post Cera Lacca I°

di Flaviano

febbraio 15th, 2009

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25 commenti »
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    Commento di Estebans — 15 febbraio 2009 @ 10:27
  1. gh gh.

    ti si vede, a sghignazzare da solo come un pazzo isterico che non trattiene l’istinto, mentre ti ritrai avventosato alla parete, missionimpossible de noantri con papera annessa al tubo.

    la strada del MaestroMàk è tracciata, e ne sei degno figlio, amorevolmente accolto nella casa del Padre.

    l’estrazione del rene fa ridere davvero, nella leggiadria ballerina e sofisticata con la quale sollevi noncurante il braccio.

    non fare il màkko, che magari dopo la prima parte lasci a becco asciutto prima di scodellare la 2a.

    Estebans

    [Rispondi]

  2. Commento di makkox — 15 febbraio 2009 @ 10:56
  3. me lo sono bevuto co’ tutte le bollicine!
    anzi, me lo so’ aspirato come fosse profumo di pane caldo.

    troppo bello, troppo come piace ammè (eh lo so, qui entrano i gusti) ché c’è una parte scritta che può esser solo scritta e ha un valore di persè che a disegnarla renderebbe diversa e peggio, e una parte disegnofumetto che a farla scritta verrebbe diversa (decisamente peggio).
    InZomma due forme che stanno bene assieme senza che una sia lo stucco dell’altra.

    c’è core.
    e un rene. che l’altro ce l’ha sergëj (hehehe)

    SÍ!
    m’ha fatto ride, ma davvero ride come di solito mi faccio ride solo io.
    (mò l’ho detta tiè ;)

    PS
    me so dovuto aprì charmap per cercà i caratteri accazzo pe’ scrive sërgej e mò v’abbotto di şŤƦőňƹåʈæ.

    [Rispondi]

  4. Commento di wallyci — 15 febbraio 2009 @ 11:12
  5. bella. bellissima! da morì. scritto tanto, ma scritto-grafico perfetto. senza tastiera, insomma. come dice makkox, hai trovato la forma espressiva migliore.
    a proposito di makkox: la prossima volta che lo vedo ridere e non è solo gli spiezzo l’altro pollice.

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  6. Commento di io — 15 febbraio 2009 @ 11:41
  7. yeahhhh

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  8. Commento di Flaviano — 15 febbraio 2009 @ 12:09
  9. grazie a tutti. e si, mak è un grande maestro, dovete vedere quando mi siede per spiegarmi “tu devi speculare sulla nostalgia e i ricordi dei lettori, che quelli sò beoti, si bevono di tutto….”

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  10. Commento di Tsunami — 15 febbraio 2009 @ 13:34
  11. Sono morta dalle risate.
    E poi il rene…
    Quanti ricordi.
    I miei li ho venduti anni fa per una serie completa di acrilici.
    Con la milza mi sono aggiudicata ben 5 pennelli serie 7 Winsor&Newton.
    Organi spesi bene U_U.
    Grande Flavià;)

    [Rispondi]

  12. Commento di viadellaviola — 15 febbraio 2009 @ 16:41
  13. e come dice makkox, sì, sò beota.
    che la lacca cadonet io pure la usavo.
    nel mio passato fricchettone, con quelle borsette da femmina un po’ tipo indiane con quei ricamini e gli specchietti… i ricamini si scucivano e si rompevano, e io per evitarlo, spruzzavo la borsa di lacca cadonet così il filo si induriva e il ricamo non si rovinava e gli specchietti restavano belli intrappolati nel filo di cotone.
    la lacca cadonet ha tenuto e intrappolato i miei capelli nello scignòn (o tuppo, o tuppisso, o cipolla) durante i saggi di danza, ha sostenuto come un’impalcatura il mio ciuffo anni ‘80, i ricami delle mie borsette fricchettone anni ‘90…
    la lacca cadonet sta nella mia memoria.
    per non parlare deinegozietti di paese dove potevi trovarla la lacca cadonet. mica al supermercato.
    quei negozietti che ci hanno dallo spillo al cannone, la candeggina, le mutande di lana dei vecchi, i calzini di filodiscozia, le spille francesi -spille da balia, per voi del nord- e il sale grosso.
    vabbè la smetto.

    a lacca cadonet
    come una madeleine

    poi si, bellobello tutto il racconto.

