neppure il grapho… ingrati, dobbiamo essere più stronzi. Dico noi, perché sì’ha da essere così nelle storie, nei fumetti, nei vostri rotoli webbici. graffiarsi.
    baci
    e buone raccomandazioni a me prima di tutti! :)
    fiducia sì, “bisogna aver fiducia nelle persone” finale di manhattan (che mai mi ricordo come si scrive).
    auguri e fiducia a tutti!
    laura la rompi

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  2. Commento di makkox — 18 febbraio 2009 @ 13:14
  3. @laura
    credo che si possa convincere di più a seguire un esempio che indicando una strada standosene seduti ;)
    dire “voglio di più” è legittimo e condivisibile. anch’io voglio vedere e DARE di più.
    credo, come sempre ho creduto e di conseguenza ho fatto, che funzioni meglio un “voglio di più!” seguito da un “così: come faccio io!”.

    l’esempio è un motore antico e invincibile.
    muovi il culo signora! (hehehe)
    puoi insegnare tanto come tanto ho appreso io guardando tue poche cose (più che ascoltandoti).

    (non ti sei riconosciuta un po’ in quelle vigne x amnesia?)

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  4. Commento di laura — 18 febbraio 2009 @ 14:09
  5. darò darò
    adesso straincasinata, mho una cosina da parte… un compito preso da Memorie dell’arte bimba, vediamo…
    corinmano, intanto parlo da lettrice e poi…

    per fortuna non mi sono vista nelle vigne amnesiche, vuol dire che sono autonome :)
    evviva tutt’e cose!
    (e perdonino i terroni di come lo scrivo)

    [Rispondi]

  6. Commento di makkox — 18 febbraio 2009 @ 15:50
  7. scusa antonio, ma le foto so’ tue?
    e sei stato al MOMA e poi vicino a un muro co’ un chiodo a NY e poi a beve una roba aunBar giù al grenuich?
    ecco perché non ti si trova MAI a casa attè.

    avoja a bussà’rcitòfeno, IO.

    bah

    (mò che i commenti siano autoreferenziali, ce ne futtimm’ no?)

    @laura
    hai terronato correttamente.
    nella seconda e ultima vigna amnesiche ci sei, anche se non sai dove. ciò so io.
    (è nella botta e via con cui tratteggi a pennellone alcune cose viste sul tuo tumblo)

    [Rispondi]

  8. Commento di makkox — 18 febbraio 2009 @ 15:56
  9. che poi ho capito (ché me l’hai spiegato) ’ste cose dei *compiti* che dà Scozz ai suoi seguaci.
    me ne ricordo uno a pranzo proprio con Lui: descrivi la tua giornata (spulciando nel piccolo per trovar eco del grande).

    a me non piacciono.
    me li dava anche don nino a scrittura catechistica creativa.
    - descrivete la prima volta che avere subito sodomia.
    - don nì, ma io non sono mai stato…
    - tu resti a doposcuola Dambrosio.

    (mò vedi come s’incazza il Sofio che gli sto sporcando il suo post tutto caruccio con ’sti commenti da Ditelo al Lando)

    [Rispondi]

  10. Commento di as — 18 febbraio 2009 @ 15:59
  11. Dico che voto Laura e Mak come coppia potenziale fumettara dell’anno – mi adoprerò silenzioso e non visto nell’oscurità anche per una storia a quattro mani (pensa che roba uscirebbe). Per chi disegna e chi scrive si tirano i dadi e bon.

    Poi visto che qui dentro il concetto di riservatezza è uguale alla fiducia che aleggia nei pixel di marte ecc. ecc. sì, so mie. La prima è il Moma, poi una vecchia foto di un chiodo in macro, e l’ultima nei sotterranei della fortezza di firenze, con un italianissimo spritz. Ah grazie a Elisa che c’ha messo il mento e la posa da rocker ma manco sa che sta qua.

    [Rispondi]

  12. Commento di elia_pippi — 18 febbraio 2009 @ 19:35
  13. Io vengo su Core e la prima cosa che faccio è andare a vedere se c’è un nuovo editoriale di AS… è che mi piacciono assai (anche le foto) e poi… di solito, la metà dei fumetti pubblicati li ho già visti, alcuni addirittura in lavorazione, oggi no, c’è una bella sorpresa! so’ contenta!

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  14. Commento di Ugoz — 19 febbraio 2009 @ 19:27
  15. Ma ditemi se non è gran bello, questo sito qua.

    Spero diventi “roba molto molto grossa”, ci terrei davvero…

    [Rispondi]

  16. Commento di Leon — 19 febbraio 2009 @ 23:23
  17. che le genti poi, le cose le fanno, quando gli tira. E mo che c’è Makkox se le condivideno pure. Minchia che storia.
    D’altronde mica ve le potete tenere tutte in testa le cose.
    Bravi, Capoccioni.

    [Rispondi]

  18. Commento di manlio3 — 20 febbraio 2009 @ 15:17
  19. chevvordì ghirigoro e scontorno? mi devo incazzà?

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  20. Pingback di Coreingrapho » La rivista strappacòre che si edita dopo (and we all benefit). Nuovi coreographi: Cotus/Leon e Luis Escorial — 25 febbraio 2009 @ 11:28
  21. [...] nuovi amici ci raggiungono in questa avventura incatramata – dopo i tre della scorsa settimana. E ne siamo, sempre più, felici (sì, io faccio il poliziotto buono). Sono Cotus e Leon, la più [...]

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