    [Rispondi]

  14. Commento di makkox — 15 febbraio 2009 @ 17:45
  15. PRIMO io non ho mai detto a quella sacchetta di falviano che i lettori son beoti bevazzoni e boccaperte.
    ve lo giuro ragazzi, sono ancora in lacrime per aver letto ’sta menzogna.
    -zniff-

    mi spiace non poter provare la madeleine di vudivù dato che non ho mai usato la cadonet come fissativo.
    noi qui in campagna ci si dava una mano di flatting alla nitro e poi dopo due ore, seconda mano.
    che la definizione “tavole” ciaveva un suo perchè anche fisico.
    e poi quando…
    ma restate sintonizzati: ve ne racconterò quanto prima.

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  16. Commento di Davide Tarasconi — 15 febbraio 2009 @ 17:54
  17. Rob Liefeld, hehe.

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  18. Commento di Flaviano — 15 febbraio 2009 @ 19:02
  19. lo vedi? lo vedi? ti sei sentito in dovere di smentire, perchè? per paura che i lettori pensino che quello che ho detto sia vero. è proprio come hai detto tu si bevono di tutt…..XD
    oh ma dovevo fartela pagare per quella battuta su canemunca no? e poi non fare il brillante che voi deegli anni 80 usavate la gommina Simonsplai o al massimo la coccoina….

    tzu, davide: grazie
    viola: grazie, belli quei negozietti di paese, io ritrovo la stessa sensazione quando vado a milano ed entro nei negozi dei chyna, esco che ho comprato na marea di cazzate, dev’essere una cosa che m’ha passato il mago Oscar, lui se ne tornava sempre a casa con qualche regalino, tipo un portachiavi a forma di bara, un busto fosforescente del duce….

    [Rispondi]

  20. Commento di viadellaviola — 15 febbraio 2009 @ 19:13
  21. UH! io mo voglio essere chiamata sempre vudivù

    poi volevo dire che me ne esco da quei negozi, tipo da quello di tommasina nel mio paese, sempre col sacchetto di quelle caramelle fosforescenti coi colori tossici, alla cocacola e alla fragola. e le liquirizie a rondelle. e qualche penna nuova, un quaderno… mollettine nuove per i capelli e le bigbàbol…
    insomma basta.
    la cadonet è tossica,mi provoca visioni dal passato.
    restiamo sul pezzo.
    bello stò core.

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  22. Commento di eNZO — 15 febbraio 2009 @ 20:25
  23. c’è TUTTA una generazzione che se ci chiedi: qualè il RICORDO di tua madre, quel ricordo è LA LACCA.
    hai presente quando eri BIMBINo e c’era la festa che tutte le MADRI venivano a prendere i FIGLI che c’era la stanza che ESPLODEVA di LACCA?
    Ecco.
    La LACCA è MATERNA, come le CALZE di donna frantumate ad altezza di GINOCCHIO. O come la TOPPA che la madre ti metteva nei pantaloni dove ci avevi fatto il BUCO. Era bella la toppa. Era il SEGNIO che ti impegnavi nel GIOCO della vita e che BACIARE la terra coi ginocchi non era UMILIAZZIONE ma era un controllo sereno del tempo che scivola. Io avevo la DOPPIA toppa nel ginocchio destro. Era una toppa marrò SOPRA una blu. Una volta per sentire cos’è la MANCANZA di una madre nella doppia toppa marrò e blu ci ho messo la LACCA della madre di GERRUSO (la madre era troppo BONA, gerruso invece è un PESSIMO). NON fu una grande idea. la TOPPA ha odore di TOPPA. <t’IMMAGGINI la lacca ad odore di TOPPA? I capell delle MADRI sarebbero stati armi sciacalli!
    Ulderico dice che LA lacca sta ALLE madri come il GEL ai 14-15 anni dei maschi.
    ciao da eNZO

    [Rispondi]

  24. Commento di makkox — 15 febbraio 2009 @ 21:38
  25. spetta spetta flavià
    te l’avrei potuto chiedere in privato… ma cos’è privato oggi?

    TU hai lavorato VERAMENTE col mago Oscar?!

    se sì: spettacolo! leggerò OtC in modo diverso ora (e anche le tue storie cor mago su Blue).
    poi dice che nunte vojo bbè

    se invece è ‘na puttanata che stai rifilando ai beoti senza avvertirmi prima…
    soccazzi (che non è un passato remoto).

    (il concetto che da bambini cadere sui ginoci non è umiliazione, m’ha fatto ricordà PRECISO ’sta cosa. e m’ha aperto l’occhi su un’altra: non mi mettevano i calzoni corti perché faceva caldo, ammè (anche perché me li ricordo tipo a gennaio. che mamma figlien’trocchia che tenevo))

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  26. Commento di Leon — 15 febbraio 2009 @ 23:04
  27. No so come dite voi in Italia….da me si dice…EMMECOJONI!
    Che a me le parti scritte me piacciono taaaanto signora mia…

    ebbravo davvero tanto.
    Leon

    [Rispondi]

  28. Commento di manu — 15 febbraio 2009 @ 23:14
  29. Bella Flà, stai aggiustando sempre di più il tiro.

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  30. Commento di Flaviano — 16 febbraio 2009 @ 00:16
  31. leon-manu:grasie ragazzi
    canesugna: eccicredo che c’avevi i calzoncini pure a gennaio, s’è mai visto un Balilla coi calzoni lunghi? no.
    io di toppe da piccolo ne ho consumate un infinità perchè mi piaceva fare le scivolate in palestra, solo che la tuta 100% poliestere poi si “buciava” e lasciava quelle macchie sbrilluccicose, però li stava il bello, anzi la sfida era proprio fare prendere fuoco alla tuta prolungando il più possibile la scivolata.

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  32. Commento di elia_pippi — 16 febbraio 2009 @ 00:16
  33. Mak usava un fissativo (forse di quelli che fanno saltare un rene, non lo so, io so ‘gnorante pe’ ’ste cose), ma non erano già più i tempi del liceo, parliamo di anni dopo, non ricordo come si chiamasse e men che meno so che compsizione chimica avesse, ma chiunque fosse così curioso può venire a prelevarne un campione dalle piastrelle della cucina e farlo analizzare.. mica so’ zozza e non lavo le piastrelle della cucina da vent’anni, è solo che quella “cosa” non viene via con nulla… forse con la nitroglicerina, ma non ho provato!

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  34. Commento di revan — 16 febbraio 2009 @ 09:59
  35. stikazzi.

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  36. Commento di Alessandro — 16 febbraio 2009 @ 10:12
  37. ….bellissima come sempre….e poi il ninja……agaaahahahah

    [Rispondi]

  38. Commento di Andrea V. — 16 febbraio 2009 @ 10:23
  39. Pazesco.
    Continuare così, prego!

    A.

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  40. Commento di jd — 16 febbraio 2009 @ 23:12
  41. cellai conme? eh? tu. cellai con me?
    no, dillo, eh.
    se non è troppo disturbo.
    mi dici: HA! JD! HO FATTO UNA FIGATA DI STORIA! CHE, VUOI VEDERLA?
    e io sono un uomo felice, che tu mi fai vedere una storia così.
    tanto felice.

    [Rispondi]

  42. Commento di GRIG — 17 febbraio 2009 @ 01:45
  43. usti ma da me non costava così tanto il fissativo!
    comunque è favolosa! ^^ quanto mi ha fatto ridere il momento del fissativo in classe!

    [Rispondi]

  44. Commento di laura — 17 febbraio 2009 @ 08:30
  45. a venezia andava forte la wella, il fissativo più caro, usato poi, ancora oggi appiccica…

    [Rispondi]

  46. Pingback di Coreingrapho » La rivista strappacòre che si edita dopo (and we all benefit). Nuovi coreographi: Cotus/Leon e Luis Escorial — 25 febbraio 2009 @ 11:27
  47. [...] nei commenti ci stanno anche cose così C’è TUTTA una generazzione che se ci chiedi: qualè il RICORDO di tua madre, quel ricordo è LA [...]

  48. Commento di Cube — 5 luglio 2009 @ 13:08
  49. Questa la sento mi più delle altre.

    [Rispondi]

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